pubbli larga

martedì 11 dicembre 2012

Explora ma da un'altra parte

Ci sono posti, eventi, prodotti dei quali sembra impossibile poterne parlare male. Perchè se lo fai sei fuori, fuori dal coro e fuori di testa.
I facili entusiasmi, soprattutto se condivisi da tante persone mi lasciano sempre perplessa.
Dicono che il pubblico romano sia tutt'altro che facile come sembra.
Sembriamo una popolazione sorniona, tranquilla, sempre con la battuta pronta e invece di fronte a uno spettacolo o ad una novità ci mettiamo lì con le mani conserte, con l'espressione come per dire "Aho mo' facce vedè di che sei capace....mbè tutto qui? E io chissà che me credevo...".
Forse aver visto passare sotto il proprio millenario naso un po' di tutto: dai papi alle mignotte ha fatto sì che nel nostro dna ci sia una visione disincantata del mondo. Niente ci stupisce, niente ci meraviglia e non siamo certo di quelli che comprano certo a scatola chiusa. Bisogna conquistare la nostra fiducia, la nostra approvazione.
In me questo aspetto è moltiplicato per mille.
Anzi più mi parlano bene di una cosa e più mi viene di cercare il pelo nell'uovo, di osservare l'oggetto con la lente di ingrandimento, con la puzza sotto il naso in cerca della fregatura.

Tanto per fare un esempio l'ho già scritto: Eatitaly nun me dice gnente. 

Eppure pare che se non ci vai sei fesso, se non ti piace peggio che mai, se non ne sei entusiasta sei matto.

Con questo blando e pacifico stato d'animo andiamo al tanto decantato museo dei bambini Explora.
Già prima di varcare la soglia ci sono varie cose che non mi piacciono:
-a: l'entrata è ad orari fissi
-b: nei weekend la prenotazione è obbligatoria
-c: il prezzo non è modico: da uno a tre anni pagano 3 euro. Gli adulti 7 euro (perchè mica ce li mandi da soli...)

Le prime due sono cose che collidono palesemente con l'avere un bambino e andare in giro con lui.
La puntualità è un optional e il giungere ad un certo orario in un dato posto è una missione pressochè impossibile perchè ci sono mille imprevisti in mezzo.
Grazie oh museo dei bambini per la comprensione accordataci, meno male che ci dovresti capire meglio di chiunque altro...
Arriviamo e subito vicino all'entrata c'è un'area Poppantovi (da 0-12 mesi). Ci sono sagome morbide, specchi, strumenti musicali da testare. Già immaginiamo che passeremo tutta la durata del tempo a noi concessaci qui perchè alla Pop sembra piacere parecchio. C'è anche una minuscola libreria con qualche libro (di qualità scarsa ma va bè) fra cui uno gonfiabile che ci ha fatto compagnia tutta l'estate con il (o la?) protagonista Olly il polpo.
In sostanza c'è un'area per i piccoli al piano di sotto e una al piano di sopra.
Fatte come? Bè se devo essere sincera in qualsiasi ludoteca o parco giochi un po' attrezzato si può trovare altrettanto. Qui poi ho notato una pericolosa alternanza tra oggetti morbidosi e innocui e superfici dure, di legno, messe quasi a tradimento. Inutile dire che la Pop abbia sperimentato voli pindarici da uno all'altro. Insomma non ho notato grandissima attenzione dal punto di vista della sicurezza.
Questo spazio è sponsorizzato dalla Johnson’s Baby con frasi smielate tipo "Abbiamo cura del vostro bambino".
Ora se penso che questa ditta, con le schifezze che mette nel suo olio e nei suoi saponi, sia quanto di più lontano ci possa essere per il benessere del bambino, resto molto perplessa.
Ho contato questo spazio sponsorizzato, poi un altro dalla Tetra Pak e un altro dalla Centrale del Latte.
Benissimo! Allora non mi fate pagare il prezzo del biglietto se avete tutti questi sponsor che pubblicizzate su tutti i muri.
Mi sento un po' presa in giro come quando pago per vedere un film al cinema e poi lo trovo zeppo di pubblicità più o meno palesi. Ho capito che servono tanti soldi per fare un film ma se ogni 4 minuti partono inquadrature immotivate a prodotti da reclamizzare per non parlare poi di quando entra nella trama, nei dialoghi con frasi assurde tipo "Mangiamoci la PASTA, ok mangiamoci una bella PASTA" allora non fatemi pagare il prezzo di ingresso.

Tornando al museo ci sono altre aree carine, del supermercato, dell'orto, dei pompieri. Le avevo già viste nelle foto di chi ci era già stato ma sono per bambini più grandi.
Al piano superiore c'è una grande area riservata alle scuole, alcune istallazioni non funzionano, altri giochi sono cose viste e straviste...alla fine del giro ti viene davvero di chiederti "Mbè tutto qui?".
Sono stata in bagno, mi aspettavo qualcosa davvero a misura di bambino, cavolo il museo è dedicato a loro, invece niente di che. Pochi e con qualche accessorio ikea ma dei più tristi.
Organizzano un sacco di corsi ovviamente tutto a parte, pagamento extra, prenotazione obbligatoria e sotto i tre anni manco ti considerano...
Poi, incomprensibilmente, le aree per i piccoli esploratori (i Pop) e il piano superiore chiudono un quarto d'ora prima, già si ha un'ora e 45 per visitare tutto poi in più lo riducono pure.

E invece ho sempre sentito parlare solo bene di questo posto.
Inutile dire che sarebbe utile visitare musei del genere all'estero per vedere come il confronto sia impietoso.
L'unico motivo che può giustificare un buon giudizio su Explora è che inserito nel panorama romano desolante in cui c'è davvero poco per i bambini almeno ci si consola e si pensa: è già qualcosa.
E questo spalanca infinite riflessioni sulla nostra città.
Se addirittura hanno pensato a una sorta di abbonamento annuale significa che va considerato un posto da visitare periodicamente perchè tanto non c'è altro.

Per non essere troppo disfattista segnalo anche le cose che mi sono piaciute.
Il posto viene dal recupero di un ex deposito dei tram e questi riusi di edifici abbandonati soprattutto legati all'industria del passato mi piacciono assai. Ora lo stanno ingrandendo.
Poi mi sono piaciuti degli articoli affissi sui diritti dell'infanzia.


Questo se lo devono stampare bene in mente tutti quelli che
 hanno a che fare coi bambini





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