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venerdì 27 aprile 2018

La macchia sul pavimento

Ho scritto poco ultimamente, molto poco.
Il motivo come mi piace pensare, è perchè ero impegnata a fare altro, ero impegnata a vivere.
Scrivere presuppone un momento di riflessione, di stasi, per raccogliere le idee e gettarle su una pagina bianca (anche se telematica).
Ero impegnata a raccogliere materiale su cui scrivere, magari inconsapevolmente; forse a vivere esperienze, sensazioni di cui non avrei mai potuto parlare pena querela, ma non fa nulla.
E di materiale se ne è aggiunto in abbondanza, di cose ne sono successe davvero tante.

Soprattutto dal punto di vista "lavorativo", ancora non lo considero tale, faccio fatica a ritenerlo una professione eppure mi tiene impegnata per varie ore e mi permette di avere qualche spicciolo tutto per me.
Se mi chiedono la professione in maniera ufficiale rispondo ancora: non lavoro. Poi se incalzano: casalinga? Nooo ti prego casalinga no, meglio disoccupata. E i successivi minuti sono riservati alla riflessione se è più deprimente essere o l'uno o l'altro, soprattutto se la domanda precedente era: titolo di studio?

Se mi chiedono invece in via ufficiosa che lavoro faccio, sul vago rispondo: organizzo attività per bambini, se la situazione me lo consente sono capace di parlarne a ruota libera per più di un'ora. E a quanto pare con un entusiasmo contagioso visto che la gente prende appunti per la quantità di informazioni che sciorino. Ricevendo le mie tartassanti email alcuni si infastidiscono in maniera esagerata e rispondono aggressivi trincerandosi dietro una tastiera, altri ne rimangono colpiti, affascinati e chiedono di incontrarmi per parlarne di persona. Mi fanno i complimenti per il tipo di attività proposte, per l'originalità, per il fatto di avere un'unica persona referente che si occupa di tutto e non come quelli che storcono il naso e mi hanno chiesto:"Ma scusa tu esattamente di cosa ti occupi?". 
Di tutto, perchè qual è il problema? Solo che quando vado agli incontri approfitto della possibilità concessami e butto i miei progetti sulla scrivania uno di seguito all'altro incalzando come se giocassi a scopa: oro, primiera e settebello, carte a me!



Gli entusiasti mi accolgono con calore e vedo realizzata in pieno l'espressione: la fama mi precede... e l'incontro si svolge come tra vecchi amici, in discesa. Alcuni pensano che il mio non sia un nome vero ma il nome di un'associazione; a proposito che gioia avere un nome poco usato, anche dopo anni la gente si ricorda subito di te!

I primi spicci guadagnati li buttavo sulla mensola della cucina, non li contavo, li mettevo lì accartocciati, quasi non sentissi di meritarli, come se non fossero miei. All'inizio già solo il fatto che potessi far partecipare le Pop senza pagare mi sembrava un successo, se andava male ero la prima a sacrificare la mia parte, poi ho capito che invece il mio lavoro di promozione è importante quanto quella di chi fa l'attività.
E quindi dalla timida, insicura e inesperta fanciulla che ero 3 anni fa c'è stata una bella evoluzione e ora invece sono passati a chiamarmi cagnaccio!
Ma quello che cerco di fare è di tutelare gli interessi di chi seguo e di conseguenza anche i miei, cerco di ottenere le condizioni e le offerte più vantaggiose e dico con fermezza no ai furbetti che ci chiedono di lavorare gratis sotto promesse di pubblicità garantita, visibilità...ma de che!?

Non ho mai tenuto un conto dei guadagni, ho vissuto molto alla giornata e intanto sono passati 3 anni e le attività che seguo si sono moltiplicate, un po' con il passaparola, un po' per casi fortuiti delle vita ma sempre con il denominatore comune di promuovere cose belle, che mi piacciono e in cui credo, altrimenti non riuscirei neanche a venderle.

Spesso dico che non mi piaceva ciò che trovavo in giro per le Pop e allora me lo sono creato.

Non ho più la sedia sotto il culo per 8 ore al giorno, entrate fisse, malattia pagata, ferie retribuite. Non per mia scelta ma di fatto non ce l'ho.

Sull'altro piatto della bilancia ho inventato, trovato, creato un'attività che mi dà libertà, tempo e soddisfazioni. 
È stata una grande fortuna-bravura perchè senza mi sarei sentita persa, dopo più di 10 anni di lavoro dipendente 8.30-17.30 e soprattutto senza più un'entrata personale fissa di cui disporre.

