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domenica 2 settembre 2012

Lo stronzo disumano

Ero preoccupata dal ritorno a casa, alla vita di tutti i giorni, al solito tran-tran, alla tentacolare capitale dopo un mese al mare.
E invece alla fine sono stata quasi contenta.
Un mese di lontananza spesso mi dà la possibilità di rinnamorarmi di quello che ho e che magari, come al solito, troppo spesso dò per scontato e ovvio. 
Innanzitutto il ritorno a casa, dopo aver passato un lungo periodo in albergo o in una camera mi fa rivedere la nostra dimora con nuovi occhi.
Quasi vado in giro come se la vedessi per la prima volta e mi meraviglio sempre di quanto sia grande e spaziosa, sembra non finire mai, abituata a vivere in vacanza in spazi ristretti!
Riscopro la gioia di girovagare per il quartiere e vedo che c'è tutto quello di cui si ha bisogno davvero a due passi e poi ritrovo con piacere gli amici e scopro che nulla è cambiato, le rassicuranti abitudini di sempre.
Torno carica di buone propositi, di idee, di suggestioni.
Complice anche un clima molto clemente il tutto si è risolto in una bellissima sensazione tanto da voler rimanere qui e stranamente non aver nessuna voglia di tornare al mare.
Poi il tempo è peggiorato notevolmente quindi meglio stare qui.
Sono tornata al parco con la Pop, non era più rinsecchito deprimente come prima, qui e là c'è pure qualche sprazzo di erba verde. Qualche bambino è tornato a popolare l'area giochi. Insomma ci sono le solite cose che si potrebbero migliorare, ma tutto sommato è bello essere tornati pure qui.
Quand'ecco che mi imbatto proprio fra lo scivolo e la panchina nello s.d. del titolo.
Segue un dibattito con i pensionati presenti sulla natura e la genesi dello stesso.
Io sinceramente credevo fosse equino ma a quanto pare, da chi ne sa per fortuna più di me, trattasi di umanoide, solo come specie perchè per il resto credo sia di una bestia immonda, chi l'ha generato, deposto proprio in quel punto e poi coperto malamente con dei tovaglioli accendendo ancora di più la curiosità di chi non l'avesse notato.
Ora il problema è: ogni tanto, non si è capito bene quanto, una volta a settimana, una al mese, un giorno si e uno no, viene l'Ama a raccogliere la mondezza dai cestini. Ma l'Ama è tenuta anche a raccogliere lo s.d.? O tutto dipende dalla gentilezza e solerzia dello scopino di turno? E allora quanto dovremmo convivere con lo s.d.? Dovremmo forse aspettare i monsoni autunnali che lo spazzano via?
Tutti gli astanti scuotono la testa mormorando "Che schifo che schifo" e si allontanano, i genitori o nonni cercano disperatamente di tenere i bambini lontano da sua maestà.
Morale: i miei genitori il giorno dopo si sono armati di pala e l'hanno tolto.
Ecco un punto interessante da cui partire, ecco un buon proposito da realizzare.
Non è questo il parco in cui voglio far giocare la Pop e Pallino.
Questo è troppo.
Qualche tempo fa c'è stato l'episodio dei writers che hanno imbrattato lo scivolo di scritte nero così i bimbi scendendo si sporcavano i pantaloni e ora via via si sono cancellate.
Va bene l'incuria, l'abbandono ma qui c'è della cattiveria.
Io sinceramente sono stufa di chi si lamenta e non fa nulla.
Ok, paghiamo le tasse e ci dovrebbe pensare il comune e farci giocare (mi ci metto pure io si certo!) in posti decenti ma così non è.
Se uno protestasse direbbero non ci sono i soldi, c'è la crisi...che fica 'sta crisi, che alibi perfetto per ogni negazione categorica.
Io voglio provare a cambiare le cose e dev'essere un gesto fatto apertamente in polemica, da schiaffare in faccia a chi dovrebbe far si che le cose vadano bene e non lo fa.
Se non sono in grado si facessero da parte.
I canari (padroni di cani) qui al parco si sono organizzati e hanno dato vita a due aree cani bellissime. Anche i vecchietti si sono organizzati nel loro bel centro anziani. Io non ce l'ho con loro ma le aree dei bimbi non devono essere da meno.
Tanti mi dicono che bisogna recintare l'area, ma già il parco è recintato ed in teoria la notte è chiuso, si tratterebbe di fare una rete nella rete. Non mi piace come soluzione, rinchiudersi in uno spazio non ha mai portato nulla di buono. Tanto se uno è vandalo e/o stronzo se vuole scavalca tutte le protezioni e ti scassa tutto lo stesso. 
E' inutile dire che nei paesi civili non c'è bisogno di chiudere nulla perchè la gente non va a rubare, scassare o vandalizzare, nessuno ruba nulla e rimane tutto dov'è. Così come non bisogna trincerarsi dentro casa con antifurti, grate ecc. Ma evidentemente sono posti troppo lontani da qui.
Ho trovato un progetto del comune di Roma che si chiama "Adotta un giardino", in seguito hanno fatto pure nelle scuole "Adotta un monumento"...bell'idea, deleghiamo tutto alla buona volontà del cittadino e loro si lavano le mani di tutto.
Ma visto che non sono in grado di tenere in ordine un posto che loro hanno realizzato, a questo punto lo facciamo noi.
E' tutto molto in fieri, magari incontreremo mille ostacoli e non se ne farà nulla.
E' il momento di non stare ad aspettare che le cose cadano dall'alto ma darsi da fare personalmente, per un semplice fatto: io per la Pop sogno di più.
Qualcuno ci sta riuscendo 
e pare si stiano moltiplicando iniziative spontanee dei cittadini che si appropriano di aree dismesse e abbandonate dandogli nuova vita. Guerilla gardening, giardinaggio urbano, eco&agri cult urbano...sono termini che già mi fanno prudere le mani e saltellare per l'impazienza di darmi da fare e buttarmi nella mischia.


