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mercoledì 16 aprile 2014

I senza figli

Non sono molte le cose che ritrovo su Fb che mi fanno arrabbiare. Ma con queste sono categorica: le cancello immediatamente.
In questo gruppo rientrano le foto shock di animali sgozzati, maltrattati, persone violentate, morte ecc. Il fine è o quello di sensibilizzare su un argomento, ad esempio mostrare l'uccisione di un maiale per dissuadere dal mangiare carne o far vedere gli effetti della droga su un essere umano. Apprezzabile l'intento ma non il modo in cui si cerca di convincere gli altri.
O il bieco fine è avere più clic, ormai quasi tutti i siti, forse un tempo seri, per avere più visualizzazioni possibili hanno capito che tirano due argomenti: uno il più vecchio del mondo, l'altro avere immagini o notizie shock che incuriosiscono e ripugnano al tempo stesso per cui non ci si può esimere dal cliccare, commentare ecc.
Credo che Fb sia uno spazio di condivisione dove divertirsi, riflettere, comunicare ma sempre in un clima di serenità e leggerezza. Se volessi torcermi le budella dallo schifo potrei andare per conto mio a cercare immagini orride ma non voglio certo che mi vengano sbattute in faccia sulla mia bacheca senza essere neanche avvisata e avere la possibilità di scegliere se vederle o no.
Per me è violenza allo stato puro. È un'aggressione e mi lasciano di malumore per il resto della giornata oltre a provare risentimento per chi le ha pubblicate.

C'è un altro tipo di post che ultimamente mi si affaccia sulla bacheca, mi lascia perplessa, mi fa riflettere e mi permette di conoscere e confrontarmi con una realtà a me distante.
Apprendo che oltre a esserci i "child less" ovvero le persone senza figli, ci sono pure i "child free" ovvero quelli che non ne vogliono avere.
Fin qui tutto bene, il mondo è bello perchè è vario o avariato, sono la prima che sostiene che non è assolutamente vero che tutti dobbiamo fare o amare le stesse cose, che se uno non se la sente di essere genitore può tranquillamente passare la mano.
La cosa che mi fa rodere discretamente il regal deretano è il loro sentirsi superiore a noi, più fichi di noi.
Già nel definirsi liberi (free) per antitesi giudicano che noi non lo siamo, ci vedono come schiavi.
Probabilmente loro sono quelli che quando hanno come vicino di posto in treno o aereo un bambino si grattano gli zebedei e alzano gli occhi al cielo, sono quelli che sono a favore dei ristoranti che non vogliono i bambini. Fanno crociate contro la maleducazione imperante dei bambini che in giro urlano, fanno quello che gli pare e i genitori non riescono manco a tenerli a bada. Sono quelli che osservando scene di ordinaria isteria commentano con sufficienza:"Non fate figli se poi dovete comportarvi così".
Magari poi sono gli stessi che si circondano di animali che trattano meglio di figli e che si definisco i loro papà e mamme senza coda.
Io pure prima stravedevo per la mia gatta ma al massimo mi sentivo sua sorella e non certo il suo genitore!

So che sto cadendo in un tranello, in un errore, dividere: noi da loro non è proprio la strada migliore per avviare un confronto.

Quali sono le loro motivazioni?
  1. Il parto è una tortura;
  2. Diventerete dispensatrici ambulanti di cibo;
  3. Lotterete per continuare a divertirvi;
  4. Perderete i contatti con gli amici;
  5. Dovrete imparare un linguaggio da veri idioti per riuscire a comunicare con i vostri figli;
  6. I figli uccideranno il vostro desiderio;
  7. I figli suonano la campana a morto della vostra vita di coppia;
  8. Fare figli è da conformisti;
  9. I figli costano;
  10. Verrete ingannati pensando che non esista niente come un figlio perfetto;
  11. Sarete inevitabilmente delusi dai vostri figli;
  12. Tutti si aspetteranno che voi siate una madre prima che una professionista e una donna;
  13. Le famiglie sono un incubo;
  14. I figli mettono fine ai vostri sogni dell’infanzia;
  15. Non smetterete di desiderare la completa felicità per la vostra prole;
  16. Stare a casa a badare ai figli è incredibilmente noioso;
  17. Dovrete scegliere fra maternità e carriera;
  18. Quando arriva un figlio, di solito scompare il padre;
  19. Ci sono già troppi bambini sul pianeta;
  20. I figli sono pericolosi: vi portano in tribunale senza pensarci un secondo.
Non mi sento migliore o peggiore di loro così come non mi sento migliore ora che sono madre rispetto a prima.
Sento però che essere genitore è una grandissima opportunità che ci viene data, fatta di sorrisi sdentati, baci bavosi e manine cicciotte ma anche di risvegli continui, occhi che guardano ovunque verso i mille pericoli, nervosismo e: toglietemelo di torno sennò lo incenerisco.
Ho la possibilità, il privilegio, la fortuna di vederle crescere, affrontare la vita passo passo.
Ma non mi sento realizzata solo ora che sono madre, anzi ci tengo ad essere donna, o meglio ragazza ancora non completamente cresciuta e cojona dentro, oh insomma! sono tante cose e fra queste anche madre.
Credo che essere genitori sia anche una sfida entusiasmante, un mettersi di nuovo in gioco, in discussione, può spaventare ed essere scombussolante ma può anche essere un punto di partenza per la ricerca di nuovi equilibri. Non è tutto rose e note di carillon anzi è parolacce a denti stretti e liti furiose come non mai.
So che passeranno anni prima che potrò usare il lettino del mare non per buttarci lo zaino sopra ma per sdraiarmi a prendere il sole, so che ci vorrà ancora del tempo prima di riuscire  a svegliarmi all'ora in cui vorrei davvero, so che forse la borsa non mi apparterrà più ma sarà sempre deposito di succhi di frutta, cracker e alloggio di pupazzetti ma ben venga!

