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martedì 31 luglio 2012

La tigre bianca

La Pop è nata, secondo l'oroscopo cinese, sotto il segno della tigre, non una tigre qualsiasi ma in particolare quello della tigre bianca che capita una volta ogni 60 anni.
Inutile dire che secondo la simbologia cinese è l'emblema del coraggio e della generosità, che ne fa un leader naturale, tanto amato quanto temuto. Disinteressata al denaro, onesta, competitiva per il gusto della sfida, ama avere l’approvazione dei propri cari, che difende con energia ed irruenza. Ottima stratega, come tutti i felini riesce a cadere in piedi anche nelle situazioni più pericolose e difficili. Ha una grande precisione nell’azione e velocità di pensiero, ed un più grande anelito al perseguimento di ideali di giustizia ed equità universale. Inoltre rappresenta l'occidente e quindi tutto torna.
Non credo agli oroscopi e compagnia bella ma di sicuro mi piace pensare che lei sia più simile alla suggestiva tigre bianca cinese che non allo scorpione occidentale che quando me lo chiedono e rispondo, tutti alzano gli occhi al cielo e dicono che sarà una scassaombrelli da nulla ma per carità molto tenace e testarda.

Un'altra tigre bianca, nata 60 anni prima della Pop è mio zio.
Zio Girmi è lo zio che tutti sognano e che tutti vorrebbero avere.
E' l'eterno ragazzino, per questo mi ricorda Gianni Morandi, sempre pronto a nuove avventure, con una creatività infinità.
Lui è come Mac Gayver con un niente crea un mondo.
Io da bambina lo adoravo.
Aveva bisogno di un mobile? Lui se lo costruiva da solo col legno.
Voleva fare un lampadario? Prendeva una barattolo di latta, lo modificava tagliandolo e faceva un portalampadina.
In passato aveva avuto l'hobby della fotografia e si era fatto una camera oscura in casa dove sviluppava le foto in bianco e nero.
Sempre interessato di tecnologia, io per la prima volta vidi da lui l'autoradio e il videoregistratore nei primissimi anni '80 e mi sembrava roba da fantascienza.
In Italia faceva la guida turistica ai coreani che venivano in vacanza qui. Girava i posti più belli e con il suo carattere socievole aveva fatto amicizia con tutti gli operatori del settore.
Ci portò un anno a fare una vacanza a Sorrento e Capri nei migliori hotel e fu bellissimo.
Aveva sempre una grande energia unita a una certa dose di spericolatezza.
In quella vacanza si tuffò in piscina senza valutare com'era fatto il fondo e si fece un bernoccolo buttandosi di testa.
Grande appassionato di tutti gli sport.
Sebbene avesse fatto il militare nella marina non sapeva nuotare e glielo insegnò mio padre quando era già grande e lui ricambiò insegnandogli a sciare o meglio, dandogli una spinta alla Fantozzi e facendolo scendere alla bell'e meglio da una pista completamente da solo.
Andava in bici, mi ricordo che ci raggiungeva pedalando quando eravamo in vacanza alla Fossa Beach, (http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/07/i-luoghi-del-cuore.html) 
arrivava e poi subito si gettava in mare e nuotava fino alla boa.
Ad un certo punto mia nonna decise che era arrivato il momento di trovare moglie a questo ragazzo scapestrato che pensava solo a divertirsi; la leggenda narra che gliela scelse lei e poi gli mandò una foto della prescelta che lui accettò senza problemi. Lei lo raggiunse in Italia ebbero una figlia e poi lei decise di tornare in Corea forse perchè qui non si trovava bene.
Mio zio le disse "Ti raggiungo..." ma lui stava davvero bene qui, con un clima e un paesaggio invidiabili, un lavoro divertente e posticipava sempre la partenza.
Lei poi gli comunicò di essere incinta e lui, a quel punto, doveva raggiungerla assolutamente. Io ho sempre pensato che l'avesse un po' incastrato ma questo è un altro discorso...
Zio Girmi cercò di rimandare il più possibile ma alla fine partì.
In Corea fu difficilissimo per lui riambientarsi, lì tutti pensano a lavorare e basta.
Non ci vedemmo per un bel po' di anni.
Noi lo passammo a trovare per un paio di giorni facendo scalo a Seoul di ritorno dal viaggio di nozze.
Qualche tempo fa è venuto per fare un giro dell'Europa con la sua famiglia, esattamente com'è nel suo stile sono partiti da Roma e con una Clio scassata hanno girato in lungo e in largo dormendo in tenda.
Poi un altro anno è venuto per fare il Cammino di Santiago a piedi con la moglie e poi per partecipare ad una competizione sportiva.
Ultimamente si è appassionato di corsa; le persone normali al massimo fanno la maratona, zio Girmi partecipa all'ultra trail, una maratona di 120 km in montagna, il percorso si compie in 24 ore quindi si corre notte e giorno con una lampadina tipo minatore per vedere le strade, si toccano tre stati: Italia, Francia e Svizzera. Mio zio era quello che si portava nello zaino una radiolina con le casse per sentire la musica e che si fermava ogni tanto a scattare le foto o ad aiutare incoraggiando chi non ce la faceva più. Credo che alla fine sia arrivato fuori tempo massimo perchè aveva pure sbagliato strada però era riuscito ad arrivare alla fine del percorso!



Io immagino che lui soffra a stare lontano dall'Italia, che sia partito solo per senso del dovere, per stare con la sua famiglia ma immagino quanto sia grande la sua voglia di tornare, quanto abbia sofferto in questi anni a stare lì, a dedicarsi esclusivamente al lavoro, ad aprire una sua attività senza mai concedersi un giorno di vacanza perchè lì se ti assenti anche per poco c'è subito la concorrenza pronta ad aggredirti.
In questi ultimi anni ha trovato ogni tipo di scusa per passare l'estate qui e io spero che prima o poi ci torni davvero stabilmente, magari quando andrà in pensione (ma esiste la pensione in Corea?) perchè questo credo che sia il suo sogno, tornare finalmente a correre sulle sue amate Dolomiti, a nuotare, a vivere.

venerdì 27 luglio 2012

Dosa le tue energie


Ennesima visita, stavolta dalla mia solita dott. da cui è un mese che non vado, da quando era successo tutto il casotto. L’avevo solo aggiornata ogni tanto al telefono delle novità.  A proposito ho quasi il dubbio che mi segua sul Blog, mi è bastato lamentarmi una volta che non risponde alle mie chiamate e ora risponde subito, poi nella visita mi ha chiesto delle cose come se già le sapesse ma io non glielo avevo mai dette prima; soprattutto  il dubbio mi è venuto quando mi ha chiesto divertita "Allora com'è andata la tua permanenza al Pertini?" Mistero misterioso.
Forse è semplicemente mania di persecuzione, ogni tanto quando qualcuno che cito mi guarda un po' strano, penso sempre che abbia saputo che ho scritto di lui.

