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venerdì 16 novembre 2012

Piccola tiranna del mio cuor

Capita di vivere un momento veramente, non dico perfetto, ma ottimale, in cui tutto va bene, che vorresti non finisse mai; se fosse possibile vorresti fermare il tempo in questo fermo immagine a tempo indeterminato. 
La Pop va all'asilo più o meno bene, l'inserimento ancora non è del tutto terminato, diciamo che ci siamo accontentati di farla rimanere fino alle 15. Ma poi quando è con te ora è in una fase davvero divertente: fa progressi continui, impara nuove parole, interagisce. E tu ti sfizi, ti diverti a trovare le cose da fare insieme, ti incazzi perchè questa città è enorme ma per i dueenni offre davvero poco. Vorresti ribaltare il mondo per farla partecipare a qualsiasi iniziativa, farle conoscere più cose possibile: viaggiare, andare ai musei, uscire la sera...
Cerchi di uscire il più possibile, di fare cose nuove, facciamo il corso di musica insieme.
Poi capita la prima febbre della nuova era del nuovo nido.
E va bè la prendi filosoficamente, ci può stare, in fin dei conti è capitolata a metà novembre quando l'anno scorso in questo periodo era già al terzo-quarto episodio di febbre.
Forse è vero che ha immagazzinato anticorpi? O forse dipende dal fatto che ci sono ancora temperature caraibiche?
Ma non fa niente, va bene tutto. In questo periodo di grazia accetti tutto.

Poi all'improvviso, senza alcun preavviso, lei cambia. E ti trovi un altro essere di fronte, completamente diverso.
Lei famosa per i suoi sorrisi radiosi, che spazzavano via le nuvole al solo manifestarsi, che contagiavano di allegria tutti i presenti, che ti facevano dubitare della esistenza di Dio, che irradiavano nella stanza una luce particolare è cambiata.
Si è trasformata in una bambina urlante, di un urlo devastante che uccide l'udito e la psiche. Un urlo acutissimo, da maiale scuoiato. Deve averlo scelto fra tanti, l'ha testato, ha visto l'effetto che ha e lo usa a tutto andare.
Non versa una lacrima, non si può dire che pianga, urla e basta.
Guardo le foto vecchie e mi chiedo "Dov'è finita quella bimba sorridente?".
Se mi dicessero che gli alieni l'hanno presa e portata via e l'hanno sostituita con la versione bastarda non me ne stupirei affatto!
La crisi inizia con un pretesto qualsiasi per poi proseguire. Dopo un po' secondo me si dimentica anche il motivo che l'ha originato e continua per inerzia.
Tenti di ignorarla, una volta ha funzionato e dopo venti minuti mi è venuta vicino tranquilla.
Da ieri invece no. E' andata avanti fino a che i miei nervi hanno tenuto e fino a che la paura che i vicini chiamassero il telefono azzurro non ha preso il sopravvento.
La cosa si è ripetuta per varie volte. Non so quante, il numero percepito è stato infinito, comunque troppe per la mente umana. Troppe per la piccola Marta che sentendo le urla faceva le capriole impaurita nella mia pancia. Troppe per la gatta che dapprima si aggirava preoccupata per casa poi si è rifugiata in balcone non reggendo i decibel delle urla.
E da quel momento si cammina in punta di piedi, si sussurra nella paura che tutto risucceda.
Sembra di essere tornati a poco meno di due anni fa quando c'erano le crisi dovute alle pseudo-coliche (vere o presunte non si è mai capito). Solo che se allora avevi a che fare con un neonato indifeso ora sembra di avere di fronte una persona dalla forza  e determinazione di un bufalo, che ti sfida e riesce pure a vincere. La sensazione è quella di essere suoi ostaggi, che lei decida tutto, che lei voglia non si capisce bene cosa e faccia di tutto per averlo.
CAPRICCI sono solo capricci.
All'inizio pensi che stia male, poverina sta male. Poi ti rendi conto che se ha la forza di gridare per un'ora tanto male poi non sta.
Pensi pure magari la febbre tanto alta le ha danneggiato qualcosa!?
Ti senti un cane a lasciarla in disparte mentre si dispera, cerchi di ostentare indifferenza e dentro un altro pezzo di te muore. Ne risente subito lo stomaco e la mente.
Ho provato a rifare le stesse cose che facevo quando aveva le crisi di pianto serali, a creare un'atmosfera soft, a spegnere le luci, a cantare quella che era la nostra canzone, a seguire un certo percorso in casa e intanto nella mente fare il conto di quanto manca per il ritorno del papà a casa.
Non è servito.
Ho provato a parlarle, col cuore in mano, a spiegarle quello che sentivo dentro, dicendole di aiutarmi, che io ci sarei sempre stata, che se ci fossero stati delle difficoltà le avremmo affrontate insieme con calma e gradualità.
Mi sento in una fase di depressione post-partum posticipata o di pre-parto anticipata. O forse si sono sommate accentuandone l'effetto.
Pensi cose che mai avresti creduto.
Non c'è soluzione, qualsiasi cosa fai o dici è inutile, lei ormai è partita con la sua sceneggiata e non c'è verso di fermarla.
Vorresti portarla al pronto soccorso e dire "Pigliatevela, io non so cosa fare".
Ti senti un genitore fallito, cerchi dove hai sbagliato. Forse le ho permesso troppo? Possibile che le faccia così schifo?
Un momento mi cerca e il seguente mi allontana.
Sembra che io sia l'unica persona con cui voglia stare e poi sembra avercela per prima proprio con me. Neanche stare con me la rilassa.
Pensi che dovresti farla abituare a stare di più anche con gli altri visto che fra due mesi (!) arriverà  Marta ma sembra che ora sia il momento in cui abbia più bisogno di te.
In un attimo capisci come è possibile che accadano tragedia in famiglia, capisci la Franzoni e tutti gli altri, capisci che ci vuole davvero poco in una mente già provata e stanca.
Dovresti starle invece forse più vicino, essere più dolce ma non ci riesci, la vedi solo come una piccola tiranna, piccola tiranna del tuo cuor e temi solo che possa esplodere di nuovo da un momento all'altro.
Fai cose che non avresti mai fatto come uscire a mezzanotte e portarla a fare un giro in macchina.
Non riesci neanche più a prendere sonno dopo che l'hai vista svegliarsi nervosa, un fascio di nervi tesi, ululante, nel dormiveglia ma già sul piede di guerra pronta a combattere.
Non dovresti prenderla sul personale ma non puoi non chiederti: ce l'ha con me? Le faccio così schifo? Casa le fa così schifo?
Cerchi su internet e ci sono milioni di storie come la tua. Tutti a dire "Passerà passerà".
E così la pensa anche la pediatra love love che è diventata quasi la mia psicologa personale.
Solo chi ci è passato sa cosa significa.
E' per l'ennesima volta una palude vischiosa da attraversare.
Solo che stavolta potrebbe durare anni (anni?!), solo che stavolta c'ho la panza ed è tutto più maledettamente complicato.
Non so di preciso cosa sia se terrible two, ansia da distacco, ansia della sorellina in arrivo...so solo che rivoglio la mia Pop indietro.

