pubbli larga

sabato 25 aprile 2020

40ena (10° parte)


Due sono i protagonisti inaspettati di questa 40ena, due i salvatori, gli angeli che hanno fatto sì che la pesantezza della situazione fosse più leggera e tollerabile.

Uno è Yari, il ragazzo del flashmob di cui ho spesso scritto nei precedenti post, che con 40 minuti di musica ogni giorno ci ha fatto ballare, cantare, commuovere stando in balcone e che ha dato l'opportunità alla Pop di incontrarsi, di ballare e di scatenarsi in cortile.


L'altro è Marcello.
E' stato il mio istruttore della palestra ai tempi del liceo-università, già allora ci coinvolgeva nelle sue mille attività e iniziative, non stava mai fermo. Una volta era la festa della primavera da celebrare sempre, una S. Valentino in cui dovevamo scrivere sullo specchio della palestra un nostro desiderio, poi la maratona di Roma, poi la fitboxe, la ginnastica in acqua, la salsa...e le mille altre attività a cui non ho partecipato.

Ho iniziato a frequentare i corsi per seguire un'amica, per noi era l'occasione per stare insieme, ci incontravamo lì e parlavamo fitto fitto durante la lezione e lui si arrabbiava, sentiva un fastidioso brusio di sottofondo ma non riusciva a capire da dove provenisse, allora diceva che eravamo ventriloque...

Era travolgente e coinvolgente con la sua carica e simpatia, impossibile non seguirlo in tutte le sue iniziative. Finchè ho potuto, quando ho iniziato a lavorare ci andavo di corsa in pausa pranzo poi è stato impossibile. Ho frequentato altre palestre ma ho trovato istruttori concentrati solo su loro stessi tanto da fare lezioni di step talmente coreografate per cui solo mezza sala riusciva a seguirli e l'altra metà stava basita a guardarli ma loro imperterriti continuavano ad andare avanti.
Ho sempre continuato a seguire Marcello via social rammaricata dalla distanza geografica che ci pone ai due lati opposti di Roma.

Ad inizio 40ena lui ha iniziato a fare delle lezioni via Facebook, ho seguito la prima in differita, era il 13 marzo, il mio corpo, i miei muscoli hanno iniziato a muoversi a tempo di musica, a riprendere quei movimenti famigliari e conosciuti anni prima, come se fossero passati pochi giorni. Lui è sempre lo stesso, qualche capello grigio in più; uno, dieci, cento paia di occhiali da vicino, da lontano, da mezzo e mezzo ma è sempre lo stesso, sempre lui, le battute, i modi di dire, gli sguardi. E le mie gambe e le mie braccia hanno ritrovato step touch, passo incrociato, ginocchio su, i tempi divisi in otto battute e alla fine posizione comoda e rilassata.

Ho ritrovato e riprovato quelle sensazioni a cui ora so dare un nome e un significato: il piacere di fare sport innanzitutto per sentirsi bene e poi anche per stare bene. L'importanza della costanza, della tenacia, del non fermarsi ma anche di non strafare "ognuno fa il proprio" dice sempre lui.

Proprio alla fine della prima lezione l'ho visto commuoversi, lui, proprio lui, un animale sociale, che di più non si riesce ad immaginare, abituato a stare tra la gente, in mezzo alla gente, per la gente...costretto da questa situazione a stare in casa ad allenarsi davanti ad un tablet sperando che la connessione regga e che chi guarda stia eseguendo gli esercizi correttamente. Per noi che lo seguiamo dall'altra parte ci sembra davvero di seguire una lezione dal vivo, delle volte ci riprende, ci corregge come se davvero ci vedesse ("Ti boccio, alza quel piede"). Ma lui non ha un riscontro immediato, visivo se non la pioggia di like e cuoricini.
La cosa è partita un po' per scommessa un po' in sordina, una lezione la mattina e una la sera...eravamo in 100 a seguirlo.
Io all'inizio seguivo in differita prima di pranzo la lezione delle sera precedente e prima di cena quella della mattina.

Poi con il tempo è diventato un appuntamento quotidiano irrinunciabile, imprescindibile ed è stato il motivo che mi ha dato la forza di stare a casa, che mi ha placato facendomi rinunciare alle mie uscite al parco. Ma è stato anche un momento di unione e condivisione, il gruppo degli appassionati è cresciuto vertiginosamente nel tempo tanto da superare i 400 partecipanti online ma tantissime altre persone lo seguono offline. Poi ho iniziato a seguire almeno una lezione al giorno in diretta ed ho ritrovato la mia amica dei tempi del liceo ma anche la mia vicina di casa e altre amiche a cui lo avevo consigliato e quando ci sentiamo al telefono ci salutiamo dicendo "Oh ci si vede in palestra da Marcello su Facebook". 

E' anche un momento di aggregazione, una parte immancabile della lezione è il brindisi finale con il prosecco con il festeggiamento dei compleanni del giorno.


