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martedì 24 luglio 2012

Partire è un po' come...




Durante l'adolescenza quando si avvicinava l'ora delle vacanze, di partire nel mese di agosto coi miei genitori ero sempre un po' triste.
Da un lato ero contenta per le destinazioni scelte, di vedere posti nuovi, dall'altra mi prendeva il magone, stavo così bene con i miei amici del quartiere, avevo raggiunto un equilibrio invidiabile, un periodo spensierato fatto di giornate in piscina, al mare e di oziose chiacchiere, andavo d'accordo con tutti...avrei ritrovato tutto così al mio ritorno? O avrei perso tutto questo durante la mia assenza?
Avrei voluto cristallizzare la situazione così com'era, un fermo immagine perfetto da proseguire una volta tornata.
Avevo sempre un po' il terrore di essere dimenticata dagli altri durante le vacanze, di perdere la mia posizione sociale faticosamente conquistata, di venir sostituita da qualcun'altro, di essere accolta con poco entusiasmo a settembre e di perdermi chissà quale fantastica avventura o iniziativa i miei amici organizzassero mentre io ero fuori.
Avrei voluto che tutto fosse rimasto fermo e immobile, nessun cambiamento evidente nè grande, nè piccolo. I cambiamenti mi preoccupavano, potevano portare conseguenze positive o negative quindi nel dubbio meglio che tutto rimanesse immutato.
Preferivo una situazione statica, magari anche un po' stagnante e noiosa ma almeno era rassicurante e sapevo come affrontarla.


Poi tornavo ed effettivamente era tutto come lo avevo lasciato o se c'era qualche news facevo presto ad abituarmi. Ogni anno partivo con la consolazione che in passato poi mi era sempre andata bene.
Una delle mie citazioni preferite «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi» detta da Tancredi ne "Il Gattopardo".


Crescendo invece ho abbandonato questa sensazione avendo ormai capito che al ritorno avrei ritrovato sempre la solite cose ad aspettarmi, nel bene e nel male. Però in più ho imparato ad apprezzare lo stacco dato dalle vacanza e a considerare il rientro un po' come l'inizio dell'anno nuovo in cui si fanno i buoni propositi.
Ho imparato a fare tesoro delle esperienze fatte in ferie, di prendere quanto la conoscenza di nuove realtà e paesi poteva offrirmi e cercare di riportarla nel mio mondo.


Ieri sono tornata al parco dopo circa un mese di lontananza forzata. In pratica è deserto, non c'è nessuno e la situazione non è delle migliori. Il prato verde non c'è più ma al suo posto c'è erba secca, la terra è spaccata, arida. Ci sono dei fastidiosi insetti, zanzare, moscerini. In giro non si vede nessuno. Sono andata al parco giochi e la situazione è ancora più desolante, quel posto che era per me tanto caro in primavera, ora è veramente squallidino. Non c'era manco un bambino, tutti in vacanza, beati loro. I writers però in compenso  sono  belli attivi e hanno pensato bene di imbrattare lo scivolo così ora quando i bimbi scendono si sporcano di nero i pantaloncini, tacci loro!
Ho incontrato solo 3 persone, guarda caso, 3 personaggi ben noti al blog.
http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/il-mio-parco-4-aggiornamenti.html
Li ho visti in successione, sembrava fatto apposta. Delle volte penso di essere in una situazione tipo The Truman Show con i figuranti che vengono fatti passare davanti ad intervalli stabiliti e mi verrebbe da dire "Fermate tutta la baracca, a me non mi coglionate".
Delle volte incontrare le stesse persone ogni mattina, negli stessi posti magari a orari diversi mi dà un senso di soffocamento. In questo caso avrei voglia di cambiamento, vorrei fermare tutto e scendere sul serio.





Ho visto la pseudo-z., stavolta c'erano pure i miei genitori. Non gliene avevo parlato ma in effetti li vedevo abbastanza perplessi dal comportamento esuberante e invadente della figlia. E pensare che stavolta i bambini erano pure abbastanza puliti e ordinati rispetto alle altre volte. La bimba ormai ha imparato dove tengo i biscotti e l'acqua e li prende come nulla fosse, almeno questa volta li ha mangiati con la Pop, in venti minuti hanno finito la scatola. Poi ha voluto mettersi sul passeggino, voleva il mio cellulare, ha voluto sapere i nomi dei miei genitori...siamo scappati!
Non prima di aver visto Mimì metallurgico e marito, io non l'avevo mai visto ma mm sì, aveva ragione, è proprio come lei, con la divisa da operaio e il culo mezzo di fuori con la mutanda in bella vista.
E poi ho incontrato un'altra coppia ben nota con il bimbo coetaneo della Pop, in inverno siamo gli unici a frequentare il parco anche quando il tempo fa schifo, la mamma è russa e un po' di bora non ci ferma di certo! Il papà è quello che quando gli dissi che la Pop aveva un anno e mezzo aveva sentenziato "Ah no, lui invece ha 18 mesi"...


Insomma al parco è rimasto tutto invariato. A distanza di un mese nulla è cambiato, non si sono manco accorti della mia assenza, nè della panza (ma eravamo ad una certa distanza).