ps che poi a me 'sta storia del terrible two ha già stufato, sembra la giustificazione per ogni cosa e poi possibile che Lei abbia fatto tutto in ritardo ma per questo aspetto sia arrivata puntualissima iniziando precisamente il giorno dopo il suo compleanno??!!!




4 commenti:

  1. Come ti capisco, sono sulla stessa barca, a me pero' ha aspettato quasi 4 anni per cambiare...com'è difficile, sopratuto con la panza e i ns ormani impazziti

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  2. Guarda, io non sono una pediatra, e nemmeno una psicologa, e sto per diventare mamma anch'io, quindi non posso ancora dire cosa farei o non farei al posto tuo...ma l'arrivo di un fratellino/sorellina è un evento di uno sconvolgimento assoluto per un bambino, di qualsiasi età. Tutto il loro mondo è messo in discussione. La paura, irrazionale, di essere messi da parte può prendere le viscere anche ad una così tenera età. E, visto che di fatto i bambini non hanno filtri, esplode l'insicurezza.

    Sento spesso ancora la frase: "Ma è piccolo, cosa vuoi che ne capisca..." Sbagliato. I bambini piccoli sono come delle spugne e ne capiscono quanto, e forse molto, più di noi. Non è colpa di nessuno, mia cara! Tenete duro, continua a spiegarle che non ha nulla da temere e forse, se necessario, sii un po' dura con la tua piccola tiranna!

    Ho visto genitori applicare sia il metodo dell'ignoro sia quello dei provvedimenti (tipo: pennichella pomeridiana forzata, stile Estivill), e penso che il secondo funzioni molto di più! Caso per caso...

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  3. Non so che dirti, so solo che l'altra sera all'ikea mio figlio ha pianto per tutto un piano perchè dovevamo andare a casa e l'abbiamo portato via dallo scivolo... Ero una di quei genitori con un odioso bambino capriccioso e viziato che strepita davanti ad un no e che mi ero sempre ripromessa di non essere... E anche io ho messo tutto in discussione sentendomi un fallimento come mamma, anche il mio meraviglioso dolcissimo bimbo sempre sorridente si è trasformato dall'oggi al domani in un esigente miccioso capriccioso!
    Fabiana

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  4. In qualche modo sta comunicando...a te capire cosa...analizza quello che succede quando non sta conte e quando sta con te, comincia a rallentare...a volte basta proprio poco per risolvere le situazioni...volevo dirti questa cosa a proposito di un altro post: è ammirevole l'impegno che hai per trovare cose da fare insieme ma bisogna imparare anche a non fare nulla, a prendersi delle pause, magari tornare a casa, fare una merenda e rimanere tranquilli li...non perdere un minuto di tutto il tempo che puoi dedicarle perchè questo si: passa in fretta, ma rallenta un po'...gli eQuilibri tra un po' cambieranno ancora...attendiamo sviluppi...

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