Facile quando dicono: ma sì fai la mamma a tempo pieno. Bello sì, i primi 8-10 mesi che il bambino sta a casa, poi quando inizia scuola che fai? Fai il maniaco appostato fuori dal cancello del nido tutto il tempo attaccato alla ringhiera del cortile?
Non voglio manco far parte della schiera delle mamme da bar che bivaccano vicino scuola a parlare sempre di fondo cassa, rappresentanti, cosa regaliamo per la fine dell'anno....
Voglio pure qualcos'altro.

E così me lo sono trovato.
Anche perchè ritrovarsi mio malgrado a fare la casalinga dopo non esserlo mai stato non è da me.
Non puoi manco fare shopping perchè non puoi sperperare soldi e allora che ci vai a fare nei negozi?
Un po' ti dai alla cucina ma senza grande convinzione, se non l'hai mai fatto finora non è che uno inizia di botto e diventa magari pure masterchef!
Un po' ti dai alle pulizie ma pure lì senza crederci più di tanto.
Pulisci a fondo di qua e di là poi torni in salone e scopri con sgomento che quella macchia sul parquet è ancora lì che ti guarda. Ci torni sopra col mocio per far sparire la bastarda, ti accanisci. Poi quando tornano le Pop da scuola in 5 secondi hanno cosparso il pavimento di briciole, la tv e gli specchi (in contemporanea) di sugna e il lavandino del bagno di dentifricio.
Per cui ti rendi conto che la macchia sul pavimento è davvero il minimo ma soprattutto che non sarai mai schiava di quella macchia che ti guarda tronfia dal parquet e che con il riflesso del sole sembra sempre più grande.



Cara macchia, non mi avrai, se hai deciso di farmi diventare casalinga disperata, non ci riuscirai mai.
Fior fior di pediatri sostengono che 

LE BRAVE MAMME HANNO PAVIMENTI APPICCICOSI, PIATTI SPORCHI E BAMBINI FELICI


chi posso essere io per smentirli?

La mia nuova (nuova?) attività è altalenante, ci sono momenti molti intensi, altri vuoti in cui si prepara quello che accadrà.
Ci sono giorni di incontri e altri di contatti via telefono o email. Da questo punto di vista sto diventando più pigra, vado in giro solo se davvero serve, quando ad esempio mi chiama una scuola altrimenti ricevo, previo appuntamento, con comodità al bar sotto casa o delle volte anche al parco.

Mi consente di frequentare posti che amo: i teatri, le scuole, le librerie...

Mi permette di far entrare qualche spiccio e di poter fare ad esempio la spesa o di pagare le bollette in maniera autonoma senza chiedere soldi a mio marito. Sarà un mio limite ma è una cosa che non mi va proprio giù e lo considero un grandissimo passo per l'umanità intera e non solo per il mio ego e la mia dignità!

Il mio nuovo lavoro è caratterizzato da non essere incentrato sulla mia presenza fisica, in genere è auspicabile che io ci sia ma non indispensabile, sono pochissimi gli appuntamenti a cui devo esserci per forza e praticamente nulli quelli che non si possono rinviare all'occorrenza. Questo fa sì che io sia molto presente con le Pop e che ci sia anche in caso di loro malattie, o scioperi, assemblee di scuola ecc. ed è una gran fortuna, in tutti i loro appuntamenti, in tutto ciò che fanno io ci sono, sempre.

Mi permette al mattino dopo averle accompagnate a scuola, di farmi una corroborante passeggiata nel parco in ottima compagnia, di osservare con superiorità la fila di macchine sul ponte e pensare:"Ma sì in fin dei conti non mi dice poi così male!".



Mi consente mentre camminiamo di parlare, di confrontarmi, di organizzarmi, di pianificare...e quando le maestre mi chiedono:"Scusate ma dove avete la vostra sede?" Le vorrei rispondere: al parco!

Il mio capo diceva che il lavoro perfetto è quello che ti fa svegliare la mattina col sorriso sulle labbra, io non so se ho raggiunto davvero questi livelli. So che è un'attività che mi diverte, che vedere ogni volta quello che propongo sia esso musica, teatro o feste mi emoziona e mi fa ridere anche se è la centesima replica. Le stesse battute mi fanno ridere ogni volta, la stessa musica mi fa provare ogni volta le stesse emozioni. E forse il segreto è proprio questo.
E che poi per la prima volta quest'anno mi abbia pure consentito di pagarmi da sola un pezzetto di settimana bianca non è stato affatto male!



giovedì 24 agosto 2017

Cronache Trentine

Questa estate per la prima volta siamo stati per ben tre settimane consecutive in Trentino. È un posto che adoro: d'inverno, d'estate, nelle mezze stagioni, sotto sale o col limone.