 "Tutto deve cambiare perchè tutto resti com'è"
c'è parecchia amarezza in questa frase, la consapevolezza che per quanto cambino le cose alla fine non sia altro che apparenza. C'è anche un senso di resa incondizionata, di rassegnazione, soprattutto rivolta alla politica e alla storia ma che si può applicare in mille altri ambiti.
Ai nostri tempi come vogliamo applicarlo? Non c'è più Silvio sarà tutto diverso, finalmente si respira. E invece è tutto uguale, infatti Silvio ora, spavaldamente e spudoratamente, torna, tanto a questo punto...
Nei sentimenti succede la stessa cosa, si chiude una storia, ci ripromettiamo "Non succederà mai più così", poi cambiano i protagonisti ma i clichè si ripetono, tante promesse "Non lo farò mai più" e la storia si ripete, ogni volta, sempre uguale a se stessa.


venerdì 20 luglio 2012

Waikiki

Un po' di anni fa, e quindi all'incirca in un'altra vita, per la prima volta andai in campeggio con delle amiche.
Nella mia famiglia non c'era questa consuetudine della vacanza in tenda e probabilmente mi sono persa una bella fetta di indimenticabili ricordi all'aria aperta e di vita selvaggia.

Recuperai più tardi, a vent'anni circa. Lo so un po' tardi rispetto agli altri ma meglio tardi...

La prima vera vacanza da sola in realtà la feci l'anno prima, credo fosse l'anno della maturità o forse il primo anno dell'università.
Decidemmo di andare a Rimini, luogo di perdizione mica scelto a caso, prenotammo addirittura un hotel in agenzia di viaggio. Niente di che: un hotel a due stelle.
E infatti faceva abbastanza schifo.


Tutte quelle vacanze erano all'insegna del low profile, ovvero risparmio dove posso.
Quindi prendemmo una quadrupla, ricordo che aveva il soffitto di lamiere di metallo, tipo ufficio e si moriva di caldo. Inoltre pativamo la fame, facevamo la mezza pensione e se per cena c'erano i tortellini in brodo potevamo star sicure che con precisione scientifica il cameriere riusciva a mettere nel piatto 13 tortellini a testa, mai che si sbagliasse aggiungendone uno! Aveva il mestolo calibrato!
Ovviamente non erano quelle le cose che ci sconfortavano, l'importante era stare in vacanza da sole!
Ho un ricordo fantastico di quella vacanza.
Arrivammo a Rimini in treno: risento ancora il vento di libertà fra i capelli, la salsedine, il sole...già durante il viaggio mi sembrava di iniziare una nuova incredibile avventura. La costa adriatica era un altro mondo per me, mi ha affascinato sempre questa cosa che noi vediamo il tramonto ma loro vedono l'alba sul mare. 
Cambiammo il treno a Falconara Marittima e ho un ricordo meraviglioso di quella stazione e di quella linea ferroviaria che correva lungo il mare.
Ovviamente rivederla anni dopo ha tutto un altro sapore, per questo sconsiglio sempre di tornare sul luogo del delitto e dei ricordi.
Una delle nostre compagne di viaggio appena arrivate puntualizzò "Io sono qui per riposare" ah ok ciao e infatti facemmo vite separate.
Lì, in riviera romagnola, era tutto molto organizzato, la mattina in spiaggia e la sera nei mille locali della costa, nel biglietto era compreso il pullman che ti prendeva e ti portava lì e ritorno.
Mi divertii un sacco, facemmo amicizia con un sacco di persone, ma non era tanto quello lo scopo, il bello era stare da sole, senza orari.
Eravamo sempre a mille, galvanizzate. Una sera, tanto per provare, comprammo al supermercato la vodka alla pesca ma in realtà non ci fece nessun effetto perchè eravamo già su di giri per conto nostro, tutta roba naturale, senza additivi e conservanti aggiunti.
Io mi divertivo con la mia amica a organizzare degli scherzi agli altri ospiti dell'hotel.
Scherzi molto stupidi ma che ci tenevano impegnate per delle ore nella preparazione.
Avevo preso di mira due ragazze molto più grandi di noi, che soprannominavo le babbione, sicuramente avranno avuto meno della mia età attuale.
Decisi di fare uno scherzone: svuotare un recipientino monoporzione della marmellata della loro colazione e poi chiudere con la colla il coperchio come se fosse nuovo.
In quell'hotel avevano quella triste abitudine di apparecchiare la sera per la colazione del giorno dopo.
Uno degli ultimi giorni riuscimmo nell'intento, eravamo proprio nel tavolo dietro il loro, la tizia aprì la confezione, la trovò vuota e come se nulla fosse ne prese un'altra.
Eravamo un po' sceme e ci si accontentava davvero di poco.

Tornando al primo campeggio, ci andammo con un'amica che aveva una grande tenda. Ma non quelle che si usano ora di Decathlon che le tiri per aria e si montano da sole ma quelle tradizionali che sono più grandi da chiuse che quando sono aperte.
Andammo sul Gargano, quando ancora era verde e non martoriato dagli incendi.

Mi sento molto anziana ma il campeggio si sceglieva sulle pagine gialle, telefonando per farsi mandare un depliant e poi facendo un vaglia postale con l'anticipo.
Secondo me la vacanza in tenda o in camper va fatta la prima volta con qualcuno già esperto e infatti la nostra amica era pratica e ci indicò come montare la tenda.


Una sera tornando da una discoteca vedemmo una macchina investire un cane e poi andare via come nulla fosse.
Capirai, noi eravamo una geografa, una naturalista, una collezionista di casi umani e animali...che non ti fermi a raccattare il cane?

