pubbli larga

Visualizzazione post con etichetta Treno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Treno. Mostra tutti i post

martedì 24 aprile 2012

Metti in circolo il tuo cuore


Dicono che chi semina poi qualcosa raccoglie, nel bene e nel male.
Io, evidentemente, a mia insaputa, devo aver seminato parecchio.
Perché mai come ora mi trovo circondata dall’affetto e dal sostegno di tanti.
Si sono rifatte vive persone che da tanto non sentivo ma funziona proprio come dicono, l’amico si palesa nel momento del bisogno.

Tanti si sono allarmati proprio leggendo il blog, è chiaro che in questo spazio le emozioni scrivendo vengono amplificate ma sono autentiche, forse dal vivo sarebbe tutta un'altra cosa.


Ma perché che succede?
Nulla, per ora nulla.
Sono in quel fastidioso limbo dell’attesa, del dubbio insinuato, del tutti gli scenari possibili dal magari è solo un fuoco di paglia a tutto il peggio immaginabile.
Quindi per ora di fatto non c’è nulla.


Giovedì ci sarà la visita con il (anzi i) luminari della scienza e della tecnica e allora, solo allora, decideremo se sarà il caso di preoccuparci davvero oppure no.
In ogni caso ci sarà un qualcosa di concreto cui pensare e a cui porre rimedio.
O magari si sgonfierà tutto come una bolla di sapone e si risolverà con l’amore, col sentimento, come piace a me, del tipo: rispettiamo l’individuo, i tempi di crescita di ognuno, buttiamo le tabelle al vento.
Quelle cose belle, da film, ecco appunto da film…



Forse mi piacerebbe che tanto ammore (ammore sì) in giro crei una serie di effetti a catena, una crescita esponenziale di buoni sentimenti, di positività, di cose che portano bene, una dinamo ad autoeccitazione di ammore "L'amor che move il sole e l'altre stelle" come scrisse Alighieri Dante. 


E sempre per citare Lui mi piacerebbe uscire fuori, da questa empasse a riveder le stelle.


Che poi io predico bene ma razzolo male, malissimo.
E manco degno di uno sguardo 'sta pora crista che tutti i giorni è seduta alla scrivania dietro di me.


Questa mattina mi è tornato in mente il discorso che ci fece al matrimonio la mia migliore amica in veste di sindaco, citò la poesia di Hikmet


Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.


Aggiungendo poi di suo pugno (e me ne accorgo solo ora) che eravamo all'inizio di un viaggio che ci avrebbe portato in tanti posti e ad affrontare varie vicende, piacevoli e non e che in caso di difficoltà non avremmo dovuto far altro che girarci per trovare loro pronti vicino a noi.


Da allora tante persone si sono aggiunte ai vecchi amici, anzi mi rendo conto che tanti che in questi giorni mi sono vicini a quel tempo neanche li conoscevo.


Un coglione disse "Molti nemici, molte onore" e molti amici allora cosa fanno???


Frase letta in treno ieri, sul sedile di fronte al mio, prontamente fotografata stavolta tiè.
Ma mm rompe: la qualità fa schifo, devi contrastarla...echecazz! Ufff..
La prossima volta mi porterò la macchinetta digitale seria (tanto la foto farà cagare lo stesso).



Forse hai ragione, cara amica filosofa metropolitana, o meglio penso che alcune convinzioni fottano la gente ma qualcuna bisogna pure averla sennò di che campiamo, a cosa ci aggrappiamo?
E poi significa che se uno ce l'ha, si mette in gioco, ci prova, si butta, vive e questo è molto necessario, che poi uno rimanga fregato è semplicemente il retro della medaglia.


mercoledì 18 aprile 2012

E se piove?


