pubbli larga

venerdì 17 maggio 2019

Acqua in bocca

Credo che il mal di denti sia uno dei dolori più invalidanti, un malessere atroce che ti colpisce nelle parti più sensibili, che ferisce il corpo e la mente.
Ma anche le emorroidi non scherzano.

Il mal di denti ti impedisce di svolgere le normali attività quotidiane al meglio, ti priva di alcuni dei piaceri più belli della vita:mangiare e bere con gusto e appagamento, si impossessa della mente togliendoti la capacità di dormire con serenità e addirittura di pensare.
Ma anche le emorroidi non scherzano.

Il mal di denti non è come gli altri malesseri, che ti metti a letto e poi passa. Niente, quello se ne frega e continua imperterrito qualsiasi cosa tu stia facendo e ovunque ti trovi.
Ma anche le emorroidi non scherzano.



Dicono che bisognerebbe andare periodicamente dal dentista e non solo quando si ha mal di denti anche perchè spesso in questo caso è già troppo tardi....

Credo di avere una soglia del dolore abbastanza alta, non sono solita lamentarmi se sto male, ma cerco di sopportare e andare avanti lo stesso. Non mi piace prendere farmaci come se fossero acqua fresca, neanche gli antidolorifici o tutta quella serie di medicine da banco che ormai viene tenuta a portata di mano e assunta come fossero mentine.

Eppure dopo qualche giorno di iniziale fastidio ai denti e irritazione al freddo la mia situazione era più o meno quella dell'emoticon che ho postato sopra. E ho dovuto prendere ,mio malgrado, la Tachipirina che aveva su di me un effetto allucinogeno immediato e più tardi anche l'antibiotico.

Nei momenti di crisi pensavo: ma come facevano in una situazione così nell'800 o nel Neolitico? Poi ho riflettuto che magari simili problemi non esistevano 1) perchè non c'erano i zuccheri e le farine raffinate di oggi, causa dei nostri mali 2) perchè spesso uno moriva prima e i denti non facevano in tempo a guastarsi. 

Il mio dentista, l'attuale, dopo una lunga serie, è uno strano ibrido: è medico di famiglia (ma non il nostro) e dentista. Il fatto positivo è che quindi in una o nell'altra veste è sempre presente in studio, e davvero dalla veste capisci se sta esercitando una o l'altra professione: se è in borghese o se ha il camice. Il fatto negativo è che c'è sempre un sacco di gente e che come tutti i dottori gli appuntamenti sono sempre in ritardo.
E' super-disponibile, io spesso ci passo senza avvertire, il più delle volte in tardo pomeriggio e usciamo di là che è notte. E' sicuramente un dentista atipico: è praticamente per nulla attaccato al denaro, sono sempre io che devo affrontare l'argomento "saldiamo il conto"; lui ne è quasi infastidito. Poi è tranquillo e pacioso, non è mail allarmista, nè nervoso.
Ci siamo finiti per caso dopo un'intera estate passata al mare da una dentista specializzata in bambini nel tentativo di far visitare Marta; dopo varie sedute in cui mi sono seduta con lei sulla poltrona, in cui abbiamo gonfiato guanti chirurgici come palloncini al termine delle quali il responso fu: "Com'è la situazione di Marta?" "E che ne so? Ancora non sono riuscita a vederle in bocca. Dovete portarla al Bambin Gesù e farle una semi-sedazione perchè non collabora". Prenotammo dal luminare della scienza e della tecnica ma nel frattempo chiedemmo consiglio alla segreteria della pediatra e ci consigliò lui.
Fu amore a prima vista, nonostante l'aspetto da orso Yoghi grande, grosso e peloso, le Pop adorano andare da lui, sarà perchè l'assistente per premiarle regala Tic Tac (un po' un controsenso lo so!), un po' perchè possono fare le gare sulle sedie girevoli, un po' perchè nello studio c'è sempre per loro una megascatola di colori ed intanto che aspettano la visita dell'altra si dedicano a fare disegni che il dentista poi appende nello studio. E durante quella prima visita in 5 minuti riuscì più lui a visitare e a capirci di  Marta che non gli innumerevoli tentativi fatti d'estate al mare. 