Insomma penso sia una visita quasi di routine in cui tutto il pericolo ormai sia rientrato, d'altronde al controllo della settimana prima in ospedale mi avevano detto che potevo riprendere a fare una vita quasi normale.
E invece lei dice di no. Ancora l'odiosa terapia "Divano-letto-sedia".
Ufff tento di protestare e ricomincia il solito braccio di ferro.
Mi dice che devo dosare le energie che posso pure concedermi mezz'ora di passeggiata o un'ora di gioco con la Pop ma devo essere stata prima a riposo tutto il giorno.
Sono scelte e poi la conclusione è sempre la stessa, in sostanza "So' cazzi tua, decidi tu".
magari detto in termini un po' più da Luciano Onder.
Poi vorrei dirle "Mettetevi d'accordo fra medici, tu e quelli del Pertini, una mi dice fai la mummia, una no".
A quanto pare in ospedale hanno focalizzato l'attenzione sul distacco, lei invece è più preoccupata per i fibromi, da cui forse è derivato il distacco. 
I fibromi sono delle palle che condividono lo spazio con Pallino, questi durante la gravidanza si inciocciottiscono attrippandosi di ormoni poi in genere quando il bambino cresce li schiaccia, diventano più piccoli e non rompono. Quindi la dott. mi dice che devo stare a riposo finchè la situazione non si è stabilizzata, ovvero intorno alla 25° settimana... vorrei scoppiare in una risata isterica quasi satanica, sto alla 13° settimana e quando mi passa!?
Forse se fossi stata alla prima gravidanza, mi avrebbe fatto pure piacere, starmene tranquilla a casa, a covarmi l'uovo e intanto leggere, scrivere. Avrei voluto anche fare un corso di spagnolo invece, per fortuna non ne ebbi il tempo, lavorai fino a due settimane prima del parto e gli ultimi giorni li passai a casa a risistemare il nido visto che avevamo riammobiliato tutte le stanze.
E invece ora la vivo in maniera completamente diverse, divisa fra la voglia di fare e i sensi di colpa nei confronti della Pop.
Immagino che questi siano solo l'inizio di una lunga serie di compromessi quando si hanno due bambini. Far avere qualcosa in meno ad uno per dare un po' più all'altro che in questo momento ne ha più bisogno e mi riferisco soprattutto a tempo e attenzione.
Anche se ora che uno è inside è una scelta più difficile, è una scelta complessa privare la Pop di qualcosa per Pallino che tutto sommato per me è ancora un'entità astratta, di cui mi rendo realmente conto solo al momento dell'ecografia quando lo vedo nuotare e fare le capriole o lo vedo dormire placidamente.
Quindi, alla luce di questa nuova visita, per l'ennesima volta tutti i nostri progetti vanno in fumo e mi iniziano a girare...
John Lennon disse "La vita è quello che ti succede mentre stai facendo altri progetti"
nel senso: tu fai pure non ti preoccupare, fai i tuoi progetti e incasella tutto, io poi ti mando tutto per aria!
Perciò la Pop andrà al nido fino al 3 agosto, una data che non avrei mai creso, forse sarà l'unica, forse sarà come quei poveri sfigati che rimangono fino a orari tardissimi a scuola, che vedono gli altri andare via mano a mano e sono gli ultimi a rimanere e stanno in attesa dei genitori, chissà se si chiederanno "Ma non è che si sono dimenticati di me?".
Ma forse siamo solo noi che vediamo le cose in maniera così drastica e sentimentale.
I bambini non hanno, a quell'età, ancora la cognizione del tempo, per loro ferragosto non significa nulla, andare a scuola ad agosto non è un problema, la routine tutto sommato gli piace, sono abitudinari. Forse noi riflettiamo su di loro le nostre emozioni che non gli appartengono, il desiderio di andare in ferie, di cambiare aria. Come quando ero in ospedale e la mia preoccupazione più grande era immaginarla a casa, disperata mentre mi cercava, sola e sconsolata...ovviamente non è successo niente di tutto questo. Ma forse ci piace sotto sotto credere che siamo davvero così indispensabili, d'altra parte sennò che ci stiamo a fare?

Mi fa strano non poter più uscire per andare al parco o per far cose semplici come andare a fare la spesa, a proposito mm è diventato il beniamino delle vecchiette che al supermercato lo guardano intenerite mentre si barcamena fra passeggino, buste e Pop, lo aiutano, lo fanno passare avanti in coda, forse pensano sia diventato un giovane vedovo visto che non vado più con lui.
Le mie uscite si limitano a analisi e dottori ma il weekend per fortuna andiamo al mare!

Spesso appena qualcuno sapeva di Pallino subito con curiosità mi chiedeva "E ora come farai con l'allattamento?", io avevo chiesto lumi alla mia doc pediatra e lei mi aveva detto di interrompere gradualmente in estate per non far venire poi la gelosia alla Pop quando sarebbe stato il momento di allattare Pallino.
Io mi sono informata un po' in giro poi ho deciso di fare un po' a capa mia ovvero di continuare e poi in seguito avrei visto come sarebbero andate le cose e nel caso avrei cambiato idea.
Avevo sentito racconti terrorifici di mamme che cercavano di smettere di allattare, bimbi isterici come lupi mannari in cerca della tetta, mamme che ricorrevano a rimedi estremi e discutibili come mettersi il peperoncino, il sale o addirittura il lucido delle scarpe.
Sinceramente mi sembrava di aver già fatto passare alla Pop, mio malgrado, un duro periodo assentandomi due volte per andare all'ospedale e non mi sentivo di farle subite quest'altra rinuncia.
Invece poi un giorno al mare dopo pranzo lei si è addormentata placidamente mentre era sul lettone con noi. Senza latte, per la prima volta. Mi sono detta:"Azz ma allora è possibile". E così abbiamo tentato anche di notte e sono 3 notti che va benissimo.
Sono molto contenta perchè è stata una scelta presa in due, tranquilla e graduale, come avrei sognato ma non avrei mai sperato tanto!

Quindi invio telematicamente un tiè grosso come una casa a quelli che me l'avevano secciata dicendo "Ahh vedrai che sarà un problema toglierle il latte" e visto che ci sono anche a quelli che si divertono a raccontarmi di gravidanze andate a male e cose orrorifiche simili, purtroppo ne conosco anche io a bizzeffe e non riuscirete nel vostro intento TIE' e TIE' e TIE' SPECCHIO RIFLESSO!




Chiudiamo con simpatia con quello che per me è il pezzo dell'estate, più tamarro di "Au se te pego" ma di cui non potevamo fare a meno.
Io l'ho scoperto su Youtube e mi mette molta allegria tanto da farmi ballare sulla sedia (con calma e tranquillità ma almeno questo non potete togliermelo).
In particolare mi fa ammazzare dalla risate la figura del calciatore sul palco che non ho capito che ci sta a fare visto che ha la presenza scenica di un cartonato di Mengacci e smentisce il luogo comune che i Brasiliani abbiano il ritmo nel sangue, come anche che siano dei fighi della madonna e abbiano glutei marmorei. 




