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martedì 28 agosto 2012

Saluti dalla luna


E' pur sempre un inizio, come disse Armstrong Neil "Un piccolo passo per l'uomo un grande passo per l'umanità" forse per l'umanità no ma per noi sì, di sicuro.
In un post passato paragonai la Pop agli Armstrong
http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/04/la-mazzata.html
e proprio in questi giorni in cui è morto Neil e a Lance hanno cancellato 7 vittorie del Tour de France per doping, la mia piccola Armstrong ha iniziato a muovere i primi passi in autonomia. Che curiose coincidenze...
A questo punto godiamoci pure l'altro Armstrong con "What a wonderful world" e il cerchio si chiude.



La good news è che la Pop cammina, è passata allo stadio evolutivo "Walking Pop", non è che ora vada ancora per conto suo ma si sta lanciando in qualche camminata in solitaria. Ha un andamento strano, poi si mette una mano su un orecchio, forse per trovare l'equilibrio, a me sembra che sia collegata con la regia o con Houston in attesa di indicazioni.
Ci sono momenti in cui si diverte proprio a camminare, le piace soprattutto raggiungermi,  fungo da richiamo come la carota per il cavallo. Altre in cui non ci pensa proprio e continua a trottellare o correre in giro mano nella mano con me, il che attualmente con la panza che inizia a pesare non è proprio il massimo e fra parentesi con il monito sempre presente che dovrei stare a riposo peggio che mai.
Ma è già un importantissimo inizio, credevo che mi sarei commossa come tutte le volte in cui accennava qualche passo e invece no, forse era talmente tanta l'incredulità!
Comunque metto a verbale che i primi suoi passi sono stati calcati portandomi un pomodorino in mano.

Mm lunedì è tornato a lavoro e come padre modello dell'anno passato, presente e futuro faceva avanti e indietro in giornata da Roma al mare. Io quindi sono rimasta sola, con la Pop a barcamenarmi fra parenti e impegni (loro) vari cercando di farmi aiutare quanto possibile.
Ovviamente il mio stare a riposo si è ridotto al pisolino pomeridiano della Pop che impegnavo in realtà a leggere o scrivere.

Farsi aiutare...
La situazione è pruriginosa e impone vari interrogativi, da un lato l'orgoglio che ti impone di cavartela da sola sempre e comunque, dall'altro la permalosità del "e che cavolo datemi una mano". Il conflitto sempre aperto fra quello che è dovuto, quello che ti spetta e invece quello che è di più e per cui devi dire pure grazie.

Scendere a compromessi, aver bisogno di aiuto significa consentire agli altri di farsi i fatti tuoi, di dire la loro, spesso non richiesta? Ma anche no grazie.
Non sono abituata a chiedere aiuto, ai miei amici non c'è bisogno che dica nulla, intervengono prima loro se sono così sensibili da starmi vicino.
Morale: domani torniamo per qualche giorno a Roma, perchè c'è la visita e perchè è meglio così. A questo punto spero quasi che piova per dare un maggior senso al tutto.

Dicono che quelli che sono stati sulla luna poi siano tornati mezzi matti perchè è impossibile per la mente umana riuscire a tollerare la vista della terra da lontano, un punto di vista completamente diverso, che pochissimi hanno avuto la fortuna di vedere e che forse ti fa rendere conto di tante cose, di essere una parte infinitesima dell'universo, di non contare nulla, di quanto tutto sia relativo.

All'entrata della facoltà avevamo una gigantografia proprio della terra vista dalla luna ed è una foto che ho amato sempre tantissimo e mi piaceva trovarmela di fronte quasi ogni giorno all'improvviso.
Mi piaceva soprattutto il suo significato simbolico, filosofico-esistenziale... la capacità di andare oltre il classico metro di giudizio ma saper guardare e leggere oltre le apparenze, dietro ogni cosa. Non fermarsi di fronte alla superficie ma affrontate anche angoli e prospettive diverse. Saper ribaltare il proprio modo di vedere le cose, osservandole da tutti i punti anche quelli inconsueti. Avere il coraggio di scelte impopolari, forse all'inizio non condivise, combattere per le proprie idee, per inseguire un sogno.