I miei rapporti con i dentisti sono stati sempre abbastanza catastrofici. 
Iniziai da bambina quando mi portarono da un dentista a Roma '70, lo mandai a fanculo, mi alzai e me ne andai, forse gli tirai pure i baffi.




Alla scuola elementare veniva spesso un camioncino argentato, uno studio dentistico ambulante, con un dentista di 150 anni, vecchio, forse anche con le mani tremolanti che controllava a tappeto tutti i denti dei bambini. Faceva quello che oggi chiameremmo screening metteva apparecchi mobili, faceva calchi a tutto spiano. Forse diventò pure miliardario.
Non so se sia stato un bravo medico ma sicuramente era un'attività utile, spesso era la prima occasione per molti bambini di essere visitati; e con le stesse modalità ci fecero anche la visita oculistica, le vaccinazioni a tappeto fatte nell'ambulatorio di scuola: la tubercolosi, la rosolia...
Comunque ricordo ancora l'angoscia nell'arrivare a scuola e vedere quel camioncino argentato e il sapore schifoso della pasta per fare il calco ai denti.

Più tardi misi l'apparecchio fisso e ci furono gli sfottò dei compagni cretini e il tormento di questi ferretti che tiravano i denti, la pelle della bocca che si feriva con i ganci, il non riuscire bene a pulire dopo i pasti, i sorrisi con le labbra serrate per la vergogna.
E alla fine di tutto quel tribolare la gioia di toglierlo.

Con i denti sono sfortunata, c'è gente che mangia mille dolci e sta benissimo, io basta che respiro e mi riempio di carie.
Credo dipenda dall'acidità della saliva o dall'avere culo non so.

Negli anni sono passata da mille dentisti: da quelli più rassicuranti, agli studi mega-fichi, alle catene in franchising che oggi spuntano come funghi ai piccoli studi di quartiere.
Ognuno mi ha detto la sua parlando sempre male del predecessore.

Ad oggi continuo a tribolare, ad avere carie che attecchiscono alle vecchie otturazioni; io ogni volta penso: ora sto a posto per un bel po' e invece non finisco mai.
Perfino in gravidanza al 9 mese mi esplose un mal di denti che dovetti curare dal dentista!

Ora quando un'ortodonzista mi intravede da lontano si getta a pesce su di me proponendo i nuovissimi ed efficacissimi apparecchi di ultima generazione e addirittura mi confessa che non si capisce proprio che in passato ho usato la macchinetta fissa perchè la natura ha preso il sopravvento e ha neutralizzato i risultati che avevo ottenuto.

Mi hanno sempre detto che con questi denti io sicuramente avrei sofferto di mal di testa e mal di schiena atroci perchè le chiusure errate si ripercuotono su tutto il fisico, addirittura sulla postura. In realtà non mi è mai successo, forse nella mia stortitudine ho trovato un equilibrio.

In tutto ciò sono circa due settimane che non posso mangiare liberamente quello che mi pare, anzi il cibo ha perso proprio ogni importanza; mettetemi una dentiera ma fatemi tornare a magnà con gioia!

martedì 9 aprile 2019

Strega!

Finalmente ho messo a frutto una mia grande dote: saper leggere velocemente.

Talmente veloce che molto spesso chi osserva giorno dopo giorno il mio sbranare voracemente le pagine di un libro ribatte:"Naaa non è possibile stai già lì?"

Talmente veloce che quando ero alle elementari e dopo un paio di giorni riportai il libro in classe nella piccola biblioteca di scuola, la maestra non credeva che lo avessi finito e mi umiliò davanti a tutti facendomi delle domande per vedere se davvero l'avessi letto. Risposi bene. Maestra muta. Quasi come se fosse una colpa leggere veloce!

