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lunedì 20 gennaio 2014

Capodanno in crociera (con due Pop) - capitolo 1

Detta così sembra il titolo dell'ultimo cinepanettone. E forse lo è.

Avevamo pensato di andare sulla neve, volevamo fare i gioovani, gli splendidi, ma sì torniamo a fare i nostri fantastici capodanni sulla neve, a sciare, vin brulè, sauna, canederli e canzoni tedesche, bombardini, fiaccolate and so on... salvo due piccolissimi particolari degni di nota, sotto il metro, rispondenti rispettivamente a uno e tre anni all'anagrafe.
Ci siamo guardati e abbiamo constatato: ma 'ndo cazzo annamo? (D'ora in poi per brevità MNCA).

Poi ci è venuta la fissa di andare al caldo, ma non caldo tiepido ma proprio caldo caldo, da potersi fare il bagno al mare. Abbiamo cercato su internet, pare che Sharm te la tirino dietro, hanno riaperto anche i voli dopo le sommosse egiziane. Bello, fico, fichissimo!
Ci chiediamo: ma farà caldo caldo? Lo ammetto: sono scettica, non mi fido molto di tutti quelli che abitano da Monteporzio Catone in giù (Australia e Nuova Zelanda esclusi).
Cerchiamo info su forum, blog, siti vari ma non si capisce bene quanto caldo faccia. La faccenda sembra molto personale: chi è freddoloso il bagno non se lo fa comunque e chi si butta il primo gennaio nel Tevere.
Andiamo in agenzia e ci dicono che fa freddo, il bagno si può fare solo con la muta, inoltre fa buio presto e c'è vento. Ok allora tutte quelle offerte mirabolanti sono per i matti? Evidentemente si.
Ci illustrano che per andare al caldo caldo dobbiamo rivolgerci a Kenya, Zanzibar and so on. Anche le Canarie che sono in cima alle mete più pubblicizzate non è che vadano molto bene e questo lo sappiamo di persona visto che ci siamo stati a giugno e per noi l'oceano era troppo freddo. Ci dicono pure che in pratica la Pop paga il volo quanto un adulto, inoltre per raggiungere il caldo caldo bisogna fare un TOT significativo di ore di aereo. Magari ti dice bene, come spesso accade quando uno affronta una nuova esperienza con i bambini e ne teme l'esito. Ma se ti dice male? Non ci voglio pensare.... MDCA?!

È inverno e come sempre in questo periodo si succedono e si alternano i malanni di stagione, per fortuna non ci colgono mai tutti insieme, prima la grande, poi la piccola, poi il papà....MDCA?!

Il papà, da suo solito, visto che è amante del genere, ci prova, e tira fuori la possibilità crociera. Propone un itinerario accattivante oltre le colonne d'Ercole, pare che sia sempre in collegamento diretto con MSC Costa and so on. Ma è troppo tardi è tutto pieno.
Ci riprova con un improbabile itinerario che tocca Pisa Napoli Livorno Genova, ad un prezzo molto più basso senza dubbio ma pare il viaggio in cui ti vendono le pentole.
Non mi convince.
Niente da fare, ero scettica dall'inizio ma l'idea iniziava ad allettarmi, peccato.
Poi chiama il diavolo tentatore: che culo! Si è liberata una cabina da 4 nella prima crociera di cui sopra, quella megafica!
Il magnanimo demone ci lascia 5 minuti di tempo per decidere: prendere o lasciare. Per uno strano causa-effetto che ancora devo capire, constatato che abbiamo -17 euro sul conto in banca (MDCA?!) decidiamo di accettare e partire!!

La preoccupazione più grande è di non ammalarsi. Le alternative sono di prendersi tutti i bacilli prima di partire sperando di essere poi immune ad ogni cosa o di creare una bolla di isolamento da qualsiasi agente contagiante. Ci affidiamo al destino e i malanni di stagione ci tengono compagnia pure durante il Natale. 

Fare le valigie è un'impresa per la quale decido di dedicare l'ultimo giorno in cui le Pop sono a scuola. Dobbiamo portare abbigliamento per il freddo, per il caldo, per capodanno, per scendere a terra, per l'aria condizionata ecc. Io cerco di far entrare tutto in poche valigie, mm invece spacchetta tutto e risistema aggiungendo sempre una valigia.

Siamo già stati in crociera un anno e mezzo fa. Marta ancora non c'era o meglio c'era ma era un fagiolino di pochi centimetri se non millimetri. Alice ancora non camminava, non sappiamo cosa si ricorda ma di certo una cosa le è rimasta in mente: la gelatina! Si mangiava sempre la gelatina, ogni giorno un colore diverso. Per lei la crociera è quello! Anche perchè non l'abbiamo più trovata da nessun'altra parte, e te credo aggiungerei.