Nei loro confronti mi sento come quando parlo con chi ha paura di prendere l'aereo e per questo rinuncia a fare viaggi verso mete lontane, non saprai mai com'è, non sai cosa ti stai perdendo. ok puoi rinunciare a vedere l'Australia e limitarti a vedere Parigi in treno.
Sono scelte....

venerdì 21 marzo 2014

Cucine da incubo

Quando ti accorgi che è arrivato il momento di dare un senso al tuo stare in casa, al tuo essere diversamente occupata.

Quando la Pop frequenta con profitto un corso di cucina, portando a casa financo una cheesecake fatta con le sue manine, e pure buona!
Quando le amiche che hanno 4 lavori, 3 figli e 2 amanti pubblicano su Fb le loro creazioni culinarie facendo a gara. C'è stato il periodo danubio, poi il periodo torta intrecciata di nutella... se non riesci a trovare la voglia e il tempo di farne almeno uno al giorno sei considerata una vera fetecchia.

Quando sono anni che tm Buddy Disastro ti umilia con le sue creazioni e perle gastronomiche facendoti scoprire, prima di avere un ego femminile, salvo poi fartelo riporre prontamente sotto le suole.

Quando tutti guardano e commentano Masterchef come fosse Sanremo e non hai idea di cosa e di chi stanno parlando.

Quando noti con rammarico che gli scaffali delle librerie sono pieni di libri di cucina e non sai se ti dà più fastidio l'ultimo libro di Del Piero o quello di Cracco ma almeno ne apprezzi il titolo "Se vuoi fare il figo usa lo scalogno".

Quando scopri che chiunque si diletta di cucina, forse perchè andare al ristorante è diventato troppo caro per tutti, e posta le foto con orgoglio.

Quando, soprattutto, pensi che in fin dei conti se ce la fa la Parodi, ce la puoi fare benissimo pure tu...
è giunto davvero il momento di buttarsi sui fornelli!!

La tentazione bieca e losca dello stare in casa ti fa altalenare tra due stati d'animo opposti: 1 Oh Dio quante cose vorrei fare e 2 ma chi me lo fa fare? Me ne sto in panciolle.

Ci metto tempo per trovare, scegliere una ricetta e poi comprare gli ingredienti e alla fine realizzarla. La manitoba oltre che ad essere un elemento misterioso è anche introvabile ma a quanto pare è indispensabile. Se vuoi fare il figo usa la manitoba o la maizena, così come anni fa andavano la rucola e il pachino.

Come primo esperimento ho fatto una pizza ripiena con la scarola. Sono partita alla grande,  salvo poi rendermi conto che ci voleva una doppia lievitazione e io non è che avessi poi tutto questo tempo.
Comunque non è venuta male, come ha ammesso con malcelato stupore mm, peccato che odiando lui i capperi e i filetti di acciuga è risultata alquanto insipida.
Poco importa è il senso quello che conta, l'importante è iniziare.
Per la prima volta ho messo le mani in pasta e devo dire che è divertente e può dare anche un po' alla testa, mi sono sentita molto un dio creatore che plasma degli esserini a cui dà la vita!
Ho scoperto inoltre che la ricetta ha un suo senso. Chi l'avrebbe mai detto.
Io la interpreto a modo mio, la modifico e ovviamente poi il risultato è diverso da quello promesso.
Non solo, da tempo ho scoperto di avere un deficit di attenzione quando seguo una ricetta, subito dopo dimentico qualche passaggio o sbaglio a ricordare quantità e passi da seguire, ovviamente ne esce un papocchio incredibile visto che la cucina è chimica, precisione, fisica e forse pure balistica!
Durante la realizzazione poi provo quasi rancore nei confronti di chi ha scritto la ricetta per cui spesso mi trovo a non essere d'accordo con le cose che indica di fare, faccio a capa mia, salvo poi pentirmene e ritrovarmi con le pive nel sacco.
In questo periodo ho usato sempre ricette di Giallo Zafferano che sono molto chiare, dettagliate ma nulla da fare! Mi perdo lo stesso!

