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martedì 24 luglio 2012

Partire è un po' come...




Durante l'adolescenza quando si avvicinava l'ora delle vacanze, di partire nel mese di agosto coi miei genitori ero sempre un po' triste.
Da un lato ero contenta per le destinazioni scelte, di vedere posti nuovi, dall'altra mi prendeva il magone, stavo così bene con i miei amici del quartiere, avevo raggiunto un equilibrio invidiabile, un periodo spensierato fatto di giornate in piscina, al mare e di oziose chiacchiere, andavo d'accordo con tutti...avrei ritrovato tutto così al mio ritorno? O avrei perso tutto questo durante la mia assenza?
Avrei voluto cristallizzare la situazione così com'era, un fermo immagine perfetto da proseguire una volta tornata.
Avevo sempre un po' il terrore di essere dimenticata dagli altri durante le vacanze, di perdere la mia posizione sociale faticosamente conquistata, di venir sostituita da qualcun'altro, di essere accolta con poco entusiasmo a settembre e di perdermi chissà quale fantastica avventura o iniziativa i miei amici organizzassero mentre io ero fuori.
Avrei voluto che tutto fosse rimasto fermo e immobile, nessun cambiamento evidente nè grande, nè piccolo. I cambiamenti mi preoccupavano, potevano portare conseguenze positive o negative quindi nel dubbio meglio che tutto rimanesse immutato.
Preferivo una situazione statica, magari anche un po' stagnante e noiosa ma almeno era rassicurante e sapevo come affrontarla.


Poi tornavo ed effettivamente era tutto come lo avevo lasciato o se c'era qualche news facevo presto ad abituarmi. Ogni anno partivo con la consolazione che in passato poi mi era sempre andata bene.
Una delle mie citazioni preferite «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi» detta da Tancredi ne "Il Gattopardo".


Crescendo invece ho abbandonato questa sensazione avendo ormai capito che al ritorno avrei ritrovato sempre la solite cose ad aspettarmi, nel bene e nel male. Però in più ho imparato ad apprezzare lo stacco dato dalle vacanza e a considerare il rientro un po' come l'inizio dell'anno nuovo in cui si fanno i buoni propositi.
Ho imparato a fare tesoro delle esperienze fatte in ferie, di prendere quanto la conoscenza di nuove realtà e paesi poteva offrirmi e cercare di riportarla nel mio mondo.


Ieri sono tornata al parco dopo circa un mese di lontananza forzata. In pratica è deserto, non c'è nessuno e la situazione non è delle migliori. Il prato verde non c'è più ma al suo posto c'è erba secca, la terra è spaccata, arida. Ci sono dei fastidiosi insetti, zanzare, moscerini. In giro non si vede nessuno. Sono andata al parco giochi e la situazione è ancora più desolante, quel posto che era per me tanto caro in primavera, ora è veramente squallidino. Non c'era manco un bambino, tutti in vacanza, beati loro. I writers però in compenso  sono  belli attivi e hanno pensato bene di imbrattare lo scivolo così ora quando i bimbi scendono si sporcano di nero i pantaloncini, tacci loro!
Ho incontrato solo 3 persone, guarda caso, 3 personaggi ben noti al blog.
http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/il-mio-parco-4-aggiornamenti.html
Li ho visti in successione, sembrava fatto apposta. Delle volte penso di essere in una situazione tipo The Truman Show con i figuranti che vengono fatti passare davanti ad intervalli stabiliti e mi verrebbe da dire "Fermate tutta la baracca, a me non mi coglionate".
Delle volte incontrare le stesse persone ogni mattina, negli stessi posti magari a orari diversi mi dà un senso di soffocamento. In questo caso avrei voglia di cambiamento, vorrei fermare tutto e scendere sul serio.





Ho visto la pseudo-z., stavolta c'erano pure i miei genitori. Non gliene avevo parlato ma in effetti li vedevo abbastanza perplessi dal comportamento esuberante e invadente della figlia. E pensare che stavolta i bambini erano pure abbastanza puliti e ordinati rispetto alle altre volte. La bimba ormai ha imparato dove tengo i biscotti e l'acqua e li prende come nulla fosse, almeno questa volta li ha mangiati con la Pop, in venti minuti hanno finito la scatola. Poi ha voluto mettersi sul passeggino, voleva il mio cellulare, ha voluto sapere i nomi dei miei genitori...siamo scappati!
Non prima di aver visto Mimì metallurgico e marito, io non l'avevo mai visto ma mm sì, aveva ragione, è proprio come lei, con la divisa da operaio e il culo mezzo di fuori con la mutanda in bella vista.
E poi ho incontrato un'altra coppia ben nota con il bimbo coetaneo della Pop, in inverno siamo gli unici a frequentare il parco anche quando il tempo fa schifo, la mamma è russa e un po' di bora non ci ferma di certo! Il papà è quello che quando gli dissi che la Pop aveva un anno e mezzo aveva sentenziato "Ah no, lui invece ha 18 mesi"...


Insomma al parco è rimasto tutto invariato. A distanza di un mese nulla è cambiato, non si sono manco accorti della mia assenza, nè della panza (ma eravamo ad una certa distanza).


 "Tutto deve cambiare perchè tutto resti com'è"
c'è parecchia amarezza in questa frase, la consapevolezza che per quanto cambino le cose alla fine non sia altro che apparenza. C'è anche un senso di resa incondizionata, di rassegnazione, soprattutto rivolta alla politica e alla storia ma che si può applicare in mille altri ambiti.
Ai nostri tempi come vogliamo applicarlo? Non c'è più Silvio sarà tutto diverso, finalmente si respira. E invece è tutto uguale, infatti Silvio ora, spavaldamente e spudoratamente, torna, tanto a questo punto...
Nei sentimenti succede la stessa cosa, si chiude una storia, ci ripromettiamo "Non succederà mai più così", poi cambiano i protagonisti ma i clichè si ripetono, tante promesse "Non lo farò mai più" e la storia si ripete, ogni volta, sempre uguale a se stessa.