martedì 3 luglio 2012

Successione mortis causa

Capita di ricevere una telefonata strana da parte di un avvocato.
Mi parla in avvocatese non capisco cosa mi sta dicendo, usa parole latine.
Intuisco solo che si tratta di una causa in corso, penso sia un errore o peggio qualcuno che mi sta truffando.
E' di Viterbo, mi dice che è stato incaricato a seguire la successione mortis causa della signora A.
Dopo un po' realizzo...la signora A. da cui avevamo comprato il posto macchina è morta.
Provo disprezzo nei confronti di questi professionisti, medici o avvocati, che si nascondono dietro termini tecnici e lasciano fuori dalla porta la giusta dose di umanità e sensibilità.
Ma ci voleva tanto a dire "Mi dispiace annunciarla che la signora A. è morta e io sono incaricato a seguire le pratiche di successione"?.
Noi non sapevamo nulla, l'ultima volta avevamo incontrato la signora per caso al bar e stava bene.
Abita nel nostro isolato ma non nel nostro palazzo e in una città non è facile mantenere i contatti anche con i dirimpettai.
La signora A. era un po' distratta, forse il tipo di vecchina finta svampita che fa una gran confusione fra euro e lire ma in realtà poi si ricorda tutto. E infatti non ci fece uno sconto sul prezzo finale neanche a pregarla!
Ogni tanto si lamentava di qualche acciacco ma poi stava sempre in gran forma, fumava e non rinunciava mai al rossetto.
Abbiamo comprato il posto macchina quando ero incinta della Pop. Passeggiando per il quartiere avevo visto per caso il cartello e abbiamo subito chiamato. Non mi sembrava vero! I parcheggi qui sono merce rara e preziosa, chi ce l'ha se lo tiene stretto, al massimo lo affitta.
La contattammo subito e come previsto aveva già ricevuto un sacco di proposte ma come speravamo le entrammo subito in simpatia, forse per la mia panza.
Aveva preso per conto proprio la decisione di sbarazzarsi del posto auto, a lei non serviva, era vedova, non aveva la macchina, al massimo lo usavano ogni tanto i figli quando passavano a trovarla.
I parenti infatti non credo fossero d'accordo con la sua scelta.
La andammo a trovare una volta al mese perchè nel contratto c'era scritto che una parte della cifra dovevamo pagarlo così.
Lei stava sempre da sola a casa, in vestaglia, d'inverno andava a dormire prestissimo.
Si lamentava che la lasciavano sola.
Ci accoglieva con gioia, aspettava quasi il successivo appuntamento mensile.
Le portavamo la Pop e lei era contenta, le faceva un sacco di moine, controllava come cresceva, ci esortava a spingerla a camminare, a usare il girello. Ci aveva invitato più volte pure nella sua casa di campagna dove c'era fresco e aria buona che avrebbe fatto tanto bene alla Pop. Penso che i figli e i nipoti sentendo l'affetto che aveva per noi ci avranno odiato cordialmente.
Le ultime volte che l'abbiamo vista ci aveva consigliato di "iniziarci a incamminare per il secondo figlio"; io adoro questi modi di dire desueti.
E niente...ora non c'è più, non ha fatto in tempo a vedere la Pop a camminare, nè a sapere di Pallino.
E noi abbiamo saputo solo due mesi dopo la sua morte che lei non c'è più.
E' una gran brutta sensazione, ogni volta che passavamo sotto casa sua ci veniva di alzare lo sguardo e guardare le sue finestre.
Ed è stato orribile, saperlo in quel modo, in burocratese, in termine legali, mortis causa... ma sa l'avvocato che dietro queste parole ci sono persone, sentimenti, emozioni?? O siamo davvero solo numeri, una pratica archiviata e nulla più?
E il comportamento dei nipoti è stato coerente a quello che hanno avuto finora, l'hanno lasciata sempre da sola, se ne sono fregati ed erano interessati solo alle sue proprietà e così stanno facendo pure ora.


Delle volte ci si lega a delle persone anziane, le consideriamo un po' come dei succedanei dei nonni, forse perchè non siamo stati abbastanza intelligenti o non abbiamo avuto il tempo necessario di goderci quelli nostri naturali, cerchiamo comunque questa figura così importante in altre persone.
Quel profumo di buono, di casa, rassicurante e immutabile negli anni, quella che non ti manda mai via di casa senza averti regalato qualcosa o offerto qualcosa da mangiare che poi magari era tutta roba rimediata o stantia ma era il gesto generoso che contava. Quella per cui quando andavi via di casa era sempre troppo presto e che la volta che ritornavi era sempre troppo tardi. Le mille raccomandazioni e i consigli non richiesi, i racconti interminabili sugli acciacchi e sui fanta-sintomi che a forza di sentirli non ci credevi più ma che solo dopo capisci che un fondo di verità ce l'avevano eccome...


venerdì 29 giugno 2012

Una festa particolare

Ultimamente mi è capitato abbastanza spesso di incontrare la pseudo-zingara, spesso sotto il sole cocente ci siamo solo noi. I figli pascolano allo stato brado, sanno benissimo dove tengo i biscotti e l'acqua per la Pop nel passeggino e tranquillamente se ne riforniscono. Io vorrei fermarli ma non so come, lei li sgrida ma poi li lascia fare quindi fanno come vogliono. E fanno un gran schifo. Si attaccano alla bottiglia, assaggiano i biscotti e poi li rimettono nel recipiente, li spalmano dappertutto...
Lei mi sembra sempre più z. oltre ad avere i capelli di quel colore indefinibile bruciato e tenerli sempre legati a cipolla, ha pure un dente d'oro.
Ci siamo un po' confidate, è giovane, ha 26 anni. Le ho detto di Pallino così non mi sfrantega più l'anima dicendo di dare un fratellino alla Pop.
Io capisco che da fuori possa sembrare davvero z. e che la gente la allontani o la guardi con sospetto. Ma i suoi figli sono sempre sporchi da capo a piedi, toccano tutte le cose degli altri, sono spericolati, prendono i giochi degli altri, insomma non si pongono benissimo... Immagino che lei possa in qualche modo soffrire di questa situazione, io cerco di non guardare l'apparenza, di andare oltre anche se vedere la figlia che si abbassa le mutandine davanti a tutti e voler fare pipì nella sabbiera un po' mi lascia perplessa...Lei sostiene che i figli vadano alla Montessori ma io non ci credo molto, dice che prende i figli dall'asilo e viene al parco ma nessuna scuola ti ridarebbe i figli lerci come i suoi! Sono scettica, penso che alcune persone siano un po' mitomani e inventino le cose per non fare brutta figura come quando lei dice che i vestiti di marca ai bimbi non glieli mette certo per andare a giocare ma in altre occasioni e usa piuttosto quelli del mercato. Credo che dica bugie ma in fondo mi fa tenerezza. A me non interessa le marche che indossano i figli ma che siano un po' puliti e senza moccio perenne magari si.
Qualche settimana fa mi ha invitato alla festa di compleanno della figlia più grande, avrebbe invitato gli amichetti, i cuginetti, era tutta emozionata all'idea, ha deciso che avrebbe piantonato dalla mattina il gazebo vicino al parco giochi per assicurarsi il posto.
A me pure questa festa mi sembrava un po' un'invenzione, quando sono tornata a casa dal lavoro sono passata apposta vicino al parco e ho visto il gazebo addobbato con dei palloni tristi, un po' mosci, rientrava nel personaggio, quindi era possibile.
Per fortuna la mattina avevo comprato un regalino per la bambina, se fossi andata al parco e questa festa ci fosse stata realmente almeno non avrei fatto brutte figure.
Più tardi vado al parco e vedo che la festa realmente c'è.
Lei mi accoglie facendo grandi feste alla Pop e dicendole "Ecco la più bella!".
Per tutto il tempo ci siamo state noi, la sorella, la madre, due cuginetti e un amico. Fine dei partecipanti.
L'atmosfera era molto verace e rustica forse un po' troppo per i miei gusti.
Il tipo di famiglie in cui si parla sempre ad alta voce, le parolacce sono un intercalare comune e la cosa che mi dà più fastidio è quando sono rivolte ai bambini. Forse lei era un po' imbarazzata, con me parla sempre educata.
Il figlioletto a un certo punto si è messo a fare pipì sotto il tavolo e poi c'erano pure due cani ad armonizzare il tutto.
Ci si è messo pure il caldo rovente a rendere le cose più pesanti, si è deciso di fare la torta per prima cosa altrimenti si sarebbe sciolta.
Io un po' stavo sotto il gazebo, un po' girovagavo per il parco.
La Pop amava stazionare davanti al vassoio delle pizzette, ne afferrava una, mangiava il pomodoro e la mozzarella e poi la rimetteva a posto e ne prendeva un'altra. In confronto all'atmosfera e alle cose che ho visto lì era una principessa!
L'unico inconveniente è che il giorno dopo quando siamo tornate al parco c'era un'altra festa al gazebo a cui non eravamo invitate e la Pop tranquillamente ha pensato bene di entrare come nulla fosse e puntare le pizzette. Ovviamente le festeggianti mi hanno offerto qualcosa. 
Tornando alla festa Z. ho visto molte cattive cose di pessimo gusto, tipo la macchinetta fotografica avvolta nel cellophane, forse per non farla rovinare? O marche improbabili di bibite e dolci del peggiore discount di Caracas. Ho visto tatuaggi con scritte cose inquietanti "Come te nessuno mai"...che fantasia... ma vuoi ragionare quando ti fai un tatuaggio? Capisci che è più o meno a vita? Poi inciso sul petto, così uno vede prima quello poi i tuoi occhi, è il biglietto da visita.
Ho sentito chiamare i bimbi "Stronzi" quando facevano qualcosa che non andava, ho sentito l'amorevole padre minacciare il bambino coetaneo della Pop "Se non la finisci ti taglio il pisello", lei poi gli ha detto "Fai tu la foto che a me trema la mano" e l'affettuoso tatuato compagno precisare "A te nun te trema la mano, te trema er culo".
Frasi ovviamente non dette con cattiveria ma pronunciate con tranquillità, senza malizia e forse è peggio. Ignorare il significato di quello che si sta dicendo.
Ho già vissuto situazioni così di parole urlate, di aggressione e violenza strisciante, di emarginazione e il numero di partecipanti alla festa lo dimostrano.
A questo punto, di fronte a tutto questo, il termine zingaro sarebbe un complimento. Credo che gli zingari abbiano senso della famiglia, maggior rispetto per i bambini.