Lo prendemmo e lo portammo di nascosto al campeggio, lo chiamammo Waikiki, proprio come il nome della discoteca. Lo facemmo visitare da un veterinario in loco, mi pare avesse la colonna vertebrale fratturata. Lo portammo con noi a Roma e facemmo un sacco di telefonate per capire quale struttura o ente ci potesse aiutare per tenerlo ma ad agosto un cane abbandonato e ferito non scatenava certo una gara di aiuti.
Lo portammo da altri veterinari e le spese aumentarono e le dividevamo sempre fra noi quattro.



Poi riuscii a trovare un posto dove portarlo, io non potevo tenerlo, le altre nemmeno, era un rifugio per cani, la signora era molto gentile ma ci disse che non avrebbe mai  più camminato, che forse gli avrebbero potuto mettere un carrellino sotto le zampe per aiutarlo a muoversi ma così probabilmente sarebbe morto di infarto per lo sforzo.


Io poi litigai con la mia amica esperta di campeggi per un motivo diciamo di coerenza, di ideali, non so mai se ho fatto la cosa giusta, dopo tutto era un'amicizia che si protraeva da una decina d'anni.
Lei si era messa con un ragazzo prima di partire, sembravano innamoratissimi ecc. poi in vacanza ebbe una storiella con uno e al ritorno lasciò il vecchio su due piedi. Questo era disperato, era talmente ferito da non vedere l'ovvio, cercava di capire dove aveva sbagliato, se era colpa sua. Mi chiamava per capire. Io alla fine non ce la feci più di sentire questo tizio ingiustamente disperato e che si riteneva responsabile della fine del grande amore e gli feci capire come stavano le cose.
Ovviamente l'amicizia finì.

Rimase solo il cane malandato al rifugio come legame, ogni tanto lei mi metteva nella buca delle lettere i soldi per il mantenimento di Waikiki.
Tempo dopo chiamai la signora del rifugio e mi disse che il cane era morto, avevamo fatto il possibile.




Gli altri anni continuai ad andare in campeggio con altre amiche, mi comprai una tenda per conto mio.
Non avevamo praticamente altro di attrezzatura, se non un tavolino con sedie sgangherato e un frigo portatile che chiamavamo il sarcofago.
Non avevamo neanche la luce e infatti dovevamo scegliere quando c'era ancora il sole cosa mettersi la sera perchè poi non si vedeva più nulla nella tenda.
Per par condicio decisi che saremmo andate un anno sull'Adriatico, uno sul Tirreno, uno a Nord e uno a Sud...
Partivamo con la macchina senza aria condizionata e i finestrini aperti, con la radio con le batterie perchè l'autoradio non c'era.
Andavamo solo una sera a cena fuori e poi mangiavamo sempre pomodori, mais e tonno.
A colazione mangiavamo i Grancereali che da allora chiamai Gransegatura.
Ci cuocevamo al mare per ore intere, sempre le ore più calde. Poi dormivamo un po' in tenda prima di cena e poi la sera uscivamo e ci svegliavamo il giorno dopo quando il sole era a picco e la tenda era infuocata. Per risparmiare prendevamo il posto tenda che era libero, quasi mai all'ombra.
Alcuni pomeriggi andavamo in giro anche a visitare i paesi, le zone archeologiche, i dintorni.
Ricordo sempre quest'atmosfera zingaresca, di assoluta libertà, stare tutto il giorno in costume e infradito, al ritorno in macchina spesso viaggiavamo ancora così ed era un tortura tornare in città e vestirsi normalmente.


Ora che mi sono imborghesita non farei mai una vacanza in campeggio, con zero attrezzatura poi meno che mai.





PS con l'amica con cui avevo litigato poi ristabilii i rapporti un paio di anni fa, proprio grazie a Fb, il tempo fa il suo lavoro e appiana i contrasti...







lunedì 2 luglio 2012

Scampolo d'estate

Sono evasa 3 giorni dagli arresti domiciliari del "Stai a riposo" http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/06/stai-riposo.html
per andare al mare dai soceri con mm.

Io sto bene, alla grande e forse è pure peggio perchè non mi viene proprio naturale stare tranquilla, ci penso sempre un minuto dopo.
Faccio le scale come al solito e poi penso "Ah certo se prendevo l'ascensore era meglio" ma ormai sono già a metà piano.
Abbiamo rinunciato al viaggio che dovevamo fare in Veneto anche se col senno di poi mi rendo conto che potevamo pure andarci, non so se è peggio fare 45 minuti di volo o 3 ore e mezza di coda sulla Pontina come ci è capitato venerdì.
La Pop è molto più gestibile al mare che non a Roma dove ci tocca stare tappati dentro casa per il caldo torrido. GIà ieri sera le rodeva, e te credo, siamo arrivati che c'erano 39°, febbre da cavallo, con la sensazione di avere un phon perennemente acceso puntato sulla faccia.
E' estate pure qui non c'è dubbio. Ma per me questa stagione deve avere una connotazione positiva; significa mare, vacanza, montagna, orari sballati, libertà, nudismo estremo.
Stare in città è sopravvivere, è tirare avanti, è camminare rasente i muri in cerca di ombra, è vedere i vecchietti del palazzo boccheggiare sul balcone, ma ve lo volete comprare un ventilatore? Li inviterei al fresco da me organizzando un bel torneo di burraco. Ma quanti ne perdiamo, di vecchietti non di tornei, con il caldo torrido? Nipoti, parenti...ma volete dare un po' di refrigerio a questi poveretti liquesi come Toto nelle loro abitazioni?