giovedì 19 luglio 2012

Altro soggiorno in ospedale, mio malgrado


Pare che al Pertini non possano fare a meno di me.
Sono andata per un controllo, post dimissioni protette, ora si definiscono così: noi ti dimettiamo, vai a casa, fai quello che facevi qui e poi torni e ti ricontrolliamo, se non va bene ti fermi un giro e non prendi neanche le 20mila lire passando dal via.
Mi ha visitato un dottore molto flemmatico e fatalista. Come prima notizia c'è che hanno perso l'ecografia che mi avevano fatto quando mi avevano mandato a casa una settimana fa. Quindi lui non ha nulla con cui confrontare la situazione attuale.
All'inizio guarda e bofonchia qualcosa fra sè e sè ma mi sembra che vada tutto bene, poi dice che il distacco c'è ancora e che si è ricostruito poco e poi che ce n'è un altro, non si è capito bene se c'era pure l'altra volta ed era piccolo o se è proprio nuovo.
Decide che è meglio se rimango in osservazione lì da loro.
Io avevo preventivato tutti gli scenari possibili tranne quello.
Gli chiedo "Ma per quanto tempo? Cosa mi fate se rimango qui?".
Lui alza le braccia e fa "Il fatto che ci sia un nuovo distacco non significa che la gravidanza vada necessariamente male....Il fatto che verrà ricoverata non vuol dire che andrà tutto bene...Il futuro non si può prevedere..." ci mancava solo che mi dicesse "Se mi' nonno c'aveva tre palle era un flipper" o "Siamo tutti nelle mani di Dio" che gli avrei dato una capocciata sul setto nasale.
Forse uno si aspetta da un medico, quindi da uno scienziato, razionalità, pragmatismo, certezze...qui siamo nel campo del paranormale.
Chiedo "Ma fino a quando devo restare?" (Sa com'è? C'avrei una pupa a casa, un blog da scrivere e due-tre milioni di altre cosucce..) e lui "Ehhh questo non si può sapere".
Vorrei sapere se siamo nell'ordine degli altri 6 mesi di gravidanza, una settimana, qualche giorno, tutta la vita...ma che glielo chiedo a fare?

Aspetto fuori dallo studio, ancora incredula e perplessa.
Finalmente mi portano una sedia...fino a quel momento eravamo in 4 ad aspettare in piedi, tutte in dimissioni protette, quindi non in forma smagliante. Io mi ero seduta su un termosifone e ho pensato "Se si scassa...meglio!", vorrei organizzare una sommossa e fornire tutte di sedie ma poi mi ricordo che in pratica in quel reparto non ci sono ma stanno solo nelle camere e mi sembra brutto entrare e requisirle.
Inizia l'attesa...per fortuna ho un libro. Tanto o sto a letto o sulla sedia è uguale.
Peccato che stia vicino alla porta d'ingresso che dovrebbe essere chiusa perchè non è orario di visita ma non si sa come riescono tutti a passare il primo sbarramento dotato di citofono ma poi gli serve che qualcuno da dentro apra il maniglione del secondo sbarramento sennò rimangono bloccati fra due porte.
Mi devo alzare continuamente per aprirla.
C'è fermento, ci sono le prime dimissioni ma ci sono anche persone che devono essere ricoverate.
Dopo 3 ore mi assegnano il letto che è proprio il 14! Quello dell'altra volta.
Meno male, perchè è in un'ala privilegiata, dove l'aria condizionata funziona alla grande, il sole non batte durante il giorno, c'è una bella vista sull'agro romano e poi io c'ho ormai l'anzianità di ricovero e posso vantare un atteggiamento di bullismo nei confronti delle altre.
Rivedo le infermiere, i dottori...spero quasi che mi riconoscano e mi chiedano "Ehi ma che ci fai di nuovo qui?", invece mi trapassano con lo sguardo, in una settimana già mi hanno dimenticato.

Le nuove compagne di stanza sono due rumene che parlano italiano ma che preferiscono comunicare tra loro nella lingua d'origine e non è affatto una cosa carina, magari stanno sparlando di me e non le capisco.
Poi c'è una zingara ma non come la Kosovara dell'altra volta ma una zingara doc, con la coda lunga, i capelli ossigenati.
Ha 16 anni, gliene avrei dati 10 di più. Ha partorito una bambina, il cui padre ha 13 anni...è già sposato con un'altra.
Il primo approccio non è dei migliori, pranziamo a tavola insieme, la bimba piange nella culla e lei continua a mangiare imperterrita, dopo parecchio sbuffa e la va a prendere scocciatissima.
Io già penso che sia una madre degenere e che la butti dalla finestra.
Invece poi mi accorgo che si tratta appunto solo di una prima impressione sbagliata e frutto del pregiudizio.
Come la Kosovara dell'altra volta è una mamma attenta, che attacca al seno il bimbo appena nato, lo tiene con sè. E la convivenza con lei mi ha aiutato a sfatare anche molti altri luoghi comuni.
Ad esempio non è affatto vero che mandino in giro i bambini seminudi, anzi ho visto che loro mettono ai bimbi pantaloni e maglietta a maniche lunghe mentre gli altri solo il body smanicato.
Poi ho notato che in effetti il suo aspetto dà l'idea di zuzzimma, ma ho visto con i miei occhi che si è andata a fare una lunga doccia e il suo aspetto al ritorno era esattamente uguale a prima. I capelli, sebbene lavati, erano comunque sporchi, sarà una questione di struttura del capello, di sebo, non so... la L'Oreal dovrebbe farci studi approfonditi perchè ne potrebbero venire fuori risultati interessanti.
A quanto ho capito lei non era in grado di far crescere la bambina perchè non lavora e non ha soldi e la sua famiglia non era contenta di questa nascita, invece quella del marito avrebbe voluto allevarla per poi ridargliela una volta grande.
La situazione era molto confusa, alla fine la famiglia di lei è venuta ed era contenta: le donne con le loro gonne lunghe e i denti d'oro, gli uomini con i vestiti firmati. Le infermiere  li cacciavano via in malo modo anche perchè si presentavano a qualsiasi orario liberamente. Alle dimissioni c'è stato pure un po' di trambusto perchè la suocera voleva registrare la bambina all'anagrafe ma non ha legame di sangue diretto con la ragazza...alla fine non so bene com'è andata comunque poi è uscita.
Una sera a mezzanotte sono venuti a trovarla e le hanno portato un panino di Mac Donald's che ha mangiato il giorno dopo mentre allattava: era da fotografare...
Era di fatto una bambina, timida e inesperta, non si lamentava mai per i dolori del post-parto ma eccezionalmente amorevole nei confronti della figlia.

Le altre due rumene erano lì in attesa da una settimana, una perchè era alla 41° settimana, l'altra perchè aveva la pressione alta. Stavano lì e non le facevano niente e questo fatto non mi piaceva per niente perchè immaginavo che la stessa cosa si sarebbe potuta ripetere con me.
Entrambe hanno incrociato due mie vecchie compagne di stanza: l'Indiana e la Kosovara.
Le rumene non ce la facevano più ad aspettare, erano stremate dall'attesa, dal non sapere quale sarebbe stato il loro destino anche perchè avevano sempre un po' di contrazioni.
Io, oltre ad avere anzianità di ricovero nella stanza avevo anche quella di essere secondipara mentre loro erano tutte al prima parto e molto inesperte, visto che nessuna aveva fatto neanche il corso pre-parto.
Loro hanno iniziato a sperare nel parto cesareo, a sognarlo, a chiederlo, ho imparato pure che in rumeno si dice "Cesariano" (sia mai vi servisse per un viaggio in Romania...), già ma perchè si chiama parto "cesareo"? Pare che venne usato sin dall'antichità per estrarre feti vivi da donne morte (malimortà...) e solo nel 1500 venne sperimentato su una donna viva. Il nome deriverebbe da Cesare nato con questo parto ma si tratta di un falso, poichè la madre morì anni dopo averlo fatto nascere. Più probabile che derivi dal verbo tagliare e da qui probabilmente deriva il nome di un antenato di Cesare nato con questo parto.
Chiusa la parentesi Rieducational channel.