Io non sono come te.
Io se sto chiusa in casa dopo un po' sclero e secondo me anche la Pop la pensa così.
Allora la prendo e la porto fuori, anche se c'è vento o piove. Lei si guarda intorno, si distrae, cambia aria e sta buona.
Io idem, mi accontento pure del giro dell'isolato o di una puntatina al parco.
O forse lei sta buona perchè io pure sono più serena?
Io ho bisogno di stimoli, di vedere cose, di girare, di fare, ma pure di dire, baciare, lettera (testamento però lo eviterei...).
Ho bisogno di avere sempre il motore su di giri, di stare al massimo, che poi significa forse pure non godersi le cose, bruciare i momenti; io di fronte alla settima meraviglia del mondo potrei fermarmi un po' in estatica contemplazione per poi dire "Si va bè e poi..?"
Per me stare a casa in un giorno festivo o in un weekend significa buttarlo, sprecarlo e mi rode.
A fine anno, quando siamo dovuti stare segregati per una settimana o dieci giorni (non mi ricordo più, ho rimosso) a causa della bronchite della Pop, oltre all'inferno di farle l'aerosol, darle medicine disgustose, vederla stare male e non sapere cosa fare e se quello che stai facendo è giusto oppure no, è stato infernale.
Quando il massimo dello svago concesso era andare a fare la spesa al supermercato vicino casa.
E a capodanno peggio che mai. Alla faccia di quelli che mi dicevano "Ma si... l'importante è che lo passate voi tre insieme, che ti frega?". Sarà...ma quando hanno distribuito lo spirito del Mulino Bianco ero assente, a me questa giustificazione non basta e sapere che il mondo lì fuori sta festeggiando o anche semplicemente facendo qualcosa e io no, me rode. Che i miei amici sono partiti, che i nonni nanni sono partiti e noi qui, me rode.


Tu puoi passare le giornate tranquillamente in casa, a girovagare in evidente stato confusionale quando fuori c'è un sole che spacca.
Io no. A me sembra un delitto. Mi prende la fregola e devo uscire. Sennò inizio a borbottare tipo Sandra Mondaini e arrivata al culmine, prendo le chiavi e scappo.
Devo fare fare fare fare, d'altra parte oggi ci sono e posso farlo, domani chissà.


Io vorrei i miei weekend fitti di impegni, incastrati l'uno con l'altro che neanche la regina a confronto ha un carnet così impegnato.


Con la Pop siamo in quella fase intermedia in cui non è più un molluschetto lattante che dove la metti sta, ma non è ancora una bimba grande che puoi intrattenere per ore con dei giochi.
O forse lo uso io come alibi per evadere.
Fatto sta, com'è come non è, che quando piove è un problema.
Ora andiamo al megaparco, no ma quale mega quella è Villa Ada, noi andiamo al parco e basta e ci stiamo almeno un paio d'ore a rufolare nella sabbia.

Ma se piove che si fa?
Giuro che ci ho provato a stare in casa.
Trascorsi 5 minuti di "Ok quello no...ok quello basta...cosa vuoi? quello? no... quell'altro? no....".
Allora usciamo, anche perchè il meteo ha previsto due settimane di pioggia, mica vorrai fare la muffa per giorni?


Decido di uscire e di tentare il mai tentato, ovvero prendere i mezzi pubblici con la Pop.


Ho un limite, sono mesi che non guido la macchina sola con lei.
Il ricordo delle volte che l'ho fatto è un po' traumatico. Ore nel traffico, lei che strilla, io che smadonno, lei che butta qualsiasi cosa che le dò, soste selvagge in posti improbabili per allattarla (mi è rimasta impressa quella dal mattonellaro di via bo?? zona aurelia), io che sudo per la tensione, anche d'inverno.
Poi ho evitato accuratamente che risuccedesse.
Ora si è aggiunto un elemento ancora più invalidante: abbiamo cambiato macchina, ci siamo fatti un Caterpillar.
Che già solo tirare fuori dal cortile è un'impresa. Andarci in giro non lo so perchè non l'ho mai fatto "Ehhh non l'hai mai provata, potevi fare una prova" e che è? E' una macchina mica l'Enterprise! E il parcheggio co 'sto mautone dove lo trovi?
Va bè non mi fermerete vado coi mezzi.