Insomma ci siamo concessi una sintesi di quello che sarebbe dovuto essere il mio mese al mare ma che ancora spero possa divenire realtà dopo la visita con la dott.
Quando siamo lì andiamo al Viareggio, il nostro stabilimento balneare. Dopo una vita di spiaggia libera e giornate al mare in stile zingaresco e peones, talvolta addirittura pure senza il telo con l'avvento della Pop abbiamo dovuto scegliere questa borghese soluzione. All'inizio ero un po' scettica ma ci si abitua subito alle comodità, lo stabilimento poi è un fantastico microcosmo, per una come me, curiosa dei cazzi altrui o per meglio dire delle dinamiche sociali è l'ideale.
Il Viareggio è uno degli storici stabilimenti e secondo me è rimasto in sostanza uguale, da questo punto di vista è molto vintage, mi piace, ha molto legno e ha le finestre tonde come l'oblò di una nave.
I proprietari, gli stessi da una vita, non sono affatto gentili, nè disponibili.
Purtroppo è una caratteristica comune dei commercianti della zona, ti trattano sempre male o in maniera scostante, non si pongono problemi, tanto i clienti e i turisti ci saranno sempre, se non sei tu è un altro.
Loro non pensano che tu stai pagando il loro servizio ma si comportano come se ti stessero facendo un favore.
Cosa ancora più grave considerano il mare una loro proprietà quindi impongono un orario di apertura e chiusura abbastanza assurdo, dimenticandosi che se il servizio bagnino e assistenza alla spiaggia ha un orario, l'accesso e la fruizione al mare no.
Il proprietario ha la simpatica abitudine di mettersi appollaiato alla reception e di vigilare sul via vai di bagnanti, mi sembra un direttore di scuola che controlla gli studenti. Osserva tutti con la faccia sorniona, fa un cenno di saluto con la testa o dice "Buongiorno" a me sembra in maniera lievemente ironica.
Una volta ci ha ripreso perchè siamo arrivati mezz'ora prima della chiusura...si ritorna al discorso di cui sopra.
E ieri se ne sono usciti con una nuova regola, che lo stabilimento apre alle 8.30 se non addirittura alle 9. Noi siamo arrivati presto e abbiamo trovato il cancello sbarrato, e in varie mamme col passeggino abbiamo dovuto aspettare in mezzo alla strada che aprisse.
L'anno scorso io delle volte andavo addirittura alle 7.30, entrare alle 9 con un neonato è davvero troppo tardi, la giornata al mare è quasi conclusa!


Superato questo fastidioso screening visivo dei proprietari tutto diventa molto più gradevole.
Il contatto con la sabbia morbida, la vista del mare calmo, gli ombrelloni bianchi...

Le ore scorrono tranquille segnate dal passaggio all'orizzonte dei traghetti per Ponza e dalla relativa serie di onde grandi. Non ci sono attività, non c'è l'acquagym, niente animazione... c'è tanta gente che passeggia. La spiaggia è una lungo semicerchio di un chilometro e mezzo.
L'anno scorso la percorrevo una volta la mattina e una la sera con la Pop nel marsupio fermandomi ogni tanto a salutare gli amici degli altri stabilimenti. Delle volte tornavo prima perchè soprattutto la mattina si verificava uno strano fenomeno mistero misterioso, un pullulare di bigattini sulla battigia. Probabilmente lasciati dai pescatori di notte, visto che pare che la pesca con questo metodo sia vietata.
Passeggiando incontravamo un sacco di fan della Pop che ci facevano i complimenti, abbiamo notato che quando le mettevamo un certo cappellino rosa, aumentavano in maniera esponenziale.
Poi quando le facevamo fare il bagno con il tubo galleggiante c'era un altro stuolo di fan, gli sportivi.
E' rassicurante dopo un anno, ritrovare le stesse facce...stessa spiaggia, stesso mare.
La signora E. da me soprannominata la Zingara perchè ha una bandana con delle medagliette che sembra una di quelle che legge la mano.
Poi c'è il ciccione dello stabilimento vicino che sta sempre seduto incastrato nella sedia e non si muove mai.
C'è la signora che cammina avanti e indietro, anche d'inverno, somiglia a una figura di un quadro di Modigliani col collo lungo lungo. Fa mille volte avanti e indietro, delle volte accompagnata da una o più amiche, spesso da sola.
Quest'anno la Pop interagisce con gli altri bambini, lei cerca sempre i più grandi ma loro non è che se la filino molto, e quelli che la cercano e le stanno appiccicati invece è lei a snobbarli...la dura legge della vita...







mercoledì 27 giugno 2012

Il lato disumano della crociera





In crociera se magna, inutile negarlo, se magna a tutte le ore (o quasi). 
Ti si apre lo stomaco, i primi giorni ingurgiti una quantità crescente di cibo, poi inizia a farti schifo allora cerchi di darti una regolata anche perchè dopo un po' sei sempre satollo, fino all'ultimo giorno in cui ormai stai per sbarcare e ti giochi il jolly e rimagni di tutto!
La varietà di cibo proposta è impressionante, c'è di tutto: dall'etnico, alla pasta in tutte le salse, al grill.



Ci sono piatti provenienti da tutto il mondo, cose che non hai mai assaggiato e che puoi sperimentare. E' divertente osservare quello che scelgono gli altri.
Vedi persone prendere tonnellate di bacon e uova, pensi siano del nord europa ma poi scopri che sono di Foligno, evidentemente la dieta mediterranea ci va stretta!
Io l'ultimo giorno ho provato la colazione salata ma come seconda colazione dopo aver prima mangiato qualcosa di dolce. Devo dire che non la capisco molto, le uova strapazzate o come frittata non sanno praticamente di nulla. E' logico che il buono è il bacon croccante e gustoso da metterci vicino. E i fagioli che guardavo ogni mattina nel buffet con disgusto invece ho scoperto che di fianco a quelle cose sono quasi leggeri e anzi ci stanno bene.
Ho visto gente prendere una quantità di uova enorme da far venire il colesterolo solo a guardarli.