Io sono per il parto naturale se ci sono tutte le condizioni fisiche ottimali e dicevo alle due ragazze "Lassate perde che il cesareo non è una passeggiata..se potete è meglio il naturale..." è ovvio penso che l'ideale sarebbe un parto naturale veloce, rapido e indolore; se una deve subire 20 ore di travaglio e cento punti è meglio il cesareo ma purtroppo non sono cose prevedibili, come direbbe il dott. dell'ecografia "Siamo tutti sotto lo stesso cielo...la palla è rotonda...se mi' nonno c'aveva tre palle ecc".
Morale: la rumena alla 40 settimana si è fatta 12 ore di travaglio, ha partorito un bimbone di 3,8 kg che uscendo le ha causato un milione di punti e al ritorno nella sua lingua credo mi abbia maledetto a vita.
L'altra ha fatto il cesareo ma non so com'è andata perchè nel frattempo sono uscita, so solo che è andata via alle 10 e alle 19 ancora non era tornata perchè nel frattempo si erano frapposte altri interventi di urgenza.
Quando la zingara e tutta la truppa sono stati dimessi, il suo posto è stato occupato da un'italiana che aveva appena fatto il cesareo e dalla sua tribù di ciociari.

Cosa ho fatto in questi giorni? Ho letto tanto, mi sono riabituata ai soliti orari e rituali dell'ospedale e per fortuna ho parlato con le compagne di stanza.
Il menu dei pasti era insolitamente buono, forse il cuoco era innamorato o c'è stato un cambio ma ci hanno dato addirittura la cotoletta panata (non fritta ma al forno), gli gnocchi, che hanno fatto la felicità della piccola rom e che alla vista della scarola mi ha chiesto "Cos'è questa?" vaglielo a spiegare what's scarola...

Il secondo giorno mi ha fatto un'altra eco una dottoressa giovane, carina e gentile; volevo farle i complimenti per la dolcezza e la disponibilità, mi ha fatto vedere Pallino che faceva la capriole poi è stata molto ottimista, a 24 ore di distanza dal dott. Flemma mi ha detto che un'area di distacco era in ricostruzione e l'altra era sostanzialmente uguale ma che non era liquida ed era una cosa positiva. Ho provato a chiederle quale poteva essere la possibile evoluzione ed ha iniziato la solita solfa "Non possiamo prevedere il futuro..." ok, ho rinunciato ai complimenti e al resto.
A poche ore dal ricovero passa una dottoressa e mi fa "Ma che ci fai qui? Vuoi andare a casa?" "Mah veramente mi hanno appena ricoverata" "Ah ok" e poi dopo un po' "Ma che ci fai a letto? Alzati!" "Veramente devo stare a riposo" "Ah ok"...sospetto fortemente che sia una mitomane visto che non l'avevo mai incontrata prima. 

Il secondo giorno passa una dottoressa con tutta la troupe e dice che forse sarei uscita il giorno dopo, poi mi confessa che non mi avrebbero fatto una nuova eco visto che farle tutti i giorni non ha senso, che il risultato dipende da chi la fa, dal suo occhio...insomma è una cosa soggettiva. Daje...mi fa piacere saperlo...
Ieri mattina ripassa la stessa dottoressa, si rivolge a me come se non mi avesse mai visto, evidentemente la notte resettano la memoria e mi dice che probabilmente uscirò nel pomeriggio.
Dopo le 17 inizio a preoccuparmi, chiedo in giro, senza poter sapere nulla, non voglio passare un'altra notte lì soprattutto perchè ci sono i due neonati in stanza e chi dorme?
Alla fine mi dimette sempre con riserva e alle 19,30, affamata, sono a casa.


Ieri poi, come al solito, mi sono data da fare perchè le due che avevano partorito non potevano muoversi e toccava a me aiutarle visto che l'altra ragazza era a partorire e le infermiere erano latitanti.
E' stato anche bello perchè le ho instradate verso l'allattamento, le ho consigliate, aiutate...sì sì in un'altra vita potrei essere ostetrica anche perchè fra esperienza personale e quella accumulata in questi giorni lì qualcosina la so.
Ma non è un compito che spetta a me, ho visto cartelloni appesi a sostegno dell'allattamento ma poi di fatto personale del nido che non segue le mamme che hanno partorito e quindi tanti allattamenti saltati e andati a puttane ed è imperdonabile. Sono andata a chiedere un tiralatte e una acida mi risponde "Non so manco se ce l'abbiamo", che nido sei se non ce l'hai? E le ho risposto "Certo che c'è, l'ho usato l'altra volta, so pure dove sta" ma mi ha liquidato dicendo che avevano da fare.
Nei giorni precedenti avevo notato cose strane in quell'ospedale tipo che le ostetriche facevano le medicazioni e pure i letti...poi si è svelato l'arcano: in pratica con i tagli alla Sanità, l'ospedale ha declassato tante ostetriche che erano in esubero facendole fare le infermiere e dimezzandogli lo stipendio, o così o te ne vai, da qui ho capito pure perchè sono eternamente incazzate...ma noi che colpa ne abbiamo?


I mazzi di fiori regalati dai mariti alla mogli erano guardati con orrore, subito veniva intimato di portarli via, un'infermiera ha detto addirittura perchè tolgono ossigeno al bambino...in effetti sarebbe un modo originale di suicidarsi per gli innamorati non ricambiati, riempiono una stanza di rose rosse e chiudono porte e finestre...strano che nessuno ci abbia mai pensato prima...un modo romantico di porre fine alle proprie pene.




Che altro dire? La mancanza di sensibilità e umanità purtroppo c'è sempre.
Passi che vengo chiamata "Signora 14", ma sentirmi chiamare "Minaccia d'aborto" sinceramente mi fa girare i marroni...un po' di partecipazione l'ho sentita da parte del personale che fa le pulizie che fa gli auguri alle mamme e si mette a guardare i piccoli nelle culle facendo i complimenti e le moine e poi mi sembra che chi si faccia davvero il mazzo siano i dottori che hanno turni di guardia di 12 ore.


Mi chiedo ma se manca il sentimento in un reparto, in genere positivo e caratterizzato da un clima di festa ma in situazioni negative come può essere trattato il paziente?


Ho letto:
- "L'arte di correre sotto la pioggia" di G. Stein voto: 7 commuovente e divertente
- "Molto forte, incredibilmente vicino" di J. S. Foer voto: 6 strano, in alcuni punti mi sono persa, originale
-"Lasciami entrare" di J. A. Lindqvist voto: 6 1/2 sempre avvincente l'horror svedese


Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino via sms, telefonate ecc. menzione speciale agli imprevedibili ovvero quelli che non ti aspetti e che forse fanno ancora più piacere.
A quelli che l'altra volta si sono fatti prendere dall'emozione e hanno scritto un elogio in mia memoria e a chi ha avuto il presentimento che fosse successo qualcosa.