Con i zingari ci ho sempre avuto a che fare. C'era un campo vicino casa e venivano a scuola con noi.
Ne ricordo uno, Saio che alle elementari si portava biglietti da 50 mila lire e ce li mostrava orgoglioso, poi un giorno lo visitarono e venne fuori che aveva una malformazione cardiaca. Chissà che fine ha fatto...
Poi ce ne era un altro che mi voleva sposare, che voleva portarmi nel suo clan. E' ancora il mio incubo, quel sorriso di denti d'oro. Io non dissi nulla ai miei ma ero terrorizzata che mi rapissero, ogni volta che lo incontravo per i corridoi di scuola mi faceva qualche battuta. Non ricordo cosa accadde se i miei se ne accorsero o forse la maestra notò che ero strana e non so come si concluse la cosa, comunque quello non mi diede più fastidio.


Parlando con la pseudo-z. delle figlie femmine mi accorgo che la sua grande paura è riuscire a preservare la verginità della bambina fino a 18 anni, poi sono cavoli suoi. Lo stesso cruccio che ebbe sua madre con lei e così via. L'unica dote della femmina è questa, l'unico compito dei genitori è questo. Come quelli che hanno una gatta che lasciano libera e temono sempre che torni carica di micetti che poi devono piazzare in qualche modo.
Sentire discorsi di questo tipo mi fa rabbrividire e anche la frase "Con un figlio maschio invece è diverso...", un simile ragionamento è il frutto di una situazione famigliare di un certo tipo, di schemi che si ripetono nelle generazioni.
Ma lei, da un certo punto di vista, mi sembra diversa, mi pare si vergogni a sentire quelle parole, quelle frasi urlate dai suoi famigliari, la violenza si esprime anche verbalmente, con i toni aggressivi, non è solo un ceffone, forse timidamente si vuole ribellare a quel contesto in cui è nata e cresciuta, forse sogna per i suoi figli un futuro diverso, migliore.


La pseduozingara http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/il-mio-parco-4-aggiornamenti.html








giovedì 28 giugno 2012

Stai a riposo


Ieri abbiamo fatto la visita a Pallino, c'è e lotta insieme a noi, si è visto pure il battito del cuore. Tutto bene però la dottoressa mi ha intimato due settimane almeno di riposo assoluto anzi per la precisione mi fa "Continua a riposarti"

Pregoooo!? Ma mica mi aveva detto l'altra volta di farlo e io mi ero dedicata al free climbing in Nebraska.

"Riposo assoluto" è un termine che non fa parte del mio vocabolario, non lo associo neanche all'eterno riposo, non fa per me e basta.
Chiedo alla dott. "Cosa non devo fare?" e lei "Non devi andare in giro sotto questo sole..." ah ok quello lo posso fare.
A quel punto inizia uno strenuo braccio di ferro fra me e lei per definire quello che posso o non posso fare.
Mi sembro una bambina viziata "Questo lo posso fare?.. e quest'altro..?" al che lei , giustamente esasperata, mi fa "Il figlio è tuo, io posso solo consigliarti cosa fare, poi sta a te, se vuoi tenerlo o vuoi rischiare....". Ok ha vinto lei.

Io penso semplicemente che con una Pop piccola il concetto di riposo se ne vada a farsi benedire, è impossibile. Sarebbe bello starsene sbragata sul letto con l'aria condizionata a tutta cannella ad accarezzarmi la panza ma temo non sia fattibile.
Temo che i miei progetti di trascorrere il mese di luglio al mare con lei saltino anche se in fin dei conti non credo che rimanere nella capitale sia meno stancante.
Io speravo di poterci andare lo stesso magari con l'ausilio dei nonni ma hanno fatto un po' gli gnorri dicendo "Certo ti servirebbe un aiuto da parte di qualcuno...". Ho capito va...
Dobbiamo rivedere tutti i nostri progetti, oggi sarebbe stato l'ultimo giorno di nido per la Pop e invece abbiamo dovuto chiedere se può frequentare per almeno altre due settimane.
Io già mi vedevo al mare con lei zompettante, mm aveva già preparato il nuovo layout estivo del Blog, la versione on the beach e va bè tutto rimandato a....boh!?
C'è Pallino ora che necessita di un po' di riposo, io non ci ho mai creduto molto a questa cura  che vale per qualsiasi malessere, forse si tratta di effetto placebo o forse serve a darti l'illusione di aver contribuito comunque a fare il possibile. 
A voler vedere il lato positivo c'è che posso dedicarmi un po' alla lettura, a scrivere, a vedere la partita dell'Italia con gli amici, che altrimenti avrei saltato perchè eravamo in viaggio, a prendere il caffè con D. che altrimenti avremmo rimandato a settembre.
Vuol dire che farò come la regina madre e darò udienza in casa a chi mi vuole venire a trovare.
Significa che non potrò per ora mettere l'immagine della spiaggia come sfondo del Blog, come panorama davanti ai miei occhi ma al massimo quella dei miei piedi nudi perchè è quello che vedrei stravaccata sul divano, per la gioia di tutti i feticisti.

Perchè Pallino ora che si è visto il cuoricino è un Individuo a tutti gli effetti, ma per me lo era pure prima, ed esige attenzioni, già lo vedo con il suo piccolo fardello di debito pubblico sulle spallucce.

Ieri tornando ho visto un cartellone pubblicitario orribile, hanno chiamato Pop una marca di ciavatte inguardabili fra l'altro: orrore, ora li denuncio...


lunedì 25 giugno 2012

In crociera con la Pop

La crociera in teoria è la vacanza ideale per i bambini, la nostra nave, abbiamo scoperto poi a bordo, è famosa per essere proprio la nave dei bambini. Innanzitutto non pagano, poi c'è un servizio miniclub eccezionale, dicono.
Peccato che per loro i bambini vadano da 3 a 18 anni. Sotto i 3 probabilmente sono solo rogne e considerando il macello che lasciava sotto il tavolo la Pop quando mangiava, visto che ora vuole fare da sola e non ha una mira eccezionale forse non hanno tutti i torti. A casa dico sempre che ci vorrebbe un maiale o una gallina a razzolare le cose che butta lei sotto il seggiolone, lì c'era un addetto che veniva di corsa con scopa e paletta a pulire tutto. Puntuale e preciso come i raccattapalle di Wimbledon, forse ci seguivano, forse al nostro arrivo si spargeva la voce.
In nave la pulizia e l'igiene viene al primo posto, anzi ho visto che ultimamente la cosa si è accentuata. Trovi continuamente personale che pulisce, delle volte non capisci neanche cosa visto che ti sembra tutto pulito ma loro lo fanno. Da questo punto di vista è fantastico far scorrazzare un piccolo sulla moquette, in giro sapendo che è tutto lindo e pinto. Puliscono vetri, pavimenti, ridipingono. Poi temono evidentemente virus e quindi è tutto un proliferare di cartelli "Lavati le mani...ti sei lavato le mani?... Mica vorrai lavarti le mani e poi aprire la porta del bagno con le mani? Usa piuttosto un tovagliolo...".
Non capisco molto la fascia d'età che usano per definire bambini, 3 anni mi sembra un po' troppo e 18 è ridicolo. Eppure ci sono cose che dai diciottenni in giù sulla nave non possono fare tipo andare al casinò, questo mi sembra giusto ma anche in discoteca devono andare accompagnati da un adulto e mi sembra ridicolo. Penso che un adolescente in crociera coi genitori con altre famiglie con figli si possa divertire parecchio soprattutto perchè può girare liberamente senza pericoli, può essere autonomo, farsi i suoi cavoli e stare comunque con i parenti.


