pubbli larga

mercoledì 18 aprile 2012

E se piove?


Io non sono come te.
Io se sto chiusa in casa dopo un po' sclero e secondo me anche la Pop la pensa così.
Allora la prendo e la porto fuori, anche se c'è vento o piove. Lei si guarda intorno, si distrae, cambia aria e sta buona.
Io idem, mi accontento pure del giro dell'isolato o di una puntatina al parco.
O forse lei sta buona perchè io pure sono più serena?
Io ho bisogno di stimoli, di vedere cose, di girare, di fare, ma pure di dire, baciare, lettera (testamento però lo eviterei...).
Ho bisogno di avere sempre il motore su di giri, di stare al massimo, che poi significa forse pure non godersi le cose, bruciare i momenti; io di fronte alla settima meraviglia del mondo potrei fermarmi un po' in estatica contemplazione per poi dire "Si va bè e poi..?"
Per me stare a casa in un giorno festivo o in un weekend significa buttarlo, sprecarlo e mi rode.
A fine anno, quando siamo dovuti stare segregati per una settimana o dieci giorni (non mi ricordo più, ho rimosso) a causa della bronchite della Pop, oltre all'inferno di farle l'aerosol, darle medicine disgustose, vederla stare male e non sapere cosa fare e se quello che stai facendo è giusto oppure no, è stato infernale.
Quando il massimo dello svago concesso era andare a fare la spesa al supermercato vicino casa.
E a capodanno peggio che mai. Alla faccia di quelli che mi dicevano "Ma si... l'importante è che lo passate voi tre insieme, che ti frega?". Sarà...ma quando hanno distribuito lo spirito del Mulino Bianco ero assente, a me questa giustificazione non basta e sapere che il mondo lì fuori sta festeggiando o anche semplicemente facendo qualcosa e io no, me rode. Che i miei amici sono partiti, che i nonni nanni sono partiti e noi qui, me rode.


Tu puoi passare le giornate tranquillamente in casa, a girovagare in evidente stato confusionale quando fuori c'è un sole che spacca.
Io no. A me sembra un delitto. Mi prende la fregola e devo uscire. Sennò inizio a borbottare tipo Sandra Mondaini e arrivata al culmine, prendo le chiavi e scappo.
Devo fare fare fare fare, d'altra parte oggi ci sono e posso farlo, domani chissà.


Io vorrei i miei weekend fitti di impegni, incastrati l'uno con l'altro che neanche la regina a confronto ha un carnet così impegnato.


Con la Pop siamo in quella fase intermedia in cui non è più un molluschetto lattante che dove la metti sta, ma non è ancora una bimba grande che puoi intrattenere per ore con dei giochi.
O forse lo uso io come alibi per evadere.
Fatto sta, com'è come non è, che quando piove è un problema.
Ora andiamo al megaparco, no ma quale mega quella è Villa Ada, noi andiamo al parco e basta e ci stiamo almeno un paio d'ore a rufolare nella sabbia.

Ma se piove che si fa?
Giuro che ci ho provato a stare in casa.
Trascorsi 5 minuti di "Ok quello no...ok quello basta...cosa vuoi? quello? no... quell'altro? no....".
Allora usciamo, anche perchè il meteo ha previsto due settimane di pioggia, mica vorrai fare la muffa per giorni?


Decido di uscire e di tentare il mai tentato, ovvero prendere i mezzi pubblici con la Pop.


Ho un limite, sono mesi che non guido la macchina sola con lei.
Il ricordo delle volte che l'ho fatto è un po' traumatico. Ore nel traffico, lei che strilla, io che smadonno, lei che butta qualsiasi cosa che le dò, soste selvagge in posti improbabili per allattarla (mi è rimasta impressa quella dal mattonellaro di via bo?? zona aurelia), io che sudo per la tensione, anche d'inverno.
Poi ho evitato accuratamente che risuccedesse.
Ora si è aggiunto un elemento ancora più invalidante: abbiamo cambiato macchina, ci siamo fatti un Caterpillar.
Che già solo tirare fuori dal cortile è un'impresa. Andarci in giro non lo so perchè non l'ho mai fatto "Ehhh non l'hai mai provata, potevi fare una prova" e che è? E' una macchina mica l'Enterprise! E il parcheggio co 'sto mautone dove lo trovi?
Va bè non mi fermerete vado coi mezzi.