Panorami mozzafiato, cibo gustoso, paesi incantevoli.
Ma non solo...


Già solo prendere l'A22 con il suo guardrail color ruggine mi dà l'idea di essere approdata da un'altra parte perchè diciamolo francamente: il Trentino, e più si va a nord e più si rafforza questa sensazione, è quanto di più lontano ci possa essere da quello che ci troviamo quotidianamente sotto gli occhi.


Troppo facile semplificare con un Nord vs Sud. Il Trentino è una cosa a parte, la Trentinitudine è una cosa insita.

































Ci sono dettagli che mi piacciono inesorabilmente: c'è il gusto del semplice, del bello, del piacere di decorare, l'orgoglio delle proprie tradizioni, del passato. Il saper valorizzare quello che hanno e che rappresenta un'ingente fonte di ricchezza.





















Mi piacciono le loro aiuole fiorite, i giardini, i balconi che esplodono di colori e fiori incredibili. Ci si perde nel verde quasi fosforescente di quei prati. 


Le signore gongolano e chiocciano in visibilio vedendo i loro vasi e si interrogano:"Perchè non li mettiamo anche da noi?" e il marito più  realista le mette a tacere:"Perchè con il caldo che abbiamo noi dovremmo innaffiarli tre volte al giorno e non riusciremmo comunque ad averli così belli". Sarà l'acqua che abbonda da tutte le parti, sarà la pioggia che cade delle volte dopo il tramonto sotto forma nebulizzata.









Ci sono orticelli coltivati ordinati da far invidia, divisi per quadrati delimitati da assi di legno, quasi che così gli ortaggi non possano litigare fra di loro. Figure geometriche precise degne delle migliori fattorie di FarmVille.









Durante la vacanza sono state varie volte in bagni pubblici o di locali ed erano tutti perfettamente puliti, ogni volta quasi speravo di trovare qualcosa che non andasse tipo che non ci fosse il sapone o la carta igienica ma era sempre tutto in ordine. Neanche una scritta sul muro di quelle che mi diverto tanto a leggere. E il motivo non è dovuto alla scarsa frequentazione dei bagni perchè Andalo ad esempio a ferragosto sfida la densità abitativa di Singapore. Pulizia e ordine sono le parole chiave che ritroveremo ovunque. Altro esempio lampante è il Lago di Molveno in cui la percentuale di turisti sui bei prati lacustri è pari a quella di Rimini la notte di S. Lorenzo  bè anche  lì nulla da dire.



Sicuramente conta l'effetto emulazione come si dice: se trovo una carta per terra e tutto sporco e sgarrupato, mi deprimo e non faccio nulla per migliorare la situazione anzi forse sono portato pure a peggiorarla.


Vedo scuole magnifiche, case di riposo, dei parchi pubblici neanche a parlarne, sono bellissimi, tenuti benissimo e spesso servono a solo due-tre bambini e penso ai millemila bambini del nostro parco che si litigano due scrause altalene. Qui ci puoi giurare che in qualsiasi paesino bucodiculo o arrivato in qualsiasi rifugio sperduto per i monti potrai trovare almeno un gioco per i bambini.


Casa di Riposo




Per non parlare del pronto intervento della croce rossa, magnifica anche solo la struttura con 5 fiammanti e perfette ambulanze poi ripenso ai nostri centri alle croci rossi e misericordie sparse da lì in giù per il paese, penso alla penuria di mezzi, alla  vetustà ecc.  e il confronto è desolante.


Ogni volta che vedo queste cose penso:"Ecco questo è proprio il mondo che vorrei, è l'ideale!".
Tutta questa perfezione, ordine-disciplina-pulizia mi delizia, mi bea ma allo stesso tempo mi fa incazzare e mi fa chiedere:"Perchè da noi no? Cosa ciamanca?" non voglio trasferirmi in Trentino, voglio rimanere dove sono ma mi piacerebbe importare il loro modello qui da noi.
Non so quanto c'entri il discorso dell'autonomia, il passato storico, la minoranza linguistica ecc a definire che lì è diverso da qui, perchè lì funziona tutto e qui no so solo che noi non siamo da meno e che ce lo meritiamo. Non so se deve cambiare tutto partendo da iniziativa dei cittadini o se il miglioramento deve essere opera dello stato ma le cose devono migliorare.