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mercoledì 27 febbraio 2013

Non habemus papam

Il papa si è dimesso.

Come al solito le notizie importanti le apprendo leggendo le bacheche degli altri su Facebook.
All'inizio pensavo fosse morto poi ho letto bene "Ah no si è solo dimesso chissà che mi credevo...".

A chi mi chiede cosa ne penso a riguardo, la mia prima reazione è citare il grande capo indiano di 610 ovvero "Estiqaatsi!!" per non parlare poi di quello ancora più importante "Estigranqaatsi!".
Il mondo del Vaticano, il papa mi sembrano così lontani da me, da un lato siamo vicini: tutto sommato condividiamo lo stesso spicchio di cielo romano, eppure li sento così distanti dalla realtà.
Con le loro regole millenarie fossilizzate, rimaste ancorate al medioevo.
Loro vanno avanti per conto proprio, incuranti delle regole dello Stato con cui volenti o nolenti convivono.
Il papa ha già deciso di dimettersi, non ha chiesto un parere, tanto meno a noi, e così l'elezione del nuovo pontefice sarà una procedura dalla quale noi cittadini siamo totalmente esclusi.
Quindi....che serve parlarne? Che senso ha?

I mass media si sono fiondati su questa succosa notizia che ha smosso dal torpore migliaia di persone che forse stavano sonnecchiando persi e confusi dai comizi elettorali.

Il papa ha dato la notizia, in latino, circa due settimane prima.
Meno male che non l'ha fatto con maggior preavviso altrimenti i tg avrebbero avuto ancora più tempo per fare le congetture più fantasiose, porsi gli interrogativi più vari e alla fine il dubbio che avremo tutti sarà: ma si chiamerà ancora papa? come andrà vestito? dove andrà a vivere?
A queste e altre infinite e ridicole domande per risposta vale sempre citare il grande capo indiano.

Alla notizia delle dimissioni i fedeli si sono divisi: c'è chi ha apprezzato il lato umano, quando uno non gliela fa, molla tutto e si ritira a vita privata, c'è chi invece si è sentito un po' tradito, ha considerato il suo comportamento un po' da puzzone. I mestieri di papa o re sono a vita, per sempre, come ha detto un signore intervistato:"Prima si diceva morto un papa se ne fa un altro, ora ci hanno tolto pure questa certezza".


Io non so che dire. Ho negli occhi l'immagine di papa Wojtyla che si è trascinato fino all'ultimo secondo di vita, di energia, ha continuato nel suo ruolo, andando in giro, pregando, parlando anche quando le sue parole risultavano ormai incomprensibili ed era piegato in avanti all'inverosimile. A che è servito tutto ciò? Forse è stato un esempio per tutti, a non mollare, ad andare avanti. Ha sbattuto in faccia a tutti la propria tenacia, la forza, la voglia di andare avanti, rinunciando anche al proprio ego, alla propria dignità nel farsi vedere malato e vecchio. Perchè forse è anche questo che si chiede ad un papa...  
Il confronto con questa rinuncia, che molti definiscono moderna, è ancora più stridente.
Forse dietro ad essa ci sono scandali che scuotono il mondo della chiesa, forse ci sono fratture interne... chi lo sa?