Una delle paure che abbiamo è: e se soffrono il mal di mare?
Un'altra è: e se la Pop vuole scendere?

Via si parte!
Accade tutto talmente in fretta che non so quanto abbiano capito e se abbiano realizzato che quel palazzone in cui siamo entrati in realtà è una nave che ci porterà in giro per mare.

Purtroppo abbiamo una cabina senza neanche la finestra, per 12 giorni il nostro affaccio verso il fuori sarà la tv attraverso cui vedremo la webcam della nave e in più, cosa forse ancora più grave, non prende Rai YoYo.

La Pop inizia a dire: voglio andare via.
Ecco lo sapevamo...

Più o meno ogni sera, la Pop è stata colta da malinconia, da saudade, da nostalgia di casa, dei nonni, dei giochi, del suo mondo.
La prima tappa è stata Genova. Siamo stati all'acquario e alla città dei ragazzi, un museo per bimbi, la Pop è impazzita a vedere i pesci, correva da una parte all'altra. Per me l'obiettivo vacanza era già stato raggiunto! E Marta intanto se la dormiva.

Poi siamo stati a Barcellona ma questa è stata proprio una tappa farlocca per il poco tempo a disposizione: 4 ore. Abbiamo fatto giusto in tempo ad arrivare a Parc Guell per poi constatare che non c'erano più biglietti disponibili. Nel frattempo la Pop dormiva, noi la portavamo in giro sul passeggino e abbiamo notato che gli unici cristi che ti danno una mano a trasportarlo per le scale sono stranieri nonostante sia tutto un pullulare di italiani.
A Madeira abbiamo trascorso il Capodanno, la nave è arrivata di fronte a Funchal poco prima di mezzanotte e dal mare abbiamo ammirato i fuochi. C'era una piacevole temperatura tanto che la festa è avvenuta a bordo piscina e si poteva stare addirittura senza giacca. La nave non ha potuto attraccare in porto e per raggiungere terra il giorno dopo abbiamo dovuto usare le scialuppe. Al ritorno c'era parecchio mare, impossibile non tornare con la mente ai filmati della Concordia e durante gli sbatacchiamenti vari e i non facili passaggi dalla barchetta alla nave abbiamo pensato senza dubbio MDCA?!
Abbiamo fatto la prima escursione organizzata. Non è andata benissimo, abbiamo scoperto che la Pop soffre di mal di pullman. Dovevamo andare a vedere la seconda scogliera più alta d'Europa ma c'era un nebbione che non si vedeva nulla e poi ha piovuto tutto il tempo. MDCA?!
Comunque un'isola molto bella, da tornarci, mi è piaciuta molto la vegetazione e il paesaggio così insolito per noi.

A Tenerife siamo stati con l'escursione in un parco con gli animali che avevamo visitato anni fa.

Dovevamo sbarcare pure a Casablanca ma causa maltempo (onde alte 6 metri) siamo andati a Gibilterra.
Poi siamo scesi per conto nostro a Malaga: molto carina, anche la zona del porto ci è piaciuta molto.

continua...

vedi anche http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/06/il-lato-umano-della-crociera.html






venerdì 20 dicembre 2013

Come è andata a finire?

Vi avevo lasciato un po' di post sparsi sulla situazione Nido di Marta, inserimento&co.
Poi non ho più toccato l'argomento, forse, avrete pensato, è tutto risolto. Sono passati 3 mesi dal day one.
E invece no.

Forse non affrontavo il tema perchè non c'era molto da dire o perchè il solo pensarci mi faceva bollire il sangue o per pietà e per piacere glissavo.

È stato un succedersi di fasi, un climax di cazzate, piccoli scontri quotidiani con i soliti noti: maestre, direttrice, pediatra del nido con qualsiasi pretesto. La Pop mi sembrava vittima delle nostre incomprensioni, anzi sicuramente era così.
La cosa che mi dava più fastidio era trovarle coalizzate e unite come una falange, arroccate nelle loro convinzioni senza possibilità di confronto o dialogo. Le ho trovate impreparate su mille e uno argomenti su qualsiasi tema affrontassimo. E soprattutto avevo la sensazione che si comportassero nel nido come se fosse un loro regno: qui è mio, faccio come mi pare.

Mi sono sentita in minoranza. Non ho trovato negli altri genitori possibilità di parlare, alcun tipo di apertura. Quasi dovessimo essere pronti ad accettare tutto perchè abbiamo "vinto" un posto al nido comunale.
Non ci sto.
Non è un regalo, nè una lotteria ma un mio diritto.