I HAVE A DREAM
Sogno uno spazio aperto a tutti i bambini, migliorato e custodito amorevolmente da mamme e papà volenterosi.
Sogno una fontanella vicino all'area giochi, al momento sta sopra una ripida salita e comunque è scassata.
Sogno una piccola tettoia sotto cui mettere un fasciatoio.
Sogno un angolo dove piantare alberi o fiori per i nuovi nati con tanto di etichetta con il nome.
Sogno tante panchine all'ombra, al momento ce n'è solo una e un'altra divelta da chissà dove e messa lì vicino.
Sogno una sabbiera con sabbia nuova, abbondante e pulita e non come ora che è finita (forse portata via man mano nelle scarpine dei bambini) e i bimbi scavano una superficie durissima.
Sogno pavimenti antitrauma (così si chiamano?) sotto i giochi.
Sogno altri giochi: una casetta da giardino.
Sogno un angolino lost&found.
Sogno tante feste: di compleanno, di primavera, di estate, di fine scuola, di inizio scuola...

Chissà se je la famo....

Le altre puntate del mio parco

martedì 24 luglio 2012

Partire è un po' come...




Durante l'adolescenza quando si avvicinava l'ora delle vacanze, di partire nel mese di agosto coi miei genitori ero sempre un po' triste.
Da un lato ero contenta per le destinazioni scelte, di vedere posti nuovi, dall'altra mi prendeva il magone, stavo così bene con i miei amici del quartiere, avevo raggiunto un equilibrio invidiabile, un periodo spensierato fatto di giornate in piscina, al mare e di oziose chiacchiere, andavo d'accordo con tutti...avrei ritrovato tutto così al mio ritorno? O avrei perso tutto questo durante la mia assenza?
Avrei voluto cristallizzare la situazione così com'era, un fermo immagine perfetto da proseguire una volta tornata.
Avevo sempre un po' il terrore di essere dimenticata dagli altri durante le vacanze, di perdere la mia posizione sociale faticosamente conquistata, di venir sostituita da qualcun'altro, di essere accolta con poco entusiasmo a settembre e di perdermi chissà quale fantastica avventura o iniziativa i miei amici organizzassero mentre io ero fuori.
Avrei voluto che tutto fosse rimasto fermo e immobile, nessun cambiamento evidente nè grande, nè piccolo. I cambiamenti mi preoccupavano, potevano portare conseguenze positive o negative quindi nel dubbio meglio che tutto rimanesse immutato.
Preferivo una situazione statica, magari anche un po' stagnante e noiosa ma almeno era rassicurante e sapevo come affrontarla.


Poi tornavo ed effettivamente era tutto come lo avevo lasciato o se c'era qualche news facevo presto ad abituarmi. Ogni anno partivo con la consolazione che in passato poi mi era sempre andata bene.
Una delle mie citazioni preferite «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi» detta da Tancredi ne "Il Gattopardo".


Crescendo invece ho abbandonato questa sensazione avendo ormai capito che al ritorno avrei ritrovato sempre la solite cose ad aspettarmi, nel bene e nel male. Però in più ho imparato ad apprezzare lo stacco dato dalle vacanza e a considerare il rientro un po' come l'inizio dell'anno nuovo in cui si fanno i buoni propositi.
Ho imparato a fare tesoro delle esperienze fatte in ferie, di prendere quanto la conoscenza di nuove realtà e paesi poteva offrirmi e cercare di riportarla nel mio mondo.


Ieri sono tornata al parco dopo circa un mese di lontananza forzata. In pratica è deserto, non c'è nessuno e la situazione non è delle migliori. Il prato verde non c'è più ma al suo posto c'è erba secca, la terra è spaccata, arida. Ci sono dei fastidiosi insetti, zanzare, moscerini. In giro non si vede nessuno. Sono andata al parco giochi e la situazione è ancora più desolante, quel posto che era per me tanto caro in primavera, ora è veramente squallidino. Non c'era manco un bambino, tutti in vacanza, beati loro. I writers però in compenso  sono  belli attivi e hanno pensato bene di imbrattare lo scivolo così ora quando i bimbi scendono si sporcano di nero i pantaloncini, tacci loro!
Ho incontrato solo 3 persone, guarda caso, 3 personaggi ben noti al blog.
http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/il-mio-parco-4-aggiornamenti.html
Li ho visti in successione, sembrava fatto apposta. Delle volte penso di essere in una situazione tipo The Truman Show con i figuranti che vengono fatti passare davanti ad intervalli stabiliti e mi verrebbe da dire "Fermate tutta la baracca, a me non mi coglionate".
Delle volte incontrare le stesse persone ogni mattina, negli stessi posti magari a orari diversi mi dà un senso di soffocamento. In questo caso avrei voglia di cambiamento, vorrei fermare tutto e scendere sul serio.





Ho visto la pseudo-z., stavolta c'erano pure i miei genitori. Non gliene avevo parlato ma in effetti li vedevo abbastanza perplessi dal comportamento esuberante e invadente della figlia. E pensare che stavolta i bambini erano pure abbastanza puliti e ordinati rispetto alle altre volte. La bimba ormai ha imparato dove tengo i biscotti e l'acqua e li prende come nulla fosse, almeno questa volta li ha mangiati con la Pop, in venti minuti hanno finito la scatola. Poi ha voluto mettersi sul passeggino, voleva il mio cellulare, ha voluto sapere i nomi dei miei genitori...siamo scappati!
Non prima di aver visto Mimì metallurgico e marito, io non l'avevo mai visto ma mm sì, aveva ragione, è proprio come lei, con la divisa da operaio e il culo mezzo di fuori con la mutanda in bella vista.
E poi ho incontrato un'altra coppia ben nota con il bimbo coetaneo della Pop, in inverno siamo gli unici a frequentare il parco anche quando il tempo fa schifo, la mamma è russa e un po' di bora non ci ferma di certo! Il papà è quello che quando gli dissi che la Pop aveva un anno e mezzo aveva sentenziato "Ah no, lui invece ha 18 mesi"...


Insomma al parco è rimasto tutto invariato. A distanza di un mese nulla è cambiato, non si sono manco accorti della mia assenza, nè della panza (ma eravamo ad una certa distanza).