Altra menzione a mm che si è dato tanto da fare a gestire casa, Pop e venirmi a trovare e che ha perso punti quando gli ho chiesto il necessaire per farmi la doccia e mi ha portato l'asciugamano che uso per il fasciatoio della Pop e come bagnoschiuma ha preso Badedas Noir per l'uomo che non deve chiedere mai, che ho usato non avendo altro e forse ho scatenato gli ormoni di tutte le infermiere che usmavano nei corridoi cercando disperatamente dove fosse il maschio alfa!


Menzione negativa per i bastardi, ovvero quelli che avrei voluto ci fossero e non ci sono stati, è l'occasione per fare un po' di pulizia, non si sei stato in questa occasione importante, mi dispiace ma sei out.


Spero tanto di non dover scrivere altri capitoli della saga Pertini.


Il link al primo ricovero http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/07/un-weekend-in-ospedale-mio-malgrado.html

ps inizio ad avere il sospetto che Pallino sia davvero maschio, primo perchè con la Pop sono stata sempre benissimo e invece lui mi sembra che sia un po' lamentino, per non dire rompicoglioni, suo malgrado, sapete? Come quando i maschi hanno 37,1°C di febbre e hanno le visioni mistiche...
































mercoledì 11 luglio 2012

Un weekend in ospedale, mio malgrado (seconda parte)

Un giorno passano quelle del nido in camera, vedono A. che allatta la bimba nel letto ed E. che aveva lasciato il bimbo al centro del letto per andare un attimo in bagno. Le cazziano amaramente dicendo "Non si fa così, il bambino non dev'essere mai lasciato incustodito e se volete allattare nel letto mettete la culletta a barriera dalla parte del vuoto. Guardate che è successo in passato che dei bambini cadessero e si provocassero fratture". Io penso "Marò che palle queste, come sono allarmiste, è così bello allattare a letto e poi addormentarsi insieme". Poi escono ed E. ci confida "E' successo a me, proprio qui 4 anni fa, il bimbo mi è caduto dal letto, si è provocato delle fratture e l'hanno portato al Gemelli", e ora lasci il secondo da solo sul letto? Allora sei scema. Io penso che se capitasse a me, mi ammazzerei, poi risorgerei per ri-amazzarmi e così di seguito per 70-80 volte. Questa signora E. in definitiva è un po' strana, è simpatica, di buona cultura, sembra abbia un lavoro importante, forse c'ha pure i soldi ma durante questa gravidanza ha sofferto di disturbi alla vista e addirittura al linguaggio per questo le hanno anticipato il cesareo che ha dovuto fare addirittura in anestesia totale. Non sono riusciti a capire cosa fossero quei disturbi, li hanno catalogati come ischemie.
La seconda notte alle 3 veniamo svegliate da un po' di trambusto, io la prima notte ho dormito con le lenti a contatto per essere vigile e rendermi conto subito di quello che capitava intorno a me, poi no perchè non fa benissimo ma così ogni volta che succedeva qualcosa di interessante in stanza dovevo mettermi gli occhiali per cui era palese che stavo spiando. Hanno ricoverato una ragazza, I., le mettono il camice da operazione e lei respira veloce, ha le contrazioni in corso. La riportano in stanza la mattina dopo, è rumena, parla poco italiano ma ci dice che è al terzo cesareo, è molto dolorante, si lamenta e noi chiamiamo le infermiere. Quel giorno dimettono sia E. che A. e la situazione cambia decisamente. Io mi sento sola e un po' abbandonata, dall'agitazione circostante si capisce che c'è necessità di letti ed E. la buttano in pratica giù dal letto.
Il posto di A. viene preso da una ragazza che non parla una parola di italiano.
La portano e lei si mette a mangiare una pizza con la verdura. Tento un approccio, lì non si capisce mai bene cosa devono fare le pazienti, alcune hanno la panza enorme ma hanno già partorito, altre piccola ma devono ancora farlo e poi quelle che non ce l'hanno ancora evidente come me che uno pensa ma che ci stanno a fare? Giustamente anche I. mi aveva chiesto "Tuo bambino dov'è?", pure lei ha ragione. Capisco vagamente che la nuova paziente ha fatto un maschio. Poi ho capito che è del Kosovo, credo sia Rom, ma non di quelle con la gonna lunga che vivono nei campi nomadi ma la generazione successiva, quelli che vanno in giro firmati. Le portano il bimbo e lei lo allatta subito. Poi arriva la famiglia in visita, sì sono decisamente rom, un nugolo di pargoli che saltano sul letto; arriva l'infermiera del nido che vorrebbe portare via il neonato, in genere si fa così con uno appena nato per paura  di infezioni ma la nonna dice di tenerlo. La mamma lo prende in braccio e lo dà per farlo baciare ad ognuno della famiglia, il battesimo batterico è fatto, forse non sarà molto ortodosso dal punto di vista sanitario ma mi è piaciuto molto come gesto. Io le chiedo se sono tutti figli suoi ma non riusciamo proprio a comunicare, poi forse capisco che solo una è sua. Mangiamo pure a tavolo insieme, lei non sa bene cosa fare e mi imita, a parte il fatto che per aprire la bustina delle posate e del pane la strappa coi denti. Io la osservo, io sto con i gomiti sul tavolo, lei no...ops!
Per due volte ci hanno dato a pranzo il prosciutto cotto, era in una bustina di plastica e aprendola colava un simpatico liquido di colore sospetto, il prosciutto era acido, immangiabile, ci ho provato ma, nonostante la fame, non ci sono riuscita. Lei a gesti tenta di regalarmi la sua porzione ma faccio di no con la testa.
Portano anche la bimba di I., è grande, 3,5 kg, tutta rosa, una bella pupona! Dopo un po' lei mi chiama, è preoccupata, mi avvicino al letto, la bimba sta rigurgitando saliva, io cerco di tranquillizzarla, forse è solo il liquido amniotico che ha ingerito, I. è distesa sul letto, non può alzarsi perchè la ferita le fa ancora male, non riesce manco a vedere bene la culletta, io cerco di girarla, alla fine chiamo quella del nido che la rassicura "E' normale ma se vuoi la portiamo di là così riposi tranquilla".
Da quel momento sono diventata l'infermiera personale di I., mi chiamava ogni volta che mi vedeva passare per andare in bagno o ogni tanto anche se ero a letto per far venire l'infermiera o per raccoglierle qualcosa che era caduto o per regolare la flebo.
Capiva pochissimo italiano, facevo prima ad aiutarla che a dirle "Spingi il pulsante, parla con l'infermiera".
Poi sono diventata pure la portavoce della Kosovara, passavano i medici a fare i controlli e le facevano domande ma questa niente, allora rispondevo io per lei almeno per le cose che sapevo. Non posso immaginare come si doveva sentire, in un ambiente sconosciuto, con persone che ti parlano e non capisci nulla.
La sua igiene lasciava molto a desiderare e condividere il bagno con lei non era proprio il massimo, il mio desiderio a quel punto era tornare a casa, tanto la flebo me l'avevano tolta e mi stavano facendo solo la puntura la sera. In quanto al riposo si era andato a far benedire visto che avevo un sacco di mansioni, mio malgrado, in quella camera.
Per ben 24 ore non portano la bambina ad I. e inizio a chiedermi se sia normale.
Intanto è arrivata una nuova paziente, alle 3 di notte sempre, è un'indiana con tanto di sari e ovviamente non parla italiano. Ha le contrazioni, ogni tanto le fanno i monitoraggi.
Arriva il lunedì, io sono in attesa che mi facciano un'ecografia, come promesso, per vedere se va tutto bene e potermi rimandare a casa. Inizia un'attesa estenuante...
Dopo un po' viene l'equipe del nido in stanza e spiega a I. che la bimba respira male, ha un affanno. Lei dice che anche il secondo figlio ce l'aveva e che per questo era stato una settimana in incubatrice. Dopo un po' tornano e le dicono che ha un'infezione polmonare e non può stare al nido dove ci sono bambini sani, la porteranno al Casilino ma che prima passeranno per fargliela vedere. Lei inizia ad essere preoccupata.
Arrivano dei tizi dell'ambulanza con una barella di quelle speciali con sopra un'incubatrice con la bimba, a me già la vista di questo trabiccolo mi fa venire il magone. Le aprono una finestrella e le dicono "Vuoi salutarla?". La povera I. non poteva muoversi, probabilmente non riesce neanche a vederla. Ma io dico....non potevano evitarle questa scena straziante ma farle vedere la bimba nella culletta prima di metterla nell'incubatrice? Non ci vuole un genio a capire queste cose... Io mi sento male per lei e piango.
Le tizie del nido e le ostetriche presenti stanno zitte, guardano per terra ma non riescono a proferire una parola di conforto o a farle un gesto affettuoso e i portantini non sapendo cosa fare la portano via dicendo "Vabbè signò è tuttapposto su".
Io appena sono usciti le vado vicino e cerco di confortarla.
L'atmosfera nella stanza è davvero pesante, io ogni tanto mi alzo e esco, sono stufa di stare a letto, rischio la trombosi, le piaghe di decubito, l'esaurimento nervoso.
Chiedo in giro quand'è che mi fanno questa benedetta ecografia ma non si riesce a sapere nulla, si rischia di essere petulanti, di ottenere l'effetto contrario, decido che un'altra notte lì non ce la passo. Progetto l'evasione, se per le 16 non mi hanno fatto ancora nulla, firmo e me ne vado.
Arriva il pranzo, l'Indiana tenta di chiedermi se la carne è di maiale, le dico che è mucca, che sicuramente non danno maiale. Lei è scettica e non mangia nulla, penso stia male con le contrazioni, poi però si fa portare dal marito un recipiente con dentro una cosa speziatissima al curry che diffonde un aroma nauseabondo per tutta la stanza per ore....echecazz....
Esco e mi faccio un giro nel reparto che finora non ho manco visto, non so neanche a che piano sono. Chiedo a una delle reception "Posso chiedere una cosa?", lei senza alzare lo sguardo mi fa "Se è urgente sì". Dice che stanno decidendo chi deve fare le visite perchè c'è stato appena il cambio turno, in realtà c'è stato un'ora e mezzo fa...Io riesco a spizzare pure un foglio a capa sotto con l'elenco delle eco e vedo che il mio numero non c'è.
Mi aggiro nervosamente per il reparto, vedo un'infermiera che mi ricordo essere simpatica, brutta come un uomo ma almeno alla mano mi vede e fa "Dimme tesoro bello", io dò del lei a tutto il personale, per rispetto, stanno lavorando, loro ti danno del tu e come minimo ti chiamano "Tesò".
Alla fine quando stavo quasi per annodare i lenzuoli per evadere dalla finestra mi chiamano "Quattordiciiiiiiii". Mi visita un dottore che è tutto il giorno dall'alba che vedo girare come una trottola per il reparto e farsi un mazzo così. Mi dice che è tutto ok, mi fa sentire il cuore, il distacco è in fase di ricostruzione e ci vuole un po' di tempo e riposo.
Volo in camera, butto tutto nella borsa, in quel momento entra mm preoccupato pensa che stia fuggendo dall'ospedale incazzata.
Vado via, la Kosovara mi dice qualcosa nella sua lingua, le poche volte che ha tentato di comunicare con me si è ostinata a parlarmi così, saluto tutte, faccio gli auguri e mi lascio l'ospedale alle spalle.
Ho fretta di tornare a casa, penso che mi scioglierò alla vista della Pop.
Quando arrivo a casa e la vedo penso "O maròò e chi è? E tu quando sei cresciuta così tanto?" mi sembra una ragazza.
Lei è un po' moscia, è stata male il giorno prima. Non mi corre incontro come credevo.
Ma la prendo in braccio e stiamo un po' così strette, lei stringe una ciocca dei miei capelli,  se li mangia pure, e restiamo così per un tempo indefinito.