Il primo ostacolo di fare la crociera coi Pop è il lettino. Tu fai richiesta, ma non dovrebbe essere implicito quando fai la prenotazione e specifichi l'età dei partecipanti? Evidentemente no. Ma se ci sarà davvero te ne accorgi solo quando sei a bordo. Quindi uno nel dubbio si porta dietro quello da campeggio, mica puoi correre il rischio di dormire nel lettone in tre.
La compagnia dice che in periodi di alta stagione non è detto che li abbia per tutti.
Se io prenoto mesi prima e dico che porto un Pop, tu il lettino me lo devi dare. Non dico che devono tenere a bordo 1000 lettini nell'eventualità che ci sia una fraccata di bambini in vacanza ma potrebbero tenerli in un deposito a terra e imbarcarli a seconda delle richieste.
Insomma non è un mio problema, considerando quello che si paga, la pubblicità che fanno dicendo che i bambini sono benvenuti mi sembra il minimo.
Ora poi non è stato un problema portarsi il lettino perchè salpavamo da Civitavecchia...ma se dovevamo prendere il treno per andare a Venezia o Genova, come sempre abbiamo fatto, come ce lo incollavamo?
Va bè comunque alla fine il lettino ci fu, buon per loro altrimenti gli avrei alzato un casino tremendo.


Un'altra cosa che nessuno ti dice ma che trovi scritta solo in piccolo nel regolamento, l'ho letto tutto tutto una volta a bordo, è che gli individui, grandi e piccoli, con pannolino non possono fare il bagno in piscina. Hanno la fobia delle mani sporche figuriamoci, orrore, della pipì in piscina, quindi solo le persone vescicalmente autonome possono fare il bagno.
Noi ce ne siamo fregati e di nascosto mettevamo il costume alla Pop e la portavamo in piscina. Anche perchè con il caldo che c'era e la sua passione per l'acqua era impossibile non farle fare il bagno. Poi mi sembra una regola ridicola e ipocrita visto che tutti da che mondo e mondo fanno la pipì in piscina, anzi probabilmente il suo nome deriva proprio da questa antica attività!

Per mangiare siamo andati sempre al self service perchè era più pratico e veloce, al ristorante siamo andati solo la sera di gala per provare e ce ne siamo pentiti subito. 
I componenti del tavolo li decide la compagnia non si è mai capito bene con che criterio. Io ero quasi sicura che ci avrebbero messo con una coppia con un bambino, della serie almeno uniamo due rompicoglioni... e infatti è stato così ma il bello è che erano Rumeni, lui parlava solo qualche parolina di italiano, inglese zero... allora dillo mi vuoi davvero male!
Nessuno è riuscito ancora a capire che quando hai un bambino a tavola quello vuole mangiare all'istante, non può aspettare, se lo costringi a farlo ti ribalta il tavolo. La Pop a casa inizia a scalpitare da quando vede la pasta cruda. Sulla nave c'era il menù bambini ma se poi mi fai arrivare le cose dopo le nostre è inutile, ovvio che la Pop si è fiondata sul mio riso zucca e tartufo e io ho dovuto poi ripiegare sulla sua insipida minestrina vegetale che hanno portato ovviamente a temperatura da ustione. Gli spazi del ristorante sono stretti e la Pop dopo che ha mangiato vuole andare in giro e lì non era proprio possibile. Tralasciamo che in quell'occasione ha fatto una cacca da guinness, forse in onore della serata di gala e siamo dovuti tornare in cabina a cambiarla per paura di un allarme chimico!



Riguardo la sicurezza dopo il fatto del Giglio ero curiosa di sapere cosa era cambiato.
Io non ho trovato maggiore attenzione ma anzi caso mai il contrario. Le altre volte l'esercitazione era una cosa seria, ti mettevano in fila sotto le scialuppe e non ti mandavano via fino a che non avevano segnato che l'avevi fatta. Ora invece nulla di tutto questo, non sono state prese le presenze. Il giubbotto di salvataggio dei Pop poi è impossibile da mettere, è come quello dei grandi ma le braccia rimangono bloccate all'interno. In caso di naufragio il bambino così secondo me andrebbe incontro a morte certa. Vaglielo a spiegare che forse se gli lasci le braccia libere nuoticchia per conto suo. Io durante l'esercitazione l'ho messo alla Pop anche se era arrabbiatissima di stare così insalamata e aveva caldissimo ma gli altri genitori ho visto che glielo facevano tenere in mano. Nessuno è venuto a controllare se l'avevamo messo e come.


Altro tasto dolente il fumo. Dicono che il fuoco sia il pericolo numero uno sulla nave ma che tutti i passeggeri sono sacri, i fumatori e i non. Benissimo, ma chi fuma chiudilo in una parte della nave ermetica in modo che possa bearsi in un mix soporifero di fumo attivo e passivo ma non rompa le scatole agli altri. Invece era possibile fumare in alcuni spazi sia dentro che fuori la nave, in zone aperte e di passaggio quindi passeggiando all'improvviso ti trovavi avvolto nella puzza. Anche per questo aspetto mi sembra che si sia fatto un passo indietro.


Ovviamente per scendere a terra bisogna dimenticarsi di partecipare alle loro escursioni perchè si fanno in pullman e durano sempre minimo 3-4 ore.
Noi siamo sempre scesi andando per conto nostro. Anche se la Pop ora odia in maniera personale il passeggino, si sente abbandonata a stare lì in basso da sola. Ci sta un po' più volentieri solo con in mano il cellulare con le canzoni dello Zecchino anche se ogni tanto bisogna controllare che il telefono ci sia ancora o non l'abbia regalato a qualche passante. La gente guarda incuriosita e gli altri bambini sono un po' invidiosi di questa carrozza che secerne musica.


Durante questa vacanza ho scoperto un altro aspetto della Pop: la timidezza. Se qualche estraneo le rivolge la parola, lei si gira dall'altra parte, nasconde il volto, spesso sbircia con un occhio se il pericolo è passato. Se sta camminando e uno le rivolge la parola lei fa un giro di 180° andando a ripararsi sotto la mia gonna, se poi dietro di me un altro le parla fa un altro giro. Insomma ho passato la vacanza a girare come una trottola anche perchè tantissimi passeggeri e quelli dell'equipaggio la fermavano per salutarla, in particolare le ragazze di Bali della Spa e si divertivano che lei scappava dalle loro moine.


Ho notato che tantissime coppie con Pop si sono portati appresso i nonni per farsi aiutare ma ho visto anche tante liti famigliari forse proprio per questo motivo. Ho visto pure genitori iscrivere di fretta i bambini al miniclub e sbolognarli per ore...
Non sono ancora nell'età del miniclub ma non mi piace molto l'idea. Quando eravamo piccoli non esisteva ma si faceva comunque amicizia con altri bambini e si giocava insieme senza bisogno dell'animatore. Se vado in vacanza con la Pop è per stare con lei, se non posso visitare il suk di Tunisi o fare la gita in fuoristrada non fa niente sarà per la prossima volta, se siamo andati a dormire sempre alle dieci va bene e se siamo riusciti a vedere solo uno spettacolo serale idem.