 "Tutto deve cambiare perchè tutto resti com'è"
c'è parecchia amarezza in questa frase, la consapevolezza che per quanto cambino le cose alla fine non sia altro che apparenza. C'è anche un senso di resa incondizionata, di rassegnazione, soprattutto rivolta alla politica e alla storia ma che si può applicare in mille altri ambiti.
Ai nostri tempi come vogliamo applicarlo? Non c'è più Silvio sarà tutto diverso, finalmente si respira. E invece è tutto uguale, infatti Silvio ora, spavaldamente e spudoratamente, torna, tanto a questo punto...
Nei sentimenti succede la stessa cosa, si chiude una storia, ci ripromettiamo "Non succederà mai più così", poi cambiano i protagonisti ma i clichè si ripetono, tante promesse "Non lo farò mai più" e la storia si ripete, ogni volta, sempre uguale a se stessa.


mercoledì 30 maggio 2012

Crisi d'identità

So che verrà anche per me il tempo delle tranquille ciacolate al parco con le altre mamme, mentre la Pop scorrazzerà a destra e sinistra in autonomia, io potrò dedicarmi a conoscere e interagire con gli altri genitori. Forse farò come quelle che fingono che non sia il proprio figlio anche se sta tirando la sabbia in testa agli altri, d'altra parte Tatalucia dice di non intromettersi nei giochi dei bambini e che si avvicinano con aria palesemente scocciata alla scena solo nell'attimo prima che il pargolo sta calando la mannaia sul collo dell'amichetto. 
Forse verranno quei tempi, al momento non è possibile.
Abbiamo passato, per fortuna, la fase di me gobba a pi greco mezzi, che cammino dietro alla Pop appesa per le braccia. Capitava di incontrare qualche mamma nella medesima condizione, ci sorridevamo senza parlare, scambiandoci uno sguardo della serie "Ci siamo capite non c'è bisogno di aggiungere nulla".
Ora siamo nella fase di 2.0, camminare con una manina, la mamma ha riacquistato la posizione eretta e la mia schiena ringrazia.
La Pop vuole pascolare a destra e sinistra e quando mi capita di attaccare bottone con qualcuno, lei dopo 3 secondi si scoccia e vuole andare dalla parte opposta oppure capita che il Pop dell'altro faccia altrettanto. 
Ci si saluta alzando le spalle "Scusa eh devo andare" poi forse ci si rincontra per il parco e quasi mai ci si riesce a salutare quando uno va via.
La Pop è massimamente interessata a i giochi degli altri, ai palloni di tutte le dimensioni e fogge, alle monnezze che trova in giro e...ai cani.
Colpa mia, ogni volta che vedo un cane glielo faccio vedere da vicino, glielo faccio toccare per fargli prendere confidenza, non sopporto i bambini che scappano alla vista di un animale.
Di familiarità coi gatti ne ha parecchia avendola a casa e dai nonni ma con i cani no.
Quindi ora li avvicina con entusiasmo, cerca di ficcargli una mano in bocca come la bocca della verità e spesso gli sventola un biscotto sotto il muso...roba da far imbufalire anche il cane più buono.
Ha troppe cose a cui pensare, non può mica stare dietro alla mamma che tenta di fare due chiacchiere.
Comunque tra un fugace contatto e l'altro sono riuscita a fare un breve sondaggio e capire che è praticamente l'unica ad essere stata presa al comunale, se venite avvicinati da una losca figura che chiede indicando il Pop "E' stato preso al nido?" sono io!
E pure ci sarebbero un bel po' di persone interessanti, cui mi sento affine, con cui poter approfondire vari discorsi...verrà il tempo.
Ieri ho conosciuto D., in realtà l'avevo già incrociata mille volte essendo le bimbe coetanee ma ci eravamo scambiate solo qualche parola. Stavolta abbiamo parlato un po' di più perchè lei Pop erano concentrate a giocare con la sabbia, ci siamo scambiate info utilissime, le prendeva appunti su un'agendina. Credo sia di fuori e anche il marito, non conoscono molte realtà di zona.
Mi fa un po' incazzare che non ci sia un'adeguata informazione su cosa fare e dove fare con un bimbo piccolo ma che spesso ci si debba basare su "Si dice", "Una mia amica mi ha detto" mica sono segreti di Stato, in fin dei conti si tratta semplicemente di vivere meglio.
Il piacevole discorso è stato bruscamente interrotto giusto un paio di volte quando ho sentito un sospetto crunch-crunch, era la Pop che mangiava sassi, per toglierglieli ho dovuto ficcarle le dita in bocca ma lei se la rideva beata e ne approfittava per azzannarmi la mano.
Mi ha colpito anche che D. si sia presentata col suo nome e abbia chiesto il mio.
Ed è la prima volta che succede da un anno e mezzo, prima era sempre e solo LA MAMMA DI..è uno status di cui vado orgogliosa e fiera, che mi appunterei sul petto come una medaglia ma vorrei assere innanzitutto me stessa, nella mia complessità e fra le altre cose essere anche "mamma di", non vorrei che l'unico mio merito e definizione fosse questa, lo trovo un po' limitante e riduttivo.
In piscina ci chiamano proprio così "mamma di xxx" perchè in fin dei conti non siamo nessuno ma solo dei banali accompagnatori.
D'ora in poi oltre ad avere una simpatia speciale per quelli che chiedono "Come stai?" (Baglioni Claudio in primis) ce l'avrò anche per quelli che chiedono "Come ti chiami?", la semplicità, al limite della banalità è un dono speciale e raro. 



