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martedì 7 aprile 2020

40ena (5° parte)

Cerco di non pensare al tempo che è passato e soprattutto al fatto che non abbiamo ancora una data per "aprite le gabbie" ma poi ci sono fatti che mi fanno rendere conto che sono davvero passati tanti giorni.

Tipo la barba che cresce (non la mia eh!?), la ricrescita che si allunga (la mia eh purtroppo sì) oppure il pensare che al primo flash mob eravamo in balcone con la felpa e il cappuccio ed ora, complice anche il cambio dell'ora, siamo al sole e in maglietta.
I giorni sembrano susseguirsi uguali ma in realtà ci sono piccoli aggiustamenti, perfezionamenti; ci si adegua a tutto e si cerca di stare meglio che si può.

I compiti prima erano una semplice esecuzione con la supervisione del genitore, ora visto che la situazione si è protratta, si è deciso che in qualche modo bisogna dare un voto a questi bambini, quindi è iniziata la fase dell'autocorrezione e delle verifiche. Quindi alla gran mole di dati e lavoro in, si è aggiunto anche quello di ritorno out, si cercano di produrre foto decenti di quaderni da inviare alle insegnanti.
E anche le lezioni di fitness che sto seguendo online all'inizio erano: ma sì proviamo e vediamo che esce fuori, ora col tempo si sono fatte più complesse, si è aumentata la difficoltà tecnica e l'istruttore vuole foto e video per correggere e verificare gli esercizi se abbiamo dubbi su come debbano essere eseguiti. Spero di non sbagliarmi e di non inviare foto degli squat alle maestre e di analisi logica all'istruttore!

La mattina quando mi alzo e guardo fuori mi dà sempre l'impressione di trovarmi in campeggio.
Ormai grazie ai flash-mob conosciamo volti, nomi e storie di quelli che ci abitano di fronte, per cui nelle diverse ore della giornate sembra davvero di vivere in un camping con tutte tende vicine, il minimo che puoi fare è osservare gli altri anche perchè non hai altro panorama a disposizione. Perciò sai cosa mangiano a pranzo, cosa guardano in tv, i loro orari e il tutto si sta amplificando con le belle giornate e le finestre sempre aperte e gli inquilini che ormai considerano il minuscolo balcone semplicemente una camera in più per cui ci mangiano, ci fanno chiamate di lavoro (anche perchè spesso è l'unico posto della casa in cui il telefono prende bene), ci si gioca e si prende il sole.
Un mega campeggio condominiale in cui tutto è sotto gli occhi di tutti, i bambini giocano da un cortile all'altro lanciandosi la palla oltre la rete; prima o poi mi aspetto di vedere qualcuno dirigersi verso il bagno comune con il rotolo di carta igienica sotto il braccio.

Qualche giorno fa sono usciti dati incoraggianti sul numero di contagiati, una flebile speranza e il giorno dopo subito si vedeva un sacco di gente in giro, tanto da sembrare un giorno normale.

All'inizio della quarantena l'occupazione principale di molti era stare alla finestra o in maniera un po' contraddittoria in giro ed accusare chi stava all'aperto in barba al regio dpcm.
Questo perchè fondamentalmente la gente non si fa i cazzi suoi e ci gode ad additare gli altri: dagli all'untore.
Complice il fatto che le regole non fossero proprio chiarissime, prima se la sono presa con chi correva, poi con chi andava al parco, poi con chi usciva con il cane e poi con il bambino...Addirittura c'è chi chiamava i vigili o faceva foto per denunciare il malfatto e si sentiva un eroe!

Io sono sempre per il buonsenso, secondo me nei limiti e nel rispetto delle regole sono tutte attività che potevano essere fatte.

Fino a che sono potuta andare al parco, la mattina presto, camminando a distanza dagli altri stavo più o meno bene. Poi l'hanno chiuso, per quanto sia impossibile chiudere il nostro perchè ha mille accessi ma poi hanno iniziato a girare volanti con i lampeggianti accesi intimando le persone ad uscire e allora è davvero cambiato tutto.

Proprio ora che è il periodo più bello, che inizia a fare caldo, con gli alberi in fiore, i prati pieni di margherite...

Uno degli ultimi giorni ho incontrato la mia compagna di camminate ma ha preferito stare dalla parte opposta della pista, allora ho capito che qualcosa stava davvero cambiando.

Un giorno sono salita in terrazzo in cerca di un po' di sole e l'ho visto da lontano, bello, in fiore e vuoto.

Per me è una sofferenza immane non poter vivere tutto questo, io, proprio io che in ogni situazione di natura, aria aperta, sole in faccia, contemplazione...non posso far altro che definire il momento "Breathe" perchè è così che mi sento, mi sembra di smettere di vivere in apnea o in affanno ma di poter tornare davvero a respirare in maniera naturale.

Non santifico le feste canoniche, non mi emoziono più di tanto per le ricorrenze ma la primavera la sento proprio! E tutta 'sta tragedia è arrivata proprio ora, nel momento peggiore quando il lavoro stava andando bene, era il periodo più pieno, le Pop erano nel clou di scuola, sport ecc., c'eravamo create una fantastica routine fatta anche di cinema, teatro e balletti.
Ora si vive con un po' di rimpianti: mannaggia a me che quella volta non sono uscita, non ho partecipato alla tale iniziativa vinta dalla pigrizia ecc.
Ci serva da insegnamento per il futuro.









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