pubbli larga

giovedì 16 aprile 2015

Lemon Tree

4.7... 4.8... 4.9...5 frrrr
la ventola del frigorifero si accende con un grande rumore, gira e fa abbassare la temperatura.
Non sembra ci sia niente all'interno ma un cartello avvisa di fare attenzione a chiudere bene lo sportello perchè dentro ci sono medicinali delicati che potrebbero provocare danni ai pazienti.
Firmato il direttore del reparto.

Sono in uno spazio in genere proibito agli esterni e ai parenti dei malati.
Una parete divide me da chi sta in un limbo, collegato con mille tubi a delle macchine, lottando fra la vita e la morte; forse vedono una luce in fondo al buio, forse rivivono passaggi della loro esistenza, forse vegetano e basta, forse non sono già più qui.
Ma la quotidianità va avanti, nonostante le vite appese e i monitor che fanno bip, anche qui, anche in questi posti.
C'è una radio accesa, forse trasmette "La isla bonita" o forse "Lemon tree" 

I'm sitting here in the boring room 
It's just another rainy Sunday afternoon 
I'm wasting my time 
I got nothing to do 
I'm hanging around 
I'm waiting for you 

decisamente più consona.

C'è uno che con una scopa pulisce per terra, lo sento chiacchierare con una collega:"Ho lavorato in un reparto dove c'era una ragazza che aveva subito abusi, aveva lo sguardo spento, gli occhi vuoti...faceva paura".

E' meglio se mi concentro su quello che ho qui.
In braccio la Pop che dorme, ogni tanto passa qualcuno che con gentilezza mi dà una sedia dove attendere, mi chiede se voglio un bicchiere d'acqua o mi propone un palloncino da gonfiare alla bimba.
Cosa si fa in questi casi? Si contano le mattonelle per terra, si studiano gli incroci del pavimento e si ascolta.

4.7... 4.8... 4.9...5 frrrr di nuovo si accende la ventola, per uno, forse due minuti, riporta la temperatura a 3.5°C, appena si ferma, i gradi calano ancora un po' e poi ricomincia a salire lentamente fino ad arrivare a 5 e riaccendersi di nuovo.
Imperterrita ed inesorabile, giorno e notte, frigo riempito di medicinali o forse sacche di plasma o chissà o anche desolatamente vuoto in attesa di avere un senso.

Tempo fa mi era venuto in mente di scrivere un post su chi lavora in questi reparti, angeli in corsia, occhi dolci in un mare di sciagure, speranza nonostante tutto, comprensione e partecipazione al di là del camice bianco e del ruolo di medico. Mi chiedevo cosa significa fare le notti in ospedale, assistere chi sta in terapia intensiva, accompagnare i pazienti praticando l'anestesia. Chissà se ci si sente simili a Dio? Cosa si prova quando qualcuno ritorna a vivere? E quando va male? 
Invece poi i casi della vita mi hanno portato davvero qui, a vivere in parte un'ora con loro. Mi sento di troppo, cerco di farmi piccola e di sparire seduta su questa sedia.

Perdo il senso del tempo, scandito solo dal 4.7... 4.8... 4.9...5 frrrr
mi sembra che comunque siano passate ore.
La radio adesso non si sente più, forse è stata spenta.
Rimane nella testa una strofa But nothing ever happens and I wonder.

Cerco di carpire voci, suoni dalla sala operatoria, non so neanche quanto sia lontana, li ho solo visto sparire in un dedalo di corridoi. Credo che stiano davvero lontani se non sento piangere e invece dopo un po' sento voci cordiali, riconosco il tono di mm e sento parlare di chupa chups alla fragola.

Ci ritroviamo, usciamo dall'ospedale, ricominciamo a respirare, lasciamo quel reparto, i suoi bip, i suoi rumori, i signori sui lettini che dietro la porta a vetri combattano la loro battaglia quotidiana, salutiamo grati i medici che si sono prodigati attorno ad una Pop di 4 anni che ha pensato bene di finire la sua ultima corsa della giornata contro un termosifone in ghisa. Ammiro il suo coraggio, il suo modo di esibire la cicatrice quasi come un trofeo. 