martedì 22 maggio 2012

Il mio parco d'infanzia

Il mio parco d'infanzia è proprio quello sotto casa. La prima volta che lo vidi, avevamo appena traslocato, mi sembrava il paradiso. Ricordo che scesi dalla macchina e mi misi a correre sotto la pioggia e non credendo ai miei occhi per lo spazio a disposizione, il verde, gli alberi. Non  so se andò proprio così ma mi piace avere questo ricordo. Venivamo da Montesacro, da una casa al primo piano, buia, non si vedeva mai il sole, sotto di noi c'era una tipografia, gli unici segni di vita simpatici erano i piccioni. C'era un parco giochi vicino non aveva l'erba ma i sassolini, poi l'hanno chiuso e ci hanno costruito una scuola.
E per gli strani percorsi che prende la vita dopo "tot" anni sono tornata proprio a vivere lì vicino e la Pop forse il prossimo anno andrà proprio ad un nido lì. Tutto torna e il cerchio si chiude.
Ho sempre adorato la luce della casa nuova, il fatto di stare su un cucuzzolo e di non avere case vicino, la fortuna di essere circondati da una zona archeologica non edificabile ha reso quel palazzone isolato rispetto agli altri.
Ed ora sono ritornata invece ad avere di nuovo palazzi intorno...
Il parco è grande, magnifico, lontano dal traffico e dalle macchine e basta attraversare il parcheggio per raggiungerlo.
Quando eravamo bambini era perfetto, era curato dal signor B. (non Berlusconi) che lo teneva in ordine ma aveva due fisse: sul prato non ci si doveva andare e non dovevano venire persone di altri palazzi.
Aveva un fiuto eccezionale, riusciva a vederti sempre e comunque che stavi sul prato anche solo per prendere la palla che ci era finita dentro, si affacciava e strillava.
Una volta sono dovuta andare a parlargli per intercedere e permettere al mio miglior amichetto di un altro palazzo di poter giocare lì.
Sono infiniti i ricordi legati a quel parco. Eravamo soli, i genitori stavano a casa, forse ci guardavano dalla finestra, quando era ora di rientrare alcuni urlavano di tornare, mio padre mi fischiava. Abbiamo un fischio che usiamo solo noi, c'è il fischio di richiamo e quello di risposta. Ho sempre pensato che nella malaugurata ipotesi finissi in un burrone potrei attirare la sua attenzione col nostro fischio.
La zona proibita era l'area archeologica ma ci siamo entrati spesso e volentieri oltrepassando la rete, che zona proibita sarebbe sennò? Dentro c'erano delle pozze con le rane e un capannone con degli scavi e reperti archeologici ed è tutto fermo lì. C'è una specie di parallelepipedo enorme e noi dicevamo che era un sarcofago di un gigante.
Un altro posto proibito e molto mistero misterioso è la tomba della principessa. Un montarazzo che non si capisce per quale motivo i muratori quando hanno costruito il palazzo hanno lasciato lì. Non so chi diede il via a questa leggenda, ma appunto credevamo che non avessero voluto violare la sepoltura della principessa.

La tomba della principessa.

Il parco quindi era un luogo speciale, magico, dove poter fare mille avventure, sicuro, lontano dai pericoli, con lo scivolo, il girello, la gabbia per arrampicarsi, la pista di pattinaggio...tutti i bambini sognano e forse meritano un posto così.
Erano tempi di grandi sogni e di grandi promesse. "Ci ritroveremo qui sotto questo albero fra 30 anni", sognavamo di aprire un rifugio per cani abbandonati, di raccogliere in giro tutti gli animali e di tenerli, di fare cioè quello che i genitori mai ci avrebbero concesso.
Ci iscrivemmo al WWF, volevamo cambiare il mondo, ci provavamo, pensavamo "non saremo mai come i grandi ma saremo diversi".
A distanza di anni mi chiedo cosa ne è della me di allora, della voglia di cambiare tutto e mi chiedo se sono diventata proprio quello che non volevo diventare...
Ricordo le sbucciature sulle ginocchia, i lividi, i confronti fra amici delle ferite quasi come un trofeo, le croste, togliersele via lasciando sotto l'alone rosa...
Sento l'odore del ferro sulle mani a contatto con i giochi, il calore dello scivolo arroventato dal sole.
C'era il periodo delle bici, dei pattini, della pallavolo, del nascondino, dei quattro cantoni.
Non voglio essere retorica della serie "Ci divertivamo con poco e la playstation non c'era" perchè non è vero, c'era il Commodore 64 nei pomeriggi di pioggia giocavamo a quello eccome!
C'era pure un campo di calcetto in cui misteriosamente non è mai riuscita a crescerci l'erba nonostante l'abbiano seminata infinite volte.
Ricordo il povero M. che cadde dalla bici (la Bmx forse?) e si ferì un polpaccio, io mi sentivo in colpa perchè l'avevo appena lasciato, ci eravamo messi insieme in tre (a 7 anni si usava senza falsi moralismi) ma io poi ci avevo ripensato.
E mi viene in mente il mio amichetto E. che mi inseguiva con un fiorellino in mano urlandomi "Ti amoooo". 
Mi pare successe proprio qui, al "Tavolone"
un pezzo di cemento lasciato dai muratori che
utilizzavano come tavolo per pranzare.


Cosa è rimasto di tutto ciò?
Il parco è ancora lì, non è stato demolito, al suo posto non ci hanno fatto un altro palazzone ma tornarci mi mette un po' di tristezza.
Perchè è un parco morto, manca la cosa più bella e preziosa: i bambini.
Non so il motivo, torno rarissimamente lì e non conosco le dinamiche socio-demografiche del palazzo.
Il condominio visto che non c'è nessuno che lo usa lo hanno lasciato all'abbandono e gli sta pure bene visto che temono sempre l'arrivo di bimbi da fuori.
Il signor B. è morto, il prato di cui era tanto orgoglioso è sterile, c'è terra e aghi di pino secchi.
I giochi sono arrugginiti, inutilizzabile anche se uno volesse.





Questo è l'albero, un melograno come quello che ho messo io per la Pop, che i miei piantarono quando ci trasferimmo qui, ora è altissimo.


La fontana che usavamo per i gavettoni

Queste immagini di degrado sono un po' un insulto ai bei momenti che ho passato lì e alla mia infanzia. Quasi quasi sarebbe stato meglio che ci avessero costruito sopra un centro commerciale piuttosto che vedere ogni volta i miei ricordi traditi. 
Vedere sotto i propri occhi una cosa cara sfiorire è atroce, meglio porre fine allo stillicidio e conservare l'idea di com'era al massimo dello splendore.
E tutto questo ha un nome: eutanasia, in questo caso di un luogo.

O forse sarebbe il caso di mettere da parte motivazioni economiche, tirare fuori i soldi e risistemare tutto, magari tornerebbero pure i bambini, aprendo il parco anche agli esterni perchè no?


lunedì 21 maggio 2012

Il mio parco 4 - aggiornamenti

Nel mio parco è esplosa la primavera, forse anche troppo. E' cresciuta talmente tanto l'erba da doversi far largo col machete.
I proprietari di cani sono smarriti, temono di perdere i loro beniamini fra le piante e di non vederli più.
Nell'area cani si sono organizzati e falciano l'erba per conto loro, hanno un bel prato quasi all'inglese.