Da un punto di vista tecnico posso dire che all'ospedale sono stati bravi, hanno capito il mio guaio e l'hanno riparato. Ma da un punto di vista umano c'è ancora molto da fare.
Come hanno trattato I. è stato emblematico, e anche come facevano con la Kosovara, io capisco che sia frustrante avere a che fare con una che non parla una parola di italiano ma è inutile gridarle contro, se non capisce, non capisce.
Una riflessione è d'obbligo: credo che queste 3 donne non siano arrivate ieri in Italia e mi chiedo allora com'è possibile che non parlino italiano? Probabilmente stanno chiuse in casa e non hanno rapporto con l'esterno e manco hanno la tv. I mariti parlano italiano perchè probabilmente lavorano ma forse hanno interesse che restino isolate e dipendenti da loro.
Queste donne hanno portato avanti una gravidanza senza fare un'analisi, un controllo, assolutamente nulla e probabilmente è stata la prima volta che hanno messo piede in un ospedale, d'altra parte se dimostrano minimo dieci anni di più un motivo ci sarà.
Mi chiedo quante ce ne saranno a Roma come loro, che stanno in silenzio, che sopportano senza fiatare, che vivono nell'ombra, che tacciono perchè tanto è stato sempre così e continuerà ad esserlo?
Hanno sopportato i dolori del parto e del post in assoluto silenzio, senza chiedere nulla, senza lamentarsi, senza proferire parola, perchè sono abituate così, non hanno diritti, non sono nessuno, non devono pretendere nulla...