Mi attrezzo con l'incerata, la plastica anti-pioggia per il passeggino (chiamato da me carrozza), eh si una di quelle cose che vedevi e dicevi "Mai metterò mio figlio sotto sto schifo di plastica che manco una serra dell'orto botanico" ma poichè solo gli stolti non cambiano idea l'hai da accattà.
Prendo l'ombrello, la borsa della carrozza sperando che ci sia tutto il necessaire.
Scendo, nell'androne incontro l'immancabile vecchietta "Coprila che fa freddo" grazie Bernacca ma le finestre per vedere fuori ancora ce l'ho.
Esco ed effettivamente il tempo non è dei migliori, fa freddo, piove e piove a vento.
Fatti pochi metri la Pop si agita, che c'è non ti piace l'incerata? Strano...
Sto all'incrocio, che faccio torno indietro con la coda fra le gambe dicendo "C'avemo provato" o vado avanti?
Only the brave...accendo e vado avanti (senza usare manco un aiuto sob), supero il punto di non ritorno e andiamo a prendere il treno in una stanzioncina che hanno aperto qui vicino.
Appena salite sul treno la Pop cambia, sta buona, si mette ad osservare tutto, guardiamo dal finestrino il parco che ci scivola davanti agli occhi.
Devo dire che sono tutti molto gentili. Ti aiutano mentre devi salire o scendere dal treno senza che tu chieda nulla, se nessuno si muove basta che tu ti finga un pò impedita (o mostri un discreto stacco di coscia) per avere dei solerti aiutanti. Che quando sei incinta nessuno ti cedeva il posto, fingevano di ignorare la panza ma si guardavano la punta delle scarpe. Invece ora è una gara a chi ti aiuta col passeggino. Addirittura un ragazzo mi fa un cenno, io penso "Sarà straniero", invece poi risponde "Prego" e sento che parla italiano. Va bè mi aiuta sans me parler come direbbe Jacques.
Arrivate a Tiburtina facciamo una deviazione e andiamo a visitare la nuova stazione che finora ho visto solo da fuori.
Bella, begli spazi grandi, bei vuoti, moderna, peccato che sia ancora in progress e l'hanno inaugurata mesi fa.
Giro per questi megaspazi avanti e indietro e mando un mms al papide tiè guarda noi dove siamo e tu a fare la muffa.


Poi prendo la metropolitana, tutto ok. Certo non era l'ora di punta, sennò non so come avrei fatto e il passeggino me l'avrebbero fatto volare dal finestrino.
Scendo e oppss il primo ostacolo, i tornelli della metropolitana. E mo' come faccio? Progetto di innalzare la carozza ma quando sono a pochi metri dalla barriera un solerte addetto da lontano mi fa "Venga" e mi apre un cancelletto, quello per i disabili.
Poi percorro il lungo tapis roulant che porta a via bo? Marsala, Giolitti? Non so le confondo sempre. Sembra un incubo di fantascienza, colorato con le luci al neon, la Pop dà segni di insofferenza e ha ragione. Butta il biscotto, butta il ciuccio, butta tutto.
Io persisto. La tiro per un attimo fuori dalla carrozza, mi dimentico sempre che mancando il contrappeso e caricandoci dietro l'impossibile si ribalta e infatti cade. Qualcuno mi aiuta, la rimetto su.
Usciamo fuori. Il passeggino non le è mai piaciuto granchè, forse perchè l'abbiamo usato poco preferendo il marsupio o la fascia. Non è il momento giusto per imbizzarrirsi, piove, non ho un posto dove fermarmi.
Arriviamo a destinazione. Faccio la conta dei danni: lei ha una gamba del pantalone zuppa, perchè è riuscita a tirarla fuori dall'incerata, com'è possibile? Eh mi sa che non l'ho chiusa bene, dev'essere a tenuta stagna, non deve proprio passare aria.
Io? Sono fradicia. Dettagli, la mamma ha da schiattà.
Ovviamente, essendo mamma debosciata, nella borsa non c'è un pantalone di ricambio per lei, mi chiedo a questo punto cosa ci sia dentro visto che pesa 8 tonnellate. 
Cerco di asciugarla alla bell'e meglio poi esco con la mia amica.
Da qui è tutto in discesa. Metto la Pop nel marsupio e la mia amica porta il passeggino vuoto. Fa "Ficoo com'è maneggevole e divertente da portare!" si peccato che vada addosso a tutti gli spigoli.
Prendiamo la metro, la A questa volta. Io le faccio con aria vissuta "Vedrai ora l'omino ci apre". Non esce nessuno, lei si affaccia al gabbiotto, fa un gesto e quello "Ahoooooooo basta che spigni". ah..thank you so much sir.
Ci fermiamo in un bar per fare due chiacchiere in pace. La Pop all'inizio punta le patatine dei vicini poi sta buona, presa dalla piadina su cui si avventa, dopo un po' vuole girovagare. Il bar è uno dei peggiori di Caracas, lei si avvicina pure pericolosamente a uno o una che c'ha mezzo culo peloso di fuori (maledetti jeans a vita bassa).
La Pop quando è in giro spesso è molto socievole, se siamo in treno o al ristorante, individua un obiettivo e lo punta, finchè non riceve un sorriso o una moina non cede. Fa tutta una serie di ammiccamenti, giochi di sguardi e movimenti di sopracciglie all'insù, versetti che è impossibile resisterle. Sceglie individui particolarmente ostici, mica la vecchina che sarebbe  come giocare in casa. Predilige gli ossi duri, quelli che odiano o ignorano i bambini.
E' come la mia gatta che si struscia contro quelli che sono allergici!
In metro l'ho vista dare una gomitata al vicino e tentare di corromperlo donandogli il suo biscotto sbavato.
Anche qui tutti mi cedono il posto, dovrei dirgli che quando è nel marsupio la Pop preferisce che io stia in piedi e magari mi muova (tipo Speed se ti fermi sei morto) ma la prenderebbero come uno sgarbo allora accetto.
Riprendiamo il trenino tutto ok e poi viene il papide a prenderci alla stazione, saliamo in macchina, tempo 3 secondi, la pop esausta ronfa.




