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giovedì 12 luglio 2012

Faccio brutto

In questi giorni di stasi, fisica, non mentale, ci mancherebbe, lo spirito viaggia più e meglio di prima, mi sono dilettata un po' su youtube.
Visto che ormai la mia greatest hit comprende solo canzoni dello Zecchino d'oro e per bambini, era curiosa di sentire altro, di aggiornarmi e di vedere cosa mi sono persa nel frattempo.
Seleziono nella sezione musica i video più visti: ottimo non ne conosco praticamente nessuno.
Devo essere rimasta fuori dal giro veramente molto!
Decido di vederli per farmi un'idea.
Sono curiosa di sapere che musica ascoltano i giooovani, perchè conoscerla forse significa un po' anche avvicinarsi a loro e capirli un po' di più.
E mi piace immaginare la musica che sceglierà di ascoltare la Pop fra una decina di anni.
Sui mezzi pubblici incontro spesso ragazzi, se non bambini, che ascoltano dal cellulare musica a tutto volume, le cuffie e gli auricolari sono banditi, forse considerano le loro canzoni talmente belle che farle sentire al resto del mondo è solo un gesto di grande generosità. Il genere lo definirei rap, forse hip-hop, insomma c'è un tizio con spiccato accento milanese che parla, quasi sussurra, dice frasi in rima, rime fra l'altro di una banalità inaudita tipo cuore-amore. La voce è molto amplificata, quasi ricreata al computer, io sotto la doccia risulto più cantante di lui. E i giooovani lì a cantare insieme a lui, sanno tutte le parole a memoria, che poi non è un cantare visto che parla, sembra facciano il rosario.
Io non ne capisco niente di questa musica e forse proprio per questo mi piace parlarne da esterna, dovrei chiedere un ripasso al mio giovane cugino che mi sembra molto esperto in materia e che sicuramente mi direbbe che io ho ascoltato cantanti di serie b e non quelli veramente forti.
Non ci posso fare nulla ma a me questi tizi vestiti come dei rappers americani del Bronx, con i tatuaggi, le catenazze, i pantaloni extralarge e poi magari sono di Quarto Oggiaro mi fanno un po' tristezza.
Come chi mangia biologico ma vive di fronte alla discarica di Malagrotta, come chi fa gli addobbi di natale tipo Rovaniemi anche se vive a Monti Tiburtini, come chi si atteggia da surfer californiano quando va al mare a Coccia di Morto o chi si fa i tatuaggi da maori e non è mai uscito dal raccordo anulare.
Non dico che dobbiamo rimanere ancorati ad una anacronistica tradizione di stornellatori trasteverini ma ci vuole il giusto compromesso. Forse ognuno cerca solo di crearsi la propria illusione, il proprio angolo di paradiso, un motivo in più per andare avanti...allora ben venga la statuetta di Budda al Tuscolano, l'orto sul terrazzo e quello che vi pare.
Insomma se ai gioooovani piace sentire questa musica proviamo almeno a sentire di che si tratta.
Mi imbatto in Emis Killa, e la mia domanda di rito è "E chi cazz'è?", il suo video ha 10 milioni di visualizzazioni, 10 milioni ci rendiamo conto? Per una cosa del genere per il mio blog sarei pronta a prostituirmi!
La seconda domanda è "Ma che cazz' di nome ha?", cerco su internet: Emiliano Giambelli, meglio conosciuto come Emis Killa, eh bè in effetti Emiliano Giambelli non spacca, invece Emis Killa spacca di brutto, pure troppo...
E' del 1989...oh maronna? Per me tutti quelli nati dopo il 1980 sono bambini, non riesco neanche a fare il conto della sua età, ma sarà maggiorenne? Sì temo di sì.


Metto come sottofondo il suo video, lo ascolto distrattamente: ha tutti gli stereotipi di cui sopra, ci sono frasi memorabili e che rispecchiano il mondo di oggi, le nuove tecnologie:

"Nella testa c'ho le immagini di quando stavi ancora qui
mentre cancello le tue immagini dal mio pc"


"Tolgo la vibrazione al cellulare quando dormo
cosi se mi chiami con te in un sogno non me ne accorgo"


Si può storcere il naso ma questo piace e pure tanto.