Mi attrezzo con l'incerata, la plastica anti-pioggia per il passeggino (chiamato da me carrozza), eh si una di quelle cose che vedevi e dicevi "Mai metterò mio figlio sotto sto schifo di plastica che manco una serra dell'orto botanico" ma poichè solo gli stolti non cambiano idea l'hai da accattà.
Prendo l'ombrello, la borsa della carrozza sperando che ci sia tutto il necessaire.
Scendo, nell'androne incontro l'immancabile vecchietta "Coprila che fa freddo" grazie Bernacca ma le finestre per vedere fuori ancora ce l'ho.
Esco ed effettivamente il tempo non è dei migliori, fa freddo, piove e piove a vento.
Fatti pochi metri la Pop si agita, che c'è non ti piace l'incerata? Strano...
Sto all'incrocio, che faccio torno indietro con la coda fra le gambe dicendo "C'avemo provato" o vado avanti?
Only the brave...accendo e vado avanti (senza usare manco un aiuto sob), supero il punto di non ritorno e andiamo a prendere il treno in una stanzioncina che hanno aperto qui vicino.
Appena salite sul treno la Pop cambia, sta buona, si mette ad osservare tutto, guardiamo dal finestrino il parco che ci scivola davanti agli occhi.
Devo dire che sono tutti molto gentili. Ti aiutano mentre devi salire o scendere dal treno senza che tu chieda nulla, se nessuno si muove basta che tu ti finga un pò impedita (o mostri un discreto stacco di coscia) per avere dei solerti aiutanti. Che quando sei incinta nessuno ti cedeva il posto, fingevano di ignorare la panza ma si guardavano la punta delle scarpe. Invece ora è una gara a chi ti aiuta col passeggino. Addirittura un ragazzo mi fa un cenno, io penso "Sarà straniero", invece poi risponde "Prego" e sento che parla italiano. Va bè mi aiuta sans me parler come direbbe Jacques.
Arrivate a Tiburtina facciamo una deviazione e andiamo a visitare la nuova stazione che finora ho visto solo da fuori.
Bella, begli spazi grandi, bei vuoti, moderna, peccato che sia ancora in progress e l'hanno inaugurata mesi fa.
Giro per questi megaspazi avanti e indietro e mando un mms al papide tiè guarda noi dove siamo e tu a fare la muffa.


Poi prendo la metropolitana, tutto ok. Certo non era l'ora di punta, sennò non so come avrei fatto e il passeggino me l'avrebbero fatto volare dal finestrino.
Scendo e oppss il primo ostacolo, i tornelli della metropolitana. E mo' come faccio? Progetto di innalzare la carozza ma quando sono a pochi metri dalla barriera un solerte addetto da lontano mi fa "Venga" e mi apre un cancelletto, quello per i disabili.
Poi percorro il lungo tapis roulant che porta a via bo? Marsala, Giolitti? Non so le confondo sempre. Sembra un incubo di fantascienza, colorato con le luci al neon, la Pop dà segni di insofferenza e ha ragione. Butta il biscotto, butta il ciuccio, butta tutto.
Io persisto. La tiro per un attimo fuori dalla carrozza, mi dimentico sempre che mancando il contrappeso e caricandoci dietro l'impossibile si ribalta e infatti cade. Qualcuno mi aiuta, la rimetto su.
Usciamo fuori. Il passeggino non le è mai piaciuto granchè, forse perchè l'abbiamo usato poco preferendo il marsupio o la fascia. Non è il momento giusto per imbizzarrirsi, piove, non ho un posto dove fermarmi.
Arriviamo a destinazione. Faccio la conta dei danni: lei ha una gamba del pantalone zuppa, perchè è riuscita a tirarla fuori dall'incerata, com'è possibile? Eh mi sa che non l'ho chiusa bene, dev'essere a tenuta stagna, non deve proprio passare aria.
Io? Sono fradicia. Dettagli, la mamma ha da schiattà.
Ovviamente, essendo mamma debosciata, nella borsa non c'è un pantalone di ricambio per lei, mi chiedo a questo punto cosa ci sia dentro visto che pesa 8 tonnellate. 
Cerco di asciugarla alla bell'e meglio poi esco con la mia amica.
Da qui è tutto in discesa. Metto la Pop nel marsupio e la mia amica porta il passeggino vuoto. Fa "Ficoo com'è maneggevole e divertente da portare!" si peccato che vada addosso a tutti gli spigoli.
Prendiamo la metro, la A questa volta. Io le faccio con aria vissuta "Vedrai ora l'omino ci apre". Non esce nessuno, lei si affaccia al gabbiotto, fa un gesto e quello "Ahoooooooo basta che spigni". ah..thank you so much sir.
Ci fermiamo in un bar per fare due chiacchiere in pace. La Pop all'inizio punta le patatine dei vicini poi sta buona, presa dalla piadina su cui si avventa, dopo un po' vuole girovagare. Il bar è uno dei peggiori di Caracas, lei si avvicina pure pericolosamente a uno o una che c'ha mezzo culo peloso di fuori (maledetti jeans a vita bassa).
La Pop quando è in giro spesso è molto socievole, se siamo in treno o al ristorante, individua un obiettivo e lo punta, finchè non riceve un sorriso o una moina non cede. Fa tutta una serie di ammiccamenti, giochi di sguardi e movimenti di sopracciglie all'insù, versetti che è impossibile resisterle. Sceglie individui particolarmente ostici, mica la vecchina che sarebbe  come giocare in casa. Predilige gli ossi duri, quelli che odiano o ignorano i bambini.
E' come la mia gatta che si struscia contro quelli che sono allergici!
In metro l'ho vista dare una gomitata al vicino e tentare di corromperlo donandogli il suo biscotto sbavato.
Anche qui tutti mi cedono il posto, dovrei dirgli che quando è nel marsupio la Pop preferisce che io stia in piedi e magari mi muova (tipo Speed se ti fermi sei morto) ma la prenderebbero come uno sgarbo allora accetto.
Riprendiamo il trenino tutto ok e poi viene il papide a prenderci alla stazione, saliamo in macchina, tempo 3 secondi, la pop esausta ronfa.