Tutti noi altri comuni mortali stiamo messi invece così.
Questa è la Pop in versione campagnola bella

Gli addetti del comune hanno iniziato a falciare i prati ma con calma, forse quando avranno finito dovranno ricominciare perchè nel punto da cui avevano iniziato l'erba ha raggiunto di nuovo il metro di altezza.

Anche se l'erbaccia incolta ha pur sempre il suo fascino....

Nel frattempo la fontana più vicina all'area giochi dei bambini è ridotta così, non so cosa sia successo di preciso, se è stata divelta, o dovranno sostituirla o è stata colta da malore.
Fatto sta che già prima dovevamo fare il gran premio della montagna, arrampicarci sul pendio per raggiungerla, ora non c'è più, riposi in pace.
Un'altra importante novità è che il municipio si sta vantando dell'ennesimo sgombero dell'ennesima baraccopoli sull'argine dell'Aniene, si vantano dei 100 quintali de monnezza raccolta ma la situazione è questa:

Inoltre da giorni gira sulle strade sterrate del Parco una Punto della Municipale che mi irrita alquanto, ma non possono fare la ronda a piedi, a cavallo, in monopattino, insomma con qualsiasi cosa che non abbia il motore?

Per quanto riguarda l'aspetto sociologico l'area bimbi con le belle giornate si è riempita di tantissime persone e ci sono delle new entries niente male.

Mimì metallurgico: è una mamma che non ho capito ancora per quale motivo è vestita con una specie di abito da lavoro di un meccanico, pantaloni e maglietta blu. E' sempre vestita così, indipendentemente dal meteo. Io me la immagino che piega a mani nude le carrozzerie della macchine. L'ho incontrata una mattina ed era già vestita così. Ci parlo pure spesso e devo dire che nonostante il suo abbigliamento è molto dolce e garbata ma la curiosità sui vestiti resta, glielo devo chiedere sennò non avrò pace.
aggiornamento del 28 maggio 2012:
venerdì ho incontrato Mimì al supermercato e non era vestita con la sua solita tuta color blu metalmeccanico dei cantieri navali di Genova iscritta alla Fiom. Il mio primo pensiero è stato "Ecco lo sapevo, cazz...ha letto il Blog". Poi la guardo meglio ed era vestita sempre con maglietta e pantalonacci extralarge ma color nero. Anzi la tshirt per la precisione era dei Metallica. L'ho rivista domenica al parco, aveva qualcosa di lievemente più vivace, forse sul grigio topo ma sempre oversize: dev'essere proprio il suo stile ma il mistero misterioso su quale professione faccia rimane...

Nonno sponsor: gira per il parco con dei volantini per pubblicizzare l'asilo nido che ha aperto sua figlia, ferma tutte le mamme e consegna il foglietto spiegando a voce. Mi può star pure bene ma non mi puoi fermare ogni santo giorno, delle volte anche più volte ripetendomi la solita solfa. Il nome del nido poi mi fa ridere, diciamo che è il titolo di un opera teatrale di Cechov e considerando dov'è sito il posto e il grado di urbanizzazione del nostro municipio l'unica giustificazione per chiamarlo così è forse perchè hanno una copia del libro all'ingresso sennò i ciliegi li hanno visti giusto in cartolina!! (ops...)

Stronzino: un ragazzino di 8 anni a capo di una baby gang. Lui sarebbe pure caruccio, occhi azzurri, sembra il comico livornese, Paolo Ruffini ecco quello, insomma sarebbe da CBCR peccato che sia di un'antipatia e arroganza unica. Scimmiotta i protagonisti dei film americani, i duri, ruba i giochi ai bimbi più piccoli e li odia, appena si avvicinano li allontana in malo modo. Probabilmente ripete scene di prepotenza che ha visto fra le mura domestiche. La madre c'è ma non si vede mai, forse si vergogna a far vedere che ha cresciuto il pargolo in quella maniera, lui urla, sbraita, sembra un gangster da quattro soldi. Un giorno di questi riempio un secchiello di sabbia e glielo rovescio distrattamente in testa.

Gigantone: ci sono 3-4 bimbe, anagraficamente piccole, intorno all'anno o poco più che sono però enormi di struttura, di peso e altezza, hanno delle mani che sembrano palanche, piedi enormi, mi fanno quasi impressione, la Pop a confronto sembra uno scricciolo. Forse sono frutto di mutazioni genetiche,  forse sono pompate ad aria ma quando con nonchalance chiedo "Quanto ha?", pensando dentro di te "minimo due anni" e ti rispondono 11virgola3 mesi ci rimani un po'...come dire? di stucco.
Va bè come dice la mia amica R. benedica!!!


Mammina bella: è una fanciulla dolce, tutto zucchero e miele, bella, bellissima davvero, un giorno o l'altro glielo dirò, non potrà farle che piacere. Mi ricorda un po' la cantante rossa, Noemi, però è mora non è rossa. Si smazza tutto il giorno le due bimbe di 1 e 3 anni, completamente da sola. Poi viene al parco sempre precisa, truccata, carina, non megafica ma quel giusto mix di semplicità e bellezza...che dire? Ti stimo!

Zingara demografa: non ho ben capito se è zingara o no, un po' sembra e un po' no. Ha due bambini di un anno e mezzo di distanza, attacca chiacchiera con tutti e ti chiede subito "A quando un fratellino?", è la sua fissa. Anche se stai allattando una Pop di 1 giorno già è lì che incalza per il bis. Va in giro un po' zozza, con quei capelli bruciati biondicci e i figli idem. Viene al parco in autobus e l'altro giorno le ho prestato il passeggino per farci dormire il piccolo dentro che le si era addormentato in braccio. Tra l'altro ancora allatta e per questo la stimo. La grande invece ha scovato la mia riserva biscottifera nel portaoggetti se le l'è pappata tutta. Nel dubbio una controllata ai miei averi me la dò sempre.