Guardo un attimo e vedo scene di lotta fra due uomini, e mi riciccia fuori prepotentemente il mondo dell'MMA di cui ho scritto qualcosa e nel quale pare io sia rimasta invischiata.
In questo caso viene posto male, malissimo: è rappresentata una scena di incontri clandestini, scommesse ecc.
Mi sembra tutto molto avvilente e triste, soprattutto il fatto che un sacco di giooovani tramite il suo video abbiano un'immagine distorta di questo sport che cerca di affermarsi disperatamente come altro dalla violenza di strada  è sconfortante.
Magari tanti non ne hanno mai sentito parlare e loro trovano qui per la prima volta rappresentato in questo modo.


Poi ho trovato tale Fedez che dice:


"Ho visto più erba di un corso di giardinaggio
ho visto più lame di un corso di pattinaggio sul ghiaccio"


dice che è ironico, va bè...





La cosa buona è che cercando cercando mi è spuntato fuori anche questo video che tutti i più famosi cantanti rap hanno fatto in sostegno dei terremotati dell'Emilia.
Non ne ho avuto notizia da nessuna parte e invece credo meriti una menzione speciale.
Certo vedere qualcuno di questi che manco ha fatto la fatica di impararsi il testo a memoria ma gira per il palco leggendo un foglietto mi fa tristezza ma va bè...

Bella pe' tutti fratè!!




martedì 26 giugno 2012

Il legionario (intervista possibile)



Forse dovrei aggiungere l'intervista imprevista.
Pensavo che quella con Michele fosse stato solo un fugace excursus in questo mondo dell'MMA per me così lontano e ignoto invece, a distanza di giorni, mi ci ritrovo ancora dentro.
Un po' per l'inaspettato successo che ha ottenuto la sua intervista, forse per il taglio personale e umano e per aver permesso a tanti profani, come me, di avvicinarsi a questo sport e un po' anche perchè dopo essermi iscritta a vari forum e siti a tema mi sentivo un po' carogna a linkare il mio post e poi sparire come se nulla fosse dopo averli usati biecamente per diffondere il mio articolo.
Documentandomi su internet più volte è uscito fuori il nome di Alessio Sakara, per cui mi sono detta: proviamo ad incontrarlo, a vedere un altro dei grandi di questo sport, a capirne di più.
Sono riuscita nell'intento con il metodo più semplice e banale, che ho scoperto anche essere il più vincente: chiedendoglielo direttamente.
Lui si è mostrato subito disponibile, mi ha dato appuntamento nella palestra dove si allena e insegna.
Sotto un sole torrido mi avventuro nel pulsante quartiere di Torpigna.
Mi è piaciuto molto questa cosa, ero curiosa di entrare lì dove si allenano i lottatori, vederli sul campo, respirare l'aria del sacrificio, della fatica, del sudore in presa diretta nella palestra testosteronica. Anzi quasi speravo che mi facesse vedere la palestra e che non ci fermassimo in qualche ufficio e così è stato.
Mi sentivo un po' fuori luogo, credo di essermi sentita come un uomo che entra nel bagno delle donne, di profanare un posto riservato ad altri. Sentivo gli sguardi puntati su di me, io, timorosa, col mio vestito a fiori blu.
Vedo un sacco di coppie di ragazzi a terra, avvinghiati, che lottano, c'è un'aria calda, forse viziata, si sente l'agonismo, la passione, io ci sento sudore e sangue. Mi fa sedere sul muretto del ring, vorrei essere trasparente e guardarmi intorno con calma e curiosità.
Lui è forse un po' stupito, ma gentile, si dedica subito a me.
Mi fa aspettare su un divanetto all'ingresso. Sul tavolino ci sono due riviste, una è Men's health: maronna mia, a mio avviso una delle più stupide del settore, un oltraggio all'intelligenza maschile. E poi ce n'è un'altra di settore, dove dovrebbe essere pubblicato un mio articolo...ecco la metto in bella vista.
Alessio arriva e mi fa: "Allora dimmi" e io: "No dimmi tu, inizia a parlare, poi io intervengo se mi vengono in mente delle cose".
Mi spiega l'origine del suo cognome, viene dall'Egitto. A lui piace molto questa cosa ed è appassionato della storia di Roma, è soprannominato il Legionario ed è un continuo rimando alla gloria dell'Impero: le sue citazioni, i suoi tatuaggi, ne ha ovunque, è un libro illustrato.
Si racconta con semplicità e umiltà. Ogni tanto veniamo interrotti dai suoi allievi che passano e lo salutano e lui dispensa "Ciao grande...sei stato bravo...". Con alcuni si salutano con baci e abbracci vigorosi e a me fa sempre un po' strano vedere 'sti cristoni salutarsi così.
Alessio ha iniziato giovanissimo, prima nel calcio, era quasi alle giovanili della Lazio, poi ha lasciato perdere, non gli piaceva quell'ambiente lì, troppe raccomandazioni, selezioni dubbie.
A 11 anni si dedica al pugilato e ben presto arrivano le prime vittorie: il torneo "Primi pugni", il campionato regionale, quello italiano...

