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mercoledì 2 dicembre 2020

Ho deciso: quest'anno per le feste mi comprerò un vestito rosso, della madonna.


Ho deciso: quest'anno per le feste mi comprerò un vestito rosso, della madonna.

Perchè le paillettes, l'oro, il nero che in genere si usano; quest'anno sono troppo poco.

Lo voglio rosso e non importa se potrò sembrare ridicola o se somiglierò ad un Mon Cherie, lo voglio e basta.

Ho letto di qualcuno che diceva di non sparare i botti a capodanno ma in segno di rispetto, per tutti quelli che sono morti a causa del Coronavirus, simbolicamente di lanciare per aria dei palloncini bianchi.

Non sono d'accordo.

Io invece, proprio quest'anno, "in questo periodo particolare che stiamo vivendo" come piace dire alla gente, ho un bisogno fisico, vitale e palpante di musica, colori, luce e casino. Forse anche all'eccesso, ho voglia di essere tramortita da tutto ciò.

Per questo in parte comprendo chi già da un mese è partito con le decorazioni natalizie ma io cerco di resistere e tirare avanti stoicamente fino all'8 dicembre.

Non voglio fare come l'orchestra del Titanic che continuava a suonare mentre la nave andava a picco o forse c'è pure quello: se le cose proprio devono andare male, preferisco morire facendo qualcosa che mi piace.

Vorrei che queste feste fossero un'occasione di unione, di fratellanza, di stringiamci a coorte (ora ne capisco il senso), di cuori che battono insieme.

E' il momento di tirarci a lucido, di essere eleganti e stilosi, anche se passeremo le feste a casa, anzi a maggior ragione. Di indossare quell'abito o quelle scarpe che erano riposti nell'armadio in attesa dell'occasione giusta o dell'invito importante. Bene il momento è arrivato!

Vogliamoci bene, a noi stessi e a chi ci sta accanto.

Mi auguro che queste feste segnino davvero una ri-nascita, che non sia solo un semplice strappare l'ultimo foglio del calendario ma che si volti davvero pagina, che siano un'infusione di ottimismo. Che siano delle feste per tutti ed in particolar modo per chi lo merita davvero ossia i bambini, che stanno passando davvero dei tristi momenti a causa di questo virus. Impariamo piuttosto a vedere il mondo attraverso i loro occhi, a stupirci delle piccole cose, a gioire di tesori spesso dati per scontati.

Non rimandiamo a domani quello che potremmo fare oggi, compriamoci quel vestito esagerato che tanto ci piaceva; su Amazon, dai cinesi o al centro commerciale...non è importante, non voglio essere ipocrita, ma compriamolo!

Mangiamo, beviamo, balliamo, amiamo...come se non ci fosse un domani anche perchè del doman non v'è certezza. I botti lasciamoli stare perchè sono passati di moda, fanno paura ai cani, ai gatti e ancora di più a me. Fate quelli pirotecnici o anche le stelline vanno benissimo, piuttosto stappate qualche bottiglia e cantate a squarciagola

-10 -9 -8.....


sabato 13 giugno 2020

40ena (19°parte)

Già...ma quand'è che finisce 'sta 40ena?

Io posso dire che la mia, quella vera, rigorosa e seria è durata in realtà due settimane, poi gradualmente e lentamente c'è stato lo sbrago.

Dall'inizio mi sono trovata a subire pesanti regole e restrizioni che trovavo esagerate e non condividevo e così è stato per tutto il periodo.

Da una decina di giorni abbiamo proseguito la nostra 40ena al mare, una 40ena on the beach...facile così direte voi!

Abbiamo iniziato un po' in anticipo la nostra stagione di vacanza.
I primi giorni abbiamo trovato una Gaeta vuota, quasi spettrale, neanche in inverno era così vuota, ma non mi è dispiaciuto anzi! Le spiagge erano con poche persone soprattutto considerando il periodo dell'anno in cui in genere tutti si riversano al mare dopo il freddo inverno.

La prima volta che siamo andati al mare eravamo tutti incerti su cosa si poteva fare, dove ci si poteva mettere, i regi dcpm qui sono ancora più confusi...ho visto gente in spiaggia con le mascherine, vigili pattugliare i litorali, la capitaneria di porto fermare tutte le barche, persone camminare col piumino addosso sotto il sole...

Ma poi alla fine, com'era prevedibile, tutto è tornato come sempre, si sono aperti i confini regionali e così sono arrivati pure i villeggianti dalla Campania; gli altri pure si sono fatti coraggio e la città si è iniziata a popolare.

Noi finora siamo stati alla spiaggia libera trascorrendo sulla riva del mare prima poche ore poi sempre maggior tempo, ci siamo riempiti di sabbia, ci siamo rintronati col vento, abbiamo ascoltato la musica dei ragazzi vicino a noi, l'odore delle canne e le chiacchiere spontanee.

La mattina andiamo a camminare, sentendomi turista a pochi metri da casa, scoprendo una montagna in riva al mare, un bosco, ogni volta nuovi scorci da ammirare e sentendomi grata di queste piccole grandi bellezze.






Le Pop hanno finito finalmente scuola con un'ultima videolezione in contemporanea con doppio carpiato fatta qui con internet che andava azionato a manovella e tutti i nostri dispositivi tecnologici in campo.

E poi è iniziata la vacanza vera e propria fatta di compiti per l'estate svolti all'aperto sotto la tenda, di sale sui capelli, di sabbia sulla pelle, di giardini da esplorare e gatti da tormentare, di pizzette rosse, di gelati, di frutta fresca, di amicizie ritrovare, di cuginanza... e ce la metterò tutta come ogni anno per far sì che anche questa sia la migliore estate della vostra vita.