Ogni tanto ci penso: alle notti buie e dense, alle mattonelle color puffo e al frr del frigorifero. Ai monitor con le luci accese, agli occhi dolci e mani sapienti che oltre alle Crocs colorate e i camici acquamarina assistono i pazienti nella loro battaglia più importante.
Uscendo da lì che sensazione si ha? Si tira un sospiro di sollievo? O istintivamente si alza lo sguardo a cercare le stelle per avere la certezza che siano ancora lì?

Rimane ancora vivo il ricordo dell'odore di sangue: un misto fra ferro e disinfettante, lo sentirò ancora per giorni sulla testa della Pop e cercherò invano di cacciarlo via.


lunedì 2 marzo 2015

Il fantastico mondo dei reghezzini

Diceeee:"Non scrivi più. Come mai? Ma che hai abbandonato il Blog?"

È che sono stata in altre faccende affaccendate che hanno comportato lo stare ugualmente tanto al computer ma a fare cose diverse dallo scrivere un post.
Cose che mi hanno portato in giro a fare pubblic relation, che poi tradotto significa prendere un numero, per me, spropositato di cappuccini al giorno perchè ormai l'ho capito: in Italia la vita, la storia, gli intrighi e le grandi cose si costruiscono intorno a un tavolino e davanti a un caffè; ora intuisco pure il senso dell'Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo....
Diceeeee:"Ma di cosa ti stai occupando?".
Per fare la figa mi verrebbe in mente un termine abbastanzevolmente altrettanto figo che sarebbe children entertainment ma in soldoni sarebbe: organizzo cose per reghezzini.

In questi anni di madrità, in cui ero sempre alla ricerca di qualcosa da fare, ho capito tante cose, ve le butto sul tappeto alla spicciolata.

- Se hai un figlio fra i 2 e i 3 anni per il mondo delle attività ludico-laboratorial-manualità può pure morire. Perchè è quella fase critica in cui è troppo piccolo per star solo, ma nello stesso tempo troppo grande e anche forse rompiscatole per avere delle attività a lui dedicate. Quindi il tutto sottintende: tiettelo a casa e pappatelo tu, hai voluto la bicicletta ecc.

- Se alle persone organizzi delle attività sotto casa è verosimile che partecipino. Se già devono spostarsi un po' o, sia mai, prendere la macchina! per quanto mega-fiche siano le suddette attività puoi morire tranquillamente solo e sconsolato.

- La ggente coi bambini non sa che cavolo fare, se piove sono disperati perchè non sanno cosa fare, se c'è il sole vorrebbero un'attività altamente fica cui poter partecipare, se è nuvoloso sono alla ricerca di un qualcosa da fare in caso di tempo variabile. La ggente spesso vorrebbe prenotare solo mezz'ora prima dell'inizio dell'attività, ovvero solo dopo aver accertato le condizioni meteo-marine locali e che la salute del pargolo sia sufficientemente stabile per affrontare una qualsivoglia esperienza e coincide quel momento in cui venogno assaliti dall'enorme interrogativo:"Oh dio e oggi pomeriggio che facciamo?."

- L'unica cosa che vincola davvero un genitore a partecipare ad un'attività dopo averla prenotata è....il pagamento anticipato. Sembra brutto, fa strano ma se potete, fatevi pagare in anticipo perchè a parole sono tutti bravi e partecipi ma poi è un attimo trovarsi la sala vuota con persone che chiamano per disdire per i motivi più improbabili. Nella mia brevissima esperienza divido le persone fra: coloro che hanno pagato, coloro che non lo hanno fatto ma hanno firmato col sangue che verranno e poi tutti gli altri che forse sì in teoria verranno ma finchè non li vedo non ci credo.

-Alla ggente piace magnà, quindi qualsiasi cosa tu stia organizzando, prevedi uno spuntino, un fermino, una merenda e saranno tutti ben disposti!