lunedì 2 aprile 2012

In vacanza con la Pop


Il mio istinto geografo mi spinge a viaggiare, appena esce un raggio di sole o scende un fiocco di  neve la voglia di partire è irresistibile.
Il primo pensiero appena torno da un viaggio è già al successivo.
Da incinta la situazione non è cambiata molto, mare e montagna, al fresco? Nooo a camminare per i ripidi sentieri con la zavorrina nella pancia.
Forse riuscirei a stare ferma solo se mi centrassero con un fucile caricato a pallettoni.
E con l’arrivo della Pop, la situazione è rimasta invariata, dividiamo questa passione con Lei, cosa c’è di più bello?
Poi ho notato che Lei all’aria aperta sta meglio, che se cambia abitudini, luoghi, è curiosa, è contenta, non si stranisce ma anzi sembra stare meglio. Forse perché dopotutto Casa è stare con chi ami o forse risente dell’influsso benefico che hanno su di me i viaggi o forse perché è proprio simile a me.
Il primo viaggio l’ha fatto a due settimane, al mare dai nonni. Che se rivedo le foto oggi era proprio una solda di cacio, e ripensarci ora mi fa un po’ impressione ma ho sempre pensato che stare a casa qui o lì non cambia molto a 'sto punto partiamo!
Tutto sta iniziare la prima volta. Dai nonni siamo tornati regolarmente ogni mese.
Poi siamo andati a capodanno in un casale con gli amici in Toscana. Aveva due mesi, il casale era gelido, c’era un caminetto, la tenevamo lì vicino, la navicella ha odorato per mesi di salsicce affumicate! Poi c’erano anche delle simpatiche cimici che ogni tanto cadevano dal soffitto facendo quel caratteristico rumore e mi raccomando non schiacciarle sennò puzzano!
In seguito come sempre ci siamo fatti i nostri weekend fuori.
L’unico brutto ricordo è stato durante il ponte del 17 marzo, eh si l’anno scorso ci siamo attaccati pure a questa festa nostalgico-patriottica pur di partire.
Eravamo in un agriturismo vicino Gubbio, Lei aveva 4 mesi.
Un giorno siamo andati in gita a Sansepolcro, mangiamo in un’enoteca, all’inizio la Pop era tranquilla, poi chissà che le è preso ha iniziato a piangere disperata, non si calmava in nessun modo, né col latte, né col ciucciardelli (per gli amici Katia Ciucciardelli dagli effetti miracolosi, da qui chiamato il Fantastique), né se la cullavamo, canzoni, niente…
Piangeva sempre più disperata. Per fortuna il locale era deserto. Per la prima e unica volta abbiamo dovuto battere in ritirata, farci incartare il pranzo e andare via. Io la tenevo in braccio, per il panico e la disperazione non ci ricordavamo manco dovevamo parcheggiato.
Alla fine si è addormentata esausta, per poi risvegliarsi ridolona come nulla fosse.
Io ho perso 10 anni di vita, già mi sentivo madre coraggio, mi immaginavo alla ricerca di un ospedale, ma ce l’avrà un ospedale ‘sto paese de merda?? Mi sentivo la mamma di Cecilia di manzoniana memoria “Scendeva dalla soglia di uno di quegli usci ecc”.
Non abbiamo mai saputo cosa avesse. I denti, una colica…boh ma io a Sansepolcro non ci metterò più piede! Sarà colpa del nome necroforo!
Comunque alla fine se fosse successo a casa poco sarebbe cambiato ma il fatto di essere in territorio straniero forse ha acuito il tutto.
Fino all’estate scorsa era più facile girare, la Pop in macchina si faceva dei grandi sonni poi con la tetta à porter non c’erano problemi per il mangiare, per le coccole e tutto il resto.
In estate abbiamo sperimentato l’aereo.
Abbiamo volato con Alitalia, mica per altro giusto perché c’era un’offerta per cui risultava più conveniente del lowcost perché come compagnia mi sta abbastanza sul culo e li considero un po’ bovari.
Al checkin l’addetta ci fa delle domande sulla Pop definendola “infant”….ma che termine è? Inglese? È un termine tecnico da addetto ai lavori? Ma non la puoi chiamare bambina? Allora la valigia che è “luggage”, io che sono “passenger”?