Al momento il mio pomeriggio è ricco di appuntamenti fissi, dopo pranzo si sta in balcone, alle 16 in terrazza, alle 18 c'è il flashmob, alle 18.30 seguo la lezione di Marcello della mattina e quando finisce di seguito faccio quella in diretta della sera.
Gli eventi di Marcello nel frattempo si sono moltiplicati: la mattina c'è il risveglio muscolare o per i nonnetti, poi le due lezioni giornaliere, poi lo spinning, la domenica la lezione giocosa e la sera rilassante. E la mattina appena mi sveglio la prima cosa che faccio è controllare la locandina per sapere cosa ha organizzato per la giornata; creando, ad esempio, sempre lezioni speciali per i giorni di festa ha permesso di mantenere un senso con la realtà in questi giorni di 40ena che rischiavano di essere uno identico all'altro.
Credo di aver seguito tutte le lezioni di questo periodo, una volta è capitato che il pomeriggio non ci fosse perchè era festa (forse pasquetta) allora sono andata nell'archivio dei video a cercare una lezione da caricare e mi sembrava quasi di scegliere l'etichetta di un vino da una cantina..alla fine ho optato proprio per la prima: per un Marcello annata 13marzo2020 e ho notato di come sono evolute le lezioni finora, del cambiamento che c'è stato, le migliorie ecc.


Il tutto gratis senza mai chiedere o aspettarsi nulla in cambio ma per il gusto di stare insieme e far bene agli altri.
All'inizio della 40ena siamo rimasti tutti immobili e paralizzati da questa nuova situazione, poi piano piano ci siamo svegliati dal torpore e ci si è iniziati ad organizzare con la tecnologia e ad organizzare lezioni online di qualsiasi cosa per i bambini e per gli adulti. Tanti gratuitamente ma tanti anche a pagamento.

Marcello non è mai fomentato od esaltato ma la sua grande dote è che si diverte in quello che fa e lo trasmette agli altri; è sempre attento a chi ha di fronte, fa lezioni che possono seguire davvero tutti e all'interno della stessa c'è un approccio per principianti, intermedi e avanzati. Addirittura chiede di inviargli foto o video di noi che facciamo la lezione per correggerci o dire se va bene. E gli esercizi si possono fare con cose semplici che si hanno a casa: i barattoli dei pelati, il bastone della scopa, le bottiglie d'acqua, una sedia...
L'immagine che porterò sempre con me di questa esperienza è di lui seduto per terra ad inizio o fine lezione che sbircia sul tablet i messaggi di chi scrive o saluta i presenti.


Un altro bellissimo ricordo è la black night che Marcello ha organizzato per la sera di Pasqua, ci ha detto di vestirsi eleganti, di abbandonare per una sera pigiama e tuta ma di avere cura di noi, per noi ma anche per gli altri, di farci belli per fare un brindisi tutti insieme.
Come al solito, le sue iniziative, per quanto possano sembrare all'inizio strampalate o folli hanno poi un grande senso e un enorme seguito testimoniate dalle tantissime foto e filmati che gli vengono spediti. 


Ormai Marcello è diventato uno di casa, anche le Pop lo conoscono e passando vicino al pc buttano un'occhiata e dicono"ah si è tagliato i capelli...o ha cambiato gli occhiali".
Il suo momento è fisso e irrinunciabile, con il tempo ho seguito le lezioni in tutte le stanze della casa cercando di ritagliare un po' di spazio per me: in salone, in camera da letto, nella stanza delle Pop, sul portatile, sul pc, collegata alla tv, ascoltando l'audio tramite Alexa, sempre alla ricerca del wifi...

Qualche giorno fa la tv è andata da lui per registrare un servizio andato poi in onda su Raitre.


Il desiderio è ora che tutto finisca al più presto e che se anche le palestre rimarranno chiuse ancora per parecchio almeno si possa fare una bella lezione all'aperto tutti insieme.

Grazie per quello che ci hai donato, per i momenti di allegria e riflessione, per averci fatto compagnia in questa 40ena con spensieratezza ma sempre con un plauso a chi si fa il mazzo in questo periodo per tirarci fuori da questa situazione e per averci dato muscoli finalmente più tonici e definiti!!

giovedì 23 aprile 2020

40ena (9° parte)

Ieri sono uscita di casa dopo, credo, 10 giorni. Nel senso che sono uscita in strada perchè durante questo periodo in realtà sono stata spesso all'aperto in terrazza o in balcone. 

Nell'evoluzione di questa lunga quarantena nelle ultime due settimane abbiamo deciso che il nostro condominio, i luoghi e chi vi abita, era sicuro e sano e tutto quello che è al di fuori invece è potenzialmente da evitare.

E' stata una decisione impulsiva e naturale e condivisa da tutti, senza dircelo.
Il flashmob ci ha permesso all'inizio di stare al sicuro nelle proprie case ma anche di curiosare col naso di fuori e avere un contatto con chi ci sta intorno e magari fino a poco tempo fa ignoravamo.
Poi i bambini hanno iniziato a scendere e a stare tra di loro, a correre e a fare girotondi.
Alice si è espressa nel modo che le viene più naturale: ballare, ballare, ballare...



E noi dal balcone a guardarli. 