Il pentacanaro: io non ho capito come facciano, soprattutto in casa, ma ci sono dei personaggi che girano con un sacco di cani ognuno con il suo guinzaglio che fanno un casino tremendo e si arravogliano i fili tra di loro. Questo personaggio l'ho incontrato in uno di questi giorni di pioggia. In casa continuamente osservavo il cielo per sperare che smettesse, appena c'è stata una tregua sono uscita con la Pop nel marsupio. Ancora nel marsupio a 10 e rotti chili? Eh sì perchè il passeggino le fa schifo, il triciclo non era il caso, il marsupio è l'unica garanzia. Incontro questo strano figuro che mi fa "E' tuo?" indicando la Pop. Io "...eh sì". Capita ogni tanto che mi scambino per babysitter, forse per la mia aria giooovane da ragazza alla pari ma non è che lo senta proprio come un complimento, significa che non mi somigghia pe' niente.
Allora stronzamente ribatto "Sono tuoi?" indicando i canidi. Lui inizia un discorso dicendo che sono di un suo amico che ha tanti cani, tante donne e insiste con questo fatto delle donne che ora si è un po' calmato ma che prima venivano in casa armate di coltello...ma 'sti cavoli, mi fa piacere per lui. Sembra che quando uno dica "C'è un mio amico..." in realtà si riferisca a se stesso ma lui non mi pare abbia proprio le possibilità di coltivarsi tante donne. Continua a chiedermi notizie dalla Pop sempre considerandolo maschio, a me non dà fastidio, è lo scotto che si paga a non vestirla totalmente di rosa confetto, ma alla fine dico "E' una lei" e lui "Ma come? così massiccio?", bahhhh.... la Pop è tutto tranne che massiccia. Per fortuna inizia a piovere e devo scappare via.

Altra novità è che quando sono sola e non c'è un'anima pia che mi aiuti a prendere la Pop in fase di ricezione mentre scende dallo scivolo faccio prima e scendo insieme a lei. 'Sta cosa non si sa perchè lascia stupiti. I bambini saputelli stile Harry Potter dei miei marroni mi si avvicinano e senza guardarmi dicono "Ehh ma lo scivolo è per i piccoli", le nonne mi dicono che sono paracula e che voglio divertirmi pure io, le mamme mi odiano perchè i figli vedendomi vogliono fare pure loro lo scivolo in tandem peccato che la mamma abbia il culone e rimanga incastrata... 

Girovagando per il quartiere a naso insù poichè mi piace vedere i terrazzi all'ultimo piano e pensare "Tacci vostra un giorno pure io ce l'avrò" ho visto questo:


all'inizio pensavo fosse un ladro, poi babbo natale in anticipo poi ho capito essere una statua  a grandezza naturale di Padre Pio messa in terrazzo. Per carità ognuno mette quello che gli pare sul balcone, chi i sette nani, chi Padre Pione ma a me inquieta. Sta proprio di fronte alla fermata metro Conca d'oro così i viaggiatori scendendo potranno ringraziarlo della giornata  lavorativa trascorsa.

Invece camminando a naso in giù ho visto questo annuncio, strano che la badanta per paralisati non abbia specificato anche che parla italiano correntemente...!



giovedì 12 aprile 2012

Il mio parco 3 - I bimbi


Nel mio parco c’è un sentiero circolare che lo contraddistingue, a piedi ci vogliono 20-30 minuti per percorrerlo, in bici pochissimi (andate a Villa Ada che è mooolto meglio).
I vecchietti infartuati, ai quali il medico ha raccomandato di fare moto, camminano con le loro belle tute acetate dai colori improbabili. Sembrano carcerati nell’ora d’aria e si confrontano fra di loro “A che giro stai?”.
In primavera il parco si riempie di persone che corrono, forse si ricordano tutti che tra poco arriverà l’estate e la prova bikini è in agguato. Quindi vedi culone che corrono, spesso in coppia, o panzoni che corrono e sudano l’impossibile. Poi ci sono i tipi convinti con il lettore mp3 al braccio e l’abbigliamento supertecnico e gli infartuati che ci provano (a correre) e tu pensi “Al prossimo giro stira”.
Io li osservo tutti, pochi sanno correre davvero bene, i più hanno la posizione sbagliata del busto o delle braccia ma l’importante è fare movimento.
C’è la bionda che è bravissima, indossa degli shorts gironatica e ha spesso degli accompagnatori, ma li cambia sempre, forse li esaurisce proprio fisicamente nella corsa.
Poi ci sono i nudisti che si mettono a torso nudo e in pantaloncini per abbronzarsi.
Altri personaggi che mi suscitano simpatia sono un signore che cammina leggendo tipo Don Abbondio e che ammiro davvero, non so come faccia, io inciamperei ogni mezzo metro.
Poi c’è uno che è un po’ particolare, sta seduto per ore su una panchina, ascolta la radio, forse radio 3 e sta lì. Ha la testa rasata e un dopobarba buonissimo che si sente da lontano.
Poi c’è il ragazzo con qualche problemino che corre, corre, corre e non si stanca mai tipo Forrest Gump e chiede al suo accompagnatore:” Posso fare un altro giretto per favore?”
Nel mio parco ci sono due aree per i bambini che ultimamente sto frequentando assiduamente e sono un eccezionale osservatorio sociologico.
Ci sono le altalene, quelle per i piccoli “a mutanda” e quelle per grandi.
La Pop prima ci andava ma senza grande entusiasmo ora non vorrebbe mai scendere.
Se io la spingo fa lo sguardo annoiato, non capisco se le fa venire sonno, se le viene il mal di mare. Ma se c’è un bambino che va insieme a lei con qualcuno che lo spinge e fa le moine lei si sganascia e guarda sempre in quella direzione, i miei versetti invece li ignora. Probabilmente da qualche parte tengono corsi di intrattenimento su altalena che io al momento non conosco.
Ci sono due scivoli, uno rosso e uno giallo, sono identici ma i bambini dicono sempre che uno è meglio dell’altro, uno va più veloce, uno è più ripido, bohh? Sono i primi schieramenti destra -sinistra.
Poi ci sono varie aree con la sabbia.
La Pop adora la sabbia, forse le ricorda la spiaggia, forse le piace avere un contatto fisico con la Terra.
Le prime volte che ci siamo andate rubava i giochi degli altri.
Allora i nonni nanni (da non confondersi con i nonni cicci-bum che sono quelli del mare, di mm) le hanno comprato il necessarie dai cinesi. Gli hanno chiesto “E’ maschio o femmina?”
“Femmina!” e gli hanno rifilato il secchiello di Ben10 (per gli amici BenDieci), ovvio che siamo le uniche bambine col secchio di Ben10 e che siamo le più invidiate dai maschietti.
Quindi ora oltre a portarsi casa dietro, ci portiamo pure una busta coi giochi.
All’inizio abbiamo tentato anche con la fantastica busta a retina, DEVI averla, necessaria perché poi mentre vai in giro la sabbia si sgrulla dai giochi e non te la porti a casa. Si si, peccato che dopo 3 secondi la rete si ingarbugli diventando tipo camera della morte delle tonnare e la Pop tenti di strozzarcisi più volte e addio reticella.
Quindi abbiamo optato per una fantastica borsa di tela del supermercato in cui mettere secchio, paletta, rastrello, passino, 2 formine, l’innaffiatoio… e poi un set di palle.
La Pop è nella fase pallonara e abbiamo palle di tutte le dimensioni e colori.
Al parco ne portiamo il minimo indispensabile, una grande con Winnie the Pooh (dai nonni nanni chiamato Willy de Fud) e una piccola colorata.