Col tempo ho visto che le peggiori bastardate te le fanno proprio le donne, tipo passare con la macchina a 3000 anche se stai sulle strisce, parcheggiare sulle suddette, o appunto chiamare una bambina come se fosse un oggetto.
La simpatica addetta poi ho scoperto che ci ha rifilato i posti peggiori, vicino al motore. Della serie “Tanto la infant farà un casino tremendo a ‘sto punto ti metto lì così magari si confonde col motore...”.
Per fortuna una hostess più umana ci sposta in un posto migliore. I vicini appena ti vedono con la Pop cominciano ad alzare gli occhi al cielo, a darsi di gomito, probabilmente si toccano pure i marroni…tanto per farti stare serena.
Poi ci consegnano un pezzetto di cintura di sicurezza da legare alla Pop e agganciare alla mia.
Ovviamente non ti spiegano nulla. Io gliel’ho messa poi l’ho tolta tanto aveva più che altro un effetto placebo su chi non si sa. Eh si perché in aereo si vola con la Pop sulle tue gambe e considerando quanto sono già stretti i sedili per una persona normale non è il massimo.
Per fortuna la Pop durante il volo ciuccia e poi si addormenta.
Al ritorno sta sveglia ma riesco a tenerla buona facendola giocare con Nino l’Elefantino, quello che lo scuoti e ha delle palline dentro e fa un debole rumore che forse avrà leso i già fragili nervi dei manager con cui stiamo viaggiando.
Sull’imbarco del passeggino ci sono varie leggende metropolitane e comportamenti diversi. All’andata ce lo hanno preso sulla pista e ridato nello stesso modo che è la cosa più logica.
Al ritorno a Fiumicino ce l’hanno buttato da una parte ai nastri del ritiro bagagli e meno male che è rosso fuego sennò chi l’avrebbe visto??
Poi siamo andati anche in treno e devo dire che è un pochino meglio dell’aereo, nel senso che hai un pochino più di spazio vitale, puoi muoverti per il corridoio, certo sempre che non ci sia il treno stracolmo con la gente seduta per terra (ci è capitato anche questo).
In treno la Pop non paga ma te la devi tenere sempre in braccio. All’andata ci capitò vicino una con un cane puzzolente, poi per fortuna si rese conto di aver sbagliato carrozza quindi riuscimmo ad avere il posto accanto vuoto e a far dormire la Pop sdraiata.
Al ritorno invece l’abbiamo messa sul tavolino ribaltabile che sta sul sedile, che se ci avesse visto Telefono Azzurro ci avrebbe denunciato all'istante!
Comunque anche qui occhiatacce appena la Pop emetteva un vagito….
Per le ferie estive mi sono un po’ informata. Volevo andare in trentino e, visto che eravamo nel periodo dello svezzamento, per curiosità ho chiesto un preventivo al famigerato “Cavallino bianco” di Ortisei, family hotel per eccellenza.
Mi hanno chiesto tipo 4500 euro per una settimana. All’inizio ho pensato che ci fosse un errore, che avessero frainteso che volevo prenotare tutto l’hotel e comprare le azioni della società in blocco, poi ho pensato che se nel prezzo era incluso anche la clonazione della Pop tutto sommato erano soldi ben spesi.
Abbiamo scelto poi in una località lì vicino e per curiosità siamo andati a vedere ‘sto Cavallino da fuori e mi è sembrato un po’ Eurodisney e abbastanza vuoto chissà perché…
A quel punto mi sono detta che con questi prezzi c’è qualcosa che non va…
Nel nostro modo di concepire la vacanza, per come vengono considerati i bambini, per cui dico non è, per ora, un paese per Pop.
Innanzitutto credo sia sbagliato fare strutture alberghiere PER bambini, ad uso ESCLUSIVO dei bambini.
Io adoro la mia Pop, mi fa piacere ci siano altri Pop, 2, 3 ,4 ok… ma 800 dopo un po’ francamente mi rompo i coglioni come dice Alex Drastico.