lunedì 16 aprile 2012

Post autocelebrativo con errata corrige


Mi chiedono “Devi avere molto tempo a disposizione, ma quanto ci metti a scrivere?”.
Ci metto in genere una ventina di minuti, il momento migliore è in ufficio, intorno alle 11 appena cioè sono sufficientemente sveglia. Mi piace scrivere mentre intorno a me c’è silenzio. Forse riuscirei altrettanto bene di notte ma non oso privarmi del sonno e se lo facessi preferirei dedicarmi ad altro.
Scrivo di getto, come mi viene, spesso metto pochissima punteggiatura. Poi alla fine rileggo, prendo una manciata di virgole e le butto come coriandoli sul post.
Ho un po’ di problemi con la punteggiatura, mi viene in mente un consiglio che ci diede la mamma di un mio compagno alle elementari “Quando leggete, se trovate un punto fate una pausa facendo un respiro, se c’è la virgola fate una pausa più piccola”. Io ci provo a rileggere usando questo barbatrucco ma rimango sempre un po’ perplessa e con i miei dubbi.
Quando il post ti scappa non c’è niente da fare è come la pipì, urge che tu lo scriva e lo pubblichi in fretta.
La composizione di alcuni è sofferta, è un parto, forse ci sono talmente cose da dire che non sai da dove iniziare, o hai paura di non riuscire a rendere a parole quello che provi, quello dell’Aquila è stato così. Forse se l’avessi scritto di getto, appena visitata la città sarebbe stato diverso o forse è stato meglio avere un po’ di tempo di decantazione, tanto le emozioni vissute erano talmente forti da rimanere intatte per molto tempo.
Sono orgogliosa che sia stato molto letto, anche da persone estranee e che sia stato utile per far capire com’è la situazione in quella città, oltre le immagini e le chiacchiere che ci vengono proposte in tv. Non dimenticando che non avevo la pretesa di fare un dossier giornalistico ma un atto d’amore verso L’Aquila, un mio punto di vista, l’impressione che la vista delle macerie ha avuto su di me.
C’è un altro post che vorrei scrivere prima o poi, che preme e mi urge, che mi costerà lacrime, sudore e sangue e che vorrei ricevesse la giusta risposta…anche se so che alla fine della scrittura ne uscirò emotivamente distrutta; aspetto l’occasione giusta, consapevole che se scrivo è forse soprattutto per scrivere proprio di quello.
Poi è successo l’imponderabile, l’imprevisto, che l’ultima persona che pensi possa leggere quello che scrivi sul blog, lo legga: la socera. Complice il post sulla Bis ricevo i suoi complimenti e la perplessità del socero di fronte al mio lessico famigliare: Pop? Mm?...azz ma allora l’hanno letto sul serio!?
Giuro solennemente che questo incidente di percorso non cambierà la mia serenità e spontaneità nello scrivere, parolacce incluse.
Mi imbarazza molto parlare dal vivo, di persona con chi mi legge delle cose che scrivo, quindi se intendete intraprendere una conversazione con me maggiore di 5 minuti sull'argomento, può darsi che io mi limiti a sorridere o dopo un po' inizi a negare la maternità o paternità del blog.
Non ho ancora capito se i miei lo leggono oppure no. Il fatto è che se glielo chiedo rischio che magari non ne sapevano nulla e si sentano in obbligo di andarlo a vedere e così mi frego con le mie mani.
Abbiamo cambiato la grafica, se n'è occupato mm che è grafico, che fa la grafica a chiunque, al mondo, tranne che a me e finalmente ci si è dedicato un po'.
Un'amica mi fa "Ma hai cambiato la grafica del post? Era meglio prima" Ahahahhahaha l'ego di mm è ancora nascosto sotto qualche sasso.