Abbandona poi il pugilato e scopre casualmente il Valetudo, si reca in Brasile per il Jiu Jitsu dove combatte, vince e viene notato dagli organizzatori americani dell'UFC ed è stato il primo italiano a combattere nell'ottagono più importante del mondo.
Attualmente fa parte di un team americano, si reca a Miami per fare la preparazione agli incontri e sta pensando di aprire una palestra, forse qui, forse negli Usa.
E' molto legato all'Italia e a Roma, pensa più che altro alla possibilità di dare un futuro sicuro ai proprio figli e andrebbe via da qui solo quando loro avranno l'età per andare a scuola, ripromettendosi poi di passare le vacanze in Italia perchè gli americani sanno lavorare ma in fatto di rapporti umani lasciano molto a desiderare...
E' infastidito dai commenti fuori luogo che gli lasciano le persone, da chi dice la sua senza conoscere nulla di questo mondo, da chi pensa che questo sport sia solo l'anticamera della violenza senza regole e della rissa per strada. E' pessimista nei confronti dei giovani di periferia che vanno in palestra con la voglia di sfogarsi, di menare le mani e basta. Li considera irrecuperabili, senza speranza perchè ormai la famiglia, l'ambiente, le cattive compagnie li hanno troppo segnati. Io invece credo che lo sport, questo sport, sia sano e possa dare delle regole, insegnare lo spirito di sacrificio, l'umiltà, il coraggio di guardare la fatica negli occhi a chi non lo ha mai conosciuto.
La lotta è come il gioco degli scacchi, mi confida, ci sono regole, ragionamento, pianificazione, è un gioco psicologico con alla base sempre un grande rispetto per l'avversario.
Mi stupisce sentire, da uno che ha vinto tutto, che ha intenzione di continuare fino a 40 anni, poi farà altro perchè nella vita non c'è solo questo.
Prima di salutarci mi invita a partecipare ad un allenamento, io prima penso di aver capito male poi declino "Al momento non è possibile", lui "Infortunio?" io "Ehm...no...".
Lui capisce e sorridendo mi consiglia il nuoto.


ps ho scritto questo post circa 2 settimane fa, in genere le interviste possibili prima di pubblicarle mi piace farle leggere all'interessato. In questo caso non mi è stato possibile, il Sakara mi è sparito e non so come contattarlo. Questo fatto mi dispiace e non ne capisco il motivo.
In genere sono legata affettivamente a tutte le cose che scrivo, quando le pubblico è come prenderle per mano e lasciarle crescere, seguendole da vicino. Con questo post le cose vanno diversamente, mi sembra che tutto sia nato e morto con l'intervista, peccato perchè durante l'incontro ho avuto un'altra impressione. Gli ho lasciato tempo per rispondere ma non c'è stato nessun cenno di vita e siccome ormai l'avevo scritto lo pubblico anche se non lo sento più molto mio e mi lascia una sensazione non piacevole e di incompiuto...


- 1° intervista possibile http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/mistero-misterioso.html

giovedì 7 giugno 2012

Violenza gratuita

Mi è venuto di getto questo titolo e poi mi sono intrippata sul significato di queste parole, ma in che senso gratuita? Gratuita per chi? Per cosa? Si intende nel senso di superfluo, inutile...ma perchè quando mai la violenza è necessaria? Quando è giustificata? Secondo me mai.
Sono successi un paio di cosucce che mi hanno portato a riflettere su questo tema.