Quindi riassumendo cose positive: cibo pronto a quasi tutte le ore, grande pulizia degli ambienti e anche dei danni causati dai Pop, cose morbide su cui poter camminare e da toccare, divani, pouf ecc, tante piscine, anche basse per i bambini... per il resto si può ancora migliorare, come sempre.









mercoledì 30 maggio 2012

Crisi d'identità

So che verrà anche per me il tempo delle tranquille ciacolate al parco con le altre mamme, mentre la Pop scorrazzerà a destra e sinistra in autonomia, io potrò dedicarmi a conoscere e interagire con gli altri genitori. Forse farò come quelle che fingono che non sia il proprio figlio anche se sta tirando la sabbia in testa agli altri, d'altra parte Tatalucia dice di non intromettersi nei giochi dei bambini e che si avvicinano con aria palesemente scocciata alla scena solo nell'attimo prima che il pargolo sta calando la mannaia sul collo dell'amichetto. 
Forse verranno quei tempi, al momento non è possibile.
Abbiamo passato, per fortuna, la fase di me gobba a pi greco mezzi, che cammino dietro alla Pop appesa per le braccia. Capitava di incontrare qualche mamma nella medesima condizione, ci sorridevamo senza parlare, scambiandoci uno sguardo della serie "Ci siamo capite non c'è bisogno di aggiungere nulla".
Ora siamo nella fase di 2.0, camminare con una manina, la mamma ha riacquistato la posizione eretta e la mia schiena ringrazia.
La Pop vuole pascolare a destra e sinistra e quando mi capita di attaccare bottone con qualcuno, lei dopo 3 secondi si scoccia e vuole andare dalla parte opposta oppure capita che il Pop dell'altro faccia altrettanto. 
Ci si saluta alzando le spalle "Scusa eh devo andare" poi forse ci si rincontra per il parco e quasi mai ci si riesce a salutare quando uno va via.
La Pop è massimamente interessata a i giochi degli altri, ai palloni di tutte le dimensioni e fogge, alle monnezze che trova in giro e...ai cani.
Colpa mia, ogni volta che vedo un cane glielo faccio vedere da vicino, glielo faccio toccare per fargli prendere confidenza, non sopporto i bambini che scappano alla vista di un animale.
Di familiarità coi gatti ne ha parecchia avendola a casa e dai nonni ma con i cani no.
Quindi ora li avvicina con entusiasmo, cerca di ficcargli una mano in bocca come la bocca della verità e spesso gli sventola un biscotto sotto il muso...roba da far imbufalire anche il cane più buono.
Ha troppe cose a cui pensare, non può mica stare dietro alla mamma che tenta di fare due chiacchiere.
Comunque tra un fugace contatto e l'altro sono riuscita a fare un breve sondaggio e capire che è praticamente l'unica ad essere stata presa al comunale, se venite avvicinati da una losca figura che chiede indicando il Pop "E' stato preso al nido?" sono io!
E pure ci sarebbero un bel po' di persone interessanti, cui mi sento affine, con cui poter approfondire vari discorsi...verrà il tempo.
Ieri ho conosciuto D., in realtà l'avevo già incrociata mille volte essendo le bimbe coetanee ma ci eravamo scambiate solo qualche parola. Stavolta abbiamo parlato un po' di più perchè lei Pop erano concentrate a giocare con la sabbia, ci siamo scambiate info utilissime, le prendeva appunti su un'agendina. Credo sia di fuori e anche il marito, non conoscono molte realtà di zona.
Mi fa un po' incazzare che non ci sia un'adeguata informazione su cosa fare e dove fare con un bimbo piccolo ma che spesso ci si debba basare su "Si dice", "Una mia amica mi ha detto" mica sono segreti di Stato, in fin dei conti si tratta semplicemente di vivere meglio.
Il piacevole discorso è stato bruscamente interrotto giusto un paio di volte quando ho sentito un sospetto crunch-crunch, era la Pop che mangiava sassi, per toglierglieli ho dovuto ficcarle le dita in bocca ma lei se la rideva beata e ne approfittava per azzannarmi la mano.
Mi ha colpito anche che D. si sia presentata col suo nome e abbia chiesto il mio.
Ed è la prima volta che succede da un anno e mezzo, prima era sempre e solo LA MAMMA DI..è uno status di cui vado orgogliosa e fiera, che mi appunterei sul petto come una medaglia ma vorrei assere innanzitutto me stessa, nella mia complessità e fra le altre cose essere anche "mamma di", non vorrei che l'unico mio merito e definizione fosse questa, lo trovo un po' limitante e riduttivo.
In piscina ci chiamano proprio così "mamma di xxx" perchè in fin dei conti non siamo nessuno ma solo dei banali accompagnatori.
D'ora in poi oltre ad avere una simpatia speciale per quelli che chiedono "Come stai?" (Baglioni Claudio in primis) ce l'avrò anche per quelli che chiedono "Come ti chiami?", la semplicità, al limite della banalità è un dono speciale e raro. 



