pubbli larga

giovedì 26 marzo 2020

40ena (1° parte)

Alla fine ci siamo arrivati davvero.
A quello che nessuno fino a poco tempo avrebbe potuto ipotizzare o se lo avesse fatto sarebbe stato tacciato di pazzia o catastrofismo.
Ci siamo arrivati, non si sa come.
A piccoli passi o all'improvviso, questa è una sensazione personale.
C'è chi lo prevedeva già da un po' e chi si è trovato spiazzato.




Io, per istinto di sopravvivenza e insofferenza nei confronti di regole e regolamenti, all'inizio non ci ho creduto; ho provato a continuare a condurre una vita normale, mi sono rifugiata in ogni anfratto che il dpcm ancora aveva lasciato integro, poi alla fine quando appena fuori dall'uscio ho visto un viavai continuo di lampeggianti blu e volanti da stato di assedio perenne, mi sono arresa.

In realtà in una mezza 40ena noi ci stiamo da parecchio.
Da novembre stiamo a casa tutti e due e ci siamo trovati dopo anni a condividere una scrivania e due pc e a lavorare a distanza di un palmo che manco quando eravamo nello stesso ufficio eravamo così cheek to cheek.
Poi da gennaio è iniziata un altro tipo di 40ena, più tosta e complicata, complice un piatto tibiale fratturato.

Insomma siamo già belli allenati per cui questa quasi non ci fa più di tanto effetto, certo stavolta ci sono in più le Pop, ma di questo ne parleremo.

Siamo già esperti di abbigliamento da 40ena, abbiamo già fatto provviste di tute, pigiami e abbigliamento da casa. Da parecchio abbiamo accantonato jeans e camicie per abbigliarci con una variegato quarantine dress code: c'è la tuta da casa, la tuta per fare hop-hop (ginnastica), il pigiama solo per dormire, la tuta per dipingere che è piena di macchie colorate ma si tiene sempre da parte per i futuri lavori ma quando poi c'è bisogno di nuovo di pitturare si usa sempre la nuova di zecca impataccandola impietosamente, il pigiama bello se ti viene a trovare qualcuno a casa o da usare in ospedale, il pigiama che può passare per tuta...

Il consiglio che vi dò è: vincete la pigrizia, non passate tutto il giorno in pigiama, cercate di creare una differenza tra il giorno e la notte almeno con l'abbigliamento.
Così come sarebbe bene preservare le consuetudini che ci sono sempre state in famiglia, che ci sia una differenza tra giorni feriali e festivi anche se ora la tentazione è che sembra un po' tutto uguale.
Inoltre è meglio non contare, come i carcerati, quanto manca al giorno x, in primis perchè la data di fine che per il momento abbiamo non è di certo quella definitiva  e poi perchè così il tempo non passa mai come quando i bambini chiedono in continuazione in macchina durante un viaggio:"Quando arriviamo? Quanto manca? Siamo arrivati?".
Piuttosto guardiamoci indietro e con orgoglio soppesiamo il tempo trascorso chiusi in casa e vantiamoci del percorso fatto finora.
L'uomo ha una grande capacità di adattamento a situazioni di stress e di novità, la famosa resilienza. Quando uno sta nel pieno della tormenta magari neanche se ne rende conto. Io, in situazioni del genere, cerco di dividere il tempo in piccoli spazi e di affrontare e risolvere i problemi man mano che si  presentano, uno alla volta. In questo momento sento che stiamo affrontando una giornata dopo l'altra, con i suoi piccoli e grandi problemi che comporta, le sue difficoltà vecchie e nuove.
Quando usciremo da tutto ciò ci guarderemo alle spalle e ci chiederemo: ma come abbiamo fatto? Se un anno fa avessimo provato a pensare solo all'idea di ritrovarsi in una situazione simile ci sarebbe sembrato davvero impossibile o da impazzire.
Invece ora che ci siamo dentro ci sembra tutto normale.
Ci sembra normale non poter uscire, affrontare file per fare qualsiasi cosa che includa altre persone, stare chiusi in casa e non poter fare altro, non  poter veder nessuno, stare in casa ed aspettare.

Anche riguardo gli orari gli esperti dicono di cercare di mantenere quelli soliti. Bè in questo non posso aiutarvi perchè ci siamo completamente sbracati, le Pop hanno assunto un andazzo sveglia a mezzogiorno-sonno a mezzanotte e di conseguenza i pasti sono ad orari a dir poco spagnoli ma ho sempre considerato un delitto svegliare un bambino e poi tanto dove dobbiamo andare? Perciò per il momento ci va bene così, viviamo col fuso orario.
Anche noi ci facciamo, increduli, delle gran dormite e dopo giorni e giorni di insonnia post-frattura abbiamo deciso che dopo tutto ce lo meritiamo.

...continua, per forza, la materia è talmente tanta.



Nessun commento:

Posta un commento