Tornando alla vita di ospedale c'è tanta gente che si dà da fare, nonostante i tagli alla sanità, nonostante viga il baronato, il clientelismo ecc. ma ci vuole talmente poco per far andare un po' meglio le cose.
Basterebbe un sorriso ogni tanto e un po' di buon senso.
Ad esempio non dare la colazione proprio nel momento in cui stanno facendo il bidet a domicilio a chi non può alzarsi, o che l'unico inserviente uomo che vuole fare il simpatico rifacendo il letto eviti battute del tipo "Ci scommetto che qua sotto ce trovo la sorpresina.." perchè già è avvilente stare lì con 8 strati di pannolone ed incerate a dispetto di uno dell'altro sesso...




venerdì 29 giugno 2012

Una festa particolare

Ultimamente mi è capitato abbastanza spesso di incontrare la pseudo-zingara, spesso sotto il sole cocente ci siamo solo noi. I figli pascolano allo stato brado, sanno benissimo dove tengo i biscotti e l'acqua per la Pop nel passeggino e tranquillamente se ne riforniscono. Io vorrei fermarli ma non so come, lei li sgrida ma poi li lascia fare quindi fanno come vogliono. E fanno un gran schifo. Si attaccano alla bottiglia, assaggiano i biscotti e poi li rimettono nel recipiente, li spalmano dappertutto...
Lei mi sembra sempre più z. oltre ad avere i capelli di quel colore indefinibile bruciato e tenerli sempre legati a cipolla, ha pure un dente d'oro.
Ci siamo un po' confidate, è giovane, ha 26 anni. Le ho detto di Pallino così non mi sfrantega più l'anima dicendo di dare un fratellino alla Pop.
Io capisco che da fuori possa sembrare davvero z. e che la gente la allontani o la guardi con sospetto. Ma i suoi figli sono sempre sporchi da capo a piedi, toccano tutte le cose degli altri, sono spericolati, prendono i giochi degli altri, insomma non si pongono benissimo... Immagino che lei possa in qualche modo soffrire di questa situazione, io cerco di non guardare l'apparenza, di andare oltre anche se vedere la figlia che si abbassa le mutandine davanti a tutti e voler fare pipì nella sabbiera un po' mi lascia perplessa...Lei sostiene che i figli vadano alla Montessori ma io non ci credo molto, dice che prende i figli dall'asilo e viene al parco ma nessuna scuola ti ridarebbe i figli lerci come i suoi! Sono scettica, penso che alcune persone siano un po' mitomani e inventino le cose per non fare brutta figura come quando lei dice che i vestiti di marca ai bimbi non glieli mette certo per andare a giocare ma in altre occasioni e usa piuttosto quelli del mercato. Credo che dica bugie ma in fondo mi fa tenerezza. A me non interessa le marche che indossano i figli ma che siano un po' puliti e senza moccio perenne magari si.
Qualche settimana fa mi ha invitato alla festa di compleanno della figlia più grande, avrebbe invitato gli amichetti, i cuginetti, era tutta emozionata all'idea, ha deciso che avrebbe piantonato dalla mattina il gazebo vicino al parco giochi per assicurarsi il posto.
A me pure questa festa mi sembrava un po' un'invenzione, quando sono tornata a casa dal lavoro sono passata apposta vicino al parco e ho visto il gazebo addobbato con dei palloni tristi, un po' mosci, rientrava nel personaggio, quindi era possibile.
Per fortuna la mattina avevo comprato un regalino per la bambina, se fossi andata al parco e questa festa ci fosse stata realmente almeno non avrei fatto brutte figure.
Più tardi vado al parco e vedo che la festa realmente c'è.
Lei mi accoglie facendo grandi feste alla Pop e dicendole "Ecco la più bella!".
Per tutto il tempo ci siamo state noi, la sorella, la madre, due cuginetti e un amico. Fine dei partecipanti.
L'atmosfera era molto verace e rustica forse un po' troppo per i miei gusti.
Il tipo di famiglie in cui si parla sempre ad alta voce, le parolacce sono un intercalare comune e la cosa che mi dà più fastidio è quando sono rivolte ai bambini. Forse lei era un po' imbarazzata, con me parla sempre educata.
Il figlioletto a un certo punto si è messo a fare pipì sotto il tavolo e poi c'erano pure due cani ad armonizzare il tutto.
Ci si è messo pure il caldo rovente a rendere le cose più pesanti, si è deciso di fare la torta per prima cosa altrimenti si sarebbe sciolta.
Io un po' stavo sotto il gazebo, un po' girovagavo per il parco.
La Pop amava stazionare davanti al vassoio delle pizzette, ne afferrava una, mangiava il pomodoro e la mozzarella e poi la rimetteva a posto e ne prendeva un'altra. In confronto all'atmosfera e alle cose che ho visto lì era una principessa!
L'unico inconveniente è che il giorno dopo quando siamo tornate al parco c'era un'altra festa al gazebo a cui non eravamo invitate e la Pop tranquillamente ha pensato bene di entrare come nulla fosse e puntare le pizzette. Ovviamente le festeggianti mi hanno offerto qualcosa. 
Tornando alla festa Z. ho visto molte cattive cose di pessimo gusto, tipo la macchinetta fotografica avvolta nel cellophane, forse per non farla rovinare? O marche improbabili di bibite e dolci del peggiore discount di Caracas. Ho visto tatuaggi con scritte cose inquietanti "Come te nessuno mai"...che fantasia... ma vuoi ragionare quando ti fai un tatuaggio? Capisci che è più o meno a vita? Poi inciso sul petto, così uno vede prima quello poi i tuoi occhi, è il biglietto da visita.
Ho sentito chiamare i bimbi "Stronzi" quando facevano qualcosa che non andava, ho sentito l'amorevole padre minacciare il bambino coetaneo della Pop "Se non la finisci ti taglio il pisello", lei poi gli ha detto "Fai tu la foto che a me trema la mano" e l'affettuoso tatuato compagno precisare "A te nun te trema la mano, te trema er culo".
Frasi ovviamente non dette con cattiveria ma pronunciate con tranquillità, senza malizia e forse è peggio. Ignorare il significato di quello che si sta dicendo.
Ho già vissuto situazioni così di parole urlate, di aggressione e violenza strisciante, di emarginazione e il numero di partecipanti alla festa lo dimostrano.
A questo punto, di fronte a tutto questo, il termine zingaro sarebbe un complimento. Credo che gli zingari abbiano senso della famiglia, maggior rispetto per i bambini.



Con i zingari ci ho sempre avuto a che fare. C'era un campo vicino casa e venivano a scuola con noi.
Ne ricordo uno, Saio che alle elementari si portava biglietti da 50 mila lire e ce li mostrava orgoglioso, poi un giorno lo visitarono e venne fuori che aveva una malformazione cardiaca. Chissà che fine ha fatto...
Poi ce ne era un altro che mi voleva sposare, che voleva portarmi nel suo clan. E' ancora il mio incubo, quel sorriso di denti d'oro. Io non dissi nulla ai miei ma ero terrorizzata che mi rapissero, ogni volta che lo incontravo per i corridoi di scuola mi faceva qualche battuta. Non ricordo cosa accadde se i miei se ne accorsero o forse la maestra notò che ero strana e non so come si concluse la cosa, comunque quello non mi diede più fastidio.