Non voglio passare le mie vacanze in un kinderheim. Non voglio chiudermi in un ghetto di bambini e non voglio che Lei sia circondata solo dai suoi simili. Io vorrei anzi che fosse circondata da diversi, che ci siano le famigliole ok, ma anche gli anziani, i gruppi di giovani, le carampane che fanno i tornei di burraco, le babbione in cerca di emozioni e i giovanotti in cerca di f….
Che in mezzo ci siano pure gli stronzi, le persone speciali, insomma chiunque come capita nella vita. Vedi anche http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/03/fattore-h.html

Non voglio andare in posti dedicati a Lei ma voglio andare ovunque con Lei.
Allo stesso modo credo che un modo per cambiare la città e renderla più vivibile, non sia come fanno associazioni di pur nobili intenti di segnalare negozi in cui ad esempio i bambini sono accetti, la mamma possa allattare, c’è lo spazio per farlo e nel bagno il fasciatoio…io voglio farlo ovunque!

Insomma ho deciso di fuggire dai family hotel scegliendo strutture normali.
Credo stia nel buonsenso del gestore venire incontro alle esigenze dei piccoli.
Ma spesso mi è capitato di chiedere preventivi a hotel e sentirmi chiedere 15 euro al giorno per la Pop.
Ma 15 euro di cosa che manco mangia? Di lettino da campeggio che costa in pratica quella cifra?
Ovviamente ho escluso dalla scelta questi hotel, a 'sto punto dite che non volete i Pop e facciamo prima!
In genere ho trovato persone gentili, che ti fanno un piatto di brodo, di pastina, non so perché poi ti fanno sempre dei piattoni da 2 etti di pasta (non capiscono che è per un bambino mica per un sanbernardo!?) forse per sottolineare la loro generosità!?
Abbiamo avuto giusto qualche problemino di comunicazione con una cameriera dell’est e forse con poca dimestichezza coi bambini che quando le chiedevamo la pasta cotta da mettere in un thermos una volta ce l’ha data con dentro pure l’acqua calda, una volta se l’è dimenticata…ma tanto la Pop andava ancora più che altro a latte..
Mi fa incazzare che per i voli si paghino solo tasse per i bambini sotto i 2 anni, ma sono una cifra fissa che spesso quindi risulta più alta di quanto paga un adulto se trova un’offerta e tutto ciò per viaggiare in braccio e con zero assistenza!
E se volessi fare un viaggio più lungo, dicono ci siano le cullette per neonato ma per un bambino più grande? Se fa l’indemoniato che mi invento? Mi butto o mi buttano col paracadute?
A ottobre siamo andati ad Ischia. E’andata bene, abbiamo sperimentato il pendolino e il traghetto.
Ma mi chiedo perché se uno deve fare una gita in pullman o prendere una navetta il bambino deve sempre viaggiare in braccio, senza alcun tipo di dispositivo di sicurezza quando sappiamo il grave pericolo che si corre in strada. E se uno dovesse prendere il taxi, cosa che non ho mai fatto, vale sempre la stessa cosa?
Ma che gli costa avere un seggiolino da montare al volo per metterci il bambino in tutta sicurezza?
Senza considerare che girando così per le fantastiche strade tutte curve di Ischia la Pop si è sentita male e mi ha vomitato tutto lo yogurt addosso!
Ovviamente io da viaggiatrice inde-fessa mi ostino a voler viaggiare con un solo trolley in 3. Pieno di vestiti della Pop se fa caldo, se fa freddo, moda mare e autunno-inverno.
Per me zero, un solo jeans che ho indosso e scarpe idem più qualche maglietta appallottolata e ficcata in valigia all’ultimo. Una manciata di indumenti che devono andare bene per ogni occasione dalla gara di rutti in Valsassina alla consegna del Nobel.
Inutile dire che il ritorno l’abbiamo fatto in pendolino, prima classe, io con il mio schifo di jeans dall’odore acido schifoso e dal colore viola mirtillo e ti andiamo ad incontrare Nanni Moretti che in quelle condizioni non mi avrebbe dato manco una parte per vendere le bomboniere al Nuovo Sacher…