Una volta andammo in Irlanda e soggiornammo sempre in B&b cambiando città ogni notte. Per colazione ci chiedevano sempre se volevamo quella Irlandese o continentale, una volta abbiamo provato quella locale per curiosità, era tutto salato, con una salsiccia di sanguinaccio e pomodoro. Ok interessante ma anche basta.
Invece i giorni successivi i padroni di casa dandoci delle gran pacche sulle spalle si ripresentavano con l'Irish breakfast e non potevamo rifiutarci per non farli offendere.
Un giorno gli chiesi "Ma voi mangiate tutti i giorni così?" e la graziosa signora rispose "Ma che siamo matti? Mica vogliamo morire!!". Resta un mistero misterioso il motivo per il quale invece il turista al termine della vacanza debba lasciare in loco pure il fegato.
Forse noi facciamo altrettanto con i turisti in Italia rimpinzandoli di coda alla vaccinara e coratella che io personalmente  non ho mai mangiato.
La colazione in crociera è un trionfo di buone cose. Ci sono i cornetti cotti a bordo, uova in tutti modi alla station egg, frutta fresca, sciroppata...


L'unica cosa che fa davvero schifo è il cappuccino. O provi a fartelo con le macchinette ma il caffè è imbevibile, o lo prendi a pagamento al bar ma fa lo stesso schifo e quindi alla fine ci rinunci. Servizio a 5 stelle, cucina italiana, i maitre del ristorante sono tutti napoletani ma il cappuccino fa cacare..mistero misterioso.
Io giorno per giorno ho affinato la mia colazione tipo e alla fine è diventata questa.
La roba nella ciotola è una cosa che cambiava ogni giorno, poteva essere semolino o avena, forse è una cosa che a casa non mangerei mai ma in vacanza mi piace molto. Ho iniziato in Finlandia con una pietanza simile che si chiamava organic porridge...appetitoso come nome no?! Non sa di molto ma è caldo e con la marmellata è buono.


Un altro appuntamento irrinunciabile era il tè delle 16.45, ovviamente il tè era la scusa ma quando mai gli italiani lo bevono? A me piacevano tanto i biscotti di pasta frolla che davano, inoltre c'erano paninetti col prosciutto e il formaggio.
A pranzo e cena c'era il self service, c'erano quattro tipi di pasta, oltre a piatti caldi, freddi. Ma il settore più gettonato era il Grill: hamburger, hot dog e patatine a ciclo continuo.
Tanta gente, in pratica tutti mangiavano sempre quello, giovani e adulti.
Alla fine potrebbero fare una crociera solo di hamburger e patatine lasciando perdere tanti fronzoli gastronomici.




La Pop inspiegabilmente si è appassionata alla gelatina di frutta, una cosa che a casa non saprei proprio come ricreare ma Buddy Disastro sicuramente sì.


Ho visto pure un sacco di spreco, gente che riempiva vassoi di cibo spinti dalla golosità per poi lasciare sul tavolo quasi tutto.
Ho visto stranieri prendere fritti, uova, burro e salumi ma poi bere tisane depuranti o tè verde...
Ho visto tanta gente il terzo o quarto giorno affollarsi intorno al banco della frutta secca e rifornirsi di prugne, evidentemente questa alimentazione incontrollata qualche controindicazione ce l'ha...


- Vita da crociera http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/06/vita-da-crociera.html
- In crociera con la Pop http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/06/in-crociera-con-la-pop.html
- Il lato umano della crociera  http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/06/il-lato-umano-della-crociera.html










martedì 26 giugno 2012

Il lato umano della crociera

Sarà che mi piace vedere il sentimento in ogni cosa e credere che possa davvero muovere il mondo e le altre stelle.
Sarà che in questo periodo sono particolarmente sensibile e mi sono commossa pure vedendo lo spettacolo del mini club di tutti bambini mai visti prima o lo show finale dell'equipaggio.
Sarà che mi piace guardarmi intorno e la crociera da questo punto di vista è l'ideale: un condominio di 3700 persone più 1500 di equipaggio.
E' un laboratorio sociologico straordinario c'è di tutto di più, poi non si sa come mai ma di tutta questa gente a bordo alla fine ti trovi sempre a rincontrare gli stessi che magari eviteresti volentieri.

Il personale si fermava sempre a salutare la Pop, si divertivano a vedere come si imbarazzava e cercava di girare alla larga. La guardavano con affetto ma nei loro occhi vedevo pure nostalgia, voglia di casa e di famiglia.
Quasi tutti passano 6-9 mesi a bordo lontani da tutto. Lavorano duramente, fanno un po' di soldi, appena possono sbarcare vanno negli internet point per chiamare le famiglie.
So che non è colpa mia, che non posso farci nulla ma in questi casi mi sento sempre un po' carogna, protagonista di una gioia forse immeritata.
Li vedevo i loro sguardi che seguivano l'andamento traballante della Pop, tanti l'hanno voluta prendere in braccio. Il cuoco pasticcione l'ha vista 2 secondi e se ne è subito invaghito, lei lo guardava, un po' impaurita ma ipnotizzata dai suoi bei lineamenti indiani. E lui subito ci ha fatto vedere sul cellulare la foto della figlia.