Nell'ennesimo confronto con loro, stavolta per fortuna avvenuto con toni civili, ancora confessavano la loro incapacità a rapportarsi col fenomeno Marta, in cui dicevano di arrivare la sera a casa cercando una strategia da poter tentare il giorno successivo. Scarsamente convinte dicevano:"Va bè arriviamo a Natale". Come chissà cosa dov'esse cambiare, quasi che lo spirito di Jingle Bells and Happy New Year possa avere un'influenza positiva sui pargoli. Miagolavano talmente nel buio da chiedermi il permesso per filmare Marta, per farla vedere ad una psicologa del comune per avere un parere.

Per l'ennesima volta sono andata dalla mia guru, la mia pediatra. Lei mi ha sostenuto, come fa sempre, mi ha anche detto che se Marta fosse stata più grande mi avrebbe detto di toglierla da lì perchè ne avrebbe accusato pesantamente. Io a quel punto ho tentato il tutto e per tutto sapendo di chiedere molto e di andare un po' oltre, ho giocato il fil rouge di giochi senza frontiere e le ho detto:"Perchè non ci parla lei visto che conosce Marta e me da tanto tempo?". Lei mi ha risposto:"Ma con chi, con quelle?".
Mi sono fatta prendere dalla foga e le ho detto che non è giusto che si comportino così, che il nido non è terra loro, che non è giusto che i bimbi siano in mano a queste persone, al culmine dell'entusiasmo l'ho incitata pure con un:"Daje famoli chiude".
Lei mi ha riportato sulla terra dicendomi che neanche in casi di maltrattamento è possibile arrivare a tanto, purtroppo.
Mi ha detto che ne avrebbe parlato con una pediatra che sente spesso responsabile dei nidi del municipio e che mi avrebbe fatto sapere.

Non le ho più chiesto nulla, anzi ho cercato di non romperle più le scatole, consapevole di essere andata oltre il normale rapporto dott. della mutua-paziente, di averla messa in mezzo a una guerra a cui giustamente non era tenuta a partecipare.

Da qualche giorno al nido va meglio, diremo anzi che va addirittura bene.
Vedo le maestre sorridere, cosa che in passato non accadeva mai.
Ho visto la pediatra del nido parlare fitto fitto con la direttrice e io ho cercato di passare zitta zitta senza farmi notare ma le mie vibrisse hanno captato qualche onda positiva.
Siamo anche arrivati al paradosso: la maestra mi ha fatto i complimenti per la borsa che indosso e che per la cronaca porto quotidianamente da tre mesi in qua. 
Ieri le ho fatto un regalino per Natale, anche se non mi piace questa abitudine di ingraziarsi le maestre, ma è stato un altro passetto avanti. Mi ha ringraziato colpita e commossa, abbiamo parlato di vacanze, mi ha addirittura invitato ad andare in camper con lei...va bè ora si esagera!

Ieri per caso passo dalla pediatra e mi dice che ha parlato con quella del nido giusto una settimana fa. Tutto torna. In realtà non si sono dette granchè, lei ha consigliato alle maestre di stare un po' più serene che così di conseguenza lo sarò pure io e anche Marta.

L'importante è che lei ora stia bene.

Non mi illudo di aver sconfitto il sistema, non la reputo una vittoria.
La mia passione rimarrà sempre quella di lottare contro i mulini a vento.
Però qualcosa si è mosso e rende ogni cosa possibile.

Spero che tutto ciò abbia fatto capire a loro che non sempre tutto è inquadrabile  e codificato, bianco o nero, ad A risponde B. Che non ha senso arroccarsi e pavoneggiarsi di avere un'esperienza pluriennale a contatto coi bambini ma di avere l'umiltà e il coraggio di mettersi sempre in discussione.
Anche a me ha insegnato a mettermi in discussione, a confrontarmi con l'altro, talvolta con l'opposto ma anche a non mollare, ad andare avanti, anche se stavolta in ballo c'era tanto, tantissimo: Marta. Ma io d'altro canto, avrei proseguito fino all'autodistruzione pur di non tornare sui miei passi.

Non penso siano cattive persone solo che non avevano voglia di porsi troppe domande, andavano avanti secondo il loro protocollo e stop. Stupidamente i nostri scontri di vedute hanno avuto delle ricadute sulla protagonista delle nostre divergenze che inevitabilmente ne ha risentito sempre più e forse ci ha fatto dimenticare che al centro di tutto di doveva stare lei, il suo benessere e null'altro.


Please and change