Parlando con la pseudo-z. delle figlie femmine mi accorgo che la sua grande paura è riuscire a preservare la verginità della bambina fino a 18 anni, poi sono cavoli suoi. Lo stesso cruccio che ebbe sua madre con lei e così via. L'unica dote della femmina è questa, l'unico compito dei genitori è questo. Come quelli che hanno una gatta che lasciano libera e temono sempre che torni carica di micetti che poi devono piazzare in qualche modo.
Sentire discorsi di questo tipo mi fa rabbrividire e anche la frase "Con un figlio maschio invece è diverso...", un simile ragionamento è il frutto di una situazione famigliare di un certo tipo, di schemi che si ripetono nelle generazioni.
Ma lei, da un certo punto di vista, mi sembra diversa, mi pare si vergogni a sentire quelle parole, quelle frasi urlate dai suoi famigliari, la violenza si esprime anche verbalmente, con i toni aggressivi, non è solo un ceffone, forse timidamente si vuole ribellare a quel contesto in cui è nata e cresciuta, forse sogna per i suoi figli un futuro diverso, migliore.


La pseduozingara http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/il-mio-parco-4-aggiornamenti.html








giovedì 7 giugno 2012

Violenza gratuita

Mi è venuto di getto questo titolo e poi mi sono intrippata sul significato di queste parole, ma in che senso gratuita? Gratuita per chi? Per cosa? Si intende nel senso di superfluo, inutile...ma perchè quando mai la violenza è necessaria? Quando è giustificata? Secondo me mai.
Sono successi un paio di cosucce che mi hanno portato a riflettere su questo tema.

L'altro giorno ero in casa e sento delle urla dal cortile, un cane abbaiare, una bambina urlare. Penso sia stata spaventata dal cane e non ci ho più pensato. Invece poi abbiamo saputo che era scoppiata una lite fra due condomini. Motivo: il parcheggio. I due tizi lo hanno vicini e uno si lamentava per come posteggiava troppo vicino l'altro, addirittura dicendo che era costretto ad entrare dal cofano perchè non ci passava. Forse era da tempo che queste liti andavano avanti ma si sono menati, e di brutto, la gente non riusciva a dividerli. Gli altri condomini dai balconi urlavano "Vergogna". Sono arrivati carabinieri e polizia. Tutto questo davanti alla figlia piccola di uno dei due che urlava cercando di farli smettere. A me questa cosa sembra agghiacciante. Come può un uomo, di fronte alla figlia soprattutto, aggredire un'altra persona? Come ti può venire in mente di fare una cosa simile?
Poi tutto questo per un parcheggio fatto male... Pare che ultimamente il bene più prezioso a Roma sia il parcheggio privato. Anche in ufficio stanno succedendo scene niente male per proteggere questa proprietà....

Io non tollero queste scene.
Non sopporto chi litiga con gli altri automobilisti mentre è in macchina. Se il mio autista facesse così, penso che aprirei la portiera e me ne andrei lasciandolo così.
Io odio chi alza la voce, chi sbatte le porte, chi butta oggetti per terra.
Io di fronte a tutto questo rimango attonita, di ghiaccio. Non so cosa fare, inizio a sudare freddo.
Probabilmente perchè, per fortuna, è tutto così lontano da come io ho vissuto la casa, la famiglia, i rapporti con le persone che mi sembra tutto assurdo e impossibile.

E oggi in treno una signora ha visto uno che frugava nella borsa di un'altra signora per rubarle il portafoglio. L'ha avvertita e questo, prima ha cercato di negare poi come se nulla fosse è sceso. Il tutto davanti a me, a un passo. 
E anche in questo caso sono rimasta pietrificata, senza parole, interdetta. 
Forse per un attimo ho pensato pure di intervenire ma per fare cosa?
E gli altri? Nessuno si è accorto di nulla.
Rubare è sempre una violenza, una violazione del proprio spazio, dei propri averi.

Una volta su un autobus una zingarella mi frugò nello zaino, io non mi accorsi di nulla ma mi sono girata e l'ho vista mentre sfogliava la mia agenda strappandone poi una pagina per volta... penso che se mi avesse rubato i soldi mi avrebbe fatto meno male  piuttosto che vederla così.

Uno banalmente pensa che la violenza risieda qui, http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/il-gigante-buono.html
che loro facciano di essa il pane quotidiano, che godano nel rotolarcisi dentro. Che siano dei primati scarsamente evoluti che sanno solo menare le mani e basta, che si facciano strada nella vita a suon di cazzotti e nasi rotti, che non sappiano distinguere l'arena, il ring dalla vita.
Poi ti affacci un po' in quel mondo e vedi che c'è rispetto, serietà, professionalità, quello che non ti aspettavi di trovare...
E la violenza dov'è? Nei posti dove non dovrebbe essere...nelle case, nei luoghi pubblici, sia mai ma purtroppo anche nelle scuole, coltivata dal cosiddetto uomo qualunque e questo sì mi fa molto schifo e mi fa davvero paura.

lunedì 21 maggio 2012

Il mio parco 4 - aggiornamenti

Nel mio parco è esplosa la primavera, forse anche troppo. E' cresciuta talmente tanto l'erba da doversi far largo col machete.
I proprietari di cani sono smarriti, temono di perdere i loro beniamini fra le piante e di non vederli più.
Nell'area cani si sono organizzati e falciano l'erba per conto loro, hanno un bel prato quasi all'inglese.

Tutti noi altri comuni mortali stiamo messi invece così.
Questa è la Pop in versione campagnola bella

Gli addetti del comune hanno iniziato a falciare i prati ma con calma, forse quando avranno finito dovranno ricominciare perchè nel punto da cui avevano iniziato l'erba ha raggiunto di nuovo il metro di altezza.

Anche se l'erbaccia incolta ha pur sempre il suo fascino....

Nel frattempo la fontana più vicina all'area giochi dei bambini è ridotta così, non so cosa sia successo di preciso, se è stata divelta, o dovranno sostituirla o è stata colta da malore.
Fatto sta che già prima dovevamo fare il gran premio della montagna, arrampicarci sul pendio per raggiungerla, ora non c'è più, riposi in pace.
Un'altra importante novità è che il municipio si sta vantando dell'ennesimo sgombero dell'ennesima baraccopoli sull'argine dell'Aniene, si vantano dei 100 quintali de monnezza raccolta ma la situazione è questa:

Inoltre da giorni gira sulle strade sterrate del Parco una Punto della Municipale che mi irrita alquanto, ma non possono fare la ronda a piedi, a cavallo, in monopattino, insomma con qualsiasi cosa che non abbia il motore?

Per quanto riguarda l'aspetto sociologico l'area bimbi con le belle giornate si è riempita di tantissime persone e ci sono delle new entries niente male.

Mimì metallurgico: è una mamma che non ho capito ancora per quale motivo è vestita con una specie di abito da lavoro di un meccanico, pantaloni e maglietta blu. E' sempre vestita così, indipendentemente dal meteo. Io me la immagino che piega a mani nude le carrozzerie della macchine. L'ho incontrata una mattina ed era già vestita così. Ci parlo pure spesso e devo dire che nonostante il suo abbigliamento è molto dolce e garbata ma la curiosità sui vestiti resta, glielo devo chiedere sennò non avrò pace.
aggiornamento del 28 maggio 2012:
venerdì ho incontrato Mimì al supermercato e non era vestita con la sua solita tuta color blu metalmeccanico dei cantieri navali di Genova iscritta alla Fiom. Il mio primo pensiero è stato "Ecco lo sapevo, cazz...ha letto il Blog". Poi la guardo meglio ed era vestita sempre con maglietta e pantalonacci extralarge ma color nero. Anzi la tshirt per la precisione era dei Metallica. L'ho rivista domenica al parco, aveva qualcosa di lievemente più vivace, forse sul grigio topo ma sempre oversize: dev'essere proprio il suo stile ma il mistero misterioso su quale professione faccia rimane...