Questa notizia mi ha fatto venire in mente le suorine con cui ho convissuto l'esperienza del parto in clinica. La maggior parte venivano dall'Asia, secondo me hanno scelto il velo solo per sfuggire da una realtà di fame e miseria. Si sono ritrovate catapultate niente di meno che in Europa, a Roma, la culla della cristianità, chiuse in una clinica per lavorare 10 ore al giorno, sfruttate. Mi facevano domande curiose su Roma, su dove abitavo e mi sono resa conto che non conoscevano neanche i dintorni della clinica, figuriamoci Roma. Forse al massimo le porteranno ogni tanto in gita premio a S. Pietro. Facevano il loro lavoro con dedizione e cura ma mi chiedo cosa pensano veramente e cosa pensano delle dimissioni del papa, se, prevedibilmente, lo difendono a spada tratta oppure no.
Cosa pensa una giovane donna che decide di dire addio alla sua famiglia, alla sua terra, per andare migliaia di chilometri lontana a lavorare come infermiera in una clinica, ad aiutare a far nascere dei bambini, quei figli che lei sa già che non potrà avere mai.
Assistere, guardare gli altri vivere una felicità che le sarà sempre proibita e sconosciuta.
E penso a suor Cherubina che si occupava del nido, che accudiva i neonati con amore e grandi sorrisi. Era appassionata di raccolte punti e gadget omaggio, per questo vorrei ricordarla come Suor Campioncina.
O alle due suorine del turno di notte, sempre insieme a coppia, una di queste in particolare aveva uno sguardo sveglio e ironico, faceva sempre battutine spiritose che mi lasciavano interdetta, per questo la chiamerei suor Mefistofele. Quando sono andata via e ci siamo salutate mi ha confidato "Sai io ho un nipotino piccolo..." come per dire che è la cosa più vicina ad un figlio che ha.
E penso a tutte le altre pinguine da cui sono stata circondata. Al loro modo semplice, onesto e pulito di fare, alle loro mani sempre fredde, ai loro golfini candidi di lana bianca. Al modo in cui tenevano la clinica sempre in ordine e perfettamente linda ed efficiente, decorandola con oggetti di dubbio gusto (le buone cose di pessimo gusto!!) che da anni non vedevo, ognuno con il suo bravo centrino.
E penso a quanto tutto questo sia lontano dal Vaticano, dalle scarpette rosse di Ratzinger.





Domani, con la semplicità e la sobrietà che sempre lo hanno contraddistinto, Benedetto XVI prenderà un elicottero e volerà a Castel Gandolfo.




martedì 19 febbraio 2013

Fenomenologia di Peppa Pig

C'era un tempo in cui alle 8 di sera si guardava il telegiornale.
Ora la tv è appannaggio dei piccoli e a quell'ora si guarda PeppaPig tutto attaccato.
Ogni tanto qualcuno ti chiede il parere su un nuovo programma televisivo o su qualcosa di incredibile successa in tv e tu non puoi far altro che fare la faccia a punto interrogativo e dire "Non ho visto nulla...sai a quell'ora c'è PeppaPig" cercando se non comprensione almeno solidarietà.
All'inizio ti scoccia pure un po' questa sovranità suina, poi inizi ad intuire che il lasso temporale di quei 5 episodi consecutivi tutto sommato puoi girarlo a tuo vantaggio.
Quindi cerchi di sfruttarlo il più possibile per fare quello che avresti dovuto fare e da tutto il giorno rimandi tipo la doccia o pipì o una telefonata.
Ma perchè piace così tanto ai piccoli?
Sicuramente per il suo disegno naif e così vicino al loro con le sue tonalità pastello e le linee essenziali.
Ricordo quando eravamo novelli e mm disse che i protagonisti sembravano dei phon con gli occhi... e ormai neanche facciamo più caso al fatto che hanno tutti e due gli occhi su un lato come le sogliole.
I personaggi sono tutti animali: Zoe & le gemelline Zuzu e Zaza Zebra, Danny Cane (Dog), Emily & Edmond Elefante, Rebecca & Richard Coniglio (uno scoopssss ai quali si aggiungeranno i gemellini Rosy e Robby nella quarta serie), Candy Gatto, Suzy Pecora, Pedro Pony, Freddy Volpe, Delfine Asino...
Nell'elenco risultano pure tali Kylie & Joey Canguro e Wendy Lupo ma non mi sembra di averli mai visti.
Una grande regola aurea del cartone animato è che ognuno ha come iniziale del nome quella della propria specie, sfugge a questa regola il fratellino di Peppa, George e i cugini Chloe e Alex...chissà perchè. Da wikipedia sembra perchè erano finiti i nomi con la P.
Nella prima serie italiana viene mantenuto il secondo nome in inglese poi in seguito viene tradotto in italiano facendo un po' perdere il senso di queste divertenti assonanze.