Abbiamo anche un abbigliamento consono, la Pop indossa una tutaccia acetata di Decathlon che pare Oronzo Canà e scarpe color sabbia e io pure spesso vado un tuta dopo quella volta che mi ha messo una manciata di sabbia nel decolletè.
Appena piazzata in loco e disposti i giochi a raggiera intorno a lei, la Pop spesso li schifa e si dirige verso i giochi degli altri, d’altronde si sa i giochi altrui sono sempre più verdi (e meno male che abbiamo il secchio di BenDieci!) e i bimbi privi di giochi si avventano sui suoi.



I bimbi sanno essere finemente stronzi, quindi appena vedono una Pop avvicinarsi come prima cosa le sbarrano la strada, e le dicono “Tu no”, una addirittura disse “Tu sei piccola stai a casa”. E si prodigano per proteggere la torta di malta che stanno preparando. La Pop (finge) indifferenza e spesso con nonchalance si siede sulla loro torta. Vorrei intervenire e dire “A bella guarda che se stai cincischiando qui è anche merito dei giochi che sono nostri e non tuoi” ma poi mi trattengo, Tatalucia (tutto attaccato) dice che non bisogna mai intervenire.
E lo stesso vale per quelli che si mettono a urlare non appena la Pop posa lo sguardo sulle loro cose “E’ MIO!”..eh si i bimbi sono molto poco comunisti.
Quando è il momento di andare via devo riprendere tutti i giochi che spesso sono stati sparsi per i quattro cantoni del parco e dire con voce flautata “Scusa bimbo, stiamo andando via, posso riprenderlo che è nostro? Grazie” ogni tanto qualcuno ci rimane male, comunque abbiamo già perso un sacco di roba, un po’ non ritrovata, un po’ perché ad esempio una nonna non riusciva a togliere dalle mani del bimbo la nostra formina. (?!)
Gli accompagnatori dei bimbi sono spesso le babysitter, quasi sempre straniere che lasciano i bambini pascolare e se ne disinteressano, loro stanno al cellulare. E i nonni che al contrario sono troppo apprensivi e si mettono sempre in mezzo.
Poi ci sono i nonni so-tutto-io “Questo bambino l’ho cresciuto io. Se non fosse per me…” ti dispensano consigli non richiesi e tu pensi sempre più convinta che rovina, che sciagura, W il nido sempre e comunque.
E le mamme… le mamme sono la giusta via di mezzo anche se spesso gli e ci manca la cosa più importante: il sorriso. Perse dietro mille commissioni, cose a cui pensare.
Ci son le mamme scopainculo che vengono vestite e agghindate di tutto punto, coi tacchi, la messa in piega perfetta e mi chiedo:"Ma ‘ndo vai che a me basta che la Pop mi guardi  per sommergermi di sabbia!?" Io tra un po' se continua così scendo in mimetica e anfibi!
Mi tengo alla larga da queste, fingo di essere una tata filippina che non sa l’italiano.
Le mie preferite sono le mamme di trincea, quelle che hanno due gemelli e un cane sono il massimo. Massima ammirazione, mi chiedo sempre ma come fanno se i bimbi si mettono a tirare da una parte e il cane dall’altra??
Ne avevo conosciuta una, toscana, con un labrador di nome Gina ma poi si sono trasferiti.
Altro esempio di bambino antipatico è quello so-tutto-io (forse nipote del nonno so-tutto-io) 
se ad esempio scendo lo scivolo dalle scale mi fa, anzi fa al mondo con aria saputella "Non si scende lo scivolo dalla parte sbagliata". Grazie bambino, non me n'ero accorta.

Ah ultime news dal parco.
Una mano anonima (non sono stata io giuro), probabilmente anziana (e questo mi fa ancora più piacere) sulla foto dei marò che qualcuno sentì il bisogno di appendere alla bacheca del parco ha scritto ..... Vi ho già detto quanto io adori le pasquinate e la vox populi???


La prima parte http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/03/il-mio-parco-i-cani.html
La seconda http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/04/il-mio-parco-2-le-banane.html
La terza http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/il-mio-parco-4-aggiornamenti.html


giovedì 5 aprile 2012

Il mio parco 2 - Le banane



Il mio parco è quello dove vado quasi ogni giorno, vicino casa, è il polmone verde della mia zona…. Ah ok l’ho già detto.
Ma poi polmone verde de che?
Che confina con la Tangenziale, con il verde Aniene (da non confondere col biondo Tevere), con varie linee ferroviarie Roma-Firenze: la Tav, la lenta e la Roma-Tivoli, con i cantieri della nuova metro.
Dal punto di vista dell’inquinamento non gli manca niente, un po’ più giù c’è il collettore fognario e ancora più giù l’aeroporto dell’Urbe. Probabilmente, a nostra insaputa c’è pure un giacimento di amianto e siamo a posto!

Che poi a dirla tutta, questo pezzo di verde era stato strappato dalle mani dei costruttori (i cosiddetti palazzinari) che già avevano iniziato a darsi da fare. Infatti è caratterizzato da vari vasconi che sono gli scavi delle fondamenta di quelli che dovevano essere i nuovi palazzi. Poi si sono fermati, forse perché si sono resi conto che l’Aniene era a uno sputo e il terreno era alluvionale, fatto sta che se scavi un pochino trovi i calcinacci, quindi probabile che l’amianto e metalli vari siano davvero nel sottosuolo.
Forse a salubrità è quasi meglio fare una passeggiata nell’amena Viale Libia…
Però almeno qui c’è il verde e l’occhio respira...