L'altro giorno ero in casa e sento delle urla dal cortile, un cane abbaiare, una bambina urlare. Penso sia stata spaventata dal cane e non ci ho più pensato. Invece poi abbiamo saputo che era scoppiata una lite fra due condomini. Motivo: il parcheggio. I due tizi lo hanno vicini e uno si lamentava per come posteggiava troppo vicino l'altro, addirittura dicendo che era costretto ad entrare dal cofano perchè non ci passava. Forse era da tempo che queste liti andavano avanti ma si sono menati, e di brutto, la gente non riusciva a dividerli. Gli altri condomini dai balconi urlavano "Vergogna". Sono arrivati carabinieri e polizia. Tutto questo davanti alla figlia piccola di uno dei due che urlava cercando di farli smettere. A me questa cosa sembra agghiacciante. Come può un uomo, di fronte alla figlia soprattutto, aggredire un'altra persona? Come ti può venire in mente di fare una cosa simile?
Poi tutto questo per un parcheggio fatto male... Pare che ultimamente il bene più prezioso a Roma sia il parcheggio privato. Anche in ufficio stanno succedendo scene niente male per proteggere questa proprietà....

Io non tollero queste scene.
Non sopporto chi litiga con gli altri automobilisti mentre è in macchina. Se il mio autista facesse così, penso che aprirei la portiera e me ne andrei lasciandolo così.
Io odio chi alza la voce, chi sbatte le porte, chi butta oggetti per terra.
Io di fronte a tutto questo rimango attonita, di ghiaccio. Non so cosa fare, inizio a sudare freddo.
Probabilmente perchè, per fortuna, è tutto così lontano da come io ho vissuto la casa, la famiglia, i rapporti con le persone che mi sembra tutto assurdo e impossibile.

E oggi in treno una signora ha visto uno che frugava nella borsa di un'altra signora per rubarle il portafoglio. L'ha avvertita e questo, prima ha cercato di negare poi come se nulla fosse è sceso. Il tutto davanti a me, a un passo. 
E anche in questo caso sono rimasta pietrificata, senza parole, interdetta. 
Forse per un attimo ho pensato pure di intervenire ma per fare cosa?
E gli altri? Nessuno si è accorto di nulla.
Rubare è sempre una violenza, una violazione del proprio spazio, dei propri averi.

Una volta su un autobus una zingarella mi frugò nello zaino, io non mi accorsi di nulla ma mi sono girata e l'ho vista mentre sfogliava la mia agenda strappandone poi una pagina per volta... penso che se mi avesse rubato i soldi mi avrebbe fatto meno male  piuttosto che vederla così.

Uno banalmente pensa che la violenza risieda qui, http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/il-gigante-buono.html
che loro facciano di essa il pane quotidiano, che godano nel rotolarcisi dentro. Che siano dei primati scarsamente evoluti che sanno solo menare le mani e basta, che si facciano strada nella vita a suon di cazzotti e nasi rotti, che non sappiano distinguere l'arena, il ring dalla vita.
Poi ti affacci un po' in quel mondo e vedi che c'è rispetto, serietà, professionalità, quello che non ti aspettavi di trovare...
E la violenza dov'è? Nei posti dove non dovrebbe essere...nelle case, nei luoghi pubblici, sia mai ma purtroppo anche nelle scuole, coltivata dal cosiddetto uomo qualunque e questo sì mi fa molto schifo e mi fa davvero paura.

sabato 19 maggio 2012

Il gigante buono (intervista possibile)