Ma non è l'unico mistero...
Tutti insieme vivono in un ben non precisato paese caratterizzato dall'avere un'infinita serie di colline ripidissime sulla cui sommità sorge sempre e solo una casa. Sono più o meno tutte uguali tranne quella di Rebecca coniglio che giustamente è sotto terra.
Colpisce la morfologia tutta colline del paesaggio, verrebbe da chiedersi "Ma la frizione e il freno della macchina dopo un anno la buttano?" e invece per gli abitanti è tutto normale. Tant'è che in una puntata si vede come il paese sia colpito da un'alluvione e che rimangano fuori dall'acqua proprio solo le sommità delle colline e quindi le case e si può vedere come la popolazione reagisca con tranquillità a questa calamità quasi fosse un'abitudine. Quindi la scelta di posizionarsi solo sui cucuzzoli delle montagnelle dopo tutto non è così incomprensibile!
I bambini frequentano tutti la stessa classe di asilo, probabilmente hanno tutti la stessa età di Peppa ovvero 5 anni, mentre i piccoli Richard e George ne hanno due. L'asilo è quello che tutti vorrebbero avere con l'aula di musica, di teatro... lì insegna Madame Gazzella che incredibilmente è stata anche la maestra di tutti i genitori dei piccoli.
E' tutto molto semplice e codificato, non ci si può sbagliare, c'è un solo nucleo famigliare per ogni specie animale, un solo negozio per ogni tipo, non c'è concorrenza, la maestra è una, la scuola è una, vige il monotematismo: le donne leggono tutte la rivista "Ezza", in tv c'è sempre e solo un personaggio misterioso: Mister Patata, non si capisce bene che bestio sia ma è una patata gigantesca. Tutti guidano lo stesso tipo di automobile una specie di nuovo maggiolone.




Ogni tanto il narratore spara qualche sentenza inconfutabile tipo: tutti amano saltare nelle pozzanghere di fango, tutti amano i castelli gonfiabili ecc.

Perchè dopo tutto il mondo dei bambini è così: ha poche grandi certezze ed è molto semplice e lineare, senza inutili complicazioni.

Un altro mistero è legato alle professioni dei genitori. Non è chiaro che lavoro facciano i genitori di Peppa, la mamma lavora da casa al pc, il papà va in ufficio e da sua spiegazione si evince che trasforma i numeri complessi in numeri semplici...forse fa impicci finanziari in banche con sedi nei paradisi fiscali? (Da wikipedia risulta architetto bohh?!). Poi a parte Nonno Cane che guida il carro attrezzi e ha la pompa di benzina, il padre volpe che vende a domicilio qualsiasi cosa e il padre Zebra che fa il postino...tutti gli altri mestieri vengono svolti dalla signora coniglio, ovvero dalla sorella gemella della mamma di Rebecca...ok vi siete già persi.
Tutta l'economia in sostanza è retta dalla signora Coniglio che non si capisce come ma riesce a fare più mestieri contemporaneamente: bibliotecaria, venditrice di gelati, cassiera al supermercato, infermiera, autista del pullman, dello scuolabus, del camion dei pompieri e del treno e pilota di elicottero. In una celebre puntata la signora si azzoppa, gli altri cercano di sostituirla e si blocca tutto il paese!

La famiglia di Peppa è composta da i due piccoli, mamma e papà Pig, nonno e nonna Pig, gli zii Pig e i nipoti.
Il personaggio più simpatico è sicuramente Papà Pig perchè è umanamente maiale o come dir si voglia suinamente umano: è pigro, gli piace stare sul divano a guardare la tv, non ama fare sport, è ciccione, gli piace mangiare e dormire, non sa leggere le mappe e puntualmente fa perdere tutta la famiglia.
La mamma invece è molto precisa e attenta ma nella puntata del luna park tira fuori anche un insospettabile lato oscuro quando il giostraio la sfida quasi dicendo che è difficilissimo vincere al suo gioco, lei fa gli occhi piccoli, astuti e cattivi e fa man bassa di tutti i premi!
George adora i dinosauri e l'unica parola che dice è proprio dinosauro e la tira fuori sempre e comunque.
Nonno Pig ma anche Nonno Cane e Nonno Coniglio sono simili ai nostri nonni, appassionati marinai, hanno barchette con cui si sfidano in gare improvvisate, collezionano navi in bottiglia e hanno capanni e soffitte stracolme di roba vecchia o arnesi per il bricolage.
A mio avviso piace questo cartone animato ai grandi perchè presenta tutte le debolezze e i vizi di noi umani adulti e ai piccoli piace perchè alla fine qualsiasi cosa succeda ogni puntata si conclude con uno scatafasciamento di risate generale!!
Ed è un insegnamento che non dovremmo mai dimenticare.
Peppa Pig docet.

La seconda parte http://buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2013/04/eziologia-di-peppa-pig.html