Forse è una cosa che dovremmo sempre tenere a mente e non c'è bisogno di andare  fin sulla luna per impararlo.






giovedì 23 agosto 2012

Libri sulla cresta dell'onda

Il titolo l'ho rubato da un'iniziativa che fanno qui d'estate, niente di eclatante, montano un tendone in cui vendono libri, una succursale by night della Mondadori che però ha il pregio di consentirmi di comprare libri in orari comodi.
Le librerie di una volta non ci sono più. Feltrinelli che una volta era seria ora vende di tutto: dvd, giochi per il computer ma anche accessori per la cucina che io ogni volta mi giro e dico :"Si ma i libri 'ndo stanno? Ce li hanno ancora sì?" e inoltre cosa ben più grave ha la musica a tutto volume come i negozietti di abbigliamento da due lire dei centri commerciali.
Per me nella libreria ci deve essere silenzio assoluto, si deve sentire solo il rumore delle pagine sfogliate, non si può essere disturbati dalla musica e da chi chiacchiera ad alta voce, d'altra parte sarebbe assurdo rimproverare chi lo fa se per primo tu metti la techno a palla.
Poi uno si chiede perchè la gente compra su Amazon.
Io per scegliere un libro faccio come quando uno deve scegliere un melone e cerca di valutare se è buono o se ha un sapore scemo e sa di zucca.
Io lo soppeso, lo sento con la mano, deve avere un certo peso, sotto le cento pagine non va bene, se è scritto troppo grande e spaziato pure.
Ci manca poco che lo annusi o ci batta sopra la nocca per sentire che suono fa.
Sono proprio dipendente, quando sto leggendo l'ultimo libro a mia disposizione già inizio a smaniare che devo fare rifornimento perchè se poi lo finisco in fretta e rimango senza come faccio?
Alcuni li compro sulla spinta emotiva di non so manco io cosa, spesso ignorando totalmente chi sia l'autore, forse così d'istinto, a simpatia o colpita dalla copertina.
Ultimamente compro parecchio libri che fanno parte di una collana di più case editrici, si chiama "Vintage" e mi sono sempre piaciuti, ignoro quale sia il motivo che c'è dietro questa scelta commerciale di unirsi tra di loro ma sono tutti titoli molto belli.
Io sono una di quelle che sceglie un'edizione rispetto ad un'altra anche se costa di più perchè ci sta bene in libreria e per non fare scompagnare il servizio.
Le edizioni, ad esempio, del Club del libro e cose simili mi fanno davvero schifo, non dico che non li leggo se capita ma se posso scelgo altro.
Non sono gelosa dei miei libri, li presto volentieri anche se ho perso il conto di quelli che non mi sono tornati indietro.
Tanto una volta letti stanno in libreria a guardarti e farsi guardare con affetto come una foto appesa al muro di cari famigliari o amici.
A me piace viverlo il libro, non sono di quelle che non sopporta le orecchie sulle pagine, le sottolineature, le scritte a margine.
Ma da ora in poi ho deciso che non li prenderò più io in prestito perchè, e qui faccio outing, portare i libri da leggere al mare equivale a volergli male e martoriarli, con la sabbia si rovinano, i due che ho ricevuto in prestito, pur standoci attenta, hanno fatto una brutta fine, ad uno la Pop ha strappato una pagina, l'altro l'ho sporcato...di sangue.


Ho già detto quanto mi sia piaciuto quello della Dandini,
http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/07/un-weekend-in-ospedale-mio-malgrado.html
ora sto leggendo l'altro "Dai diamanti non nasce niente", ancora non l'ho finito e forse allora non dovrei parlarne ma il Blog è mio e lo gestisco io e questo libro mi piace assai, mi rilassa e mi fa venire in mente molti buoni propositi per il nuovo anno (settembre per me è peggio di gennaio da questo punto di vista).
Un altro che mi è piaciuto è "Benvenuti in casa Esposito. Le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista".


La mia libreria ideale dovrebbe avere dei divanetti su cui la gente possa sedersi per valutare bene il libro da comprare, per sfogliarlo, per leggere qualche pagina perchè tanto se uno è un lettore drogato il libro poi se lo compra, non è che lo scrocca così.
Poi a parte mi piacerebbe un angolo con un bar, anzi una sala da thè.
Al momento, a portata di mano un posto così non c'è.
Mi piacerebbe aprirla anche se penso che col tempo le librerie non abbiano vita facile.

Mi piacerebbe anche importare in Italia un'altra versione del bar, che qui non c'è, qui è il posto in cui consumare qualcosa di fretta, spesso in piedi, al bancone, invece a me piace l'idea di un posto in cui stare tranquillamente tutto il tempo che vuoi, a leggere un libro, un giornale (tuo o messo a disposizione), collegarsi a internet, ciacolare con un'amica, o anche non fare nulla e lasciar passare il tempo fissando il soffitto, mangiare e bere cose buone e sfiziose h 24. Un po' Starbucks ma molto meglio. Un posto in cui il caffè sia davvero buono e non quelle ciofeche che ogni tanto si sentono in giro, con 800 tipi di varianti diverse e cornetti e dolci artigianali, non quelli tristi e surgelati. Ma questo è un altro discorso...