Il secondo incontro è molto particolare, almeno per me, almeno per l'argomento trattato, almeno per l'altro interlocutore.
Significa fare un balzo indietro di venti anni, perchè da tanto non lo vedevo e in qualche modo fare un bilancio di quello che eravamo e quello che siamo ora.
Vuol dire ravanare nella propria memoria in cerca di frammenti, ricordi ed espressioni.
Fare i conti con me stessa e confrontarla con la me tredicenne, in terza media che ad inizio anno si ritrova questo strano e taciturno pluri-ripetente in classe. Ho ricordi vaghi, lui più grande di 4 anni probabilmente ci considerava tutti ragazzini e non ci dava troppa confidenza. Lo ricordo insofferente nei confronti della scuola, dei professori, delle regole, che borbottava sempre, parlava a bassa voce ma se riuscivi a sentirlo scoprivi una grande ironia. Una notte d'improvviso lo sognai e fu come accorgermi della sua esistenza, me ne invaghii come solo una tredicenne riesce a fare, come un sogno impossibile, come una partita persa in partenza. Provai la gioia di andare ogni giorno in classe, la tristezza quando c'era il weekend o le vacanze imminenti, conservo ancora i diari in cui annotavo tutto anche come era vestito. I professori lo tormentavano perchè non studiava e io sola pensavo di riuscire a capirlo, di poter leggere oltre la sua facciata da imperscrutabile cinico. Com'è finita? E come doveva finire? Si mise insieme alla mia migliore amica, poi la scuola finì, inizio il liceo e non ebbi più sue notizie.
Fino a un paio di anni fa quando cercando su google chissà perchè scrissi il suo nome e scoprii che era diventato un campione di lotta, full contact o qualcosa del genere, uno sport che non conoscevo assolutamente.
Poi l'ho ritrovato su Facebook , ho cercato un po' in giro e ho scoperto che era diventato davvero famoso nel suo campo, ha un sito internet, gli chiedo l'amicizia, ci scambiamo qualche messaggio di saluto e mi viene quasi il dubbio che non sia lui a rispondere ma forse un segretario, figurati se uno così importante risponde di persona!
Continuo a seguirlo di tanto in tanto.
Poi arriva l'era del Blog e decido di contattarlo, tanto che mi costa? Gli scrivo ma non risponde, allora dopo un po' gli mando un sms, visto che ha messo il numero di cellulare sul sito, e gli chiedo di fare l'intervista.
Mi risponde di si e quando decidiamo come fare mi dice se vogliamo farlo via email...ma come? io ho bisogno del contatto, di sentire chi ho di fronte. Dopo vari e vari tentativi riusciamo ad accordarci, lui come prima cosa mi dice "Io devo andare a prendere mia figlia alle 16.20", mi fa un po' strano sentirlo dire, mi fa tenerezza pensare che metta al primo posto sua figlia come impegno improrogabile. All'inizio credo che poichè è separato forse il giorno dell'incontro è l'unico in cui può vedere la figlia invece mi dice che la vede tutti i giorni e ci tiene ad andarla a prenderla sempre e stare con lei.
Un punto a lui.
Inizio a pensare che sia solo l'inizio di una serie di idee che mi ero fatta e che ho dovuto rivedere su di lui. Qualsiasi idea o preconcetto uno abbia del lottatore, del pugile di fronte a lui cade e si va a far benedire.
Lo chiamo per definire questo incontro, un po' scocciata perchè non se ne viene a capo e sembra stia tutto per saltare e parto in quarta chiedendogli "Allora spiegami bene i tuoi impegni perchè non ho capito". Invece lui mi spiazza chiedendomi "Come stai?". Giustamente dopo 20 anni che non vedi una persona il minimo è chiederlo. E' una domanda semplice, banale che per me è molto importante e mi piace che mi venga posta e lui me la fa, io a lui no.
Un punto a lui.
I giorni successivi mi documento su internet, vedo i video degli incontri e leggo un po' di tutto: forum, opinioni, siti specializzati e preparo un pizzino con tante domande.
Il giorno X man mano che si avvicina l'ora X sento l'agitazione aumentare, l'attesa diventa pesante e carica di aspettativa, mi chiedo anche "Ma chi me l'ha fatto fare? A scoperchiare un passato remoto di 20 anni fa?".
Finalmente avviene l'incontro. Si parla un po' del passato ma lui ricorda poco o nulla, confonde le diverse classi in cui è stato alle medie. Lo aiuto a ricordare nomi, aneddoti.
Poi gli dò un foglio che avevo stampato: un quadro di Giulio II.