Talmente veloce che poi dimentico presto la trama di quello che leggo per cui se ci sono molti personaggi devo disegnare un albero genealogico con i legami di parentela sennò mi perdo o mi capita ogni tanto di comprare libri che in passato avevo già comprato e già letto. Delle volte in fase di acquisto ho dei dubbi e chiedo a mio marito:"Mi hai già visto con questa copertina in mano? Ti dice nulla?".

Questo passatempo che prima riempiva il tempo libero, le notti prima di dormire, i giorni di vacanza, gli spostamenti con i mezzi pubblici si è sempre di più ridimensionato fino a ridursi a zero.
Ultimamente lo sto un po' riattizzando in spiaggia sotto l'ombrellone; prima dell'estate faccio una scorta di un sacco di libri che poi quando finisco li sistemo sulla mensola sul letto e prima o poi con il peso mi cadranno in testa.

Libri rovinati dalla sabbia, dal trasporto ogni giorno verso la spiaggia nella borsa insieme a teli, creme e merende.


Ultimamente mi sto sforzando di ricavare degli spazi per leggere ma me lo devo proprio imporre, devo staccare da tutto il resto e fare solo quello. Abbandonando il cellulare e il portatile con le loro facili e sciocche distrazioni.

Qualche tempo fa un'amica parlando tra il lusco e il brusco chiede ad un gruppetto di mamme chi può darle una mano a recensire dei libri per un concorso letterario. Io mi faccio avanti, lei mi chiede che preferenza ho, io dico:"Mattoni, libri belli pesi, meglio se oltre le 200 pagine".

Mi consegna il primo: 500 pagine, lo finisco in 4 giorni.


Riprovo la gioia di fare nottata per leggere un libro, la voglia di leggere ovunque, anche in piscina quasi che per poco non mi accorgevo che la Pop era già uscita dalla vasca e aveva finito la sua lezione di nuoto. Fare altro durante il giorno ma ogni tanto col pensiero correre alla trama del libro. Leggere di giorno perchè di notte è più difficile staccarsi dal testo e può portare a sonni agitati.

Il libro è questo:



e mi ha preso tantissimo, poi scopro che è stato scritto da uno che ha 10 anni meno di me e penso mavaff...com'è possibile!?

In sostanza si parla di un periodo di caccia alle streghe ma non nel nostro medioevo ma nell'America di fine 1600, è quanto mai attuale: la paura del diverso, di quello che non si conosce, che si fa prima ad additare come male piuttosto che provare a comprenderlo o ad entrarci in relazione...vi dice nulla?
Protagonista è la paura, del futuro, dell'ignoto, dell'altro che cresce e si propaga come un incendio fra le persone. Una semplice ragazza un po' originale, diversa dalle altre o forse semplicemente pensante, che non si riconosce nella società in cui vive che è bacchettona e puritana. Ben presto i concittadini iniziano ad additare la giovane anticonformista come una strana ma poi come una strega. La sottoporranno ad un processo a cui testimonieranno persone che le erano state vicino per decenni: cameriere, amici, compagni di scuola...tutti invasati dall'ondata di odio e pronti a citare vari episodi che nel tempo avrebbero dimostrato il suo essere davvero una strega.

La cosa più agghiacciante è assistere alla rapidità e facilità in cui tutto questo avviene e all'impossibilità di poter fermare questa follia che coinvolge l'intera comunità alla quale anche i suoi genitori sono costretti ad assistere inermi.

Viene da pensare che la stessa cosa potrebbe succedere benissimo ad ognuno di noi, a chi si sente diverso dalla massa intesa come gregge di pecore, a chi ha una testa e la usa, a chi non si riconosce al 100% con quello che vede intorno a sè...

Alla fine del libro lo scrittore riporta una frase di Voltaire davvero illuminante. Facciamone tesoro. 






E io intanto ho una pila di nuovi libri che mi aspetta.