lunedì 28 maggio 2012

Fai 'sta cazzo di nanna

La frase del titolo purtroppo non è mia ma di un libro uscito qualche tempo fa.
E' addirittura leggibile in toto qui
E che è successo, le menate del copyright e cose varie? Boh va bè godiamo e leggiamcelo!
Probabilmente, anzi sicuramente qualche volta ho pensato anche io questa frase sospirando.
Il fatto è che mentre stai addormentando la Pop, e i Pop in generale, l'importante è stare tranquilli per primi noi, infondere serenità perchè i bambini, anche se piccoli piccoli, anche se neonati sentono. Sentono già nella pancia.
I bimbi sentono, i gatti sentono, solo tu non capisci una mazza e devono farti delle illustrazioni esemplificative per chiarire  facili concetti.
Verso i due mesi (ma forse era anche il mese uno) ci fu il periodo delle coliche, le fanta-coliche.
Sono un po' scettica, l'ho detto cento volte, credo in poco o niente, vorrei dire che credo nei piedi e nelle mani (miei, su quelli degli altri ho pure qualche riserva) citando Fornaciari Adelmo in arte Zucchero. Non credo nelle coliche dei neonati, nel reflusso gastroesofageo e in un bel po' di altre cose che spesso i pediatri o i genitori decidono di affibbiare al bimbo quando piange e non si sa cosa abbia. Per carità ci saranno anche i casi veri ma che tutti o quasi i bimbi hanno questi disturbi mi sembra molto strano.
Secondo me delle volte semplicemente gli gira e basta, ha da passà a nuttata e basta.
Insomma verso le 5-6 di sera, quando il validissimo supporto nonnifero era andato via e stavo da sola in attesa del rientro del Papide, la Pop iniziava a piangere.
E tutti a dire "Pianto di sera? Sono coliche". 
Io ho resistenza zero nei confronti del pianto di un bambino, dicono che lo usano come forma di tortura a Guantanamo, io mi accollerei qualsiasi crimine anche il più orrendo pur di non sentirlo.
Mi ero documentata, avevo letto un po' in giro, sembrava non esserci soluzione, solo tenerla in braccio, farla rilassare con canzoni, camminare per casa, tenerle la mano sullo stomaco.
Non è affatto facile infonderle serenità mentre ti urla nelle orecchie.
Devi fare ricorso a tutta la forza di Greyskull, isolarti dal suo pianto, essere pervasa da una grande calma, ripetere qualche ohm-ohm di incoraggiamento e cercare di rilassarsi.
Cerchi di creare un'atmosfera appropriata, spegni le luci, la prendi, la coccoli e canti...ma in quel momento non ti viene in mente nessuna canzone decente, il vuoto.
A me veniva sempre in mente "Scende la pioggia" chissà perchè e con il movimento di scotuliamento al pancino a ritmo andava proprio bene.
Salvo poi accorgermi di conoscere solo due strofe e quindi andavo avanti in loop con quelle.
Non si è mai capito se poi alla fine si calmava per la canzone, per la vicinanza, perchè si era stufato o chissà che.
Mm invece si aggrappava alle canzoni degli alpini, lui che è stato in Marina...
Poi siamo andati un po' a periodi.
Per farla addormentare lui usava sballonzolarla cantando Ponciponciponcipo... si proprio quella del ti piace vincere facile e da lì come se fosse la cosa più normale del mondo a chi la teneva in braccio dicevamo "Falle ponciponci".
I primi tempi nei giorni festivi ci svegliamo alle 11, mezzogiorno e cercavamo di convincerci "Però chi l'avrebbe mai detto che ci saremmo svegliati così tardi con una Pop!?", si peccato che eravamo andati a dormire alle 3.
Io fino a mezzanotte reggevo, poi crollavo, lasciavo il testimone a mm e gli dicevo "Io dormo, se volete il mio latte, prendetelo tanto sapete dov'è", probabilmente avrei allattato pure un ladro che si fosse trovato a passare di là.
In quel periodo siamo diventati drogati di Real Time, l'unica tv in cui non c'è nulla che devi seguire, la accendi e già capisci tutto, non c'è un prima nè un dopo ma solo un durante. (Fico ora glielo vendo come frase ad effetto per la pubblicità).
Io resistevo fino a Barbara, ormai diventata una di casa, quella di "Paint your life", se riuscivo a vedere pure "Malattie misteriose" allora la situazione era critica.
A mezzanotte crollavo come un sasso e non sentivo più nulla, la mattina chiedevo a mm "Allora com'è andata poi ieri?" manco fosse la finale di Champions.
Ricordo anche delle fantastiche penniche pomeridiane di 2-3-4 ore grazie all'insostituibile supporto nonni nanni che mi consentivano di riprendermi e riconciliarmi col mondo.
Ci sono stati alcuni momenti duri, dovuti soprattutto al senso di impotenza, vederla piangere, non sapere cos'avesse e cosa poter fare per farla stare meglio.
Frustrazione, rabbia, stanchezza...in cui ho pensato, inutile negarlo: ma che hai da lamentarti tanto? ora te lo trovo io un motivo serio per lamentarti...
I primissimi tempi siamo stati bravi, lei dormiva nella sua culla, a due mesi in camera sua e a tre forse nel lettino. Non la facevamo dormire con noi perchè avevamo paura di schiacciarla. Io la allattavo in camera sua con la mia sedia, tenendo i tempi. Poi ben presto ho preso la mano e di notte allattavo raccogliendo con una mano le zucche di Farmville, si può dire sì? Non penso mi denuncino...Figlia mia non so bene cosa ti lascerò in eredità ma di certo avrai una fattoria fra le meglio gestite di Facebook!
Poi allattavo a letto e succedevano dei gran siparietti, perchè di notte saliva pure la gatta a dormire con noi, divertendosi, la fetente a stare fra le mie braccia nell'identica posizione in cui tenevo la Pop. Più volte mi sono svegliata incredula di sentire tutto quel pelo morbido sulla bimba o di soprassalto pensando che fosse saltata giù dal letto realizzando solo dopo che si trattava della felide.
Verso i 6 mesi o forse era l'anno, sono una madre debosciata e non mi ricordo nulla, mm un giorno si presenta con un attrezzo che ci avrebbe cambiato la vita.
Era una di quelle giostrine da attaccare al lettino, tipo quella con le api che avevamo noi da piccoli, ora c'è la versione fica con gli orsetti con una specie di Kway, con varie musiche, che proietta sul soffitto varie luci e c'è pure il telecomando per azionarlo da lontano. Ma lontano dove? Da Piazza del Popolo?? Con me ebbe effetto immediato, svariate volte mi sono addormentata prima io della Pop!
Per quanto riguarda le canzoni da cantare per farla addormentare, nonostante avessimo fatto due lezioni di musicoterapia al corso pre-parto, io faccio outing e confesso le mie.
Una delle prime fu "Favola" di Ramazzotti Eros, molto lenta, mi ricorda l'adolescenza, tratta da una storia di Herman Hesse.
Poi ci fu "Stelutis AlpinIS" di De Gregori Francesco di un alpino morto durante la Prima Guerra Mondiale.

Ed ultimamente udite udite, vai a capire che strani percorsi fa il cervello e cosa ti va a ricicciare fuori? la sigla di Fantastico 9 del 1988 cantata da Montesano Enrico.

Quanti ricordi, quante nottatacce...e cos'è cambiato da allora??
Direi, con terrore, poco o niente.
Dopo che ha iniziato il nido, causa i primi raffreddori, i "teniamola qui così la controlliamo" ci siamo completamente sbragati!
Ultimamente ho escogitato la tecnica dei tre letti.
La addormentavo su un letto singolo, un prototipo di mia invenzione, un misto tra un letto montessoriano e uno normale, va bè niente di che solo tanti cuscini intorno e un materasso a terra per attutire eventuali cadute.
Poi il babbo la spostava nel suo lettino anche perchè sennò stavo sempre con l'angoscia che cadesse e al primo risveglio intorno a mezzanotte, lui me la portava nel lettone perchè tanto io avevo staccato il turno e spesso manco la sentivo che piangeva.
E ora abbiamo di nuovo cambiato, visto che i bambini vanno a fasi.
La addormento nel lettone diventato lettone montessorianone con 870 cuscini, poi viene traslata nel lettino e poi a una certa me la ritrovo di nuovo nel lettone, con insieme la gatta sempre.
Io sospetto che ci sia un legame fra gatti e bimbi, la mia gatta riesce ad entrare in stanza qualche secondo prima che la Pop si addormenti, che delle volte ci entri correndo come un'invasata spalancando la porta e miagolando come se fosse posseduta questo è un altro discorso.

Avviso ai futuri genitori: non vi spaventate, c'è speranza pe' tutti, come ci sono riuscita io, ci può riuscire chiunque!
Non vi starò neanche a cojonare dicendo "Vedrete che gioia quando verrete ripagati da quei sorrisoni sdentati" è come se uno dicesse "Sarai miliardario ma prima devi fare una vita di stenti e privazioni". Perchè prima di arrivare alle gioie bisognerà passare nella palude vischiosa di "n" giornate no in cui nulla andrà per il verso giusto, in cui il morale starà ai minimi storici, ma passerà...fate il conto alla rovescia e passerà. Spesso dicono che dal terzo mese in poi cambia tutto e se non è il terzo, sarà il quarto, sennò il quinto, sennò puntate direttamente ai 18 anni! Insomma... ha da passà!










