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mercoledì 7 maggio 2014

Un moderno cowboy - parte 1 il lato bovino

Fare un viaggio di poco più di 500 km e trovarsi catapultati in un'altra epoca, in un'altra dimensione. Quasi un viaggio indietro nel tempo a quello che eravamo, o forse che erano i nostri nonni o bisnonni.
Era partito come un viaggio di svago: andiamo a trovare una famiglia conosciuta in crociera con cui abbiamo condiviso gran parte della vacanza perchè i bambini avevano fatto subito amicizia, ci siamo ritrovati di fronte una quotidianità a noi sconosciuta ma che ci ha fatto riflettere.
Gli aspetti fondamentali sono due: quello umano e quello animale, mai come in questo caso legati da un vincolo strettissimo.

Partiamo da quello animal-bucolico.
Il nostro amico ci aveva detto en passant di lavorare in un'azienda agricola ma mai ci saremmo aspettati che possedesse una masseria, una vera fattoria con 100 mucche, pecore, vigna, campi per coltivare il fieno, uliveto e che producesse latte e formaggi. L'abbiamo visitata con grande entusiasmo delle Pop. Una vera fattoria, tutt'altra cosa da quelle linde e pinte che spesso ci vengono propinate negli agriturismi! Ci siamo resi conto di quanto ne sappiamo poco e di come siamo cittadini votati al consumismo e alle multinazionali!
Abituati ai preconfezionati cordon bleu Aia senza porci troppe domande sulla provenienza, sul fatto che deriva da un essere vivente ma anche sul lavoro e sulla sofferenza che c'è dietro. Per quieto vivere ignoriamo questioni morali: ma il pollo come vive? come viene fatto fuori? Limitandoci ad alzare le spalle e a pensare: è la vita, l'uomo è onnivoro. E poi le solite noiose questioni: allora non si dovrebbero indossare abiti e scarpe di cuoio ecc.
Ammettiamo la nostra ignoranza su agricoltura, allevamento ovino, bovino ecc. e il nostro stupore crescente mentre visitiamo la masseria e poniamo le nostre domande magari anche sceme al nostro Angelo (nomen omen).
Incredibile ma finalmente per la prima volta in vita mia assaggio il latte appena munto, lo odoro e esordisco:"Sa di latte!" mentre quello che si compra se si annusa sa di ....nulla! Mangiamo la burrata, la stracciatella, la mozzarella, la ricotta... sapori forti, decisi insomma veri.
Nel mio immaginario gli animali allevati vivono in condizioni penose, anguste con sadici contadini che le trattano male, nutriti con farine strane e antibiotici e alla fine vengono ammazzate senza pietà.
Qui invece vedo un legame fortissimo fra uomo e animale, sento rispetto e quasi affetto. Le mucche devono essere trattate bene così come la terra perchè più le curi e più ti danno. Ognuna ha un nome, l'allevatore ci parla, ci scherza; il rapporto è continuo e molto stretto: vengono munte ogni 12 ore in un locale con un tiralatte che munge 6 mucche per volta.
Un altro aspetto che ignoravamo è che per avere più latte si fanno partorire le mucche ogni anno e l'inseminazione non viene più come un tempo fatta dal toro ma bensì in maniera artificiale utilizzando delle palettes di semi bovini che vengono venduti con tanto di curriculum genetico garantito!
Ed ecco qui che troviamo quindi quello che non ti aspetti: la tradizione che incontra la tecnologia! Non c'è più, o forse non c'è solo, lo zio Tobia di un tempo ma c'è anche quello  colto, curioso e interessato alle novità, ci parla di mungitrici automatiche, di apparecchi per misurare quanti passi fanno le mucche e da quello capire se sono in calore perchè a quanto pare in quel periodo camminano molto di più. 
Sarei ipocrita se non dicessi che se nasce un maschio poco dopo diventa carne e lo stesso avviene per le mucche dopo 15 anni di onorato servizio ma mi piace pensare che abbiano  almeno passato una vita decorosa in masseria.

Abbiamo visitato la fiera del bovino di Martina Franca curiosando fra gli stand e assistendo alle premiazioni delle mucche della razza Frisona e Bruna Alpina.

Vediamo pecore bellissime dal pelo lungo ma ci dicono che la lana viene tosata quando è estate perchè hanno caldo ma non se ne fa nulla perchè non è più richiesta, un tempo veniva usata per riempire i materassi ma ora si usa altro. Il nostro amico non mangia agnello perchè gli fa impressione e i suoi figli non mangiano formaggio forse perchè non ne possono più.
 E caso strano proprio a lui dove in masseria contano solo le femmine, per contrappasso la vita ha donato 3 figli maschi!

Conosciamo anche Cecilio il maestoso ariete.

Ho visto innanzitutto una grande passione, un lavoro lento, umile e sapiente che non conosce pause e giorni festivi, una dedizione alla terra e agli animali, una collaborazione fra uomini e con gli animali. Una vita regolata dai cicli della natura e delle stagioni in cui tutto è fatto con rispetto e dedizione.
Delle volte è bello essere smentiti e scardinare i propri preconcetti in questa maniera!

