pubbli larga

martedì 30 ottobre 2012

Terrible two

Ho capito perchè chiamano così questa fase d'età, non perchè i bambini diventino indemoniati (O forse si? Ve lo dirò fra una settimana.) Ma perchè in sostanza la società non li caca.
E' una fascia anomala, ambigua, nè carne nè pesce.
Il dilemma è nato da queste situazioni meteo come dire? Di cacca e la necessità di inventare qualcosa da fare nel tempo libero.
Allora ti accorgi che ogni attività da fare per i bambini è over 3.
Intorno ai due anni sei considerato poppante o tendente a morula.
E invece non è affatto così perchè intorno ai due, un bambino non è più nella fase "dove lo metti sta", tra l'altro mi chiedo se ci sia mai stata davvero questa fase, ma, giustamente, vuole essere stimolato, fare cose, andare in giro che non sia solo il solito giretto al centro commerciale ma something else, something more.

Se uno ha tempo, soldi e forza di volontà può fare un sacco di corsi a tema.
Yoga, piscina per mamma e figlio.
O i corsi di musica da fare insieme.
Da questo punto di vista è un'ottima cosa.
Se uno viene solo sfiorato dal dubbio che il pargolo sia già in così tenera età sopraffatto da troppi impegni extrascolastici, che abbia un carnet sociale pregno, secondo solo a quello di Paris Hilton, che sia stressato e soprattutto si chiede "Ma tutte queste cose gli piacciono davvero?!" si può almeno consolare sapendo che non lo va parcheggiando a destra e manca ma che, almeno per il momento, queste attività si fanno insieme.
Non dimentichiamoci che una tanto allegra canzone per bimbi nonostante il tono musicale scanzonato parla proprio di questo: di stress, di bambini che fanno il tempo pieno e altre 8000 attività, che non je la fanno più, vogliono solo stare con mamma e papà (sigh!), ma un sistema rapido, infallibile e geniale fortunatamente io ce l'ho, se me lo chiedete per favore il segreto io vi svelerò...
Il fatto è che fra tre mesi sarò anche in altre faccende affaccendata e non so quanto potrò continuare a fare queste attività insieme o se qualcun'altro potrà aiutarmi e farlo al mio posto.

Comunque spulciando su internet e chiedendo ad amici vari le alternative sono queste.
O recarsi presso una biblioteca comunale, non so se in tutte ma in quelle che ho visto io c'è uno spazio per bambini con moquette e cuscini dove si può stare, leggere un libro in tranquillità.

Peccato che la domenica e il sabato pomeriggio spesso siano chiuse.
E che l'indispensabile ascensore sia scassato ma...che stai a cavillare?

Ce n'è una ancora più fica http://www.casinadiraffaello.it/

Tutte fanno letture animate, anche qui eventi over 3.

Poi c'è il museo dei bambini Explora http://www.mdbr.it/. Over 3 ma dai 2 si paga: ammazza che furbi! L'ho visto solo da fuori, ci sono degli ingressi ad orario che non trovo molto comodi, uno con un bambino arriva quando può ed è già tanto se ci riesce.

Poi avevo trovato una cosa molto fica che organizza l'Auditorium, dei concerti con musica dal vivo of course, per bambini suddivisi in varie fasce di età, anche da 1 a 8 mesi, fino a 2 anni ecc.
Ho visto il video

mi sono talmente infojata che sono corsa in loco ma era tutto esaurito.
E pensare che non te lo tirano neanche dietro, in totale, la famigliola arriva a spendere 50 euri. In più fanno pure un incontro preliminare per spiegare come avviene il tutto, pure questo non è che lo capisco molto: già tanto che riesco ad arrivare in loco il giorno stabilito per il concerto, ora devo venire pure il giorno prima per le specifiche!?

Riguardo gli spazi all'aperto le mie ultime uscite al parco si sono caratterizzata dalla Pop che giocava con la sabbia o gironzolava intorno e io con la panza che con la sua paletta raccoglievo la monnezza circostante.
Mi fa troppo schifo vederla giocare nella sporcizia. Ma a quanto pare sono fra le poche che la pensa così, tanti altri genitori stavano tranquillamente a chiacchierare seduti mentre i loro figli giocavano nel pattume. Allora ad una situazione così non c'è proprio possibilità di recupero, stai nello schifo e ti piace pure starci visto che non fai niente per cambiare le cose, come un maiale che si rotola nel fango con tutto il rispetto per Peppa Pig perchè a tutti piace saltare nelle pozzanghere ma fino a un certo punto.


C'è sempre Ikea che ha messo uno spazio giochi libero al chiuso e lì i bambini si divertono come non mai.
Chissà com'è per vedere il mondo come vorresti spesso l'unica alternativa è andare lì, da Ikea.