Forse anche il fatto di cucinare e contemporaneamente seguire i passaggi dal portatile, infarinandolo per scorrere la ricetta non aiuta!
Ad esempio nella ricetta della pizza di scarola suggerivano di asciugare la verdura prima di cuocerla in padella, io l'ho considerato un passaggio inutile e l'ho svacantata direttamente con schizzi d'olio ovunque e ovviamente a fine cottura c'era un sacco di acqua che ha rischiato di spugnare la mia pizza.

Un altro esperimento è stato il pangoccioli, anche in questa occasione sono partita alla grande, piena di buone intenzioni, decisa a dare alle Pop una colazione sana e nutriente; il mio nemico personale da sconfiggere era Banderas e il suo Mulino Bianco.
Dispongo gli ingredienti sul tavolo, inizio le fasi di lavorazione e solo in quel momento mi accorgo che anche per questa ricetta è prevista la doppia lievitazione.
Dev'essere proprio una cosa che istintivamente è legata a doppio filo a me, ok doppia lievitazione nun te temo.
Procedo stando ben attenta a seguire le istruzioni.
Ad un certo punto mi si dice: iniziando ad impastare con una mano, unite a filo l’olio,il burro e il latte.

Eseguo diligentemente: prendo il burro fuso a bagnomaria e il latte e li verso nell'impasto a filo, anzi per la precisione come se fosse un filo d'olio, per calarmi ancora di più nella parte faccio anche il gesto come se stessi mettendo dell'olio sulla pizza. A parte che mi devono spiegare come cappero faccio ad impastare con una mano e con l'altra versare roba bah...

Tra gli ingredienti mi si elencava un uovo e un tuorlo, io ho usato l'uovo nell'impasto, poi mi gongolavo per la mia grande esperienza di cuoca vantandomi di sapere a cosa sarebbe servito il tuorlo: per spennellarlo sui pangoccioli ma ovvio!

Quando ormai avevo finito, leggo spennellateli con il latte.

Ma come!? Ma porc!!!?

Ovviamente alla fine mi ritroverò sul tavolo, come pezzi di un puzzle venuto male,  l'olio di semi che avrei dovuto unire a filo e il tuorlo.
Mi demoralizzo, proseguo male i passaggi successivi, dovrei pesare ogni panetto e creare delle pallette da 60 grammi ma sono demotivata, ormai certa della debacle della ricetta e anche perchè queste misurazioni mi sembrano da serial killer matricolato. Mi limito quindi a pesare la prima e a fare le altre ad occhio svacantandole sulla teglia senza dargli una forma pangocciolante.
Li inforno e nel frattempo chiedo a chi ne sa più di me cosa devo aspettarmi, se la mancanza di olio e del tuorlo li abbia resi immangiabili, se ha senso aspettare la cottura o meglio buttare il tutto; le risposte mi mandano ancora più in confusione: ma perchè ti hanno fatto mettere sia olio che burro? E che ne so? La tizia aveva scritto che aveva provato varie ricette e di averne poi fatto da quelle una sua personale col meglio del meglio.

 Il risultato, con malcelato stupore del mondo è il seguente.


Non erano male al momento, poco dopo sono diventati duri come piccole meteoriti. Ho sempre la curiosità di sapere come sarebbero venuti con quell'olio e quel tuorlo in più ma non ho avuto ancora il coraggio di rifarli, è una ferita ancora troppo recente.

Un'altra ricetta che ho fatto al volo è il petto di pollo al latte seguendo la ricetta sul telefonino, qui l'unico errore che stavo commettendo e di cui mi sono resa conto in tempo è stato quello di interpretare anzichè mezzo bicchiere di latte, mezzo litro di latte.

La mia conclusione è che le ricette sono scritte apposta in maniera poco chiara e insidiosa altrimenti diverremmo presto tutti grandi chef!
Se la nuova trasmissione della Parodi si chiama "Molto bene" perchè questa è la sua espressione tipica mentre cucina, la mia dovrebbe essere "Ma porco cazz...!"
Mi piacerebbe scrivere un libro per quelli come me, chiamarlo magari "Cucina for dummies" anzi magari già esiste chi lo sa? in cui siano spiegati in maniera ancora più chiara i passaggi e ti dicano prima a cosa servano gli ingredienti o sottolineino i procedimenti più impegnativi.
In cui scrivano: asciuga la verdura prima di metterla in padella altrimenti ti troverai a scrostare l'olio dal soffitto e con un simpatico brodo primordiale che spugna la tua pizza.