Poi hanno preso i gessetti colorati e hanno iniziato a colorare l'asfalto, a fare scritte variopinte e a disegnare fuochi d'artificio multicolori...la pioggia ha portato poi via tutto tranne le loro esplosioni pirotecniche di colore.
Hanno trasformato il grigio del cemento, il nero dell'asfalto in luce e allegria.


E noi da su a guardarli e chissà quanti altri come noi.

Il parcheggio si è trasformato in un cortile per bambini, cosa mai successa prima e che mai succederà visto che è un luogo pericoloso e inadatto in cui transitano tante macchine.
Un cortile d'altri tempi quelli in cui i bambini venivano chiamati dalla finestra per farli salire o a cui passavi qualcosa calandolo giù con una cordicella.

Il palazzo è diventata un'unica comune in cui i bambini girano e si ritrovano, si fa merenda, il terrazzo è diventata una pista di pattinaggio e un'area giochi.


Cose impensabili fino a poco tempo fa e che non si ripeteranno mai più.
Cose che succedono solo quando stiamo al mare e ci chiediamo con rammarico: ma perchè a Roma non succede? Perchè in una grande città è tutto più difficile?

Dicevo ieri sono uscita perchè mi sono accorta che da quando l'avevo fatto l'ultima volta per necessità era passato davvero tanto tempo.
Ieri pioveva, ho fatto un giro intorno al parco, ogni entrata era sbarrata dai nastri gialli della municipale, nessuno li aveva strappati "Però che bravi" ho pensato. L'entrata principale addirittura era chiusa e c'era una catena con lucchetto. Mai visto il cancello chiuso prima nè di giorno nè di notte, avranno comprato il tutto apposta.

Non ho provato la solita euforia di sempre nello stare all'aria aperta, forse perchè non c'era il sole, anzi ho sentito la puzza della pipì dei cani, dei marciapiedi sporchi. E quando sono tornata a casa ho provato quasi sollievo.

Tanto tempo fa ho visto un film angosciante "Home" racconta di una famiglia che vive accanto ad un'autostrada, la situazione è invivibile per il rumore, per le vibrazioni delle macchine che passano. Gradualmente iniziano a chiudersi dentro casa, con rabbia e isteria dovuti anche al fatto di non dormire, murano le finestre, prendono sonniferi, fanno incetta di surgelati fino ad arrivare alla pazzia vera e propria... Ho pensato spesso a quel film soprattutto all'inizio della 40ena, al terrore di vivere la stessa situazione e che la reclusione e lo stare chiusi in casa diventasse normale.

Ho sempre avuto il terrore che una situazione di anormalità come lo stare in cattività diventasse la norma, che ci si abituasse davvero a tutto come se fosse logico e naturale.

Non è questo il caso, spero, credo, vedo, abbiamo riscoperto il piacere di stare in casa, con noi stessi, di far parte di una piccola comunità come il condominio, di condividere le esperienze, la situazione.
All'inizio provavo questa sensazione di clausura forzata, di gabbia: la tentazione era quella di fuggire via, mi chiedevo: e mo' che faccio? che ci faccio qui? ... col tempo poi proprio il fatto di condividere il momento con gli altri ha fatto sì che ci sentissimo tutti parte di qualcosa e che non ci si potesse più sottrarre, andare via.

Un altro paragone inevitabile è con "Cecità" di Saramago soprattutto per la paura dell'altro, per la diffidenza, il diventare cattivi gli uni con gli altri, la barbaria...

Si consiglia la visione e la lettura ma solo non siete già tristi o abbacchiati.

Ecco forse un passatempo a cui non mi sono dedicata in questa 40ena è stata la lettura, in parte per mancanza di tempo; sembra incredibile ma momenti di ozio non ne ho mai avuti. La mattina è dedicata alla scuola a distanza, dopo pranzo si sta al sole, dopo le 16, per non disturbare quelli dell'ultimo piano, si va in terrazza e poi c'è il flashmob, attività ludiche, varie ed eventuali, la ginnastica, la cena poi il flashmob serale: insomma un intenso carnet di appuntamenti. Un altro motivo per cui non ho letto è che mi è rimasto solo un libro, tra l'altro iniziato e nel caso lo avessi finito, come in genere rapidamente faccio, come avrei potuto procacciarmene altri? Con le librerie chiuse, Amazon non si poteva usare, o meglio era attivo, all'inizio 40ena sembrava che chi utilizzasse i corrieri per scopi non vitali fosse un carnefice di chi trasportava merci, poi tutto questo timore si è andato a far benedire e si sono tornate ad ordinare le solite futili minchiate. Inoltre per leggere ho bisogno di relativo silenzio e tranquillità che con due Pop dentro casa non è proprio facile da ottenere. Ma anche con un marito a cui intimavo "Vai a buttare la mondezza" "Ok" "Vai a buttare la mondezza" "Ma l'ho appena buttata..." "Vai a buttare la mondezza!!" "Ok..." 

Mi sono dedicata alle parole crociate, ingegnandomi a risolvere anche quei giochi della settimana enigmistica, quelli piccoli, che nessuno si fila; al sole, in balcone, con la musica di sottofondo.