In crociera ci sono tante persone con problemi 
forse perchè sono attenti alle loro esigenze. 
Ho visto quello che non ti aspetteresti mai a bordo: un cieco col bastone bianco. Era sempre accompagnato da due signore ma sembrava che riusciva ad orientarsi sulla nave meglio lui di tanti altri, me compresa!
Non oso immaginare cosa ne sarebbe di lui in caso di emergenza... ho letto "Cecità" di Saramago, ecco leggetelo e poi ne riparliamo.
C'erano tante persone con la sedia a rotelle.
Poi c'era una coppia giovane, bella. Lei bellissima, il tipo di donna che piace a me, delicata come un cerbiatto, una grazia innata, di quelle che possono indossare anche un sacco di juta ed essere fiche perchè il portamento e l'eleganza sono doti insite nei geni o ce le hai o no.
Avevano una bimba che non so di preciso cosa avesse, era un po' più grande della Pop, con la testa sempre tenuta in maniera innaturale, aveva addirittura un affare alla gola coperto da una benda non so cosa fosse e manco voglio saperlo.
Erano in vacanza con tutti e quattro i nonni, facevano quello che fanno tutti, andavano in piscina, cenavano al ristorante, giravano per la nave. 
Il volto della bimba era una pallido eco della bellezza della mamma ma per il resto era spento, deformato dalla malattia, mai un sorriso, forse non potrà mai sorridere.
Ma loro, i genitori andavano avanti, con serenità, con fiducia, con amore, cercando di farle fare le cose che fanno gli altri bambini incuranti degli sguardi pietosi degli altri.
Ho sentito due fusti in slippino commentare "Certo che è un sacrificio, un sacrificio a vita..." ma che significa? Un figlio non comporta sempre e comunque dei sacrifici?
Quando sorride la Pop le si illumina il viso e secondo me fa brillare di riflesso anche tutto ciò che c'è nel raggio di un chilometro e mezzo. Un suo sorriso spazza via tutte le mie nuvole e la stanchezza. 
Penso cosa dev'essere per quella mamma non poterlo mai vedere, riuscire al massimo a scorgere un riflesso diverso nello sguardo della propria figlia, a sperare in qualche piccolo miglioramento.
Il nostro unico contatto che abbiamo avuto è stato quando la Pop girovagando è andata a finirgli quasi addosso e la mamma l'ha accolta con un sorrisone e uno squillante e cordiale "Hello!!".


lunedì 25 giugno 2012

In crociera con la Pop

La crociera in teoria è la vacanza ideale per i bambini, la nostra nave, abbiamo scoperto poi a bordo, è famosa per essere proprio la nave dei bambini. Innanzitutto non pagano, poi c'è un servizio miniclub eccezionale, dicono.
Peccato che per loro i bambini vadano da 3 a 18 anni. Sotto i 3 probabilmente sono solo rogne e considerando il macello che lasciava sotto il tavolo la Pop quando mangiava, visto che ora vuole fare da sola e non ha una mira eccezionale forse non hanno tutti i torti. A casa dico sempre che ci vorrebbe un maiale o una gallina a razzolare le cose che butta lei sotto il seggiolone, lì c'era un addetto che veniva di corsa con scopa e paletta a pulire tutto. Puntuale e preciso come i raccattapalle di Wimbledon, forse ci seguivano, forse al nostro arrivo si spargeva la voce.
In nave la pulizia e l'igiene viene al primo posto, anzi ho visto che ultimamente la cosa si è accentuata. Trovi continuamente personale che pulisce, delle volte non capisci neanche cosa visto che ti sembra tutto pulito ma loro lo fanno. Da questo punto di vista è fantastico far scorrazzare un piccolo sulla moquette, in giro sapendo che è tutto lindo e pinto. Puliscono vetri, pavimenti, ridipingono. Poi temono evidentemente virus e quindi è tutto un proliferare di cartelli "Lavati le mani...ti sei lavato le mani?... Mica vorrai lavarti le mani e poi aprire la porta del bagno con le mani? Usa piuttosto un tovagliolo...".
Non capisco molto la fascia d'età che usano per definire bambini, 3 anni mi sembra un po' troppo e 18 è ridicolo. Eppure ci sono cose che dai diciottenni in giù sulla nave non possono fare tipo andare al casinò, questo mi sembra giusto ma anche in discoteca devono andare accompagnati da un adulto e mi sembra ridicolo. Penso che un adolescente in crociera coi genitori con altre famiglie con figli si possa divertire parecchio soprattutto perchè può girare liberamente senza pericoli, può essere autonomo, farsi i suoi cavoli e stare comunque con i parenti.


Il primo ostacolo di fare la crociera coi Pop è il lettino. Tu fai richiesta, ma non dovrebbe essere implicito quando fai la prenotazione e specifichi l'età dei partecipanti? Evidentemente no. Ma se ci sarà davvero te ne accorgi solo quando sei a bordo. Quindi uno nel dubbio si porta dietro quello da campeggio, mica puoi correre il rischio di dormire nel lettone in tre.
La compagnia dice che in periodi di alta stagione non è detto che li abbia per tutti.
Se io prenoto mesi prima e dico che porto un Pop, tu il lettino me lo devi dare. Non dico che devono tenere a bordo 1000 lettini nell'eventualità che ci sia una fraccata di bambini in vacanza ma potrebbero tenerli in un deposito a terra e imbarcarli a seconda delle richieste.
Insomma non è un mio problema, considerando quello che si paga, la pubblicità che fanno dicendo che i bambini sono benvenuti mi sembra il minimo.
Ora poi non è stato un problema portarsi il lettino perchè salpavamo da Civitavecchia...ma se dovevamo prendere il treno per andare a Venezia o Genova, come sempre abbiamo fatto, come ce lo incollavamo?
Va bè comunque alla fine il lettino ci fu, buon per loro altrimenti gli avrei alzato un casino tremendo.