La seconda parte:
http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2014/10/un-moderno-cowboy-parte-2-il-lato-umano.html





mercoledì 16 aprile 2014

I senza figli

Non sono molte le cose che ritrovo su Fb che mi fanno arrabbiare. Ma con queste sono categorica: le cancello immediatamente.
In questo gruppo rientrano le foto shock di animali sgozzati, maltrattati, persone violentate, morte ecc. Il fine è o quello di sensibilizzare su un argomento, ad esempio mostrare l'uccisione di un maiale per dissuadere dal mangiare carne o far vedere gli effetti della droga su un essere umano. Apprezzabile l'intento ma non il modo in cui si cerca di convincere gli altri.
O il bieco fine è avere più clic, ormai quasi tutti i siti, forse un tempo seri, per avere più visualizzazioni possibili hanno capito che tirano due argomenti: uno il più vecchio del mondo, l'altro avere immagini o notizie shock che incuriosiscono e ripugnano al tempo stesso per cui non ci si può esimere dal cliccare, commentare ecc.
Credo che Fb sia uno spazio di condivisione dove divertirsi, riflettere, comunicare ma sempre in un clima di serenità e leggerezza. Se volessi torcermi le budella dallo schifo potrei andare per conto mio a cercare immagini orride ma non voglio certo che mi vengano sbattute in faccia sulla mia bacheca senza essere neanche avvisata e avere la possibilità di scegliere se vederle o no.
Per me è violenza allo stato puro. È un'aggressione e mi lasciano di malumore per il resto della giornata oltre a provare risentimento per chi le ha pubblicate.

C'è un altro tipo di post che ultimamente mi si affaccia sulla bacheca, mi lascia perplessa, mi fa riflettere e mi permette di conoscere e confrontarmi con una realtà a me distante.
Apprendo che oltre a esserci i "child less" ovvero le persone senza figli, ci sono pure i "child free" ovvero quelli che non ne vogliono avere.
Fin qui tutto bene, il mondo è bello perchè è vario o avariato, sono la prima che sostiene che non è assolutamente vero che tutti dobbiamo fare o amare le stesse cose, che se uno non se la sente di essere genitore può tranquillamente passare la mano.
La cosa che mi fa rodere discretamente il regal deretano è il loro sentirsi superiore a noi, più fichi di noi.
Già nel definirsi liberi (free) per antitesi giudicano che noi non lo siamo, ci vedono come schiavi.
Probabilmente loro sono quelli che quando hanno come vicino di posto in treno o aereo un bambino si grattano gli zebedei e alzano gli occhi al cielo, sono quelli che sono a favore dei ristoranti che non vogliono i bambini. Fanno crociate contro la maleducazione imperante dei bambini che in giro urlano, fanno quello che gli pare e i genitori non riescono manco a tenerli a bada. Sono quelli che osservando scene di ordinaria isteria commentano con sufficienza:"Non fate figli se poi dovete comportarvi così".
Magari poi sono gli stessi che si circondano di animali che trattano meglio di figli e che si definisco i loro papà e mamme senza coda.
Io pure prima stravedevo per la mia gatta ma al massimo mi sentivo sua sorella e non certo il suo genitore!

So che sto cadendo in un tranello, in un errore, dividere: noi da loro non è proprio la strada migliore per avviare un confronto.

Quali sono le loro motivazioni?
  1. Il parto è una tortura;
  2. Diventerete dispensatrici ambulanti di cibo;
  3. Lotterete per continuare a divertirvi;
  4. Perderete i contatti con gli amici;
  5. Dovrete imparare un linguaggio da veri idioti per riuscire a comunicare con i vostri figli;
  6. I figli uccideranno il vostro desiderio;
  7. I figli suonano la campana a morto della vostra vita di coppia;
  8. Fare figli è da conformisti;
  9. I figli costano;
  10. Verrete ingannati pensando che non esista niente come un figlio perfetto;
  11. Sarete inevitabilmente delusi dai vostri figli;
  12. Tutti si aspetteranno che voi siate una madre prima che una professionista e una donna;
  13. Le famiglie sono un incubo;
  14. I figli mettono fine ai vostri sogni dell’infanzia;
  15. Non smetterete di desiderare la completa felicità per la vostra prole;
  16. Stare a casa a badare ai figli è incredibilmente noioso;
  17. Dovrete scegliere fra maternità e carriera;
  18. Quando arriva un figlio, di solito scompare il padre;
  19. Ci sono già troppi bambini sul pianeta;
  20. I figli sono pericolosi: vi portano in tribunale senza pensarci un secondo.
Non mi sento migliore o peggiore di loro così come non mi sento migliore ora che sono madre rispetto a prima.
Sento però che essere genitore è una grandissima opportunità che ci viene data, fatta di sorrisi sdentati, baci bavosi e manine cicciotte ma anche di risvegli continui, occhi che guardano ovunque verso i mille pericoli, nervosismo e: toglietemelo di torno sennò lo incenerisco.
Ho la possibilità, il privilegio, la fortuna di vederle crescere, affrontare la vita passo passo.
Ma non mi sento realizzata solo ora che sono madre, anzi ci tengo ad essere donna, o meglio ragazza ancora non completamente cresciuta e cojona dentro, oh insomma! sono tante cose e fra queste anche madre.
Credo che essere genitori sia anche una sfida entusiasmante, un mettersi di nuovo in gioco, in discussione, può spaventare ed essere scombussolante ma può anche essere un punto di partenza per la ricerca di nuovi equilibri. Non è tutto rose e note di carillon anzi è parolacce a denti stretti e liti furiose come non mai.
So che passeranno anni prima che potrò usare il lettino del mare non per buttarci lo zaino sopra ma per sdraiarmi a prendere il sole, so che ci vorrà ancora del tempo prima di riuscire  a svegliarmi all'ora in cui vorrei davvero, so che forse la borsa non mi apparterrà più ma sarà sempre deposito di succhi di frutta, cracker e alloggio di pupazzetti ma ben venga!

Nei loro confronti mi sento come quando parlo con chi ha paura di prendere l'aereo e per questo rinuncia a fare viaggi verso mete lontane, non saprai mai com'è, non sai cosa ti stai perdendo. ok puoi rinunciare a vedere l'Australia e limitarti a vedere Parigi in treno.
Sono scelte....