- La ggente si lamenta: in questa zona non c'è nulla da fare, non è un paese per giovani ma poi aspetta che gli cali qualcosa dall'alto ben confezionato; amano essere presi per mano e portati passo passo ma una volta conquistata la loro fiducia, è per sempre!

- La ggente spende cifre spropositate per tutto quello che riguarda il reghezzini world, forse per sopperire altre mancanze, forse per dare ai pargoli tutto quello che ai nostri nonni era precluso. Ne consegue che è una fetta di mercato molto viva, attiva e appetibile

In questi anni sono andata in giro in lungo e largo, raggiungendo posti anche lontani per andare a vedere iniziative curiose, diverse, particolari.
Delle volte vedendo cose di dubbia qualità da cui la riflessione: se lo possono fare loro , allora lo posso fare pure io.
O altre volte vedendo cose davvero fighe tanto da voler estendere il privilegio di assistere a queste performance anche a tutti gli altri bambini oltre i miei.
Ci sono artisti davvero bravi, spesso sconosciuti, che non hanno nulla da invidiare ai Grandi,
Ho visto spettacoli che hanno divertito, emozionato, incantato le Pop ma anche me. Perchè è fondamentale che i bambini si divertano ma è anche bello che i genitori facciano altrettanto. E ho deciso di riproporre solo cose che hanno ottenuto l'approvazione, insindacabile e personale, della nostra famigghiaSoddisfare i piccoli ma anche il me-bambino che è sempre presente e desideroso di divertirsi e cazzarare. 

In questo periodo ho scoperto di avere insospettabili doti da commerciale, segno evidente che quando una cosa ti piace e ti appassiona è tutto più facile. Tutto l'opposto del fottutissimo master insomma!

Sono riuscita a stringere collaborazioni semplicemente con una telefonata, cosa per me prima impensabile, senza aver mai visto la persona dall'altra parte. 
La definizione che mi è stata attribuita, non richiesta, più spesso è stata ENTUSIASMO, DINAMISMO.
Sono riuscita a trovare spiriti affini a me per modo di fare e di pensare.

Ho scoperto la rete, quella telematica che ti permette di raggiungere milioni di persone in un attimo e quella locale, di vicinato, di amicizia, di cappuccini presi al bar, di fiducia e ti-stimo-proprio-come-persona.
Ho trovato che la regola per riuscire in un'impresa è rompere i coglioni alla ggente perchè un po' è necessario ma la dote sta nel fermarsi un attimo prima e quindi ovviamente senza arrivare ad essere insistente o fastidiosa.

Il tutto senza aver per ora ricevuto un penny di ricompensa.
Ma aver mietuto grandi soddisfazioni personali come aver riempito un negozio di 50 persone per assistere ad un concerto di musica di genitori e bambini, vedere le loro espressioni rapite, sentire il coro di persone fra loro sconosciute ma che sembravano un'unica voce è stata un'emozione incredibile.

Ho scoperto che in quasi tutte le attività con cui ho avuto a che fare manca chi crea iniziative, chi promuove, chi si dà da fare, non so come si definisca questa professione o se esista davvero. Manca quello che a me fa stare sveglia e rimbombare la testa di mille cose che si potrebbero fare e idee illuminanti, mi sono trovata invece spesso ad aver a che fare con fregne mosce (n.d.r.) prive di curiosità, di entusiasmo.
Ho avuto l'illusione e la testarda speranza di riuscire a contagiare le f.m. di cui sopra con la mia trapelante, e forse tracotante, esuberanza che si nutre solo di emozioni senza tener conto di tutto il resto, di quello che c'è dietro e di chi vuole davvero mettere un punto.

Morale: la ggente non riesce più a starmi dietro e a seguire le mie idee che si affastellano le une sulle altre.

La recente riunione a scuola della Pop è stata desolante: non ci sono i soldi per le gite, non ci sono i soldi per le attività integrative, non ci sono i soldi per proteggere la nostra scuola e i nostri figli dai vandali.... Sinceramente non voglio arrivare a sentire le Pop dire:"A volte mi sento sgarrupato anche io".
Sinceramente preferisco dedicarmi ad altro...