Un'altra cosa che nessuno ti dice ma che trovi scritta solo in piccolo nel regolamento, l'ho letto tutto tutto una volta a bordo, è che gli individui, grandi e piccoli, con pannolino non possono fare il bagno in piscina. Hanno la fobia delle mani sporche figuriamoci, orrore, della pipì in piscina, quindi solo le persone vescicalmente autonome possono fare il bagno.
Noi ce ne siamo fregati e di nascosto mettevamo il costume alla Pop e la portavamo in piscina. Anche perchè con il caldo che c'era e la sua passione per l'acqua era impossibile non farle fare il bagno. Poi mi sembra una regola ridicola e ipocrita visto che tutti da che mondo e mondo fanno la pipì in piscina, anzi probabilmente il suo nome deriva proprio da questa antica attività!

Per mangiare siamo andati sempre al self service perchè era più pratico e veloce, al ristorante siamo andati solo la sera di gala per provare e ce ne siamo pentiti subito. 
I componenti del tavolo li decide la compagnia non si è mai capito bene con che criterio. Io ero quasi sicura che ci avrebbero messo con una coppia con un bambino, della serie almeno uniamo due rompicoglioni... e infatti è stato così ma il bello è che erano Rumeni, lui parlava solo qualche parolina di italiano, inglese zero... allora dillo mi vuoi davvero male!
Nessuno è riuscito ancora a capire che quando hai un bambino a tavola quello vuole mangiare all'istante, non può aspettare, se lo costringi a farlo ti ribalta il tavolo. La Pop a casa inizia a scalpitare da quando vede la pasta cruda. Sulla nave c'era il menù bambini ma se poi mi fai arrivare le cose dopo le nostre è inutile, ovvio che la Pop si è fiondata sul mio riso zucca e tartufo e io ho dovuto poi ripiegare sulla sua insipida minestrina vegetale che hanno portato ovviamente a temperatura da ustione. Gli spazi del ristorante sono stretti e la Pop dopo che ha mangiato vuole andare in giro e lì non era proprio possibile. Tralasciamo che in quell'occasione ha fatto una cacca da guinness, forse in onore della serata di gala e siamo dovuti tornare in cabina a cambiarla per paura di un allarme chimico!



Riguardo la sicurezza dopo il fatto del Giglio ero curiosa di sapere cosa era cambiato.
Io non ho trovato maggiore attenzione ma anzi caso mai il contrario. Le altre volte l'esercitazione era una cosa seria, ti mettevano in fila sotto le scialuppe e non ti mandavano via fino a che non avevano segnato che l'avevi fatta. Ora invece nulla di tutto questo, non sono state prese le presenze. Il giubbotto di salvataggio dei Pop poi è impossibile da mettere, è come quello dei grandi ma le braccia rimangono bloccate all'interno. In caso di naufragio il bambino così secondo me andrebbe incontro a morte certa. Vaglielo a spiegare che forse se gli lasci le braccia libere nuoticchia per conto suo. Io durante l'esercitazione l'ho messo alla Pop anche se era arrabbiatissima di stare così insalamata e aveva caldissimo ma gli altri genitori ho visto che glielo facevano tenere in mano. Nessuno è venuto a controllare se l'avevamo messo e come.


Altro tasto dolente il fumo. Dicono che il fuoco sia il pericolo numero uno sulla nave ma che tutti i passeggeri sono sacri, i fumatori e i non. Benissimo, ma chi fuma chiudilo in una parte della nave ermetica in modo che possa bearsi in un mix soporifero di fumo attivo e passivo ma non rompa le scatole agli altri. Invece era possibile fumare in alcuni spazi sia dentro che fuori la nave, in zone aperte e di passaggio quindi passeggiando all'improvviso ti trovavi avvolto nella puzza. Anche per questo aspetto mi sembra che si sia fatto un passo indietro.


Ovviamente per scendere a terra bisogna dimenticarsi di partecipare alle loro escursioni perchè si fanno in pullman e durano sempre minimo 3-4 ore.
Noi siamo sempre scesi andando per conto nostro. Anche se la Pop ora odia in maniera personale il passeggino, si sente abbandonata a stare lì in basso da sola. Ci sta un po' più volentieri solo con in mano il cellulare con le canzoni dello Zecchino anche se ogni tanto bisogna controllare che il telefono ci sia ancora o non l'abbia regalato a qualche passante. La gente guarda incuriosita e gli altri bambini sono un po' invidiosi di questa carrozza che secerne musica.


Durante questa vacanza ho scoperto un altro aspetto della Pop: la timidezza. Se qualche estraneo le rivolge la parola, lei si gira dall'altra parte, nasconde il volto, spesso sbircia con un occhio se il pericolo è passato. Se sta camminando e uno le rivolge la parola lei fa un giro di 180° andando a ripararsi sotto la mia gonna, se poi dietro di me un altro le parla fa un altro giro. Insomma ho passato la vacanza a girare come una trottola anche perchè tantissimi passeggeri e quelli dell'equipaggio la fermavano per salutarla, in particolare le ragazze di Bali della Spa e si divertivano che lei scappava dalle loro moine.