lunedì 14 maggio 2012

Latte di mamma mia

Questo è un argomento di cui volevo parlare da tempo, poi ultimamente (anzi a dire il vero spesso) ne ho discusso con le sorelle di panza e ho tratto un po' di conclusioni. (http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/04/sorelle-di-pancia.html)
Al corso pre-parto ci hanno detto che tutte le donne possono allattare, che sono veramente rarissimi i casi in cui non è possibile. Poi chissà come mai per paradosso la maggior parte di quelle del corso non ha allattato!
Per questo sono sempre un po' scettica quando qualcuna mi dice che non ha potuto. Chiedo il motivo, poi taccio per rispettare la scelta personale.
Ora si fa un gran parlare solo di allattamento materno e c'è una tacita condanna per chi non lo pratica.
Io credo che sia fondamentale il benessere psico-fisico della mamma, che da quello dipende strettamente quello del figlio. Che la donna allatti è naturale, è fisiologico ma se lei dovesse sentirlo un peso, un problema, uno stress o le provochi malessere allora meglio evitare.
Una mia amica disse che si sentiva prosciugare l'anima, succhiare le energia ogni volta che allattava.
Io, prima di partorire, non mi ero fatta un'idea precisa  di cosa avrei fatto dopo, pensavo solo "Spero di poter allattare poi si vedrà".
Probabilmente se ne parla poco prima, c'è poca informazione, preparazione e quando è il momento, si è in balia degli eventi, spesso si lascia scegliere ad altri per noi. Ci sono tante cose a cui pensare, il nuovo esserino con cui rapportarsi, da conoscere e farsi conoscere e l'allattamento viene un po' messo da parte.
Si dice che è una cosa naturale, istintiva e questo argomento viene archiviato facilmente così pensando ingenuamente che in un modo o nell'altro si riuscirà a farlo.
Durante la gravidanza ricordo la primissima sensazione di non riuscire a dormire a pancia in sotto, come sono sempre abituata, per le tette cresciute all'improvviso e mi chiedevo "ma come dormono le povere tettone?".
Dopo il parto in clinica ricordo i primi tentativi di far uscire il latte col tiralatte e quei biberon minuscoli da neonati che a fatica e dopo un sacco di tempo riuscivo a riempire solo di una tacca. Io ero mortificata ma l'ostetrica mi diceva che andava bene così, l'importante era iniziare.
E poi la mega montata lattea sopraggiunta qualche ora dopo ma la Pop non riusciva ad attaccarsi, dicevano perchè era piccolina e non ce la faceva.
Un'ostetrica, Vittoria, da noi chiamata Vittoriona, un donnone dell'Est che faceva paura, con due braccia da maniscalco sentenziò "Questa bambina non si attaccherà mai!".
Ad ogni cambio turno veniva un'ostetrica diversa, ognuna con la sua teoria e si ricominciava tutto da capo.
C'era la giovane con le dita che puzzavano di nicotina, poi c'era il dottorino che cercava di consolarmi, mi faceva vedere le foto di suo figlio sul cellulare dicendo "Vedi com'è grande? Ed è cresciuto a latte artificiale". Ora, col senno di poi, mi rendo conto che un medico che non incita all'allattamento materno è da linciare.
E poi l'ultimo giorno venne un angelo (senza ali), Elisa che ci aiutò. Con un miracoloso aggeggino in silicone da pochi euro (il paracapezzoli) e tanta pazienza.
Cacciò a randellate gli amici che venivano a trovarci a tutte le ore, mi preparò una camomilla e ci preparammo per la notte.
Mi dovette letteralmente mungere a mano perchè avevo tantissimo latte (megamontata mica per nulla), fare gli impacchi, le spugnature di acqua calda e lo stesso fece mm che quando arrivi a questi livelli l'eros se ne va a farsi benedire.
Il giorno dopo tornammo a casa e non feci neanche in tempo a ringraziare Elisa ma la ricordo sempre con affetto.
Rimasti soli la preoccupazione più grande era far mangiare la pupa, che era nata piccola e col calo fisiologico stava sui 2 chili scarsi.
Da subito mandai a cacare la teoria della doppia pesata perchè i conti non mi tornavano mai, era uno stress inutile.
Alla prima visita con la pediatra, lei (LEI, la mia Lei) mi rassicurò "Vai bene così".
E da allora il latte di mamma è stato protagonista, in teoria ogni 3 ore ma anche molto meno.
Per ogni paturnia, frignamento, singhiozzo, dubbio o incertezza è stata la panacea per tutti i mali. Per fortuna ce l'ho sempre avuto e non è mai mancato.
E' stato vitale come alimento quando la Pop era grandina ma stava male e non aveva appetito, è stato fondamentale durante lo svezzamento e questa estate in vacanza quando le pappe non potevamo farle, le cose confezionate le facevano schifo e i cibi acquistati in giro idem.
E ora pure fa parte della fase addormentamento della Pop. Forse è una mia pecca ma non ho un metodo alternativo per farla dormire. Così è veloce, è dolce e infallibile.
Prima non avrei mai pensato di protrarre l'allattamento così a lungo e non so neanche quando finirò, con le mie amiche tettalebane di panza scherziamo che finiremo ai 21 anni della Pop, al 252° mese!
Recentemente il Time ha pubblicato una copertina sul tema.
L'immagine un po' mi disturba così come vedere bambini grandi allattati, pensavo di non arrivare mai così in là. Poi vedo la Pop e mi rendo conto che mentre prima la allattavo tenendola quasi in una mano ora non riesco manco ad abbracciarla tutta! E quindi più o meno sono arrivati a quei livelli di grandezza del bimbo che tanto deploravo.
Probabilmente una delle cose che ho imparato dell'essere mamma è che fissare delle regole prima "Farò così, farò colì" non ha molto senso, è facile che poi ti troverai a smentirle tutte e a rivederle. Perchè è giusto che sia così, ci si confronta con la realtà e si aggiusta il tiro.
Non sono fanatica dell'allattamento a tutti i costi e ad oltranza. Per me è semplicemente una questione di comodità e facilità, è così bello vederla addormentarsi placida e beata così che non mi sento per ora di trovare altre strade.
Mi piace pensare che quando sarà il momento decideremo insieme (io e la Pop) come e se è il momento giusto per farlo, così come è successo quando abbiamo tolto gradualmente le poppate. E allora dovrò pure, per forza di cose, cambiarle soprannome e non sarà più Pop.
Io ho adorato allattare, nei posti più impensati, all'inizio con i miei rituali, le mie cose vicino, le mie posizioni poi ovunque. E' un momento di vicinanza incredibile, un momento tutto nostro.
E poi un altro ottimo motivo, parliamoci francamente, ma chi mai ci avrebbe sperato dopo anni di piattume in una quarta di reggiseno!?

Da appena nata io la prendevo e la mettevo a letto con me e il dottorino entrando e vedendo la culletta vuota chiedeva perplesso "Ma dov'è?!". E' dove deve stare.
Io non sono una guru dei Pop, nè una TataLucia (tutto attaccato) però a chi ci deve passare o ci sta passando suggerisco di fare quello che vi sentite.
Che i tanti temuti vizi che si teme di dare ai neonati per me non esistono, sono fasi transitorie, quindi dormite pure in dodici in un letto, applicate il cosleeping estremo anche col vostro portiere o se preferite fate dormire il Pop nel suo lettino da subito, allattatelo sempre o ad orari fissi, dategli il ciuccio o anche no, allattatelo voi o no, dategli solo cose biologiche o solo industriali...perchè la serenità della mamma è sacrosanta e soprattutto non ascoltate consigli da nessuno ma fate a capa vostra (se fate a cuore poi ancora meglio!).
Poi cosa sono i vizi? Sono quelli che danno un senso alla giornata, che ti fanno assaporare meglio la vita: la colazione al bar, la Nutella, le candele profumate...non sono forse vizi?! E noi dovremmo privare i Pop di qualche sfizio? Giammai...


PS: "Latte di mamma mia" è un bella iniziativa per il sostegno dell'allattamento e il titolo mi piace un sacco e l'ho copiato
http://www.lllitalia.org/ è il sito della lega del latte, ci sono le consulenti di zona per aiutare nell'allattamento
e anche i consultori dicono siano molto utili ma non ne ho esperienza diretta


PS: pare che su Facebook sia vietato mettere immagini di donne che allattano mentre invece è possibile mettere foto di cadaveri ecc. la motivazione è delirante, perchè il seno scatena richiami erotici...
Sono dell'idea che io allatto dove me pare, se ti dà fastidio sei tu che devi girare, non io che mi devo spostare e se ci vedi segnali sessuali sei un maniaco!


Ringrazio Gio, anzi la Gio, che mi ha segnalato questa maglietta per la Pop anche se a me servirebbe la versione Left.