Nonno sponsor: gira per il parco con dei volantini per pubblicizzare l'asilo nido che ha aperto sua figlia, ferma tutte le mamme e consegna il foglietto spiegando a voce. Mi può star pure bene ma non mi puoi fermare ogni santo giorno, delle volte anche più volte ripetendomi la solita solfa. Il nome del nido poi mi fa ridere, diciamo che è il titolo di un opera teatrale di Cechov e considerando dov'è sito il posto e il grado di urbanizzazione del nostro municipio l'unica giustificazione per chiamarlo così è forse perchè hanno una copia del libro all'ingresso sennò i ciliegi li hanno visti giusto in cartolina!! (ops...)

Stronzino: un ragazzino di 8 anni a capo di una baby gang. Lui sarebbe pure caruccio, occhi azzurri, sembra il comico livornese, Paolo Ruffini ecco quello, insomma sarebbe da CBCR peccato che sia di un'antipatia e arroganza unica. Scimmiotta i protagonisti dei film americani, i duri, ruba i giochi ai bimbi più piccoli e li odia, appena si avvicinano li allontana in malo modo. Probabilmente ripete scene di prepotenza che ha visto fra le mura domestiche. La madre c'è ma non si vede mai, forse si vergogna a far vedere che ha cresciuto il pargolo in quella maniera, lui urla, sbraita, sembra un gangster da quattro soldi. Un giorno di questi riempio un secchiello di sabbia e glielo rovescio distrattamente in testa.

Gigantone: ci sono 3-4 bimbe, anagraficamente piccole, intorno all'anno o poco più che sono però enormi di struttura, di peso e altezza, hanno delle mani che sembrano palanche, piedi enormi, mi fanno quasi impressione, la Pop a confronto sembra uno scricciolo. Forse sono frutto di mutazioni genetiche,  forse sono pompate ad aria ma quando con nonchalance chiedo "Quanto ha?", pensando dentro di te "minimo due anni" e ti rispondono 11virgola3 mesi ci rimani un po'...come dire? di stucco.
Va bè come dice la mia amica R. benedica!!!


Mammina bella: è una fanciulla dolce, tutto zucchero e miele, bella, bellissima davvero, un giorno o l'altro glielo dirò, non potrà farle che piacere. Mi ricorda un po' la cantante rossa, Noemi, però è mora non è rossa. Si smazza tutto il giorno le due bimbe di 1 e 3 anni, completamente da sola. Poi viene al parco sempre precisa, truccata, carina, non megafica ma quel giusto mix di semplicità e bellezza...che dire? Ti stimo!

Zingara demografa: non ho ben capito se è zingara o no, un po' sembra e un po' no. Ha due bambini di un anno e mezzo di distanza, attacca chiacchiera con tutti e ti chiede subito "A quando un fratellino?", è la sua fissa. Anche se stai allattando una Pop di 1 giorno già è lì che incalza per il bis. Va in giro un po' zozza, con quei capelli bruciati biondicci e i figli idem. Viene al parco in autobus e l'altro giorno le ho prestato il passeggino per farci dormire il piccolo dentro che le si era addormentato in braccio. Tra l'altro ancora allatta e per questo la stimo. La grande invece ha scovato la mia riserva biscottifera nel portaoggetti se le l'è pappata tutta. Nel dubbio una controllata ai miei averi me la dò sempre.

Il pentacanaro: io non ho capito come facciano, soprattutto in casa, ma ci sono dei personaggi che girano con un sacco di cani ognuno con il suo guinzaglio che fanno un casino tremendo e si arravogliano i fili tra di loro. Questo personaggio l'ho incontrato in uno di questi giorni di pioggia. In casa continuamente osservavo il cielo per sperare che smettesse, appena c'è stata una tregua sono uscita con la Pop nel marsupio. Ancora nel marsupio a 10 e rotti chili? Eh sì perchè il passeggino le fa schifo, il triciclo non era il caso, il marsupio è l'unica garanzia. Incontro questo strano figuro che mi fa "E' tuo?" indicando la Pop. Io "...eh sì". Capita ogni tanto che mi scambino per babysitter, forse per la mia aria giooovane da ragazza alla pari ma non è che lo senta proprio come un complimento, significa che non mi somigghia pe' niente.
Allora stronzamente ribatto "Sono tuoi?" indicando i canidi. Lui inizia un discorso dicendo che sono di un suo amico che ha tanti cani, tante donne e insiste con questo fatto delle donne che ora si è un po' calmato ma che prima venivano in casa armate di coltello...ma 'sti cavoli, mi fa piacere per lui. Sembra che quando uno dica "C'è un mio amico..." in realtà si riferisca a se stesso ma lui non mi pare abbia proprio le possibilità di coltivarsi tante donne. Continua a chiedermi notizie dalla Pop sempre considerandolo maschio, a me non dà fastidio, è lo scotto che si paga a non vestirla totalmente di rosa confetto, ma alla fine dico "E' una lei" e lui "Ma come? così massiccio?", bahhhh.... la Pop è tutto tranne che massiccia. Per fortuna inizia a piovere e devo scappare via.

Altra novità è che quando sono sola e non c'è un'anima pia che mi aiuti a prendere la Pop in fase di ricezione mentre scende dallo scivolo faccio prima e scendo insieme a lei. 'Sta cosa non si sa perchè lascia stupiti. I bambini saputelli stile Harry Potter dei miei marroni mi si avvicinano e senza guardarmi dicono "Ehh ma lo scivolo è per i piccoli", le nonne mi dicono che sono paracula e che voglio divertirmi pure io, le mamme mi odiano perchè i figli vedendomi vogliono fare pure loro lo scivolo in tandem peccato che la mamma abbia il culone e rimanga incastrata... 

Girovagando per il quartiere a naso insù poichè mi piace vedere i terrazzi all'ultimo piano e pensare "Tacci vostra un giorno pure io ce l'avrò" ho visto questo:


all'inizio pensavo fosse un ladro, poi babbo natale in anticipo poi ho capito essere una statua  a grandezza naturale di Padre Pio messa in terrazzo. Per carità ognuno mette quello che gli pare sul balcone, chi i sette nani, chi Padre Pione ma a me inquieta. Sta proprio di fronte alla fermata metro Conca d'oro così i viaggiatori scendendo potranno ringraziarlo della giornata  lavorativa trascorsa.

Invece camminando a naso in giù ho visto questo annuncio, strano che la badanta per paralisati non abbia specificato anche che parla italiano correntemente...!