I prof erano disperati perchè non sapevano come coinvolgerlo nelle lezioni, quando quella di lettere scoprì la sua dote innata per il disegno la utilizzò per farlo stare tranquillo.
Ricordo in particolare questo quadro eseguito da lui in poco tempo disegnando in maniera precisa e dettagliata la barba bianca del papa. Glielo lascio così, per ricordo.
Mi confida che vuole prendersi un diploma, per una sua esigenza personale.
Un punto a lui.
Lo incito a parlare, a raccontare, gli faccio domande, quelle che mi ero segnata e mille altre, con la curiosità di chi non ne sa nulla dell'argomento. Lui risponde paziente. Io vedo in lui una persona all'apice del successo, realizzata, famosa. Lui invece è sempre lo stesso, non si dà affatto le arie. Per lui è tutto semplice, normale amministrazione. Mi racconta come a 19 anni ha iniziato "'sta cosa" senza neanche dargli un nome o senza sapere come definirla. Ogni successo anche il più straordinario lo racconta come se fosse una cosa normale o niente di che ma non con studiata nonchalance, è che proprio crede sia così. Non pensa di compiere un'impresa o di stare in qualche modo segnando la storia eppure su internet è pieno di gente che lo osanna. Non solo come semplice sportivo ma proprio per il suo lato umano, per il modo che ha di trattare l'avversario, di abbracciarlo dopo l'incontro, per la professionalità con cui tiene i suoi stages non lesinando consigli preziosi.
Un punto a lui.
Vive ancora dove è cresciuto e questo mi stupisce. Penso che ai suoi livelli abbia completamente cambiato vita, invece no, invece probabilmente non gli interessa proprio.
Forse avrebbe potuto fare altre scelte, sarebbe potuto andare in America o in Brasile dove il suo sport è apprezzato e capito e non come qui in cui è un pioniere della disciplina. E invece no, ha scelto la strada più difficile ed è rimasto qui. Per un semplice motivo, per stare vicino a sua figlia. Ma per lui questo non ha rappresentato un rinunciare alla carriera, probabilmente non ha esitato neanche un attimo a prendere questa decisione e non ha rimpianti. Per lui, campione pluridecorato, viene prima lei, poi tutto il resto.
Un punto a lui.
Ha quasi 40 anni ed è nel pieno della sua attività, io sorpresa gli chiedo "Ma fino a quando andrai avanti?" e lui semplicemente, come sempre, risponde "Finchè starò bene".
Un punto a lui.
Il tempo corre via veloce, mi smonta un'altra serie infinita di luoghi comuni e di preconcetti che girano intorno al suo mondo.
Da ignorante in materia per me è un altro mondo, vedere due uomini che si battono quasi a mani nude in un'arena circondata da una rete, mi richiama alla memoria epoche lontane, di gladiatori e lottatori romani e penso che questo forse è il vero sport, in cui quasi tutti i colpi sono possibili ma di fondo c'è sempre il rispetto per l'avversario. In cui non ci sono fronzoli ma tutto è ridotto all'essenziale, a quello che conta. Mi spiega le mosse che non ho capito, quali sono i colpi proibiti e quali no, la classificazione in base al peso, mi dice anche che è meno cruento di quanto sembri e che il pugilato ad esempio lo è molto di più.
Un punto a lui, un punto a lui...
Gli chiedo della sua numerosa famiglia, mi dice che un fratello è morto ma me lo dice a suo modo, distogliendo appena lo sguardo, quasi sminuendo la gravità quando vede il mio dispiacere.
Mi accorgo che è tardissimo ed entrambi dobbiamo tornare dalle rispettive Pop.
Io esco quasi di corsa dal bar, lui si preoccupa di sparecchiare il tavolo dei resti del gelato e scusandosi col barista.
Ecco un punto a lui.
Mi dà un passaggio in macchina, si scusa per il disordine, fa un po' strano vedere un gigantone come lui in una piccola utilitaria, con dietro una scatola di pennarelli della figlia.
Altro punto. A quanti punti siamo?
Mi ha dato una grande serenità incontrarlo. Anni fa era rabbioso, irrequieto, forse faceva parte del suo fascino. Ora è sereno, tranquillo, segue la sua passione con calma, va avanti per la sua strada con determinazione e caparbietà non risparmiando sorrisi sornioni. Sta per aprire finalmente una sua palestra, un passo fondamentale per diffondere il suo sport ancora di più in Italia. E' stato davvero un onore rincontrarlo dopo tanto tempo e accorgersi che, dopo tutto, nulla è cambiato.

  ps si è presentato con 20 minuti di ritardo...un punto a me!!!

Per chi non l'avesse capito il gigante buono è Michele Verginelli
- Vincitore dell'European K1 di Budapest 1999
- Vincitore di Oktagon di Roma 1999
Vincitore di Oktagon Millenium di Milano 2000
Vincitore del Dragons 2 di Milano 2000
Vincitore di Oktagon di Milano 2001
Vincitore della 1° Coppa Italia di Grappling

http://www.mmamania.it/italia/michele-verginelli/


- 1° intervista possibile http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/mistero-misterioso.html
- 3° intervista possibile http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/06/il-legionario-3-intervista-possibile.html
-4° intervista possibile http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/08/volando-sulle-punte.html
-5° intervista possibile http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2013/12/quer-gran-mito-der-monnezza-intervista.html
-6° intervista possibile http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2014/02/le-dolci-creazioni-intervista-possibile.html

- Le interviste possibili http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/le-interviste-possibili.html

-Violenza gratuita http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/06/violenza-gratuita.html