giovedì 22 marzo 2012

Ora di punta


Riprendere i mezzi pubblici nell’ora di punta è, come dire….?? Interessante.
Non amo parlare di banalità, luoghi comuni, di fare quei discorsi, come diceva la mia prof., che si fanno andando in ascensore col vicino fra il terzo e il quarto piano. Quindi vorrei evitare i “Non funziona nulla, è tutto uno schifo..” tanto già lo sappiamo abbondantemente.
La cosa certa è che bisogna armarsi di santa pazienza, di filosofica rassegnazione, non guardare l’orologio e mettersi in testa che prima o poi si arriverà a destinazione. In pratica spegnere il cervello, perché sennò ci sarebbe da imbestialirsi e fare scenate epiche.
Basta fingere di essere al di fuori di tutto questo e guardare la realtà come da dietro un vetro. D’altra parte non posso mica essere davvero io quella stipata in quel vagone con altre migliaia di persone!
Passa il primo treno, è imprendibile, non c’è uno spazio neanche per infilare un piede. Guardo il macchinista, ride….che cazzo te ridi? Aspetto…è inutile spingere, provare ad entrare. Aspetto il successivo tanto dicono sempre “E’ subito dietro, sta arrivando”.
Rimango sul binario con una ragazza che inizia a dire che la colpa è della gente incivile che si assiepa vicino alle porte, che non scorre nel corridoio. Perché gli “Itagliani sono ggente incivile”. Ora, sarà pure vero che spesso uno viene colto dal panico e preferisce posizionarsi vicino le porte per paura di non riuscire a scendere alla sua fermata ma dare la colpa di tutto a questi mi sembra esagerato. Continua ancora un po’ ad imprecare sulla maleducazione, inciviltà bla bla bla… poi si tira fuori la sua bella sigaretta e inizia a fumare…dicevamo???
Dopo almeno un quarto d’ora arriva l’altro treno e per fortuna che era subito dietro..!
Pieno all’inverosimile ma lo devo prendere sennò facevo prima ad andare a piedi.
Ti ritrovi sbalzato da un esterno giorno, primaverile, tranquillo, soleggiato ad un interno da incubo.
Umidità, caldo, e gente ovunque. Le distanze di cortesia, di rispetto e dignità umana fra te e gli altri sono ridotte a nulla. In pratica sei cheek to cheek con perfetti sconosciuti, non riesci a muovere un muscolo se non diminuendo ancora quella distanza. Riesci a fare involontariamente una indagine palpatoria di quelli intorno a te, consigliandogli di dare una controllata al pancreas poiché hai sentito un calcoletto che non ti convince mica..
Sospetto che più figli illegittimi siano stati proprio concepiti così.
Per non parlare poi degli odori, riesci senza indugio a sapere cosa ha mangiato a cena il tizio e se è stato in pizzeria e la sua giacca sa di fritto…come se te ne fregasse qualcosa!
Mi guardo intorno, qualcuno si lamenta perché viene spinto, dice “Ma che siamo cartone pressato? Da 20 centesimo al chilo?” Però che bella immagine…
Sono l’unica che ha un libro, degli altri nessuno legge. Ci hanno rinunciato. Ma non per ignoranza o poca volontà, è semplicemente che non c’è spazio per il libro.
C’è qualcosa che non va…. Se ti costringono a fare questi viaggi disumani, se arrivi in ufficio e sei già stanco, se ti annullano la dignità di persona, se ti rendono cattivo, offeso e ferito, aggressivo con i tuoi simili, se ti tolgono l’entusiasmo di gioire di una giornata primaverile…tacci vostri non mi avrete.