Capita di scrivere post con l’anima pensando: “Ah si questo di sicuro spacca” che poi invece passano in sordina e altri su cui non avresti scommesso due lire che invece vengono osannati come i migliori, ad esempio il primo sul centro benessere megafico.
A proposito ovviamente immaginerete che è possibile vedere quante persone visualizzano un post, io mi diverto a vedere la classifica dei più letti e quante persone si collegano quando non ho pubblicato nulla che vanno a controllare se ci sono novità.

Tra le altre cose si può anche vedere in che modo le persone sono arrivate al blog, ad esempio cosa hanno digitato su google.
C’è un poveraccio, che già adoro ed ho eletto a mito dell’anno, che un giorno ha digitato su google “LA MEGAFICA” e gli è uscito il mio post sulla Spa megafica, che ha qualche elemento hard ma non quanto lui di sicuro stava cercando. Mi scuso con lui per lo shock subito, sarei curiosa di sapere se si è fermato a leggere qualcosa o se ha chiuso tutto schifato.
Da allora quel termine è entrato di diritto nel mio vocabolario come donna di rara bellezza e avvenenza.
Chissà perché però nessuna donna ha fatto la ricerca come “megafico” visto che ho anche quello tra i titoli!

Ci sono i post che spaccano, quelli incompresi e poi quelli come questo che definisco di transizione, di passaggio.
Ho commesso qualche erroruccio nei post passati, nessuno mi è stato segnalato da altri, li ho trovati io o mm che è un giudice severo e fra un po’ gli inibisco la lettura del blog, mi dà soddisfazione solo quando lo sento ridacchiare mentre legge.
Uno è nel post di Pasqua: avevo scritto che capita di lunedì, ovviamente invece è di domenica ma questo testimonia la mia scarsa simpatia e affinità con questa festa.
L'altro è in quello di ieri "Goldeneye & Broken Heart": avevo scritto erroneamente che il precordial thump andava dato 3 dita sotto lo sterno, poi ci ho ripensto, ho mimato il gesto, il cazzottone sarebbe arrivato in piena pancia…e ho capito che c’era qualcosa che non andava. E’ tre dita sopra.

Vorrei che i maschietti che mi leggono facessero outing, perchè ben venga il mio vibrante gineceo di fans ma vorrei pure sapere dell'altra metà della mela, tanto lo so che c'è, solo che partecipa in maniera silente.
Sia mai che io diventi un blog di settore, per sole fanciulle!

Progetti per il futuro? A parte il cinema...ci sono un paio di ideuzze che mi ronzano in capo, perchè a me il  Vatnajokull mi spiccia casa. Non ho ancora capito che sono sfizi che mi voglio togliere usando biecamente la scusa del blog o se sono diventata davvero così nobile d'animo.

C’è chi mi dice “Ma perché non scrivi un libro?”.
Perché un libro secondo me deve avere una storia, un filo conduttore, non essere un fritto misto di paranza.
O chi mi dice “Perché non scrivi per un giornale, per una rivista, per un vattelappesca?”.
Perché voglio la libertà di scrivere quando mi pare, dell’argomento che mi ispira, di smettere se mi va, di sputtanare chi mi pare o osannare chi mi va, perché non credo di essere in grado di scrivere su commissione, in sostanza perché non mi sento una marchettara (e andiamo che sono giorni che volevo usare questo termine!).


Aggiornamento del 7 maggio 2012: oltre all'ormai caro e già annoverato nel parlare comune, nell'edizione Zingarelli 2013, nonchè approvato dall'Accademia della Crusca termine "Megafica" il blog mi è risultato googlato da qualcuno scrivendo "Megafica al mare" e "Megafiga enorme".
Chissà cosa cercava con la versione balneare della stessa...bah.
Poi mi risulta un "massaggio+idromassaggio+ nudo" e direi che col filone hard siamo messi molto bene e anzi credo che mi dovrei buttare proprio su quello.
Inoltre registro un "pillola del giorno dopo non ha funzionato" da cui sarà stata dirottato su
http://www.buonecosedipessimogusto.blogspot.it/2012/05/quello-che-non-dovrebbe-mai-accadere.html il che mi fa forse credere che la pillola non l'avrà mai più usata, forse, chissà.
E poi qualcuno cercava "una corsa in taxi perdevo il treno stazione termini" e gli sono uscita io!!
Misteri di google...