Ho notato che tantissime coppie con Pop si sono portati appresso i nonni per farsi aiutare ma ho visto anche tante liti famigliari forse proprio per questo motivo. Ho visto pure genitori iscrivere di fretta i bambini al miniclub e sbolognarli per ore...
Non sono ancora nell'età del miniclub ma non mi piace molto l'idea. Quando eravamo piccoli non esisteva ma si faceva comunque amicizia con altri bambini e si giocava insieme senza bisogno dell'animatore. Se vado in vacanza con la Pop è per stare con lei, se non posso visitare il suk di Tunisi o fare la gita in fuoristrada non fa niente sarà per la prossima volta, se siamo andati a dormire sempre alle dieci va bene e se siamo riusciti a vedere solo uno spettacolo serale idem.


Quindi riassumendo cose positive: cibo pronto a quasi tutte le ore, grande pulizia degli ambienti e anche dei danni causati dai Pop, cose morbide su cui poter camminare e da toccare, divani, pouf ecc, tante piscine, anche basse per i bambini... per il resto si può ancora migliorare, come sempre.









venerdì 22 giugno 2012

Vita da crociera




C'è tanto materiale da trattare e credo che farò varie puntate.

Mm adora le navi e le crociere, ha fatto il nautico ma non si capisce allora perchè abbia interrotto la lunga tradizione di naviganti della sua famiglia...mi è venuto in mente ora questa contraddizione, gli chiedo lumi in diretta, risponde che una cosa è navigare, un'altra è fare il passeggero. Ah ok mm da grande vuole fare il signore, il gran signore!
Lui su una nave è come un bambino a Disneyland, va in giro avanti e indietro, la esplora in tutti i punti, segue sempre i nuovi vari, i record, le navi più grandi, più belle. Del resto gli interessa poco o nulla. Gli dico sempre che per lui non c'è bisogno di una crociera ma sarebbe contento anche di trascorrere una settimana su una nave ferma nel bacino di carenaggio a Porto Marghera.
Fatto sta che poichè questo non è possibile, abbiamo intrapreso la nostra quinta crociera.
La prima fu anche la nostra prima vacanza insieme. L'avrei seguito dappertutto con entusiasmo, anche a una gita in pullman a Cura di Vetralla con dimostrazione di pentole. Abbiamo un ricordo magnifico di quel viaggio, stupendo lo staff, l'organizzazione, l'atmosfera mai nessuno è riuscito e forse riuscirà ad uguagliarla. La compagnia era la Festival che poi è fallita.
La seconda fu con una compagnia greca, la Royal Olympic Cruise, andammo nelle isole greche e ad Istanbul, noi e tre nostre amiche. Una nave più piccola e modesta dell'altra ma una bellissima vacanza pure quella! La compagnia poi è fallita, portassimo un po' sfiga?
L'anno del matrimonio oltre al viaggio di nozze abbiamo fatto il giro delle capitali baltiche con Costa ed è inutile che vi dica cosa gli è successo dopo.
Poi abbiamo fatto una mini-crociera di un weekend con MSC.
A quel punto ho detto basta crociere, un po' anche per salvaguardare il settore crocieristico mondiale visto che pare non gli portiamo benissimo e gli ho detto la prossima al 5° anniversario.
E così arrivò quella data.
Abbiamo prenotato 6 mesi prima, a capodanno, quando eravamo a casa, in quarantena perchè la Pop aveva la bronchite.
Qualche giorno dopo successe il fatto del Giglio ma non ci siamo fatti scoraggiare e siamo andati avanti.

La crociera è una di quelle vacanze che soffre di pregiudizi, forse l'unica cosa è farne una e poi giudicare.
Per me è come un villaggio vacanze itinerante a cinque stelle, ha servizi impeccabili, pulizia, cortesia, molteplici cose da fare o semplicemente si può oziare al sole, il tutto toccando ogni giorno località diverse e spesso attraccando in centro città.
Certo si hanno poche ore per visitarle, giusto il tempo di un assaggio veloce ma nessuna vacanza ti dà questa opportunità. Inoltre arrivare via mare in alcune città ti dà punti di vista spettacolari, dopo il Giglio fu molto criticato il passaggio delle supernavi da crociera a Venezia, forse è vero ma passare a due passi da S. Marco in nave è un'emozione bellissima, così come lasciare Istanbul al tramonto.
Viaggiare in nave è un altro modo di vedere le cose, con lentezza, con la mente al passato... in aereo in poche ore si attraversa un continente. In nave metti la sveglia e ti alzi in piena notte per andare a vedere sul ponte il passaggio nel Bosforo o nei Dardanelli...ebbene sì mm mi costrinse anche a questo!
Certo il massimo forse sarebbe andare per mare con una barca a vela, in questi giganti il profumo del mare neanche lo senti, sono talmente super-stabilizzate che quasi non ti accorgi (e per fortuna) quando sei in movimento, però affacciarti dal decimo piano di un palazzone galleggiante e vedere mare, nient'altro che mare è molto suggestivo...

Le altre volte ci svegliavamo presto e andavamo a dormire tardissimo seguendo tutte le attività di bordo, questa volta necessariamente, con la Pop sarebbe stato tutto diverso.
Innanzitutto abbiamo preso finalmente la cabina con balcone invece di stare in quella interna da puciosi...


- In crociera con la Pop http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/06/in-crociera-con-la-pop.html
- Il lato umano della crociera http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/06/il-lato-umano-della-crociera.html