Recentemente hanno piantato un sacco di alberi, mi sembra rientri nel progetto di Kyoto, di mettere non so quanti migliaia di alberi. Qui li hanno messi a forma geometrica, dicono, ma camminando non te ne accorgi. Forse te ne accorgi solo dalla luna, puoi vedere la muraglia cinese, la piramide d'Egitto dicono e poi i poligoni del nostro parco…vuoi mettere?!
Peccato che li abbiano piantati abbastanza (troppo) vicino e che quando cresceranno faranno a cazzotti fra di loro. Per ora ci sono tutti alberi giovani, infatti è un parco molto, troppo aperto, d’estate è impraticabile perché non c’è ombra e se c’è vento diventa un’unica zona ventosa. Ma tra qualche anno ci si farà largo solo col machete.
L’hanno dotato di un impianto di irrigazione eccezionale, che usano solo nella Pianura Padana per dare l’acqua a estese piantagioni di mais, forse è un po’ esagerato per un po’ di prato spelacchiato ma tanto non funziona perché non c’è la pompa che tira su l’acqua, dicono…
Quindi la maggior parte dei mille alberi amorevolmente piantati si sono seccati…
Nel parco, alla nascita della Pop, abbiamo piantato due alberi, un melograno e un ippocastano. In teoria mi sa che non si potrebbe piantare nuovi arbusti a capa tua, ma non è che abbiamo messo un boabab o un banano sconvolgendo il fragile habitat… e poi chi se ne accorge? Anche se un giorno ho visto dei rangers passare con un foglio e spuntare un elenco…
Li abbiamo messi sostituendo due alberi morti di cui sopra.

E’ un parco molt…abbastanza curato, vengono quelli del comune a tagliare l’erba periodicamente e in una di queste occasioni un bonzo che falciava con il trattorino mi ha decapitato il melograno.
Ora... a parte che il simbolo affettivo che il melograno è lo stesso albero che piantarono i miei quando avevo 6 anni, poi il significato intrinseco della pianta che crescerà insieme alla Pop, le foto fatte insieme via via e tu testa di minchia non vedi un arbusto a cui avevamo pure messo un fiocco rosso che pure Ray Charles avrebbe notato??
Il povero melograno non è morto ma certo è stato raso al suolo ed è indietro con la crescita. Ora abbiamo messo una rete di protezione, altre piantine intorno, spero che lo vedranno così i solerti operai!!
Quando fa molto caldo dobbiamo innaffiare queste due piante, lo fanno i miei prendendo l’acqua dall’area cani e subendo gli sguardi minacciosi e torvi dei padroni che quando entri nel loro territorio temono sempre che gli fai scappare il cane.  
L'ippocastano della Pop

Nel mio parco abbiamo una cosa che pochi hanno: una pista di atletica.
È costata 400 mila euro e ci hanno messo 6 mesi per farla.
Un giorno sono venuti, hanno recintato un'ampia zona  e hanno fatto due circuiti ad anello con l’asfalto.
Si rincorrevano le voci più disparate (i rumors) su cosa potesse essere, chi diceva una pista di gokart, chi di pattinaggio…quando si è capito che erano due anelli da atletica: uno esterno in cui può andare solo una persona e uno più piccolo con 4-5 corsie si è capito che era una boiata colossale soprattutto per quella cifra.



Allora la gente ha cercato di fare un po’ di casino attaccando misteriosi fogli anonimi in giro tipo Pasquino ma ormai il più era fatto.
Li hanno tenuti buoni mettendo qualche altra panchina e i nuovi secchi della mondezza col coperchio perché pare che l’attività preferita delle gazze sia svuotare i secchi e buttare le cartacce in terra..bah…
Ogni tanto si vede qualcuno che usa la pista per correre (tanto ormai c’è) ma più spesso è usata dai bambini con i rollerblade, i monopattini, i passeggini (tanto ormai è lì)..anche alla Pop piace gattonare lì e fare i primi passi perché è fatta proprio bene, morbida, di quel materiale antitrauma. Certo 400mila euro...

Nel mio parco ci sono dei lombrichi transgenici, sono lunghissimi ma soprattutto velocissimi e delle volte si tirano pure su tipo cobra. A me se c’è un animale che repelle (per non dire fa schifo) è proprio questo e dopo la pioggia è un tripudio.
Ok fanno bene alla terra, la areano, la concimano ma a me fanno schifo, ecco l’ho detto!
Da bambina un mio amico, quando eravamo in giardino, me li toglieva dalla strada con un bastoncino… non ci sono proprio più gli uomini di una volta!


Nel mio parco, in alcuni orari, ci sono più sedie a rotelle che passeggini e la lingua ufficiale diventa il russo o il rumeno delle badanti, o meglio banane come dice la nonna 108enne di mm.
Io & la Pop in giro per il parco, la Pop era molto ma molto Pop, era nella fascia, si vede solo la codina della fascia
Le banane si ritrovano, parlano fra di loro, con le connazionali, nella loro lingua e portano a spasso le signore. Spesso ce ne sono tre che viaggiano parallele. Mi chiedo sempre cosa penserebbero le vecchiette se si svegliassero dal loro torpore “Devo essere proprio rincoglionita se non capisco un’acca di quello che stanno dicendo!”. Le vestono di tutto punto e le portano fuori con qualsiasi tempo.
C’è quella che a stento riesce a stare con la schiena dritta ma pretende la sigaretta.
E c’è il vecchietto che un giorno ho visto piangere come un bambino…
E’ incredibile come la vita nella sua fine e nel suo inizio coincida: omogeneizzati, bocche sdentate, pannolini, creme anti-arrossamento… vedendoli mi chiedo che senso abbia arrivare alla fine senza neanche riuscire a ricordarsi il proprio nome, le cose che hai fatto, perdere un po' la propria dignità, essere scarrozzata da una che non capisco neanche cosa mi sta dicendo…

Il mio parco quando c’è stata la neve era bello come un quadro fiammingo e c’era tantissima gente euforica che faceva pupazzi di neve ovunque e si buttava con slittini e buste di plastica da ogni dirupo!






E devo dire che in primavera fa la sua porchissima figura! Che albero è questo? Chi lo sa?



Ps: le foto sono tutte mie tranne la prima