Poi c'è la questione scuola materna che inizia a premere, sto ancora combattendo con la faccenda asilo e già bisogna preoccuparsi per l'anno prossimo. Questa nuova scuola che a detta di molti sembra più una caserma, una scuola nel senso peggiore del termine che non ha nulla a che vedere con casa o con il rassicurante (?) asilo nido.
Ne parlo con la mia amica finlandese,
le dico che non è previsto che i bambini dormano dopo pranzo, non si è capito se per intenti pseudo-pedagogici o perchè non hanno i fondi per i lettini e che alcuni li fanno riposare appoggiati sui banchi.
Lei mi fa "Ma perchè i bambini qui alla materna stanno sui banchi? Da noi fino a 7, e dico 7 anni, la scuola è gioco, si sta sui banchi solo dalle elementari in poi..."
Datemi la Scandinavia, voglio naufragare fra le palle dello Smalland!!!

In realtà non ci occorre poi molto nelle lunghe giornate invernali.
Basterebbe un locale, neanche tanto grande, privo di pericoli, con morbida moquette e attrezzato con tubi, giochi, peluche... per far pascolare i bimbi in libertà.

Delle volte sembra che si stia pretendendo la luna, che ci si debba incazzare o fare le crociate anche per ottenere quello che sembrerebbe ovvio e scontanto: un ambiente decente, pulito, sicuro, confortevole, avere a che fare con persone che sono a contatto con i nostri figli che almeno siano ragionevoli, dolci, comprensive...

Scontrarsi (confrontarsi) ogni santo giorno con la maestra del nido, la maestra della piscina, le maestre di vita, le mamme che uno incontra è sfiancante...sentirsi una mosca bianca e chiedersi "Aho ma in fondo che sto chiedendo?!".





martedì 16 ottobre 2012

15/10

Non mi piace scrivere in occasioni delle ricorrenze ma ci sono degli argomenti che vengono fuori da soli, che chiedono di essere trattati, che premono.

Ieri sera poi la bacheca di Fb mi si è riempita di candele, ma anche di palloncini colorati e farfalle, impossibile, anche volendo, fare finta di nulla.
So che nella situazione appanzata in cui mi trovo non dovrei pensare, forse anche scaramanticamente, a cose tristi o indugiare su temi delicati ma è più forte di me.
Più volte per caso mi è capitato di imbattermi in post dell'associazione CiaoLapo di cui già ho scritto, e di sentire in un attimo gli occhi invasi dalle lacrime e le guance solcate dal pianto.
Confesso che sono state più le lacrime versate leggendo storie di illustri sconosciuti che sorrisi che per ora ho riservato alla mia scalciante Marta inside me.
Per ognuno avrei avuto le stesse, identiche parole di conforto, di vicinanza.
Qualche volta ho pensato anche di cancellarli, per non vederli, per non stare male ma poi l'avrei sentito come un tradimento, una mancanza di rispetto per gli altri, un sottrarsi all'impegno e sono andata avanti.
Ho abbracciato virtualmente, metaforicamente questo argomento e me lo porto dentro ormai da tanto.
Ho detto in più occasioni che l'idea di scrivere questo Blog mi è venuta anche trovandomi di fronte a questo aspetto sconosciuto e terribile della vita, che mi ha scatenato un sacco di emozioni e parole spontanee da buttare giù.

Ieri era la giornata mondiale della consapevolezza sulla morte perinatale.

Forse io non sono nessuno, non ho titoli per parlare dell'argomento, non essendo un'esperta in materia, nè avendo vissuto un'esperienza simile, non ho consigli, non ho soluzioni.
Mi sento impotente e attonita di fronte a tanto dolore che non ha un responsabile, una causa contro cui scagliarsi.
Io, penso che se capitasse a me non ce la farei e basta.
Forse neanche il progresso scientifico potrà in un futuro porre fine a queste tragedie, non lo so, non lo so...
So solo che vorrei fare qualcosa ma non so davvero cosa e come.
So che in questi giorni ci sono stati incontri, dibattiti, vorrei partecipare, conoscere di persona, vedere, sentire, ma mi sentirei fuori luogo e inconsapevolmente in colpa col mio pancione.
So che hanno messo degli stand in vari città, chissà come reagiscono i passanti una volta capito di cosa si sta parlando. Io, mi comporterei diversamente al loro posto?
L'unica cosa che nel mio piccolo sento di poter fare è di parlare di questo argomento, perchè troppo spesso non se ne sa nulla e oltre alla tragedia che uno è costretto ad affrontare spesso si aggiungono l'insensibilità degli altri, delle volte anche in buona fede o per semplice ignoranza.
Mi chiedo in quale modo i medici, gli infermieri degli ospedali che conosciamo sono preparati per affrontare una situazione del genere e se ripenso agli esemplari che ho incontrato io c'è veramente da tremare solo all'idea.

Per un uomo che ha sfidato la natura volando dallo spazio ci sono stati tanti palloncini e angeli che hanno fatto il percorso inverso, chissà che da lassù il mondo non si veda un po' più bello....